University of Pisa

Electronic Thesis and Dissertation Archive - Università di Pisa
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    Applicazione dell’ecografia ad altissima frequenza intraorale nella valutazione preoperatoria del carcinoma squamocellulare: studio prospettico

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    La stadiazione e i protocolli terapeutici per il carcinoma squamocellulare è stata profondamente influenzata dall'introduzione della Depth Of Invasion (DOI), in quanto a seguito dell’ottava edizione della AJCC, è diventato un modificatore dello stadio T e un importante fattore prognostico. La DOI, il cui gold standard per la valutazione è l’analisi istopatologica, può essere misurata in maniera preoperatoria anche con diverse tecniche di imaging, influenzando profondamente il trattamento terapeutico. In particolare, l'ecografia intraorale ad altissima frequenza, grazie alla sua capacità di visualizzare con una risoluzione assiale sub millimetrica le strutture superficiali della mucosa orale, risulta essere uno strumento molto utile, con notevoli applicazioni in diverse branche della medicina. L’obiettivo del presente studio è valutare l’applicabilità dell’ultra-high frequency ultrasound (UHFUS) nella valutazione preoperatoria del carcinoma squamocellulare, e in particolare la valutazione della DOI ecografica, misurando il tasso di correlazione tra la DOI rilevata attraverso l’ecografia e la DOI istologica. Sono stati inclusi nel presente studio 45 pazienti con una diagnosi clinica di carcinoma orale squamocellulare, sono stati sottoposti a un esame standardizzato ecografico con una sonda in grado di emettere una frequenza di 48 MHz e in seguito è stata effettuata una risonanza magnetica. È stata valutata la DOI ecografica e poi comparata con il valore ottenuto dall’esame istopatologico. Secondo i nostri risultati, la DOI ecografica presenta una buona correlazione con la DOI istologica. L’ecografia risulta essere particolarmente accurata nella valutazione di tumori di dimensioni ≤ 10 mm, con una sensibilità maggiore rispetto alle altre tecniche di imaging. Inoltre, i valori di DOI ecografica ≥ 5 mm sono associati nel 60% dei casi a WPOI di grado 4-5. Un pattern di invasione coesivo ecografico corrispondeva a un WPOI istologico 1-3 nel 78,3% dei casi, mentre un pattern ecografico non coesivo corrispondeva a un WPOI 4-5 nell'82,6% dei casi. L’ecografia appare una tecnica con elevate potenzialità e uno strumento molto utile per la valutazione della DOI; inoltre, presenta un tasso di correlazione anche con i parametri di invasività tumorale WPOI

    Theoretical investigation of Coulomb drag between single-layer graphene and twisted bilayer graphene

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    In this thesis we generalize the results obtained in the framework of linear response theory, for massless Dirac fermions and for 2D electron gas. We extend the treatment for Coulomb drag between two crystals including umklapp scattering contributions due to the interaction of charge carriers with the lattice. We calculate the drag conductivity by evaluating the longitudinal current-current correlator and using the finite temperature Green's function formalism. We show that in the direct current (D.C.) limit, the first non-zero term in the expansion of the drag conductivity is the second order in the interlayer interaction potential. We then express the drag conductivity at second order in the Coulomb-interaction potential, extending the formulation to account for drag between two periodic systems. The D.C. response is finally obtained by summing over the Matsubara frequencies and performing an analytical continuation. Starting from the drag conductivity, we show how the drag resistivity can be obtained, through inversion, incorporating crystal local field effects. Finally, in the long-wavelength limit, we recover the expression for the drag conductivity between two dimensional massless Dirac fermions and calculate the drag resistivity, between SLG and TBG in the low-temperature limit. Using a simplified model for TBG, where the bands are Dirac cones with a twist-angle dependent Fermi velocity, we show the results obtained in the weak and strong coupling regime

    Storia di una coscienza umoristica. Cent’anni di Jean Paul in Italia dalle polemiche romantiche ai romanzi sveviani (1827-1928)

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    L'obiettivo della tesi è stato di esaminare la ricezione delle opere del filosofo e romanziere tedesco Jean Paul Friedrich Richter in Italia dal 1827 al 1928. Contrariamente alle affermazioni di alcuni studiosi, la prima menzione del nome di Jean Paul in Italia può essere fatta risalire al 1827, quando Paride Zajotti, nella sua celebre recensione dell'edizione del 1827 dei Promessi sposi, ha scritto diffusamente sulle opere di Richter. In queste pagine, le opere di Jean Paul vengono sostanzialmente rifiutate in quanto romantiche: alla base della critica vi è una condanna del romanzo come genere, considerato pericoloso. Il romanzo era, infatti, il genere preferito dai liberali ed era visto, in particolare da Giuseppe Mazzini, come lo strumento migliore per la diffusione delle idee del Risorgimento. Nel 1829, Mazzini ha scritto, a Genova, una serie di articoli letterari attraverso i quali ha diffuso queste idee. Un sodale di Zajotti, il gesuita Padre Bresciani, ha composto anch’egli a Genova una serie di discorsi contro Jean Paul. La situazione appare quindi chiara: Jean Paul viene strumentalizzato sia dai romantici sia dai classicisti. Il dibattito letterario si trasforma in un dibattito politico: da un lato ci sono Zajotti, funzionario del governo austriaco, che vuole reagire contro i liberali come Mazzini, accusati di diffondere idee anarchiche, e Padre Bresciani, preoccupato per la decadenza morale del popolo italiano. Dall’altro lato ci sono Mazzini e i romantici, che vedono in Jean Paul e nel romanzo un mezzo eccellente per diffondere le proprie idee. Il primo capitolo di questa tesi tenta quindi di ricostruire questo dibattito e contiene anche le lettere inedite tra Paride Zajotti e Padre Bresciani. Inoltre, è stata analizzata la ricezione di Jean Paul in altri autori lombardi come Francesco Viganò e Cesare Cantù. Viganò ha scritto un romanzo chiaramente ispirato a Jean Paul, Il Battello sotto marino: nel capitolo dedicato a quest’opera si è cercato di evidenziare i punti di contatto con Jean Paul e di comprendere come questo romanzo possa essere considerato un’opera di fantascienza. Cesare Cantù, invece, si è impegnato molto nella diffusione della letteratura tedesca attraverso molte riviste e ha scritto anche un racconto ispirato a un romanzo di Jean Paul: Le avventure guerresche d’un amico della pace. Il secondo capitolo si occupa della ricezione di Jean Paul nelle opere di Carlo Dossi, in particolare nell'Altrieri e nella Vita di Alberto Pisani. La ricezione in Dossi avviene su due livelli distinti: da un lato, attraverso la frammentazione della narrazione mediante la tecnica della digressione; dall’altro, attraverso una riflessione sulla doppiezza dei personaggi e della loro personalità. L'autore, che come Jean Paul nelle sue opere si sdoppia tra narratore, personaggi e autore di libri fittizi, legge attentamente Jean Paul e cerca di integrare nella propria scrittura alcuni elementi della sua poetica, come emerge nelle Note azzurre. L’ultima parte del secondo capitolo è dedicata invece a Gian Pietro Lucini. Grande ammiratore e amico di Dossi, Lucini affronta il tema del doppio; pubblica un libro (Le nottole ed i vasi) e utilizza uno pseudonimo (F.M. D’Arca Santa), sotto cui cela l'immagine di Jean Paul. Questo è dimostrato dal ritrovamento di alcune lettere inedite di Lucini a Terenzio Grandi. Il terzo capitolo tratta della poetica di Italo Svevo. Innanzitutto, si è cercato di dimostrare in che modo Svevo abbia letto Jean Paul. Nel Profilo autobiografico, scritto nel 1928, Svevo afferma di aver amato i romanzi di Richter: partendo da alcune scoperte documentarie, si è cercato di provare l’autenticità del testo e di mostrare che Svevo ha letto Jean Paul non solo in gioventù ma anche all'altezza della Coscienza. Inoltre, all'inizio del primo capitolo si è tentato di spiegare come l’umorismo di Jean Paul derivi dal declino delle teodicee tradizionali. Jean Paul formula un'idea dell’umorismo in termini compensativi. Sono stati identificati così tre livelli di influenza di Jean Paul su Svevo: la pratica dell’umorismo compensativo, che mira a bilanciare i mali della vita attraverso il riso, fornisce a Svevo spunti narrativi e tematici fondamentali per la costruzione dei suoi romanzi; la menzogna come elemento costitutivo del testo; il rapporto dicotomico tra i personaggi e l’uso del diario come strumento per rappresentare l’io dei protagonisti. The objective of this dissertation was to examine the reception of the works of the German philosopher and novelist Jean Paul Friedrich Richter in Italy from 1827 to 1928. Contrary to the claims of some scholars, the first mention of Jean Paul's name in Italy can be traced back to 1827, when Paride Zajotti, in his renowned review of the 1827 edition of I promessi sposi, wrote extensively about Richter’s works. In these pages, Jean Paul's works are essentially rejected as Romantic: underlying the critique is a condemnation of the novel as a genre, which was considered dangerous. The novel was, in fact, the preferred genre of the liberals and was seen, particularly by Giuseppe Mazzini, as the most effective tool for spreading the ideas of the Risorgimento. In 1829, Mazzini wrote a series of literary articles in Genoa through which he disseminated these ideas. A close associate of Zajotti, the Jesuit Father Bresciani, also composed a series of speeches against Jean Paul in Genoa. The situation is therefore clear: Jean Paul was instrumentalized by both the Romantics and the Classicists. The literary debate thus transformed into a political one: on one side were Zajotti, an official of the Austrian government, who sought to counter liberals such as Mazzini—accused of spreading anarchic ideas—and Father Bresciani, who was concerned with the moral decline of the Italian people. On the other side were Mazzini and the Romantics, who regarded Jean Paul and the novel as an excellent means of promoting their own ideas. The first chapter of this dissertation thus attempts to reconstruct this debate and also includes unpublished letters exchanged between Paride Zajotti and Father Bresciani. Furthermore, the reception of Jean Paul among other Lombard authors such as Francesco Viganò and Cesare Cantù was analyzed. Viganò wrote a novel clearly inspired by Jean Paul, Il Battello sotto marino: the chapter dedicated to this work seeks to highlight the points of contact with Jean Paul and to understand how this novel can be classified as a work of science fiction. Cesare Cantù, on the other hand, played a significant role in disseminating German literature through various periodicals and also wrote a story inspired by a novel by Jean Paul: Le avventure guerresche d’un amico della pace. The second chapter focuses on the reception of Jean Paul in the works of Carlo Dossi, particularly in Altrieri and Vita di Alberto Pisani. In Dossi, this reception operates on two distinct levels: on the one hand, through the fragmentation of the narrative via the technique of digression; on the other, through a reflection on the duality of characters and their personalities. The author, who, like Jean Paul in his works, divides himself among the narrator, the characters, and the author of fictional books, reads Jean Paul attentively and seeks to integrate certain elements of his poetics into his own writing, as evidenced in the Note azzurre. The final part of the second chapter is dedicated to Gian Pietro Lucini. A great admirer and friend of Dossi, Lucini explores the theme of duality; he publishes a book (Le nottole ed i vasi) and adopts a pseudonym (F.M. D’Arca Santa), under which he conceals the image of Jean Paul. This is confirmed by the discovery of some unpublished letters from Lucini to Terenzio Grandi. The third chapter examines the poetics of Italo Svevo. First and foremost, an effort was made to demonstrate how Svevo engaged with Jean Paul’s works. In the Profilo autobiografico, written in 1928, Svevo states that he loved Richter’s novels: based on certain documentary findings, this study seeks to verify the authenticity of the text and to show that Svevo read Jean Paul not only in his youth but also at the time of La coscienza di Zeno. Moreover, at the beginning of the first chapter, an attempt was made to explain how Jean Paul’s humor stems from the decline of traditional theodicies. Jean Paul conceptualizes humor in compensatory terms. Three levels of influence of Jean Paul on Svevo have thus been identified: the practice of compensatory humor, which aims to counterbalance the hardships of life through laughter, provides Svevo with fundamental narrative and thematic cues for the construction of his novels; the lie as a constitutive element of the text; the dichotomous relationship between characters; and the use of the diary as a means of representing the protagonists' inner selves

    Sigfrido Bartolini e l'arte come gesto d'amore: le "bomboniere" per i figli e gli amici.

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    Questa tesi ha l’intento di mostrare come Sigfrido Bartolini sia riuscito ad esprimere gli alti valori dell’amore personale e spirituale utilizzando il segno grafico come scrittura d’amore. Ogni angolo della Casa Museo di Sigfrido Bartolini parla di lui: del suo animo, delle passioni, della cultura. È la signora Pina ad accogliere i visitatori, la custode di questo immenso patrimonio artistico, sposa di Sigfrido, da sempre sua sostenitrice. Nel primo capitolo si presentano alcuni aspetti della vita di Sigfrido Bartolini e del suo modo di fare e pensare l’arte, portando alcuni esempi delle varie tecniche utilizzate dall’artista. Il secondo capitolo si concentra sui piccoli volumi pubblicati in occasione delle nozze dei figli, illustrati da lui: 20 ottave d’amore di Beatrice di Pian degli Ontani e Cacciatori di stelle-Fatti dell’Arma Azzurra. Nel terzo capitolo vengono analizzate le illustrazioni eseguite per due volumi, che vengono donati agli amici: Poesie del silenzio di Graziano Parri e La torre d’avorio di Anna da Pievepelago. Le pagine conclusive raccolgono alcune parole scritte sul diario e alcune opere da cui emergono le sensazioni dell’autore, opere intime, di tenerezza. This thesis aims to show how Sigfrido Bartolini managed to express the high values ​​of personal and spiritual love using the graphic sign as a love script. Every corner of Sigfrido Bartolini's House Museum speaks of him: of his soul, of his passions, of his culture. It is Mrs. Pina who welcomes visitors, the guardian of this immense artistic heritage, Sigfrido's wife, who has always supported him. The first chapter presents some aspects of Sigfrido Bartolini's life and his way of making and thinking about art, bringing some examples of the various techniques used by the artist. The second chapter focuses on the small volumes published on the occasion of his children's weddings, illustrated by him: "20 ottave d'amore" di Beatrice di Pian degli Ontani and "Cacciatori di stelle-Fatti dell'Arma Azzurra". The third chapter analyzes the illustrations made for two volumes, which are donated to friends: "Poesie del silenzio" by Graziano Parri and "La torre d’avorio" by Anna da Pievepelago. The final pages collect some words written in the diary and some works from which the author's feelings emerge, intimate works of tenderness

    Digital Humanities e studi letterari in Russia: il punto di vista di Igor' Pil’ščikov

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    This thesis presents the translation from Russian into Italian of a series of conversations about Digital Humanities and literary studies, taken from the book Sem’ besed o filologii i Digital Humanities written by Igor’ Pil’ščikov, a Russian scholar specialising in Russian literature, poetics, comparative literature, and Digital Humanities currently serving as a Professor at the University of California, Los Angeles (UCLA). We will discuss the main issues raised by the author in the Conversations, such as the impact of Russian Formalism on Digital Humanities in Russia, the similarities between the quantitative formalism of Boris Jarcho and Franco Moretti and the key projects developed in Russian DH, including The Fundamental Digital Library of Russian Literature and Folklore and The Russian Virtual Library. The aim of this study is to demonstrate that Digital Humanities deserve thorough investigation, as they have strong roots in the past but also promising prospects for future research. La presente tesi è incentrata sulla traduzione dal russo all'italiano di una serie di conversazioni sulle Digital Humanities e gli studi letterari, tratte dal libro Sette conversazioni sulla filologia e le Digital Humanities (Sem’ besed o filologii i Digital Humanities), scritto da Igor’ Pil’ščikov, studioso russo specializzato in letteratura russa, poetica, letterature comparate e Digital Humanities, attualmente professore presso l'Università della California, Los Angeles (UCLA). Discuteremo le principali questioni sollevate dall'autore nelle Conversazioni, tra cui l'influenza del Formalismo sulle Digital Humanities in Russia, le somiglianze tra il formalismo quantitativo di Boris Jarcho e Franco Moretti, nonché i principali progetti sviluppati nel campo delle DH, come la Biblioteca digitale fondamentale "Letteratura russa e folklore" e la Biblioteca virtuale russa. L'obiettivo di questo studio è dimostrare che le Digital Humanities meritano un'attenta analisi, poiché affondano le loro radici nel passato ma presentano anche prospettive promettenti per la ricerca futura

    Caratterizzazione del comportamento della proteina HMGB1 in due linee cellulari di cancro colorettale (HCT116 TP53 +/+ e HCT116 TP53 -/-) trattate con 1,4-benzochinone e diepossibutano

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    Riassunto High mobility group box 1 (HMGB1) è una proteina multifunzionale coinvolta in numerosi processi cellulari ed extracellulari. A livello del nucleo è principalmente implicata nel rimodellamento della cromatina e nel mantenimento della stabilità genomica. A livello citoplasmatico è coinvolta nell’induzione dell’autofagia e nell’inibizione dell’apoptosi. A livello extracellulare agisce come molecola di pattern molecolare associato a danno (damage-associated molecular pattern, DAMP) per mediare la risposta infiammatoria difensiva indotta da una condizione di stress cellulare. Proprio per le sue caratteristiche multifunzionali, HMGB1 sembra svolgere un ruolo controverso nello sviluppo e nella terapia del cancro. Localizzandosi nel nucleo, come proteina coinvolta nella riparazione del DNA, svolgerebbe un ruolo protettivo nei confronti della cancerogenesi, mentre, traslocando nell’ambiente extracellulare, promuovendo l’infiammazione può favorire la progressione tumorale. Dal momento che l’attività di HMGB1 è strettamente correlata alla sua localizzazione, per approfondire la conoscenza sul comportamento di suddetta proteina, in questo studio è stata esaminata la sua localizzazione in due linee cellulari di cancro colorettale umano: una linea proficiente di p53, HCT116TP53+/+; e una linea deficiente di p53, HCT116TP53-/-. Ciò è stato valutato sia in condizioni spontanee, sia in seguito a induzione di uno stress genotossico rappresentato dal trattamento in vitro con 1,4-benzochinone (BQ) e 1,2,3,4-diepossibutano (DEB). Come controllo positivo è stato utilizzato l’oxaliplatino, uno dei chemioterapici di elezione per il trattamento del cancro colorettale. Il composto causa danni al DNA legandosi covalentemente ad esso, inibendo la replicazione del DNA e inducendo il danno attraverso la formazione di addotti. Il BQ è il principale metabolita del benzene e la sua esposizione causa tumori ematopoietici come la sindrome mielodisplastica e la leucemia mieloide acuta. Il BQ induce rotture e riarrangiamenti cromosomici, stallo della forca replicativa e interferisce direttamente con l’attività della topoisomerasi di tipo I. Il DEB è il più potente metabolita attivo dell’1,3-butadiene, un inquinante atmosferico regolamentato in quanto mutagenico e cancerogeno, ed è noto per indurre formazione di legami crociati tra i filamenti di DNA. Il danno genotossico è stato valutato con il saggio dei foci γ-H2AX, una metodica sperimentale basata sull’immunofluorescenza che sfrutta la capacità dell’isoforma istonica H2AX di essere rapidamente fosforilata sulla serina 139 in risposta a formazione di double strand break, creando foci visibili al microscopio. Il comportamento della proteina HMGB1 è stato caratterizzato tramite l’impiego di metodiche di immunofluorescenza al fine di determinarne la localizzazione cellulare. Con le modalità sopra descritte è stato possibile ottenere una visione dettagliata della risposta cellulare ai trattamenti, con un focus sulla capacità della proteina di rispondere al danno. I risultati ottenuti mostrano che, in un contesto di stress genotossico indotto da agenti chimici, la proteina HMGB1 trasloca dal citoplasma al nucleo, dimostrando di svolgere il suo ruolo di proteina associata alla cromatina e coinvolta nella riparazione. Abstract High mobility group box 1 (HMGB1) is a multifunctional protein involved in numerous cellular and extracellular processes. At nuclear level, it is mainly implicated in chromatin remodeling and maintenance of genomic stability. At cytoplasmic level, it is involved in the induction of autophagy and inhibition of apoptosis. At extracellular level, it acts as a damage-associated molecular pattern (DAMP) to mediate the defensive inflammatory response induced by a condition of cellular stress. Due to its multifunctional characteristics, HMGB1 seems to play a controversial role in the development and therapy of cancer. Localizing in the nucleus, as protein involved in DNA repair, HMGB1 plays a protective role against carcinogenesis, while translocating in the extracellular environment and promoting inflammation, it can enhance tumor progression. Since HMGB1 activity is closely related to its localization, to gain further insight into the behavior of this protein, in this study we examined its localization in two human colorectal cancer cell lines: a p53-proficient line, HCT116TP53+/+; and a p53-deficient line, HCT116TP53-/-. This was evaluated both under spontaneous conditions and after induction of genotoxic stress represented by in vitro treatment with 1,4-benzoquinone (BQ) and 1,2,3,4-diepoxybutane (DEB). Oxaliplatin, one of the chemotherapeutic agents of choice for the treatment of colorectal cancer, was used as a positive control. The compound causes DNA damage by covalently binding to it, inhibiting DNA replication and inducing damage through adduct formation. BQ is the main metabolite of benzene and its exposure causes hematopoietic cancers such as myelodysplastic syndrome and acute myeloid leukemia. BQ induces chromosomal breaks and rearrangements, replication fork stalling, and directly interferes with type I topoisomerase activity. DEB is the most potent active metabolite of 1,3-butadiene, an air pollutant considered a human carcinogen, and is known to induce cross-linking between DNA strands. Genotoxic damage was assessed with the γ-H2AX foci assay, an experimental method based on immunofluorescence that exploits the ability of the histone isoform H2AX to be rapidly phosphorylated on serine 139 in response to double strand break formation, creating foci visible under the microscope. The behavior of the HMGB1 protein was characterized by using immunofluorescence methods to determine its cellular localization. With the methods described above it was possible to obtain a detailed view of the cellular response to treatments, with a focus on the ability of the protein to respond to damage. The results obtained show that, in the context of genotoxic damage induced by chemical agents, HMGB1 translocates from the cytoplasm to the nucleus demonstrating a role as a chromatin-associated protein involved in DNA repair

    Produzione e Caratterizzazione di Sistemi Polimerici Nanoparticellari Fotoresponsivi per il Rilascio Controllato di Agenti Attivi in Ambito Oculare

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    Le patologie oftalmiche rappresentano una sfida clinica significativa, poiché la somministrazione di farmaci a livello oculare è limitata dalle barriere fisiologiche dei tessuti, che riducono la permeabilità e la biodisponibilità dell'agente terapeutico. Con conseguente necessità di somministrazioni ripetute, che possono causare tossicità o effetti secondari avversi. Per superare tali limitazioni è stato studiato l'utilizzo di sistemi per la somministrazione di farmaci (DDS) che aumentassero la permeabilità, la biodisponibilità e la ritenzione dell'agente somministrato. Tra questi, le nanoparticelle polimeriche, soprattutto in PLGA, rappresentano una soluzione biocompatibile e versatile. L'obiettivo di questa tesi è stato quello di progettare, sintetizzare e caratterizzare nanoparticelle polimeriche a base di PLGA contenenti desametasone, un antiinfiammatorio corticosteroideo già utilizzato per il trattamento delle patologie del segmento posteriore dell'occhio. Per migliorare la bioadesione e l'interazione cellulare del sistema, le nanoparticelle sono state rivestite con chitosano, un polisaccaride cationico biocompatibile e mucoadesivo. Inoltre, per conferire fotoresponsività nel vicino infrarosso (NIR), le nanoparticelle sono state caricate con IR820, un colorante verde noto per il suo effetto fototermico. La sintesi delle nanoparticelle è avvenuta tramite la tecnica della singola emulsione (O/W), ottimizzando le formulazioni con l'obiettivo di massimizzare l'incapsulamento di farmaco e di colorante, e di minimizzare le dimensioni. Le nanoparticelle sono state caratterizzate attraverso diverse tecniche: Spettrofotometria UV-Visibile per valutare la quantità di farmaco e colorante incapsulati, Spettroscopia FTIR per confermare la presenza degli elementi sopra citati, Microscopia Elettronica a Scansione (SEM) per analizzare la morfologia, Diffusione Dinamica della Luca (DLS) per studiare la distribuzione dimensionale e Diffusione Elettroforetica della Luce (EDS) per valutare il potenziale Z e la carica superficiale delle nanoparticelle. La formulazione ottimizzata delle NPs PLGA-Dex ha portato a nanoparticelle sferiche con un diametro medio di 329 nm, un PDI di 0.18 ed un potenziale Z negativo. Le nanoparticelle mostrano un caricamento di farmaco del 6.39% ed un'efficienza di incapsulamento del 38.19%. La cinetica di rilascio del farmaco dalle nanoparticelle mostra un comportamento bifasico, con una prima fase di rilascio veloce ed una seconda fase di rilascio più lento, con un rilascio cumulativo del 70% dopo 240h. Il caricamento dell'IR820 è stato ottimizzato in modo da avere un Dye Loading dello 0.3%, sufficiente per garantire un effetto fototermico significativo. Tale effetto è stato valutato tramite test di irraggiamento con un laser a 800 nm. L'aumento di temperatura delle NPs PLGA-Dex-IR820, rispetto alle NPs PLGA-Dex, dopo 5 minuti di stimolazione risulta significativamente maggiore, confermando quindi la capacità fototermica di tali nanoparticelle. La formulazione ottimizzata per il coating di chitosano ha permesso la sintesi di nanoparticelle con un minor contenuto di farmaco (3.50%) ed un potenziale Z positivo (33.6 mV). La presenza del chitosano sulla superficie delle nanoparticelle è stata confermata anche dall'analisi spettroscopica. Ophthalmic diseases pose a significant clinical challenge, as ocular drug delivery is limited by physiological tissue barriers, which reduce the permeability and bioavailability of the therapeutic agent. Resulting in the need for repeated administrations, which may cause toxicity or adverse side effects. To overcome these limitations, the use of drug delivery systems (DDS) that increase the permeability, bioavailability, and retention of the administered agent was investigated. Among these, polymeric nanoparticles, especially in PLGA, represent a biocompatible and versatile solution. The objective of this thesis was to design, synthesize and characterize PLGA-based polymeric nanoparticles containing dexamethasone, a corticosteroid anti-inflammatory already used for the treatment of posterior eye segment diseases. To improve bioadhesion and cellular interaction of the system, the nanoparticles were coated with chitosan, a biocompatible, mucoadhesive cationic polysaccharide. In addition, to impart near-infrared (NIR) photoresponsivity, the nanoparticles were loaded with IR820, a green dye known for its photothermal effect. The nanoparticles were synthesized through the single emulsion (O/W) technique, optimizing formulations with the aim of maximizing drug and dye encapsulation, and minimizing size. The nanoparticles were characterized through several techniques: UV-Visible Spectrophotometry to assess the amount of encapsulated drug and dye, FTIR Spectroscopy to confirm the presence of the above-mentioned elements, Scanning Electron Microscopy (SEM) to analyze morphology, Dynamic Diffusion of Luke (DLS) to study size distribution, and Electrophoretic Diffusion of Light (EDS) to assess the Z potential and surface charge of the nanoparticles. The optimized formulation of PLGA-Dex NPs resulted in spherical nanoparticles with an average diameter of 329 nm, a PDI of 0.18 and a negative Z potential. The nanoparticles showed a drug loading of 6.39% and an encapsulation efficiency of 38.19%. The drug release kinetics from the nanoparticles show biphasic behavior, with a first phase of fast release and a second phase of slower release, with a cumulative release of 70% after 240h. The IR820 loading was optimized to have a Dye Loading of 0.3%, which is sufficient to ensure a significant photothermal effect. This effect was evaluated by irradiation tests with an 800 nm laser. The temperature rise of PLGA-Dex-IR820 NPs, compared with PLGA-Dex NPs, after 5 minutes of stimulation is significantly higher, thus confirming the photothermal ability of these nanoparticles. The optimized chitosan coating formulation allowed the synthesis of nanoparticles with lower drug content (3.50%) and positive Z potential (33.6 mV). The presence of chitosan on the surface of the nanoparticles was also confirmed by spectroscopic analysis

    Confronto tra modelli Vicon-Nexus e Opensim per la valutazione biomeccanica dell’arto superiore

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    Lo studio del movimento dell’arto superiore tramite sistemi optoelettronici è una sfida biomeccanica, influenzata da artefatti da tessuto molle (STA) e dalla mancanza di protocolli standardizzati. Questo lavoro di tesi si è svolto presso il “Centro Universitario di Medicina Riabilitativa e dello Sport” dell’Università di Pisa, che ospita il sistema optoelettronico Vicon a 8 telecamere ad infrarossi., Il lavoro è stato quello di confrontare due modelli biomeccanici presenti in Vicon-Nexus, ULM e PyCGM2.5, con un modello muscoloscheletrico (BUET) in OpenSim. L’obiettivo era quello di valutare le differenze tra i modelli in termini di parametri cinematici, confrontando i Range of Motion (RoM) su movimenti di vita quotidiana. I risultati evidenziano punti di forza e limiti di ciascun modello, contribuendo all’ottimizzazione dell’analisi del movimento in ambito clinico

    Progettazione e controllo di un'interfaccia uomo-macchina a fluido magnetoreologico per applicazioni industriali

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    L’industria moderna è sempre più orientata verso soluzioni che migliorino l’ergonomia e l’efficienza nell’interazione uomo-macchina, ma attualmente i sistemi di controllo tradizionali si basano principalmente su interfacce visive e input discreti, limitando la percezione diretta dello stato operativo dei macchinari. In questo progetto, il dispositivo HAPTICORE 40-P001X1® dell’azienda XeelTech è stato modificato sia dal punto di vista hardware che software per garantire comunicazioni a bassa latenza e compatibilità con i sistemi di automazione industriale. In particolare, l’obiettivo è stato quello di integrarlo nei macchinari di Fosber S.p.A., azienda leader nella produzione di impianti per la lavorazione del cartone ondulato. A differenza delle tradizionali interfacce uomo-macchina utilizzate in ambito industriale, il seguente approccio introduce un’interazione più naturale, fornendo un’esperienza d’uso basata non solo su comandi visivi ma anche sulla sensibilità tattile. Questo studio rappresenta un contributo innovativo nel settore, in un contesto in cui l’adozione di tecnologie aptiche è ancora limitata e raramente implementata su larga scala a causa delle difficoltà di integrazione con i sistemi di automazione esistenti e alla necessità di garantire prestazioni affidabili in ambienti industriali complessi. Modern industry is increasingly focused on solutions that enhance ergonomics and efficiency in human-machine interaction. However, traditional control systems still rely primarily on visual interfaces and discrete inputs, limiting direct perception of a machine’s operational state. In this project, the HAPTICORE 40-P001X1® device from XeelTech was modified both in hardware and software to ensure low-latency communication and compatibility with industrial automation systems. Specifically, the goal was to integrate it into the machinery of Fosber S.p.A., a leading company in the production of equipment for corrugated cardboard processing. Unlike conventional human-machine interfaces used in industrial settings, this approach introduces a more natural interaction by providing a user experience based not only on visual commands but also on tactile feedback. This study represents an innovative contribution to the field, in a context where haptic technologies are still rarely adopted on a large scale due to integration challenges with existing automation systems and the need to ensure reliable performance in complex industrial environments

    The influence of emotional dysregulation on the outcome of bariatric surgery: a 2-year observational study.

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    The prevalence of obesity has increased globally over the past 50 years, reaching pandemic proportions. Obesity is a chronic, relapsing, and progressive disease with a multifactorial etiology. Psychiatric disorders are highly prevalent among obese patients and often play a crucial role in both the development and progression of this condition. Recent evidence highlights a significant correlation between obesity and different psychopathological dimensions, such as emotional dysregulation, impulsivity, and cognitive and executive dysfunction. Bariatric surgery has been recognized as the gold standard treatment for severe obesity, resulting in substantial and sustained weight loss. However, the variability in postsurgical outcomes has raised concerns regarding the impact of psychopathological factors on bariatric surgery outcomes. In particular, traits like emotional dysregulation and impulsivity, frequently seen in mood and eating disorders, may adversely affect post-surgery weight loss outcomes. This study aims to assess whether the presence of psychiatric disorders or specific psychopathological traits in bariatric surgery candidates influence two-year postoperative outcomes in a naturalistic setting. Specifically, our hypothesis is that patients exhibiting marked traits of emotional dysregulation and impulsivity, commonly associated with mood and eating disorders, will achieve less weight loss than other patients after bariatric surgery. A prospective and naturalistic study was conducted on 125 obese patients referred for bariatric surgery at the Obesity Centre of the U.O Endocrinology 1 of Pisa University Hospital between March 2019 and July 2022. Sociodemographic and clinical data were collected during presurgical evaluations, along with an assessment of current and/or lifetime psychiatric comorbidities using the Mini-International Neuropsychiatric Interview (MINI, version 7.0.2). Psychopathological dimensions were further examined through validated questionnaires (WRAADDS, RIPoSt-40). Patients who underwent surgery attended regular follow-up visits over two years. Weight loss was measured using the percentage of excess weight loss (%EWL), with inadequate weight loss defined as %EWL < 50%. Among the 89 patients who underwent surgery, 48 completed the 2-year follow-up. The average BMI reduction after 2 years was 14.86 kg/m², corresponding to 73.2% of the initial excess BMI. Ten patients (20.8%) presented inadequate weight loss (%EWL < 50%). Suboptimal outcomes were associated with older age (53.60 years vs. 43.58 years; p=0.012), undergoing LSG (90.0% vs. 52.6%; p=0.032), and the presence of mood disorders (p=0.023). Emotional dysregulation, measured through WRAADDS and RIPoSt-40, emerged as a significant predictor of inadequate weight loss. Psychiatric comorbidities, particularly mood disorders and emotional dysregulation, are key factors influencing the long-term weight loss outcomes in bariatric surgery. The correlation between psychopathology and bariatric surgery outcomes requires further investigation, as future studies could influence clinical interventions

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