305,912 research outputs found

    Troppo ven(e)to poco ven(e)to. Intorno all'incipit zanzottiano del «Casanova di Federico Fellini»

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    Atti delle Giornate di studio di Pieve di Soligo e Venezia, 2006; «Linea Veneta», 20, Fondazione Giorgio Cini, Venezia

    Impacto das políticas de lazer na região do bairro Aero Rancho. Campo Grande/MS

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    Impacto das políticas de lazer na região do bairro Aero Rancho. Campo Grande/MS / Felipe Soligo Barbosa, Luciane Coelho Rabel, Joyce Priscila Samudio da Silva, Julio Arani Pinheiro Xavier. – Campo Grande: UCDB, 2009As políticas de lazer são foco de inúmeras pesquisas e publicações no País, nos dias atuais (BARBOSA, 2008; MARCELLINO, 2002a, 2003; MARIANO, 2008; MENNEH, 2002). São eixos fundamentais de uma política de lazer: o uso do espaço urbano e a construção e animação dos equipamentos de lazer (BARBUY, 1980; MARCELLINO, 2002a; SANTOS, 1982; WILHEIM, 1976). Desse modo, é imprescindível para a democratização do lazer, mais especificamente dos conteúdos físico-esportivos, a elaboração de políticas públicas. Entretanto, não se pode deixar levar pela falácia do tarefismo, ou da política de atividades que, na maioria das vezes, acabam por constituir-se em eventos isolados e não em políticas de animação como processo. Faz-se necessário também atenção aos quatro eixos de uma política de lazer: reordenação da jornada de trabalho; reordenação do solo urbano, incluindo aí os espaços e equipamentos específicos de lazer; política de formação e desenvolvimento de pessoal para que os profissionais envolvidos trabalhem de forma coerente com os conceitos atuais e uma política de animação (MARCELLINO, 2007a).rede CEDES / M

    Indice dei luoghi

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    Gli indici posti a termine dello studio “Nelle chiese di Farra, Soligo e Col San Martino” di Giorgio Fossaluzza aiutano il lettore a orientarsi e ritrovare i nomi di frescanti e santi (dal Maestro di Vigo a sant'Amico di Rambona) e luoghi (Farra, Soligo, Col di San Martino) ripercorsi nel volume e nel suo itinerario attraverso le pitture murali del Trecento e Quattrocento nelle chiese d’Oltre Piave, territorio del Comune di Treviso nel Medioevo

    Indice dei nomi

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    Gli indici posti a termine dello studio “Nelle chiese di Farra, Soligo e Col San Martino” di Giorgio Fossaluzza aiutano il lettore a orientarsi e ritrovare i nomi di frescanti e santi (dal Maestro di Vigo a sant'Amico di Rambona) e luoghi (Farra, Soligo, Col di San Martino) ripercorsi nel volume e nel suo itinerario attraverso le pitture murali del Trecento e Quattrocento nelle chiese d’Oltre Piave, territorio del Comune di Treviso nel Medioevo

    From Fara to Farra: a linguistic analysis of toponomastic change in Farra di Soligo.

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    reservedIl presente lavoro di tesi, intitolato Da Fara a Farra: un’analisi linguistica del cambiamento toponomastico a Farra di Soligo, si propone di analizzare come gli insediamenti longobardi hanno influito nella toponomastica italiana odierna attraverso uno sguardo critico, il quale prende in considerazione, in primo luogo, la storia del regno longobardo e delle sue organizzazioni politiche e legislative, e in secondo luogo, come i Longobardi stessi hanno contaminato le culture italiche nel tempo sia a livello toponomastico, ma anche linguistico, culturale e organizzativo. Innanzitutto, verrà fornito il contesto storico che delinea la nascita della stirpe longobarda e i suoi sviluppi, oltre che la sua organizzazione politica e legislativa. Successivamente, la tesi si occuperà di approfondire il sistema di farae e pievi nel territorio italiano per poi andare a riportare nello specifico i casi di alcune importanti farae che tutt’ora ricoprono il suolo italico. La parte centrale della tesi si occuperà, invece, del caso specifico di Farra di Soligo attraverso la sua storia e le scoperte archeologiche rinvenute nel corso gli anni; verrà affrontato anche un piccolo approfondimento legato alle Torri di Credazzo, luogo importante per le vicissitudini avvenute a Farra e nei suoi dintorni. Concludendo, verrà affrontata un’analisi del toponimo fara e verranno riportate alcune variazioni linguistiche legate alla lingua germanica parlata dai longobardi, che hanno influenzato il lessico della popolazione di Farra di Soligo e dei suoi dintorni.The current thesis, titled "Da Fara a Farra: un'analisi linguistica del cambiamento toponomastico a Farra di Soligo," aims to examine the linguistic changes in toponymy in Farra di Soligo and how Lombards settlements have influenced Italian toponymy. This analysis takes into consideration the historical context of the Lombard kingdom, including its political and legislative structures, as well as the long-term impact of Lombard influence on Italian culture, language, and organization. Initially, it will present the historical backdrop that delineates the emergence of the Lombard lineage and its subsequent progress, along with its political and legislative structure. Following that, the thesis will focus on further exploring the system of farae and pievi in the Italian territory, and subsequently provide detailed accounts of specific cases of significant farae that still exist in Italy. The main focus of the thesis will be on the specific case of Farra di Soligo, examining its history and the archaeological findings that have been uncovered over the years. Additionally, there will be a brief exploration of the significance of the Towers of Credazzo, which played a crucial role in the events that took place in Farra and its surrounding areas. To conclude, this analysis will focus on the toponym "fara" and discuss the linguistic variations associated with the Germanic language spoken by the Lombards. These variations have influenced the vocabulary of the population of Farra di Soligo and its neighboring areas

    A GENE NETWORK FOR HEAD ORGANIZER FORMATION

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    The Spemann organizer determines the body plan, in its full variety of tissue components, normal proportion and placement. Although individual organizer's inducers responsible for head and trunk inductions have been identified, how these are handed out in perfect quantitative, spatial and temporal coordination remains enigmatic. Here we focused on the mechanisms establishing the organizer own architecture as key to explain such signaling coordination. We found that a crosstalk between two ligands emanating from the trunk organizer, Nodal and ADMP, defines a miniature anteroposterior axis. At its posterior pole, Nodal protects headinduction by competing ADMP for a shared receptor, ACVR2a; ADMP is allowed to signal more anteriorly to restrain these inductions. These opposing signaling centers reciprocally adjust their strength and range of activity by multiple negative and positive loops. In so doing, the levels of head inducers remains proportional to signals generated in the trunk and buffered against their fluctuations. Several new regulatory elements are essential for this dynamic crosstalk, including a microRNA, miR-15/16, endowing robustness to head formation. In sum, we propose a model that offers a molecular explanation for key properties of the Spemann's organizer.L'organizzatore di Spemann è un tessuto con proprietà uniche in quanto determina il piano corporeo dei vertebrati: la totalità dei vari componenti tissutali, nelle giuste proporzioni e corretto posizionamento. Nonostante che i singoli “induttori” di testa e tronco siano stati identificati, il come questi si assemblino in modo coordinato (quantitativamente, spazialmente e temporalmente) rimane tuttora un mistero. Per comprendere questo fenomeno, in questa tesi ci siamo concentrati sui meccanismi che stabiliscono l’architettura interna dello stesso organizzatore. Abbiamo trovato che l’attività di due ligandi, Nodal ed ADMP, realizza una rete genica che definisce un asse antero-posteriore in miniatura, localizzato nell’endoderma dorsale. Al polo posteriore di questo “asse”, Nodal protegge l’induzione della testa competendo con ADMP per un recettore condiviso, ACVR2a; ADMP riesce ad agire solo molto più anteriormente, e nel fare questo, restringe le induzioni di Nodal. Questi segnali opposti riaggiustano la loro forza e dominio di azione in modo reciproco, attraverso feedback negativi e positivi. Così facendo, i livelli di induttori della testa restano proporzionali ai segnali generali dal tronco e tamponati contro eventuali variazioni degli stessi. Nuovi elementi di regolazione sono essenziali in questa dinamica comunicazione; tra questi, un microRNA, miR-15/16, che garantisce robustezza alla formazione della testa. In conclusione, qui proponiamo un modello che offre una spiegazione molecolare delle proprietà dell’organizzatore di Spemann
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