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Letter from Leone Pecoraro, December 5, 1967
Letter from Leone Pecoraro to Fayez Sayegh, December 5, 1967, regarding his appearance on the David Susskind show and the Arab-Israeli conflict
Pecoraro Quintet
Adib Young, alto saxophone; J. Jay Berthume, piano; Gabe Pecoraro, guitar; Blake Buehler, bass; Sam Sherer, drums; Matt Olson, combo coac
Pecoraro, Marco
Marco Pecoraro (Cellino S. Marco, BR 1920 – Padova 1993). Laureatosi a Bologna nel 1946, dal 1950 fu assistente alla cattedra di Letteratura Italiana (tenuta da Raffaele Spongano e, dal 1953, da Vittore Branca) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia a Padova; abilitato alla Libera Docenza nel 1959, insegnò Lingua e letteratura italiana presso la Facoltà di Magistero dell’Ateneo di Padova dal 1960 al 1990, prima come incaricato, poi come professore aggregato (1969), straordinario (1973) e ordinario (1980). Studioso di Dante, P. Bembo, G. Scalvini e N. Tommaseo, attento all’aspetto storico e filologico dei testi. Tenne molti corsi sulla “Divina Commedia” (e la sua fortuna nel Veneto), sulla letteratura del Cinquecento, sulla critica e sulla poesia del Romanticismo. Organizzatore impegnato dell’Istituto di Filologia e Letteratura Italiana. Redattore e poi condirettore di «Lettere italiane»; redattore del “Dizionario critico delle letteratura italiana” (1973).
Opere principali: “Per la storia dei Carmi del Bembo. Una redazione non vulgata” (1959); N. Tommaseo, “Memorie poetiche” (ed. crit., 1964); “Saggi vari da Dante al Tommaseo” (1970).
[Davide Cappi]
Fonti bibliografiche:
“Bibliografia degli scritti di Marco Pecoraro (1951-1990)”, a cura di B. M. Da Rif, in “Miscellanea di studi in onore di Marco Pecoraro”, a cura di B. M. Da Rif e C. Griggio, vol. II, Firenze 1991, pp. 375-385; “Ricordo di Marco Pecoraro”, in «Lettere italiane», XLV/2 (1993), pp. 177-178; G. Auzzas, “Interessi filologici di Marco Pecoraro”, in «Lettere italiane», LV/4 (2003), pp. 528-539.Marco Pecoraro (Cellino S. Marco, BR 1920 – Padova 1993). Laureatosi a Bologna nel 1946, dal 1950 fu assistente alla cattedra di Letteratura Italiana (tenuta da Raffaele Spongano e, dal 1953, da Vittore Branca) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia a Padova; abilitato alla Libera Docenza nel 1959, insegnò Lingua e letteratura italiana presso la Facoltà di Magistero dell’Ateneo di Padova dal 1960 al 1990, prima come incaricato, poi come professore aggregato (1969), straordinario (1973) e ordinario (1980). Studioso di Dante, P. Bembo, G. Scalvini e N. Tommaseo, attento all’aspetto storico e filologico dei testi. Tenne molti corsi sulla “Divina Commedia” (e la sua fortuna nel Veneto), sulla letteratura del Cinquecento, sulla critica e sulla poesia del Romanticismo. Organizzatore impegnato dell’Istituto di Filologia e Letteratura Italiana. Redattore e poi condirettore di «Lettere italiane»; redattore del “Dizionario critico delle letteratura italiana” (1973).
Opere principali: “Per la storia dei Carmi del Bembo. Una redazione non vulgata” (1959); N. Tommaseo, “Memorie poetiche” (ed. crit., 1964); “Saggi vari da Dante al Tommaseo” (1970).
[Davide Cappi]
Fonti bibliografiche:
“Bibliografia degli scritti di Marco Pecoraro (1951-1990)”, a cura di B. M. Da Rif, in “Miscellanea di studi in onore di Marco Pecoraro”, a cura di B. M. Da Rif e C. Griggio, vol. II, Firenze 1991, pp. 375-385; “Ricordo di Marco Pecoraro”, in «Lettere italiane», XLV/2 (1993), pp. 177-178; G. Auzzas, “Interessi filologici di Marco Pecoraro”, in «Lettere italiane», LV/4 (2003), pp. 528-539
L’acqua carsica di percolazione e gli ipogei del Salento: problemi di conservazione
L’ acqua carsica di percolazione e gli ipogei del Salento:
problemi di conservazione
Ilaria Pecoraro, Elisabetta Rosina
Il contributo prosegue studi già avviati su ambienti storici ipogei, antichi luoghi di lavoro
nell’area dell’Alto Salento. La ricerca individua nell’acqua carsica di percolazione la
principale causa di degrado in questi ambienti. Sono indagati molteplici dati relativi a
geometria, tipologia, struttura dei complessi organismi architettonici; forme di degrado
della pietra causati dall’acqua; progettazione di campagne diagnostiche non invasive per
misurare intensità, frequenza e incidenza del danno arrecato dall’acqua di percolazione
carsica; progettazione di lavorazioni e di monitoraggi periodici ambientali, prima, durante
e dopo la cantierizzazione. Acquisiti questi dati, lo studio mira ad elaborare prime Linee
guida per la manutenzione conservativa degli ipogei salentini, al fine di contenerne l’afflusso
di acqua e calibrare l’efficienza dei metodi di “impermeabilizzazione”.
Percolating karstic water and the hypogea of Salento:
conservation issues
Ilaria Pecoraro, Elisabetta Rosina
This paper continues the studies already begun on historic hypogeum settings – ancient
work places in the Upper Salento area. The research identifies percolating karstic water as
the leading cause for these settings’ decay. A multitude of data is investigated, relating to
the geometry, typology, and structure of complex architectural bodies; to the forms of water-caused stone decay; to the design of non-invasive diagnostic campaigns to measure the
intensity, frequency, and incidence of the damage caused by percolating karstic water; and
to the design of works and of periodic environmental monitoring efforts before, during, and
after the work site is installed. Upon acquiring these data, the study aims to develop initial
guidelines for the conservative maintenance of Salento’s hypogea, in order to contain the
inflow of water and to calibrate the efficiency of the “waterproofing” methods
S-Adenosyl-l-Methionine: a strategy for overcoming uL3-mediated drug resistance in p53 deleted colon cancer cells
In the field of anticancer therapy, re-sensitizing tumor cells to the drugs by exploiting novel strategies
is a promising approach to overcome the drug resistance with consequent improvement in clinical treatment.
In this context, to investigate novel therapeutic approaches taking advantage from anticancer and
antiproliferative effects of natural compounds, we focused our attention on S-adenosyl-L-methionine
(AdoMet), a ubiquitous and naturally occurring sulfonium compound. We tested its potential in overcoming
chemoresistance observed in our model of colon cancer cells lacking functional p53 and characterized by
low expression levels of uL3[1,2].
Here, we demonstrated that AdoMet exerts its cytotoxic activity in these cells and, more importantly,
restores their sensitivity to 5-fluorouracil (5-FU) treatment. In particular, AdoMet exposure impairs cell cycle
progression inducing cell cycle arrest at the S phase, which was associated with a significant increase of
Cyclin E and a decrease of Cyclin D. Furthermore, AdoMet inhibits autophagy, increases the production of
reactive oxygen species, and finally activates the caspase cascade, triggering the apoptotic pathway.
To best of our knowledge, the present study unveils, for the first time, the capability of AdoMet to resensitize
drug resistant colon cancer cells indicating this natural compound as a potential therapeutic agent
for colon cancer cells showing p53 and uL3 lower levels.
[1] A. Pecoraro, P. Carotenuto, G. Russo, A. Russo. Sci Rep. (2019), 9, 15431.
[2] A. Pecoraro, P. Carotenuto, B. Franco, R. De Cegli, G. Russo, A. Russo. Int J Mol Sci. (2020), 21, 2143
Recensione a F. Pecoraro, Lo stradone
Recensione a Francesco Pecoraro, Lo stradone (Milano: Ponte alle grazie, 2019
La dimora palermitana dei futuri sovrani francesi
La storia del cantiere di costruzione dell'edificio neoclassico; la descrizione degli ampliamenti e degli ammodernamenti successivi basata su una ricca testimonianza documentaria
Palazzo Pecoraro-Albani
La sede del Dipartimento di Giurisprudenza in via Porta di Massa è stata intitolata nel 2008 ad Antonio Pecoraro-Albani, preside dal 1986 al 1993, il quale si è impegnato con determinazione affinché il palazzo, di nuova fattura e destinato ad altre attività di carattere polifunzionale, ospitasse e ricompattasse gli studi di Giurisprudenza dislocati in diverse sedi dell’Università
Pecoraro, N., Marsico, G. (2017). "Diventare madre”: la soggettività quale dimensione di continuità e cambiamento. La camera blu. Rivista di studi di genere
Il presente contributo prende in esame le riflessioni che Pina Boggi Cavallo ha elaborato a proposito della “soggettività femminile” e della “maternità” negli scritti tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80 e ne propone una lettura attualizzata a partire da differenti paradigmi della ricerca psicologica contemporanea.
La maternità rappresenta una transizione complessa per la donna e per il suo contesto di appartenenza. Questa fase comporta profonde e permanenti modifiche fisiche, emotive e sociali e rappresenta un punto di snodo tra codici biologici e culturali. Le pratiche culturali si intrecciano indissolubilmente ad una dimensione dell’“essere” e del “divenire” madre e possono rappresentare un potenziale vincolo al dispiegarsi della dimensione creativa dell’identità materna. Il concetto di “soggettività” introdotto da Pina Boggi Cavallo restituisce dialettica agli aspetti di continuità e cambiamento della maternità, nonché libertà e movimento alla donna che può “trasgredire” e mediare tra mandati sociali e aspettative culturali pur conservando il senso di continuità del Sé
Editorial
Apresentao do nmero dedicado Filosofia da Tcnica pelo Editor-Especial Rossano Pecoraro
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