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Tornare a Sartre. In dialogo con Massimo Recalcati
The contribution published here is based on a transcription of a seminar with Massimo Recalcati (IRPA - Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata) which was organised by the Sartre Research Group (Università degli Studi “Roma Tre”) in April 2021 on the occasion of the publication of the volume “Ritorno a Sartre. Esistenza, infanzia e desiderio” (Einaudi). The discussion focuses on the relations, actual and possible, between freedom and destiny in Sartre’s thought. A crucial step along this path is an unprecedented notion of childhood whereby it is conceived not as a transitory and archaeological phase, but as an ‘unassimilable’ plexus that existence must constantly come to terms with. Using a comparison with psychoanalysis, a theme emerges concerning how the Other can “constitute” the life of the subject. At the same time, it is shown that this same life – although “acted” by the Other – can subjectify itself into an unforeseen singularity through the creative freedom that Sartre defines as a “petit décalage”
The night of Gethsemane By Massimo Recalcati, Einaudi, 2019
The book by psychoanalyst Massimo Recalcati, The night of Gethsemane, p. 78, Einaudi publisher, year of publication 2019, aims at highlighting the radically human aspect that Jesus shows when, in the interminable night of Gethsemane, His life experience proves that typical emptiness of the one who experiences solitude, betrayal and abandonment.
The author, through nine chapters, guides the reader along a path aimed at capturing the actual human turmoil that characterizes the existential journey of Jesus, who seems to be able to surrender himself to his story only after having faced with difficulty the controversies of his own existence
Recensione a: Massimo Recalcati, Contro il sacrificio. Al di là del fantasma sacrificale
Recensione ad un importante testo di Massimo Recalcati, dedicato al fantasma sacrifical
Il tesoro nel campo. Recalcati e la singolarità della parola
Nell'articolo analizzo il linguaggio televisivo di Massimo Recalcati come tensione tra la singolarità e l'universalità
O homem sem inconsciente de Massimo Recalcati. Elementos para o debate entre Psicanálise e Religião
O presente artigo tem como objetivo esclarecer o conceito de "homem sem inconsciente" de Massimo Recalcati eevidenciar como que esta proposta do psicanalista italiano pode ser um suporte interessante para pensar a Religião na hipermodernidade a partir da Psicanálise
PASOLINI – O FANTASMA DA ORIGEM: de Massimo Recalcati
Recentemente, saiu pela Editora Âyiné, um livrinho curto que, entre pequenos ensaios, reflete teses pasolinianas de maneira tal que sua estrutura de setenta e seis páginas, prepara o leitor para o vasto campo de possibilidades da obra de Pasolini. Seu título, impenetrável a princípio, Pasolini – o fantasma da Origem, também é parte de um ensaio pertencente ao livro. Seu autor, Massimo Recalcati, psicanalista e escritor italiano, famoso por adentrar a contemporaneidade mediante um olhar psicanalítico, dispõe uma linha narrativa entre um ensaio e outro, não escapando totalmente da singularidade intricada de que possui a narrativa pasoliniana, mas facilitando e muito o acesso com uma escrita linear
Conversione in atto. Agostino nella lettura di Massimo Recalcati.
In alcuni suoi testi recenti, lo psicoanalista italiano Massimo Recalcati ha proposto
una stimolante lettura delle Confessioni agostiniane. Il contributo, innanzi tutto, si propone di mostrare come tale lettura si inserisca nel quadro più ampio della riflessionepsicoanalitica di Recalcati, considerata in relazione ai suoi sviluppi paralleli concernenti i temi della creazione artistica, del processo di soggettivazione e dell’esperienza analitica. Attraverso l’approfondimento previo di alcune nozioni centrali (es. “sublimazione”, “atto”, “ripresa”, “grazia”), poi, il contributo mira a precisare i tratti specifici dell’interpretazione di Agostino proposta da Recalcati, con particolare riferimento allo statuto e agli elementi costitutivi del processo di conversione. Il contributo, infine, si chiude con una breve riflessione intorno alla prospettiva “etica” rivendicata dall’interpretazione di Recalcati, la quale, confrontandosi con Agostino, enfatizza e ripensa il rapporto tra grazia, libertà e responsabilità
L’incessant désir de la poursuite de soi : Réflexions sur le Retour à Jean-Paul Sartre (Ritorno a Jean-Paul Sartre) de Massimo Recalcati
Réflexions sur le Retour à Jean-Paul Sartre (Ritorno a Jean-Paul Sartre) de Massimo Recalcati. Ce livre propose une lecture du philosophe liée à la psychanalyse et en particulier à celle de Lacan. Symbole de l'« engagement », l'auteur de La Nausée explique que nous n'avons pas à nous engager, puisque le faisons déjà. La passivité devient un choix d'inertie. Nous serions condamnés à être libres « en situation », immergés dans le monde, toujours sujets.Riflessioni sul Ritorno a Jean-Paul Sartre di Massimo Recalcati. Nel volume si propone una lettura del filosofo legata alla psicoanalisi e in particolare a quella di Lacan. Simbolo dell’« engagement », l'autore de La nausea spiegava che non dobbiamo impegnarci, lo siamo già. La passività diventa una scelta di inerzia. Si è condannati a essere liberi « in situazione », immersi nel mondo, sempre soggett
L'inconscio dell'opera d'arte: l'estetica psicoanalitica di Massimo Recalcati.
Massimo Recalcati, dopo il diploma di agrotecnico, si laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano sotto la guida di Franco Fergnani, con una tesi dal titolo "Desir d'être e Todestrieb. Ipotesi per un confronto tra Sartre e Freud” . Nel 1989 si è specializzato presso la scuola di Psicologia di Milano diretta da Marcello Cesabianchi, discutendo la sua tesi di specializzazione in Psicologia, dal titolo "Analisi terminabile ed interminabile. Note sul transfert", con il professor Enzo Funari.
Ha insegnato in varie università, fra le quali quelle di Padova, Urbino, Bergamo, Losanna; e attualmente, insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l'Università degli Studi di Pavia, e "Psicoanalisi e scienze umane" all'Università degli Studi di Verona.
È direttore scientifico dell'Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata (IRPA) e nel 2003 ha fondato la Jonas onlus, centro di clinica psicoanalitica e psicoterapeutica per i nuovi sintomi, con diverse sedi decentrate nel territorio.
Il suo lavoro teorico si è concentrato, in una prima fase, sull'insegnamento di Jacques Lacan nella storia della psicoanalisi dopo Sigmund Freud, questi studi sono confluiti nell'opera in due volumi, Jacques Lacan. Desiderio, godimento e soggettivazione (2012) e Jacques Lacan. La clinica psicanalitica: struttura e soggetto (2016).
Il suo lavoro teorico e le sue ricerche cliniche sulla Psicopatologia contemporanea, in particolare sull’anoressia, la bulimia e i disturbi alimentari si possiamo trovare esplicate in testi come Il soggetto vuoto. Clinica psicoanalitica delle nuove forme del sintomo (2011) e L'uomo senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica (2010).
Dalla pubblicazione di "Cosa resta del padre? La paternità nell'epoca ipermoderna" (2011), si dedica alla ricerca intorno alla figura del padre e al suo declino, le cui idee e ricerche confluiscono nella teorizzazione del "Complesso di Telemaco" come chiave per intendere il rapporto tra le generazioni contemporanee.
I lavori successivi, quali "Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa" (2013), "L'ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento" (2014), sono dedicati invece al problema della scuola e alla pratica dell'insegnamento
Ma quello su cui vorrei focalizzare l’attenzione nella tesi è il rapporto fra arte, estetica e psicoanalisi. Per Recalcati l'opera d'arte non è solo il luogo di manifestazione dei fantasmi inconsci dell'artista ma anche e soprattutto il luogo stesso dell'evento inconscio. A queste tematiche ha dedicato tre libri “Il miracolo della forma. Per un'estetica psicoanalitica” (2007) “Lavoro del lutto melanconia e creazione artistica” (2009) e il recentissimo, fresco di stampa “Il mistero delle cose” (2016). Proprio in quest’ultimo testo troviamo espressa la sua poetica di anti lettura di arte come sintomo >
Mi sembra doveroso inizialmente riportare le sue teorie alla luce delle quali leggere l’opera d’arte, concentrandomi essenzialmente su:
• la sublimazione,
• la Cosa,
• le tre estetiche di Lacan: l’estetica del Vuoto, l’estetica anamorfica, e l’estetica della lettera
• il lavoro del lutto
• la melanconia
• il reale e la realtà
Mentre nella seconda parte passerei in rassegna gli autori e le opere citati da Massimo Recalcati nel libro “Il miracolo della forma. Per un'estetica psicoanalitica” (2007) che sono:
I sacchi e le plastiche di Burri, i muri di Tàpies, gli "ideogrammi" di Kline, le bottiglie di Morandi, le sgocciolature di Pollock, le machhie e il resto di Kounellis, la menconia di Van Gogh
In seguito gli autori citati nel saggio “Il mistero delle cose” (2016) che sono:
Vedova, Kounellis, Celiberti, Parmiggiani, Frangi, Congdon, Papetti
Dalla sua sconfinata bibliografia ho trovato alcuni saggi, o note introduttive ai cataloghi di autori che riguardano anche gli autori:
Fantini, Frani, Scarabicchi, Luciani
In ultimo Recalcati ha dedicato un’ intero libro all’analisi di Vincent Van Gogh dal titolo “Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh” (2009)
Quindi dopo aver esposto le teorie e aver declinato queste teorie nelle opere di questi artisti, nelle conclusioni, vorrei esporre il mio punto di vista su queste questioni senza dubbio interessanti ma spigolose: quanto l’autore cerca di incollare le sue teorie su artisti già di per sé border line? Possono le sue teorie essere applicate universalmente? Ma se anche così non fosse, non sono comunque una chiave di lettura imprescindibile
Perdono e intimità in due storie d’amore: L’uomo che guarda e Suite francese. I tentativi di superare le barriere narcisistiche all’amore nelle teorie di Massimo Recalcati e di François Jullien
In questo contributo presentiamo le versioni dell'amore proposte da Massimo Recalcati e da François Jullien in alternativa all'interpretazione tutta improntata al rispecchiamento narcisistico data da Sigmund Freud. Il confronto con la teoria lacaniana ci permetterà di mostrare il legame dell'amore narcisistico con i meccanismi di difesa dell'Io, in opposizione alle possibilità creative e agli sguardi sul Reale che un amore coraggioso, in quanto rapporto di natura distintiva, può riservare al soggetto. A titolo di esempi delle diverse manifestazioni dell'amore saranno analizzati il romanzo L'uomo che guarda di Alberto Moravia e il film Suite francese di Saul Dibb.In this contribution we present the versions of love proposed by Massimo Recalcati and François Jullien as alternatives to the freudian interpretation, imprinted on the narcissistic reflection. The confrontation with the lacanian theory will show the link between narcissistic love and the Ego's defense mechanisms, in opposition to the creative possibilities that a courageous love, as a relationship of distinctive nature, can reserve the subject. The novel L'uomo che guarda by Alberto Moravia and the movie French Suite by Saul Dibb will be analyzed as examples of brave love
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