University of Pisa

Electronic Thesis and Dissertation Archive - Università di Pisa
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    62966 research outputs found

    Simulation of Thermal Runaway in Li-Ion Cells to Support the Design of AAM Battery Packs

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    This thesis addresses the critical challenge of simulating and mitigating thermal runaway (TR) in lithium-ion batteries, with a focus on applications in aeronautical systems. As the aviation industry transitions toward electric propulsion, ensuring battery safety under extreme conditions is paramount. The work develops a simplified thermo-fluid dynamic model to predict temperature and pressure evolution during TR events, validated through experimental tests and numerical simulations using Ansys Fluent and Transient Thermal modules. The model emphasizes gas dynamics, analyzing turbulent flow and heat transfer during TR, while accounting for chemical reactions and gas species released (e.g. H₂, CO, CH₄). Key parameters such as gas pressure, temperature distribution and heat generation are estimated to guide material selection and battery pack design. Experimental setups with cylindrical 21700 cells (100% SOC) under TR conditions provided validation data, revealing critical insights into flame behavior, gas venting and heat dissipation. Despite its simplified approach, the model provides a computationally efficient framework for preliminary design, ensuring compliance with aeronautical safety standards. Future research directions include integrating chemical reaction kinetics, extending simulations to multi-cell configurations and validating structural deformations under TR-induced pressures. These advancements aim to enhance the model's accuracy and applicability, enabling practical solutions such as venting system optimization, thermal propagation analysis and structural integrity assessments of bonded joints in battery packs

    Experimental and Numerical Analysis of Heat Transfer in sCO2-Cooled Blade Geometries

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    This thesis presents a numerical and experimental investigation of heat transfer with supercritical carbon dioxide (sCO2) used as a coolant for some literature geometries. The study combines experimental measurements with computational simulations to analyze heat transfer coefficient, flow behavior, and thermal performance under various operating conditions. The experimental setup includes a test section designed to evaluate heat transfer in sCO2 at different pressures and temperatures, while numerical models are developed using CFD simulations to predict flow and thermal fields. Findings provide valuable insights for optimizing heat exchanger designs in supercritical power cycles, refrigeration systems, and advanced thermal applications, contributing to improved efficiency and performance

    Explainable Deep Learning for Medical Imaging: Bridging the Gap Between AI Algorithms and Clinical Decision-Making

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    Negli ultimi anni, l'Explainable Artificial Intelligence (XAI) sta assumendo un ruolo sempre più rilevante per migliorare l'interpretabilità dei modelli di Deep Learning (DL) nelle applicazioni di imaging medicale. Questo interesse è alimentato dalle notevoli prestazioni ottenute dagli algoritmi di DL nell'esecuzione di una vasta gamma di compiti di analisi dell'imaging medico. Il DL può significativamente supportare l'analisi dei dati medici sotto vari punti di vista, i quali includono la riduzione del carico di lavoro dei clinici, l'automatizzazione di compiti dispendiosi e garantendo prestazioni più elevate, maggiore oggettività e riproducibilità nelle valutazioni. Il DL può inoltre servire come potenziale strumento di "knowledge-discovery'', in termini di estrazione di image-biomarkers ancora sconosciuti. Tuttavia, la mancanza di trasparenza nella comprensione e spiegazione dei processi decisionali e dei fattori chiave che influenzano questi modelli solleva preoccupazioni etiche, di sicurezza e di affidabilità. Questa limitazioni ne riducono l'accettabilità e creano scetticismo da parte degli utilizzatori, in particolare in settori ad alto rischio come la sanità. La necessità di algoritmi trasparenti e spiegabili sta attirando anche l'attenzione delle autorità di regolamentazione, evidenziando che la ricerca XAI potrebbe influenzare direttamente lo sviluppo industriale di dispositivi software medici basati su AI. Nonostante vi sia un crescente interesse in materia di XAI, non esiste un consenso ampio su come raggiungere una piena interpretabilità nei sistemi AI basati su DL. Questa sfida è ulteriormente complicata dalla difficoltà di valutare i metodi XAI. Attualmente, non ci sono framework universalmente riconosciuti per valutare la qualità degli output prodotti da modelli di XAI, e la valutazione delle spiegazioni rimane un'area di ricerca complessa ed in evoluzione. Questa tesi ha l'obiettivo di integrare la XAI nell'analisi dell'imaging medico per sviluppare sistemi di supporto decisionale che superino le limitazioni del paradigma del "black-box". In recent years, Explainable Artificial Intelligence (XAI) has become increasingly relevant to enhance the interpretability of Deep Learning (DL) models in medical imaging applications. This interest stems from the remarkable performance obtained by DL algorithms for the execution of a wide variety of relevant medical imaging analysis tasks. DL can significantly aid in medical data analysis by reducing clinician workload, automating time-intensive tasks, and ensuring higher performance, objectivity, and reproducibility in evaluations. Additionally, DL holds potential as a knowledge-discovery tool, in terms of extracting yet unknown image-based biomarkers. However, the lack of transparency in understanding and explaining the decision-making processes and key factors influencing these models raises ethical, safety, and trustworthiness concerns. This limitation reduces their acceptance, particularly in high-risk areas such as healthcare. The need for transparent and explainable algorithms is also drawing attention from regulatory bodies, highlighting that XAI research may directly influence the industrial development of AI-powered medical software devices. However, despite this growing interest, there is no broad agreement on how to achieve full interpretability in DL-based AI systems. This challenge is further compounded by the difficulty in evaluating XAI methods. Currently, there are no universally recognized standard frameworks to assess the quality of XAI outputs, and the evaluation of explanations remains a complex and evolving research area. This thesis aims to integrate XAI into medical imaging analysis to develop decision-support systems that overcome the limitations of the "black-box" paradigm

    Strategie di ricerca e selezione dei fornitori: un'analisi del portafoglio ordini tramite la matrice di Kraljic. Caso aziendale: Prysmian Livorno

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    La tesi esplora le attività svolte durante uno stage effettuato presso l'ufficio acquisti dello stabilimento di Livorno della Prysmian. L'elaborato è così strutturato: nel primo capitolo è stata illustrata l'azienda, la sua struttura, quale è il business core; inoltre è stato illustrato l'assetto organizzativo dello stabilimento di Livorno con un focus sulle attività svolte dall'ufficio acquisti e su quali siano le principali sfide per gli approvvigionamenti. Nel secondo capitolo l'elaborato si focalizza sull'analisi e categorizzazione degli ordini emessi dall'ufficio acquisiti nell'anno 2023 e successiva analisi attraverso la matrice di Kraljic al fine di mettere in evidenza eventuali criticità presenti nella catena di fornitura. Nel terzo capitolo è stata condotta un'analisi maggiormente dettagliata sulla tipologia di approvvigionamento in atto per il reperimento della famiglia di prodotto ritenuta critica e sono stati analizzati i vantaggi e gli svantaggi derivanti dal passaggio da una strategia di approvvigionamento di single sourcing a un dual sourcing. Nel quarto capitolo, è stata illustrata la procedura che ha condotto all'individuazione di un fornitore alternativo per mettere in atto una strategia di approvvigionamento di dual sourcing, lo strumento maggiormente utilizzato in questa fase risulta essere il vendor-rating che ha permesso di identificare l'alternativa migliore. Infine, l'ultimo capitolo è dedicato all'analisi dei risultati ottenuti da questo cambiamento di strategia, illustrando come è cambiata la struttura della matrice e quali sono stati i risparmi in termini economici da parte dello stabilimento a seguito dell'introduzione di questo fornitore alternativo

    Implementazione della norma ISO9001: il caso di eLife Project

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    Il mio elaborato di tesi tratta della norma ISO 9001, lo standard internazionale in merito alla certificazione del sistema di gestione della qualità. In una prima fase lo scopo è stato quello di esaminare quella che è la norma, partendo dalle sue origini, passando per i suoi diversi cambiamenti fino ad arrivare alla norma che conosciamo oggi la ISO 9001:2015. In una seconda fase invece mi sono occupato con il supporto della società di consulenza Itinera Servizi alle imprese dell’implementazione del sistema di gestione della qualità dell’azienda Elife Project srl. Tale lavoro ha riguardato le varie fasi che sono state affrontate dall’azienda Elife Project fino alla fase precedente all’audit, ciò è servito all’azienda Elife per arrivare a rispettare quelli che sono gli standard richiesti dalla norma ISO 9001:2015 affinché il sistema di gestione della qualità potesse considerarsi in linea con ciò che veniva richiesto

    Programmazione sanitaria e creazione di Valore: il caso del PIAO dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana

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    L'elaborato tratta il tema della creazione di valore pubblico e della programmazione in ambito delle pubbliche amministrazioni, con specifico riferimento all'ambito delle aziende sanitarie. Si descrive il concetto di valore pubblico e la sua misurazione per gli enti locali. Successivamente viene analizzato il processo di Programmazione, Controllo e Valutazione che porta alla creazione di valore pubblico. Inoltre, viene effettuata un'analisi dell'evoluzione degli strumenti di programmazione fino all'introduzione del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO). Il PIAO (introdotto all’articolo 6 del decreto legge n. 80/2021, il cosiddetto “Decreto Reclutamento”) è un documento unico di programmazione e governance, operativo dal 1° luglio 2022, che sostituisce una serie di Piani che fino a quel momento le amministrazioni erano tenute a predisporre. Infine, viene analizzato e descritto il PIAO deliberato dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana per il triennio 2025-2027, con particolare attenzione agli elementi di continuità e di sviluppo rispetto al PIAO degli anni precedenti

    Predictors of Cognitive Decline and Conversion to Dementia in Geriatric Patients with Mood and Anxiety Disorders: A Longitudinal Evaluation of Mild Behavioral Impairment, Mild Cognitive Impairment, and Plasma Biomarkers

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    Introduzione: L'identificazione precoce degli individui a rischio di decadimento cognitivo è essenziale per lo sviluppo di terapie per le malattie neurodegenerative. Studi precedenti hanno evidenziato che la presenza di sintomi neuropsichiatrici ascrivibili al costrutto del Mild Behavioral Impairment (MBI) possa rappresentare un fattore di rischio per la demenza. Recentemente, inoltre, sono stati studiati biomarcatori ematici come la tau fosforilata 217 (pTau217) e la catena leggera dei neurofilamenti (NfL), associati rispettivamente alla malattia di Alzheimer e al danno assonale. Obiettivi: Valutare il valore dell'MBI nel predire la progressione a demenza e analizzare l'efficacia dei biomarcatori ematici nell'identificazione dei pazienti con MBI e Mild Cognitive Impairment (MCI), nonché di quelli a rischio di progressione verso la demenza. Inoltre, determinare l'utilità di questi biomarcatori per monitorare il declino cognitivo nel tempo. Metodo: È stato condotto uno studio longitudinale su un campione di 51 individui anziani non affetti da demenza (età ≥ 60 anni) giunti alla nostra attenzione per disturbi dell'umore o d'ansia. Lo stato psichiatrico, neuropsichiatrico e cognitivo dei partecipanti è stato valutato mediante scale di valutazione standardizzate, e le misurazioni ematiche dei biomarcatori neurodegenerativi, NfL e pTau217, sono state effettuate al basale e al termine di un follow-up di 12 mesi. Risultati: I pazienti con MBI presentano una prevalenza significativamente più elevata di dislipidemia (p < 0,001) e una maggiore probabilità di progressione verso la demenza (p = 0,006) rispetto a quelli senza MBI. Sebbene i livelli di pTau217 al basale siano più alti nel gruppo con MBI, questa differenza non è statisticamente significativa (p = 0,096). Tra i pazienti con MCI, la dislipidemia è più comune (p = 0,059) e i tassi di MBI sono significativamente più elevati (p < 0,001), con un rischio maggiore di progressione verso la demenza (p < 0,001) rispetto ai pazienti senza MCI. Inoltre nei pazienti con MCI si osservano livelli più elevati di pTau217 (p = 0,003) e NfL (p = 0,042). I pazienti che convertono a demenza mostrano un esordio più tardivo dei sintomi psichiatrici (p = 0,036), una prevalenza di MBI più elevata (p = 0,006) e livelli basali relativamente più elevati di pTau217 (p = 0,053) e NfL (p = 0,091). Il numero limitato di pazienti che ha ripetuto il prelievo al termine del follow-up potrebbe aver ridotto la potenza statistica, limitando la capacità di rilevare differenze significative nei livelli di pTau217 e NfL tra i gruppi alla conclusione del follow-up. Il modello di regressione logistica ha evidenziato che livelli di NfL superiori alla mediana rappresentano un predittore significativo di MCI, aumentando il rischio di cinque volte (p = 0,014). Sebbene l'età di esordio dei sintomi psichiatrici sembri aumentare il rischio di MCI (p = 0,054), tale effetto non raggiunge la soglia di significatività statistica. Per quanto riguarda la conversione a demenza, l'MBI si è dimostrato un predittore significativo, incrementando il rischio di circa 16 volte (p = 0,015). Parallelamente, i livelli superiori alla mediana di pTau217 indicano una possibile associazione con la conversione a demenza (p = 0,061), suggerendo una tendenza che tuttavia non raggiunge la significatività statistica. Conclusioni: In questo studio, l'integrazione della valutazione psichiatrica, dei biomarcatori ematici, della valutazione di MBI, dei profili metabolici e dello screening cognitivo fornisce un approccio efficace per l'identificazione precoce del rischio di demenza. L'associazione osservata tra MBI e un aumento della progressione verso la demenza supporta il ruolo potenziale dell'MBI come predittore significativo di declino neurocognitivo. Inoltre, lo studio evidenzia la relazione tra MBI, MCI e biomarcatori ematici di neurodegenerazione, sottolineando l'utilità di questi indicatori nella rilevazione delle fasi iniziali della neurodegenerazione. Questo approccio integrato è utile per impostare diagnosi e interventi tempestivi nelle fasi precoci del declino cognitivo offrendo un'alternativa meno invasiva rispetto ai metodi diagnostici più complessi. Background: Early identification of individuals at risk for cognitive decline is essential for developing therapies for neurodegenerative diseases. Mild Behavioral Impairment (MBI) has been suggested as a possible risk factor for dementia and blood-based biomarkers such as phosphorylated tau 217 (pTau217) and neurofilament light chain (NfL) have been associated with Alzheimer’s disease and axonal damage respectively. Aims: To assess the predictive value of MBI for the progression to dementia and to evaluate the effectiveness of blood-based biomarkers in identifying patients with MBI and Mild Cognitive Impairment (MCI), and those at risk of progressing to dementia. Additionally, to determine the utility of these biomarkers for monitoring cognitive decline over time. Method: This longitudinal study assessed 51 elderly, non-demented individuals (aged ≥ 60) with mood or anxiety disorders, evaluating psychiatric, neuropsychiatric, and cognitive status, with blood measurements of NfL and pTau217 at baseline and a one-year follow-up. Results: Patients with Mild Behavioral Impairment (MBI) have significantly higher dyslipidemia prevalence (p < 0.001) and a greater likelihood of progression to dementia (p = 0.006) compared to those without MBI. Although baseline pTau217 levels are higher in the MBI group, this difference is not statistically significant (p = 0.096). Among patients with MCI, dyslipidemia is more common (p = 0.059), and MBI rates are significantly elevated (p < 0.001), with a higher risk of dementia progression (p < 0.001) and elevated pTau217 (p = 0.003) and NfL (p = 0.042) levels. Dementia converters show a later onset of psychiatric symptoms (p = 0.036), increased MBI prevalence (p = 0.006), and marginally higher baseline pTau217 (p = 0.053) and NfL (p = 0.091) levels. Limited follow-up may have reduced the power to detect significant differences in pTau217 and NfL levels across all groups. Logistic regression analysis identifies NfL levels above the median as a significant predictor of MCI (p = 0.014), which increases the risk fivefold. Age of onset of psychiatric symptoms has a marginal effect (p = 0.054). For dementia conversion, MBI is a strong predictor (p = 0.015), raising the risk by about 16 times, with median pTau217 levels showing a potential association (p = 0.061). Conclusion: In this study, the integration of psychiatric evaluations, blood-based biomarkers, MBI assessments, metabolic profiling, and cognitive screening provides an effective approach for early detection of dementia risk. The observed association between MBI and an increased risk of progression to dementia supports the potential role of MBI as a significant predictor of neurocognitive decline. Additionally, the study highlights the relationship between MBI, MCI, and neurodegeneration biomarkers, underscoring the utility of these indicators in detecting early neurodegenerative stages. This comprehensive approach supports timely interventions while offering a less invasive alternative to more complex diagnostic methods

    Valutazione dell'efficienza di transfezione di esosomi caricati con RNA e strategie per il miglioramento della capacità di delivery.

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    I farmaci a base di RNA rappresentano una strategia innovativa e promettente per trattare patologie geniche grazie alla capacità di modulare direttamente l’espressione genica, contrastando meccanismi patologici ove sono coinvolte tali disregolazioni a livello di uno specifico RNA. Tuttavia, lo sviluppo di sistemi efficienti per il delivery intracellulare di RNA terapeutici, come siRNA e miRNA, rimane una sfida fondamentale. I siRNA (small interfering RNA) sono molecole di RNA a doppio filamento che agiscono sull’RNA messaggero di specifici geni, permettendone il loro silenziamento; mentre i miRNA (microRNA) sono molecole endogene di RNA che modulano l’espressione genica influenzando la traduzione o la stabilità dell’mRNA. Entrambi rivestono un grande interesse terapeutico, poiché la loro capacità di regolare l’espressione genica consente di intervenire in modo altamente specifico su sequenze coinvolte in patologie geniche, oncologiche, cardiovascolari, metaboliche ecc, ripristinando il corretto funzionamento biologico. Gli esosomi sono vescicole secrete da tutte le cellule dell’organismo sia in condizioni fisiologiche che patologiche, garantendo la comunicazione cellulare grazie al trasporto di RNA codificanti e non codificanti, DNA, e proteine, influenzando l’attività delle cellule bersaglio. Numerosi studi recentemente hanno proposto gli esosomi come sistemi di veicolazione alternativi di molecole terapeutiche, inclusi gli RNA, considerandone l’alta biocompatibilità, bassa immunogenicità e dimensioni nanometriche. Lo scopo di questo progetto di tesi, verte sull’analizzare l’efficacia degli esosomi come vettori per il delivery di RNA terapeutici, affrontando sfide legate ai processi di internalizzazione e post internalizzazione. L’obiettivo finale è di sviluppare una strategia in grado di superare tali limiti, rendendo gli esosomi ingegnerizzati strumenti terapeutici per il trattamento di patologie geniche e metaboliche. Gli esperimenti hanno visto in primo luogo, l’isolamento delle vescicole a partire da colture cellulari di HEK 293. La tecnologia utilizzata per isolare gli esosomi è quella della Size Exclusion Chromatography (SEC), alla base del funzionamento dell’AFC (Izon Science). Successivamente le particelle sono state quantificate tramite dosaggio proteico (saggio BCA) e strumento Exoid (Izon Science). Gli esosomi ottenuti sono stati caricati, seguendo un protocollo di trasfezione precedentemente ottimizzato nel mio laboratorio, con una molecola di siRNA diretta contro il trascritto del gene green fluorescent protein (GFP), un reporter fluorescente che può essere usato per misurare la modulazione dell’espressione genica. Sono stati preparati due campioni di esosomi: esosomi sottoposti a caricamento passivo (PL), come controllo negativo, e esosomi trasfettati (TF). I due campioni sono stati innanzitutto caratterizzati sia dimensionalmente sia tramite Western Blot, valutando che, in entrambi i casi, il caricamento non vada a modificare la struttura della vescicola. Successivamente, i campioni PL e TF sono stati usati per trattare una linea di HEK293 stabilmente trasfettata col reporter GFP, e la riduzione dell’RNA messaggero della proteina GFP è stato quantificata. A 72 h dal trattamento, l’utilizzo di 10⁹ esosomi TF, corrispondenti ad una concentrazione di siRNA di 0,04 nM, ha dimostrato un silenziamento della GFP pari al 40% rispetto alle condizioni di controllo, comparabile a quanto ottenuto con un reagente di trasfezione commerciale. Al contrario, concentrazioni più elevate, pari a come 10¹⁰ esosomi TF, corrispondenti ad una concentrazione di siRNA di circa 0,4 nM, non ha prodotto ulteriori riduzioni nell’espressione del reporter. Parallelamente, gli esosomi TF sono stati caricarti anche con molecole di anti-miR-375, in grado di ridurre l’espressione del miR-375. Questo microRNA è coinvolto nella regolazione negativa dell’espressione della Myotrophin (Mtpn), nelle cellule β-pancreatiche, intervenendo nella Secrezione di insulina stimolata dal glucosio (GSIS). Pertanto, utilizzando un suo antagonista, dovrebbe essere possibile aumentare il rilascio di insulina a seguito dell’innalzamento dei valori di glucosio nel sangue, un approccio che potrebbe trovare applicazione in caso di patologia diabetica. Valutando i risultati ottenuti effettuando lo stesso trattamento sopra descritto in un modello di cellule β-pancreatiche (EndoC- βH1), non c’è stata una significativa riduzione del miR-375, né un aumento del gene Mtpn. Una spiegazione a questo risultato potrebbe essere una minore interazione del bilayer fosfolipidico dell’esosoma derivato da cellule HEK293 con le membrane delle cellule β-pancreatiche. Per aumentare l’interazione delle membrane degli esosomi con quelle delle cellule recipienti, è stata indagata la possibilità di ingegnerizzazione degli esosomi tramite proteina VSVG (Vesicular Stomatitis Virus Glycoprotein), col fine ultimo di incrementare il rilascio intracellulare di RNA. Per ottenere EVs decorati con VSVG, sono state trasfettate cellule HEK 293 con un plasmide codificante per la proteina in questione. Gli esosomi EVs-VSVG sono stati caricati con siRNA-anti-GFP, e l’efficienza di trasfezione valutata in cellule HEK esprimenti GFP valutando i livelli di espressione di quest’ultima, sia a livello del trascritto che della proteina. Inoltre, sono state quantificate, utilizzando un kit commerciale specifico per la retrotrascrizione e quantificazione (PCR) di siRNA, anche le copie di siRNA effettivamente rilasciate nelle cellule dopo questa funzionalizzazione. I risultati ottenuti dall’indagine hanno dimostrato che gli esosomi decorati hanno un effetto di silenziamento migliore rispetto alle controparti non trasfettate. Infine, per verificare che la presenza della glicoproteina non alteri la composizione proteica degli esosomi, è stata caratterizzata la presenza di marker costituitivi di membrana CD9 e CD81 tramite Western Blot. In conclusione, dagli studi e risultati ottenuti, è emersa una buona capacità degli esosomi di deliverare molecole di piccoli RNA non codificanti; tuttavia, ci sono delle limitazioni dovute probabilmente sia ai processi di internalizzazione che a quelli post-internalizzazione. La strategia di decorare la membrana con VSVG sembrerebbe aver migliorato il delivery degli esosomi, ma ulteriori studi futuri sono necessari per valutare l’efficienza degli EVs-VSVG anche su altre linee cellulari come EndoC-βH1. Un altro aspetto che potrebbe essere spunto per ulteriori indagini è quello di valutare se effettuando un trattamento su cellule EndoC-βH1 con esosomi prodotti dalle stesse cellule β-pancreatiche, possa ridurre in maniera significativa l’espressione del miR-375, aprendo così la via ad una possibile applicazione anche in caso di patologie diabetiche

    Il Modello della Meditazione Cristiana nella Complessità del Benessere Psicofisico

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    Comunemente meno nota rispetto alle “omologhe” pratiche orientali, la meditazione cristiana è tuttavia ben radicata nella tradizione contemplativa del cristianesimo: è praticata da secoli come un mezzo per connettersi con Dio e raggiungere la pace interiore. Le sue origini risalgono ai primi secoli dopo Cristo, con i Padri del Deserto, che si affidavano al silenzio ed alla contemplazione ai fini del raggiungimento di una profonda comunione spirituale col Divino. Utilizzata nelle tradizioni monastiche in virtù del loro aspetto ascetico, nel corso della storia questa pratica giunge fino a noi nel mondo moderno, in cui gode di nuova popolarità come strumento di trasformazione interiore. La meditazione cristiana ha riscosso crescente attenzione, non solo per il suo valore religioso, ma anche per i suoi effetti sul benessere psicologico e comportamentale. Tuttavia, gli effetti specifici di questo tipo di meditazione sulla salute mentale, rispetto ad altri tipi, sono stati poco studiati. Esplorare il potenziale di questa pratica può offrire nuove prospettive sia per la cura della salute mentale, che per la ricerca scientifica sul ruolo delle pratiche spirituali nel processo di cura. Questa tesi ha come obiettivo principale la valutazione degli effetti della meditazione cristiana sul benessere psicologico, misurando la riduzione dello stress, il miglioramento della gestione delle emozioni, l’accresciuta consapevolezza di sé oltre all’ampliamento di stili di coping e l'aumento del benessere globale

    Integrative Taxonomy of Free-Living Anaerobic Ciliates (Phylum Ciliophora) and their Prokaryotic Symbionts”

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    Ciliates are a diverse and fascinating group of unicellular eukaryotic organisms (phylum Ciliophora Doflein, 1901). ‘They are characterized by the presence of hair-like structures called cilia, which they use for movement and various other functions. Ciliates are found in a wide range of environments, including freshwater, marine habitats, and soil. Despite extensively studied, there are still lineages of ciliates that have been overlooked in research, and their taxonomical and phylogenetic positions are not fully understood. This might be due to the vast diversity within the group and the challenges associated with studying microscopic organisms in complex environments. In this study different species of ciliates, mostly of them anaerobic, are described using integrative taxonomy

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