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The World According to De Finetti
Bruno de Finetti is one of the founding fathers of the subjectivist school of probability, where probabilities are interpreted as rational degrees of belief. His work on the relation between the theorems of probability and rationality is among the corner stones of modern subjective probability theory. De Finetti maintained that rationality requires that degrees of belief be coherent, and he argued that the whole of probability theory could be derived from these coherence conditions. De Finetti’s interpretation of probability has been highly influential in science. This paper focuses on the application of this interpretation to quantum mechanics. We argue that de Finetti held that the coherence conditions of degrees of belief in events depend on their verifiability. Accordingly, the standard coherence conditions of degrees of belief that are familiar from the literature on subjective probability only apply to degrees of belief in events which could (in principle) be jointly verified; and the coherence conditions of degrees of belief in events that cannot be jointly verified are weaker. While the most obvious explanation of de Finetti’s verificationism is the influence of positivism, we argue that it could be motivated by the radical subjectivist and instrumental nature of probability in his interpretation; for as it turns out, in this interpretation it is difficult to make sense of the idea of coherent degrees of belief in, and accordingly probabilities of unverifiable events. We then consider the application of this interpretation to quantum mechanics, concentrating on the Einstein-Podolsky-Rosen experiment and Bell’s theorem
Poveri ma ricchi. L’esperienza di don Lorenzo Milani e il dibattito attuale sulla povertà educativa
L'attenzione al tema della povertà educativa è andata crescendo in Italia negli ultimi anni, grazie soprattutto all'advocacy di Save the Children e all'istituzione del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, inserito per la prima volta dal Governo italiano nella legge di stabilità 2016. Ma che cos'è la povertà educativa? Può essere considerata un concetto recente o nella storia della pedagogia se ne incontrano prodromi, anche se non si utilizzava tale sintagma? A partire da queste domande, il presente articolo esplora il pensiero e l'operato di don Lorenzo Milani. Vi si ritrovano intuizioni che precorrono il costrutto di povertà educativa e spunti in grado di resistere al passare del tempo e di offrire ancora oggi validi strumenti per il suo contrasto.Attention to the theme of educational poverty has grown in Italy over the last few years, mainly thanks to the advocacy of Save the Children and to the establishment of the Child Educational Poverty Fund, put in place for the first time by the Italian Government in the 2016 stability law. But what is educational poverty? Can it be considered a recent concept or have we already seen some signs of it in the history of pedagogy, even if such syntagma were not used? Taking these questions as a starting point, this article explores the thoughts and work of Father Lorenzo Milani. We can find intuitions that precede the construction of educational poverty and ideas which are able to withstand the passing of time and still today offer valid tools for its prevention
Sguardi adolescenti sulla povertà educativa minorile. Un’esperienza di Student Voice Research
Nel 2014 Save the Children Italia ha definito la povertà educativa minorile come “privazione da parte dei bambini e degli adolescenti della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni”. Negli anni il costrutto è stato dettagliato, spostando progressivamente il focus dalla privazione al potenziale apprendimento, anche in dimensioni non cognitive. Sono stati parallelamente proposti indici per la misurazione del fenomeno. Ma che cos’è per gli adolescenti la povertà educativa? Gli indicatori selezionati nel tempo misurano dimensioni avvertite come prioritarie dai minori? Un’esperienza di ricerca ispirata al movimento Student Voice ha raccolto, nei mesi di aprile e maggio 2021, le voci di 121 adolescenti di Fiorenzuola d’Arda (PC). Senza pretese di rappresentatività e di esaustività, l’articolo introduce all’evoluzione del costrutto di povertà educativa e poi esplora immagini, vissuti e significati a esso attribuiti da ragazzi e ragazze, nonché le direzioni di senso suggerite dal loro “sguardo adolescente” ai fini di prevenire e contrastare il fenomeno nelle sue molteplici dimensioni.In 2014 Save the Children Italia defined child educational poverty as the depriving of children of all ages of the possibility to learn, experiment with, develop and give free rein to their abilities, talents and aspirations. The construct has been detailed over the years, progressively shifting the focus from deprivation to potential learning, even in non-cognitive dimensions. At the same time, indices have been proposed to measure the phenomenon. But what is educational poverty for adolescents? Do the indicators selected over time measure dimensions perceived as a priority by minors? A research experience inspired by the Student Voice movement collected the voices of 121 adolescents from Fiorenzuola d’Arda (PC) in April and May 2021. Without pretending to be representative and exhaustive, the article introduces the evolution of the educational poverty construct, then explores images, experiences and meanings attributed to it by boys and girls, as well as directions of meaning suggested by their “adolescent gaze” in order to prevent and counteract the phenomenon in its multiple dimensions
La povertà educativa. Origini, dimensioni, prospettive
A distanza di quasi dieci anni dalla definizione del sintagma povertà educativa da parte di Save the Children Italia, si avverte la necessità di una riflessione pedagogica accurata sulla nozione, che sia in grado di rintracciarne la genesi e di documentarne la progressiva evoluzione, ma soprattutto di discuterne gli aspetti ancora trascurati e di indicarne eventuali sviluppi futuri. Questo volume risponde a questo intento con precisione e puntualità, segnalandosi, tra i non numerosi studi sull’argomento, per l’acribia dell’analisi storica e l’esaustività della ricognizione bibliografica, per l’inedito tentativo di stabilire gli addentellati internazionali della nozione di povertà educativa, per l’efficace affrontamento di certi snodi di confine con le scienze economiche e sociali e, non da ultimo, per la sua capacità di problematizzare le questioni educative in gioco additando ulteriori prospettive per la ricerca (dalla Prefazione di Daniele Bruzzone)
La povertà educativa. Origini, dimensioni, prospettive
A distanza di quasi dieci anni dalla definizione del sintagma povertà educativa da parte di Save the Children Italia, si avverte la necessità di una riflessione pedagogica accurata sulla nozione, che sia in grado di rintracciarne la genesi e di documentarne la progressiva evoluzione, ma soprattutto di discuterne gli aspetti ancora trascurati e di indicarne eventuali sviluppi futuri. Questo volume risponde a questo intento con precisione e puntualità, segnalandosi, tra i non numerosi studi sull’argomento, per l’acribia dell’analisi storica e l’esaustività della ricognizione bibliografica, per l’inedito tentativo di stabilire gli addentellati internazionali della nozione di povertà educativa, per l’efficace affrontamento di certi snodi di confine con le scienze economiche e sociali e, non da ultimo, per la sua capacità di problematizzare le questioni educative in gioco additando ulteriori prospettive per la ricerca (dalla Prefazione di Daniele Bruzzone)
GIUSEPPE DE FINETTI: IL SOLITARIO ORGOGLIO DELLA MODESTIA
Il lavoro di tesi è dedicato alla figura ed all’opera dell’architetto milanese Giuseppe de Finetti (1892-1952), ed è strutturato in otto capitoli nei quali si ripercorrono le varie fasi della sua attività progettuale, analizzando temi, opere, scritti, che la attraversano. L’indice della tesi, è il seguente: 1. Un mitteleuropeo nella Milano del primo dopoguerra: il rifiuto delle avanguardie e il ritorno alla classicità. 2. Ricerca compositiva e innovazione tecnologica per una casa speciale: l’ albergo. 3. I committenti: Raffaele Mattioli, ma non solo. 4. «Forma Urbis Mediolani». 5. Le case del Giardino d’Arcadia. 6. Parole nel vuoto: lo stadio ed altri progetti per Milano negli anni Trenta. 7. Villa Crespi: “utilitas” e “venustas” tra Palladio e Wright. . 8. I progetti per Milano nel dopoguerra. Un profilo biografico di de Finetti, una aggiornata bibliografia degli scritti “di” e “su” de Finetti, ed infine un elenco delle opere e dei progetti, costituiscono gli apparati che chiudono il lavoro di tesi
Analysis of mechanisms involved in the Cucumber mosaic virus satellite RNA-mediated transgenic resistance in tomato plants
Transgenic tomato (Lycopersicon esculentum Mill. cv. UC82) plants expressing a benign variant of Cucumber mosaic virus satellite RNA (CMV Tfn-satRNA) were generated. The transformed plants did not produce symptoms when challenged with a satRNA-free strain of CMV (CMV-FL). The same plant lines initially were susceptible to necrosis elicited by a CMV strain supporting a necrogenic variant of satRNA (CMV-77), but a phenotype of total recovery from the necrosis was observed in the newly developing leaves. The features of the observed resistance were analyzed and are consistent with two different mechanisms of resistance. In transgenic plants inoculated with CMV-FL strain, the symptomless phenotype was correlated to the down-regulation of CMV by Tfn-satRNA, amplified from the transgene transcripts, as the first resistance mechanism. On the other hand, the delayed resistance to CW-77 in transgenic tomato lines was mediated by a degradation process that targets satRNAs in a sequence-specific manner. Evidence is provided for a correlation between a reduced accumulation level of transgenic messenger Tfn-satRNA, the accumulation of small (approximately 23 nucleotides) RNAs with sequence homology to satRNAs, the progressively reduced accumulation of 77-satRNA in infected tissues, and the transition in infected plants from diseased to healthy. Thus, events leading to the degradation of satRNA sequences indicate a role for RNA silencing as the second mechanism determining resistance of transgenic tomato lines
Giuseppe de Finetti a Milano. La costruzione della città attraverso lo spazio pubblico infrastrutturale.
La tesi indaga l’opera dell’architetto Giuseppe de Finetti indagandone alcuni progetti urbani non realizzati per la città di Milano. Emerge un’idea alternativa di città, che si contrappone a quella realizzatasi tra Ottocento e Novecento attraverso un’espansione omnidirezionale di un monocentro.
L’analisi si concentra sul progetto presentato dal “Club degli Urbanisti”, gruppo di cui de Finetti faceva parte, in occasione del concorso per il piano regolatore di Milano del 1926-27. In esso si delinea una visione urbana basata su un sistema viario che attraversa il nucleo urbano rispondendo a necessità infrastrutturali ma anche di costruzione architettonica dello spazio pubblico.
Questa visione si fonda sulle direttrici nord-ovest e nord-est, le quali reinterpretano la fondazione Romana della città, e si innesta sulla memoria urbana milanese attraverso alcune affinità con esempi di progetto del passato di Milano, il piano della Commissione d’Ornato del 1807 e alcune proposte di Leonardo da Vinci.
La tesi approfondisce quindi, attraverso il ridisegno, alcuni progetti non realizzati elaborati da de Finetti negli anni successivi: le proposte per piazza Fontana e piazza Beccaria, la “Strada Lombarda” e Un grande stadio per Milano. Questi interventi esplorano la possibilità di trasformare porzioni esistenti della città attraverso un’architettura dello spazio pubblico capace di rispondere alle esigenze infrastrutturali della mobilità moderna.
Maggiore approfondimento è dedicato al progetto dello stadio per via della sua ampiezza e complessità che intesse con la città circostante. Tutti i progetti analizzati sono stati oggetto di un lavoro di ridisegno e restituzione digitale, basato sul materiale d’archivio dell’architetto.
Attraverso l’opera di de Finetti emergono visioni alternative della città esistente, che rendono possibile l’attraversamento del nucleo urbano su più livelli di quota. Spazi ipogei, strade e piazze si integrano in un sistema unitario, in cui l’architettura costruisce il luogo e l’impianto infrastrutturale.
Nel complesso, la tesi offre una rilettura critica della figura di Giuseppe de Finetti, restituendone l’attualità del pensiero in merito ai processi di trasformazione urbana e alla costruzione architettonica della città
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
La simbiosi tra economia e matematica nel pensiero di Bruno de Finetti
Partiamo da una premessa: de Finetti è universalmente conosciuto come uno dei più grandi matematici del XX secolo, fondatore della teoria della probabilità soggettiva e raffinato studioso di scienze attuariali. In epoca relativamente recente si è anche preso coscienza, in Italia e all’estero, della straordinaria rilevanza di suoi contributi a fondamentali questioni nel campo dell’economia dell’incertezza. In particolare, sull’approccio media-varianza e sul collegamento fra funzioni di utilità cardinale e misure dell’avversione al rischio (M. RUBINSTEIN, 2006b). Permangono invece, sia nell’ambiente dei matematici applicati, che fra gli economisti quantitativi, sottovalutazione e scarsa conoscenza del ruolo fondamentale che la visione economica ebbe nell’influenzare in modo pervasivo tutta la sua ricerca a partire dalla interpretazione economica della probabilità soggettiva come prezzo.
In questo lavoro, proprio prendendo spunto da questa influenza, proporremo una chiave di lettura unitaria, che riteniamo originale, di molti fra i lavori significativi di de Finetti in ambito economico-finanziario-attuariale. Questa impostazione suggerisce di pensare de Finetti non riduttivamente come un brillante matematico che ebbe successo in applicazioni ad hoc di metodi e modelli matematici a singoli problemi economici, ma come un originale pensatore in grado di proporre un approccio logico-matematico unitario a svariate questioni economiche solo apparentemente scollegate.
Partiremo dunque dal fortissimo collegamento fra la nozione economica di prezzo equo e quella di probabilità fondata su premesse di coerenza e accuratezza. Avremo modo di constatare, da un lato, che in questo modo de Finetti si richiama a un’impostazione già presente in epoca “classica”, cioè ai primordi degli sviluppi del pensiero probabilistico e dall’altro, che esso consente illuminanti anticipazioni e chiavi di lettura sui più recenti sofisticati sviluppi della moderna teoria della finanza e dei mercati finanziari
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