1,721,096 research outputs found
Emilia-Romagna
La viticoltura dell’Emilia-Romagna è una delle più variegate in termini di tradizioni e contesti pedo-climatici. Il tutto si traduce in una straordinaria ricchezza ampelografica. Una regione mai conquistata dalle cultivar internazionali, che ha costruito il successo dei suoi 53.000 ha su vitigni di territorio: tra le 109 varietà di vite coltivabili, quelle più diffuse sono autoctone (Trebbiano romagnolo e Sangiovese, i “Lambruschi”, Ancellotta, Pignoletto, Croatina). Molti sono poi i vitigni locali minori, più o meno marginalizzati nel tempo, ma che stanno oggi destando un rinnovato interesse. In questo capitolo ne riportiamo 8, una piccola selezione di un vasto repertorio da salvaguardare e valorizzare
Effetto del digestato solido compostato nei substrati per l'allevamento di viti in contenitore
Il vivaismo viticolo utilizza come substrato per l’allevamento in contenitore prevalentemente torba, risorsa non rinnovabile e costosa. La sua parziale sostituzione con compost ottenuto da digestato solido e legno di potatura del vigneto consentirebbe di ridurne il consumo, garantendo una maggiore sostenibilità del processo. Si sono quindi valutati gli effetti di questo nuovo substrato sulla crescita e sullo stato nutrizionale di Lambrusco Salamino su Kober 5BB, per verificarne l’applicabilità in ambito vivaistico e per ottenere indicazioni trasferibili anche alla viticoltura di pieno campo.
Il compost è stato ottenuto miscelando digestato con sarmenti. Sono stati confrontati cinque substrati: torba con tre percentuali di compost (10-20-40%), e due tesi di controllo: 100% torba e 100% torba fertilizzata, e tre tipologie di viti: innesti-talea radicata, posti ad attecchire in vasetto, barbatelle, piante di due anni di innesto.
L’analisi del compost ha rivelato buone caratteristiche compositive. Le piante hanno presentato una crescita soddisfacente in tutte le tesi, senza sintomi di fitotossicità. Gli innesti-talea radicata hanno presentato un ottimo attecchimento e il migliore stato nutrizionale, una elevata intensità di crescita, un lieve ritardo nella lignificazione e valori di diametro basale del tralcio, a sei mesi dall’innesto, non significativamente diversi dalle barbatelle (18 mesi dall’innesto).
Questi risultati rendono disponibile un substrato organico innovativo che valorizza i sottoprodotti della filiera vite-vino, riduce il consumo di torba e applica criteri di economia circolare. Le informazioni ottenute aprono prospettive di possibili applicazioni anche in vigneto
La dormienza nelle gemme di Sangiovese:effetto del chilling e della posizione lungo il tralcio.
1. Ipotesi
Il fabbisogno in freddo delle gemme della Vitis vinifera L. è relativamente modesto. Tuttavia, le interazioni genotipo-ambiente possono influire sul superamento dell’endodormienza. Considerando il ruolo chiave delle basse temperature (chilling), lo scopo della ricerca è stato quello di studiare l’evoluzione della dormienza delle gemme sottoposte a differenti ‘chilling’, alla luce del susseguirsi di stagioni autunno-vernine con temperature al di sopra della media.
2. Materiali e Metodi
Talee trinodali ottenute da tralci della cultivar ‘Sangiovese’ presente in un vigneto sperimentale del DiSAAA-a dell’Università di Pisa, sono state campionate dalle porzioni basali, mediane e apicali, a partire dal mese di Ottobre. Dopo un pre-condizionamento al ‘chilling’ a 4 e 8°C per 200 ore al buio, le talee sono state sottoposte al ‘forcing’ in camera climatica per 30 giorni. Ad intervalli regolari sono stati rilevati i parametri morfologici e fenologici delle gemme (trattate e di controllo) allo scopo di definire il superamento dell’endodormienza.
3. Risultati
Durante il ‘forcing’ i rilievi hanno evidenziato una graduale diminuzione del numero dei giorni per il raggiungimento del 50% di schiusura delle gemme, con un progressivo aumento del tasso di germogliamento. Un accumulo di circa 250 chilling units in condizioni naturali sarebbe stato sufficiente per la fine dell’endodormienza. Il pre-condizionamento a 8°C ha determinato una differente risposta delle gemme in funzione della posizione: quelle del tratto basale hanno risposto più precocemente.
4. Principali conclusioni
Le osservazioni condotte confermano come le gemme della vite siano in grado di riprendere la crescita a seguito di limitati periodi di chilling
Cover crop water use in relation to vineyard floor management practices
The aim of our study was to compare soil evaporation (Es) versus cover crop (Festuca arundinacea var. barfelix) evapotranspiration (ETcc) within a vineyard ecosystem and to investigate the effect of mowing in reducing cover crop evapotranspiration, and, hence, its below-ground competitiveness. The study was carried out in a 2-year-old Sangiovese (Vitis vinifera L.) vineyard, grafted to SO4, in Bologna, Italy. Mini-lysimeters and a portable gas-exchange chamber system were used to investigate cover crop evapotranspiration in relation to mowing and bare soil management practices. Our results show that, immediately after mowing, ETcc markedly decreased, with the percentage of reduction ranging from 35 to 49%, depending on the amount of clipped biomass. The extent of the ETcc reduction decreased over time as the cover crop regrew. Over the 28-day period following the mowing, soil evaporation was 35 and 48% lower than mowed and unmowed cover crop evapotranspiration, respectively. This study shows that mowing could be used as a water management strategy to decrease vine cover crop competition over a short time period
Relazione tra sopravvivenza e trattamento con Azospirillum brasilense Sp245 in Vitis vinifera L.
1. Ipotesi
Il trattamento a base del batterio promotore della crescita (PGPR) Azospirillum brasilense Sp245 induce una maggior resistenza a fattori di stress abiotici e di conseguenza le piante trattate presentano un tasso di sopravvivenza più favorevole rispetto alle piante non trattate
2. Materiali e Metodi
Sono state eseguite prove di crescita su giovani piante di cv Colorino innestate su portinnesti 420A e 157/11 e sottoposte a trattamenti a base di Azospirillum brasilense Sp245. Sono state inoltre effettuate prove sperimentali in vivaio somministrando il batterio durante la fase d'idratazione pre-innesto.
3. Risultati
I risultati ottenuti evidenziano un effetto positivo del trattamento sull’attività vegetativa, inducendo un aumento significativo della sostanza secca. Di particolare rilievo sono stati gli esiti a seguito di un severo stress idrico: le piante a cui era stato somministrato A. brasilense Sp245 hanno avuto un ottimo tasso di sopravvivenza. L’analisi dei parametri chimici hanno rivelato che il trattamento con Azospirillum ha migliorato il contenuto in fenoli totali, ferro, fosforo e potassio.
4. Principali conclusioni
Azospirillum brasilense Sp245 è capace di migliorare le performance delle piante di vite cv. Colorino, con un effetto stimolante sullo sviluppo vegetativo. L’effetto positivo del trattamento induce a considerare la batterizzazione con Azospirillum come strumento per migliorare lo stato fisiologico e la tolleranza delle viti agli stress abiotici. L'approfondimento delle conoscenze anche su aspetti applicativi del rapporto tra pianta e PGPR è motivato dal crescente interesse del mercato per materiale di propagazione ottenuto con tecniche biocompatibili, nell’ottica di una viticoltura indirizzata a coltivazioni ecosostenibili
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
- …
