310,299 research outputs found
Verso un piano di politiche familiari e lo sviluppo di azioni innovative per e con le famiglie. Ricerca - azione: monitoraggio, valutazione e progettazione partecipata di buone pratiche family friendly nella Provincia di Lodi,
Il volume presenta una sintesi dell’attività di ricerca azione condotta dai ricercatori
dell’Università Cattolica nel periodo marzo 2012-marzo 2014 per l’Osservatorio sulla
Famiglia della Provincia di Lodi. I capitoli riportano una selezione dei rapporti di ricerca e
delle relazioni finali consegnate nell’arco del biennio.
Il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica di Milano, a
partire dalle riflessioni teoriche condotte e dall’esperienza consolidata come membri del
comitato scientifico e come ricercatori dell’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia, ha avviato
la costituzione di un gruppo di progetto (Tavola 2) composto dai consulenti dell’Università,
dal referente del Forum Provinciale delle Associazioni Familiari, dai rappresentanti di alcuni
Comuni (tra i piccoli Comuni: Graffignana, Boffalora, Secugnago, Corte Palasio, Castiraga
Vidardo, Zelo Buon Persico, Santo Stefano Lodigiano, Somaglia – tra i più grandi: Lodi,
Codogno, Sant’Angelo, Casalpusterlengo), da rappresentanti di associazioni di Terzo settore
presenti sul territorio Lodigiano e da un referente per l’Asl con il compito di accompagnare
l’intero processo di ricerca E’ stata poi costituita una cabina di regia dell’Osservatorio
(composta dai ricercatori dell’Università, dall’Unità Operativa Politiche Sociali della
Provincia di Lodi e dal Forum Provinciale delle Associazioni Familiari) che si è incontrata
periodicamente. Il percorso, condotto in stretta collaborazione con il Forum delle Famiglie,
ha previsto la presenza di ricercatore junior che ha operato presso la sede dell’Assessorato
Politiche Sociali della Provincia di Lodi con il compito di raccolta e monitoraggio delle
azioni in essere e di coordinamento delle attività progettuali
Dolci bugie
Considerazioni (amare) del prof. Lodi sulle relazioni pericolose tra ricerca e zucchero
To reread Mario Lodi. What's left of democratic school.
openLa relazione riprende e rielabora il pensiero del maestro Mario Lodi, focalizzandosi sull'impegno profuso alla realizzazione di una scuola democratica, pubblica e aperta a tutti, basata sui principi della Costituzione, dopo la Seconda Guerra Mondiale.
In particolare, ci si sofferma sul ruolo politico che Lodi intravede nell'insegnante e nella scuola democratica che può diventare quell'ambiente in cui non si generano diseguaglianze, garantendo la partecipazione di tutti gli individui.
In seguito, nell'attuare un confronto tra Lodi e don Milani, si analizzano le analogie e le molte differenze tra queste due figure che hanno lottato contro la vecchia scuola tradizionale, ponendo l'accento su alcuni aspetti paradossali e controversi che emergono da alcune affermazioni del prete di Barbiana, poiché oggi è spesso quel pedagogista a cui si riferiscono coloro che hanno attese democratiche nella scuola. Questi concetti vengono ripresi anche oggi nel mondo della scuola non cogliendo, però, che la realtà è cambiata e che sono necessari nuovi sviluppi.
Infine, si tratta la situazione attuale a cui è giunta la scuola democratica, sollevando i problemi educativi a cui gli educatori sono chiamati a trovare delle soluzioni. Una scuola democratica, basata sui principi della Costituzione, è ancora non completamente realizzata, anzi, essa è minacciata da una teoria economica, il neoliberismo, la quale plasma la scuola piegandola ai fini del libero mercato, concependo l'uomo come mezzo per accumulazione di beni e ricchezza.The report takes up again and re-elaborates the thoughts of the teacher Mario Lodi, focusing on the commitment invested to the creation of a democratic and public school open to everybody, based on the principles of the Constitution after the Second World War.
In particular, we focus on the political role that Lodi sees in the teacher and in democratic school which can become that environment in which inequalities are not generated and guarantor of collective participation.
Subsequently, in carrying out a comparison between Lodi and Don Milani, the similarities and many differences between these two figures who fought against the old traditional school are analysed, placing emphasis on some paradoxical and controversial aspects that emerge from some of priest’s statements because, today, is the most important educator that is mentioned by people who still believe in democratic school. These concepts are also taken up again today in the world of school, without realizing, however, that reality has changed and that new developments are necessary.
Finally, it deals with the current situation that democratic school has reached, raising the educational problems to which educators are called to find solutions. A democratic school, based on the principles of the Constitution, is still not fully realized, indeed, it is threatened by an economic theory, neoliberalism, which shapes the school by bending it to the ends of the free market, conceiving man as a means for the accumulation of goods and wealth
O comportamento estratégico adotado pela área estágio responsável do instituto Euvaldo Lodi de Santa Catarina - IEL/SC
TCC (graduação) - Universidade Federal de Santa Catarina. Centro Sócio-Econômico. Economia.O presente trabalho tem como objetivo identificar e analisar as estratégias competitivas adotadas pelo Estágio Responsável do IEL/SC, perante o mercado de agenciamento de estágio. A metodologia utilizada foi um estudo de caso descritivo, de natureza qualitativa e como a técnica da coleta de dados apresentou-se a aplicação de um questionário estruturado e obtenção de dados secundários diversos Na revisão teórica foram abordadas as formas e padrões de competitividade como também os conceitos e tipos de estratégias competitivas. Posteriormente, partiu-se para definições e regulamentos gerais da atividade do estágio supervisionado, através de dados secundários coletados em publicações, livros, internet e dados disponibilizados pelo próprio Instituto. Por fim, foi desenvolvido um breve histórico do Instituto Euvaldo Lodi na abrangência nacional e estadual (Santa Catarina) e em seguida, por meio da aplicação do questionário e dos dados informativos fornecidos, foram identificadas e analisadas as estratégias competitivas adotadas pela área de Estágio Responsável do IEL/SC
Perchè leggere Rodari e Lodi all'epoca dei social
Il valore della lettura di Rodari e Lodi all'epoca dei social networ
Sui capi d'arte e d'archelogia in Lodi /
From the library of Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana.Copy 2: with [3] added plates of Lodi; map of Lodi pasted on t.p. verso; original cover.Errata on p. [1].'Elenco dei r. decreti in materia di belle arti ed antichita dall'epoca del risorgimento nazionale' on p. [xi]-xii.Title vignette.Mode of access: Internet
Il Well-Being Profile: Un esame dei correlati attraverso l’analisi delle correlazioni canoniche
Il Well-Being Profile (WB-Pro – Marsh et al. 2020) è uno strumento
multidimensionale con buone proprietà psicometriche e una solida cornice
teorica. La versione italiana dello strumento (Scalas, Lodi, Magnano,
Marsh, under review) è stata sviluppata con back-translation e somministrata
online ad un gruppo di 1451 partecipanti (910 = F, 62,7%; età: media =
32,34; d.s. = 13,64). Presentiamo i risultati di un’analisi delle correlazioni
canoniche (ACC) effettuata per caratterizzare il rapporto tra le 15 dimensioni
dello strumento (Competenza, Stabilità emotiva, Impegno, Significato,
Ottimismo, Emozione positiva, Relazioni positive, Pensiero chiaro, Accettazione
di sé, Autonomia, Empatia, Comportamento prosociale, Resilienza,
Autostima, Vitalità) e correlati psicologici (Big Five, PNSF,
WEMWBS, Fluorishing, Satisfaction with life), connessi alla salute (Salute
globale, Sonno, Attività fisica) e demografici (Età, Genere, Livello scolastico).
L’ACC ha estratto 15 coppie di variabili canoniche (12 significative;
Wilks’ lambda complessivo: 0,011), ma solo la prima è risultata psicologicamente
rilevante (correlazione canonica r1 = 0,928; varianza condivisa =
0,86). La prima variabile canonica (Correlati di WB-Pro) è caratterizzata da
variabili associate al benessere (es. Flourishing) e, in misura minore, tratti
di personalità. Tra i fattori di salute e demografici considerati, solo la Salute
globale ha contribuito moderatamente alla variabile canonica. Per la seconda
variabile canonica (Dimensioni WB-Pro) quasi tutti i fattori WB-Pro
hanno contribuito in modo sostanziale con pesi fattoriali superiori a 0,60. I
fattori Relazioni positive e Comportamento prosociale hanno contribuito in
misura minore e l’Empatia ha avuto un effetto irrilevante sulla variabile canonica
La funzione "sociale" dell'orientamento: supportare i percorsi di sviluppo e il benessere di persone e comunità
Lo sguardo sulla costruzione dei percorsi di carriera, sia in campo scientifico che nei contesti della vita quotidiana, si è rivolto per molto tempo al privilegiare il senso “individuale” del percorso formativo/lavorativo delle persone in vista del proprio “successo”. La funzione dell’orientamento, di riflesso, si è concentrata sovente sul livello individuale della costruzione dei percorsi di carriera, magari inasprendo il focus sulle caratteristiche stabili delle persone e su cosa li “incastrasse bene” nei posti di lavoro (attraverso, ad esempio, il matching tra le richieste ambientali e i requisiti individuali).
Recentemente la ricerca scientifica sull’argomento ha spostato il focus anche sulla sfera contestuale e comunitaria nella quale i percorsi di carriera e i loro significati si co-costruiscono nell’ottica della sostenibilità, inclusività e coesione sociale. Infatti, sin dalla “Carta Memorandum a supporto dell’orientamento e del career counseling” a cura della Società Italiana per l’Orientamento (SIO) e del La.R.I.O.S. (Università di Padova), si richiamava alla necessità di: superare modelli di orientamento focalizzati sui profili psicoattitudinali; utilizzare modelli e pratiche di orientamento marcatamente contestuali, in quanto le aspirazioni individuali sono ampiamente condizionate dall’ambiente sociale; rimuovere le barriere alla realizzazione professionale, amplificate da varie forme di vulnerabilità che spesso conducono a minori opportunità di scelta, maggiore rischio di incontrare un lavoro poco dignitoso, minori livelli di qualità della vita percepita; evidenziare i cambiamenti che i contesti formativi e lavorativi dovrebbero apportare per diventare socialmente più rilevanti,sicuri ed inclusivi; essere, come professionisti e professioniste dell’orientamento, ‘agenti di cambiamento’ nel promuovere una visione del futuro e dello sviluppo in termini disostenibilità, equità ed inclusione e nel migliorare il benessere delle persone e la qualità dei loro contesti di vita.
Potremmo forse iniziare a parlare dunque di una funzione sociale e di comunità dell’orientamento che si ripropone di: ampliare il ventaglio di opportunità sentite a propria disposizione delle persone; non cedere alla facilità con cui si riproducono le disuguaglianze sociali nei percorsi di carriera; credere nel valore delle diversità e operare nella de-costruzione degli stereotipi ad esse connesse; promuovere nelle persone il riacquistare voce e possibilità di realizzazione all’interno delle proprie comunità di riferimento; contribuire allo sviluppo delle proprie comunità perché la realizzazione delle aspirazioni e dei sogni individuali (o anche il solo poterli fare, conoscere, inseguire) è inestricabilmente legato alla capacità delle comunità di fornire i luoghi dove tali aspirazioni e tali sogni possano prendere forma. Persone che aspirano e sognano, sono in grado di generare comunità capaci di aspirare e sognare, che a loro volta sviluppano persone in grado di aspirare e sognare comunità più inclusive, solidali e coese. E sono i contesti “complessi”, quelli più soggetti alle ingiustizie strutturali e più generativi di situazioni di vulnerabilità, i luoghi di intervento privilegiato che reclamano maggiormente questa funzione dell’orientament
Self-concept clarity development across the lifespan
Self-concept clarity can and does change across the lifespan. This chapter presents a meta-analysis summarizing normative patterns of rank-order stability
and mean-level change of self-concept clarity. It then reviews evidence for individual variability in the development of self-concept clarity and the mechanisms and outcomes of this variability. Specifically, we consider the current literature regarding the way in which family, identity development, and adult social roles facilitate
the development of self-concept clarity. Further, we examine findings that suggest self-concept clarity promotes personality trait maturation and psychological wellbeing. We close with specific future directions for research in self-concept clarity development across the lifespan
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