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    Tradução de poesia: Emily dickinson segundo a perspectiva tradutória de Augusto de Campos

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    Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão, Programa de Pós-Graduação em Estudos da Tradução, Florianópolis, 2014Esta dissertação, a partir da perspectiva teórica e prática de Augusto de Campos quanto à tradução de poesia, visa analisar sete de suas traduções dos poemas da norte-americana Emily Dickinson, publicadas na obra Emily Dickinson: não sou ninguém, em 2008. O trabalho foi dividido em três capítulos. O primeiro tratados principais elementos que constituem a poética de Dickinson, bem como das traduções brasileiras de suas obras. Como embasamento teórico foram utilizados Gilbert e Gubar (1984), Donoghue (1969), Sewall (1963) e Daghlian(1987), dentre outros autores. O segundo capítulo tem como objetivo apresentar Augusto de Campos como poeta e como tradutor, com ênfase nos seus comentários sobre tradução, visando compreender sua prática tradutória. O terceiro capítulo analisa as traduções de sete poemas de Dickinson realizadas por Augusto de Campos e busca identificar a relação entre a teoria e a prática do tradutor. Essa análise, de caráter discursivo, além do plano formal e sintático, se concentra no plano semântico dos textos, tendo em conta que não possui a pretensão de realizar qualquer tipo de julgamento prescritivo.Abstract: This dissertation, from the perspective theoretical and practical of Augusto de Campos about the poetry translation, analyzes seven of his translations of the North-American poet Emily Dickinson, published in the book "Emily Dickinson: não sou ninguém", in 2008. This work contains three chapters; the first presents the main elements that constitute the Dickinson's poetry, as well as the Brazilian translations of her poems. It has, as theoretical support, author slike: Gilbert and Gubar (1984), Donoghue (1969) Sewall (1963) and Daghlian(1987). The second chapter aims to approach the main remarks of Augusto,highlighting his activity as poet and as translator, aiming to understand his practice of translation. The third chapter analyses the Augusto's translations of seven poems of Dickinson and try to identify the relationship between the theory and the practice of the translator. This discursive, besides the formal and syntactic field focuses on the semantic field of the poems, without any kind of prescriptive judgment

    Un passo verso la sicurezza : la UE approva il test GM-CFU

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    NOTA INFORMATIVA L’Unione europea approva nuove alternative alla sperimentazione di farmaci e sostanze chimiche sugli animali. Il 21 marzo 2006 il comitato scientifico consultivo del Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi (ECVAM) ha approvato sei nuovi metodi di prova alternativi che consentiranno di ridurre il ricorso alla sperimentazione animale per alcuni farmaci e sostanze chimiche . I nuovi test, effettuati su colture cellulari anziché su animali, permettono di determinare la tossicità dei farmaci antitumorali e identificare i farmaci contaminati. Oltre a ridurre il numero di animali necessari ai fini della sperimentazione, i metodi approvati oggi miglioreranno l’accuratezza dei test e contribuiranno così a rendere i prodotti più sicuri. Uno dei test approvati è noto come Colony Forming Unit-Granulocytes-Macrophages (CFU-GM) ed è volto a render più preciso il dosaggio di alcuni farmaci ad elevata tossicità utilizzati nella chemioterapia per la cura del cancro. Il test validato è un cosiddetto test clonogenico basato sulla proliferazione/differenziazione "in vitro" di progenitori emopoietici ottenuto stimolando questi ultimi con determinate citochine in una coltura semisolida (generalmente di agar o di metilcellulosa). Molte modificazioni sono state proposte a partire dalla tecnica originale messa a punto da Bradley e Metcalf e sebbene molte di queste sono state usate in ematologia poche di loro sono state sviluppate in strumenti standardizzati e validati per studiarne la ematotossicità. Lo studio in questione ha quindi dovuto dapprima confrontarne la riproducibilità nelle specie murina ed umana applicata al midollo osseo, poi valutarne la possibilità di sostituire il midollo osseo con il sangue di cordone ombelicale ( più facilmente reperibile ) e successivamente studiare le condizioni ottimali (sia riguardo il terreno di coltura, le citochine ed altri reagenti essenziali) per applicare adeguatamente il test in studi di tossicologia dove l'attività del farmaco non deve subire fenomeni di detossificazione o comunque interferenze. Non è da sottovalutare che il test validato in vitro potrà contribuire anche a ridurre il numero di animali richiesti in tossicologia preclinica e in particolare il cane usato come seconda specie. Il lavoro di ottimizzazione prima e poi di prevalidazione (1) e di validazione (2) di questo test nella sua applicazione nel campo della ematotossicologia è stato eseguito da un gruppo di ricerca internazionale costituitosi nel 1996 e coordinato dal Dr Augusto Pessina (Responsabile del Laboratorio di Colture Cellulari della Sezione di Microbiologia del Dipartimento di Sanità Pubblica, Microbiologia, Virologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ Università Statale di Milano). Il gruppo di ricercatori dell’Università di Milano, con il supporto del Consorzio Milano Ricerche ha realizzato il progetto in collaborazione con ECVAM, JRC( Ispra), e coordinando lo studio di altri quattro centri di ricerca: in Spagna (Cell Biology, Environment Institute, CIEMAT, Madrid); in Francia (Ecole Superieure de Microbiologie et Sècurité Alimentaire (ESMISAB), Universitè de Bretagne Occidentale, Plouzanè); in Belgio (Department of Environmental Toxicology, VITO-Flemish Institute for Technological Research, Mol ) e negli USA ( Laboratory of Pharmacology, Cancer Centre, Wayne State University, Detroit (MI)). La validazione del test è stato eseguita in “doppio cieco” avvalendosi di agenti esterni che hanno provveduto a fornire i farmaci codificati secondo criteri di GLP e sicurezza (BIBRA International, Carshalton, in Inghilterrra e Oncology Research and Regulatory Consulting Associates, Grosse Pointe Woods negli Stati Uniti) Il test è stato validato innanzitutto come strumento predittivo della neutropenia acuta in pazienti esposti a farmaci antitumorali e poichè utilizza colture di cellule da midollo osseo di topo e cellule da sangue di cordone ombelicale umano(che contiene cellule staminali e precursori delle cellule del sangue che rispondono in modo simile a quelli del midollo osseo). L'applicazione del test diminuisce il rischio di sovradosaggio letale che può verificarsi nel primo gruppo di pazienti trattati con nuovi farmaci antineoplastici, rischio che i test preclinici attuali non permettono di identificare con precisione. Questo nuovo test, rispetto alla sola sperimentazione animale , offre un maggior grado di precisione, poichè affina i margini di sicurezza riducendo l’incertezza dovuta alla estrapolazione animale/uomo e fornisce una base più razionale per determinare le dosi cliniche e valutare i limiti di esposizione umane definiti come massima dose tollerata (MDT). Infatti, la prima fase della sperimentazione farmacologia clinica ( cosiddetta di fase I ) ha come obiettivo quello di valutare la dose massima di farmaco tollerata nell’uomo e,per fare questo, il composto viene somministrato a volontari sani e maschi in quantità crescenti (dose escalation). In questo modo i calcoli dovrebbero essere resi più precisi e soprattutto meno pazienti dovrebbero correre il rischio di essere trattati con dosi di farmaco ad elevato rischio. E’ noto che proprio durante i trials clinici su pazienti il 30% dei farmaci fallisce a causa degli effetti tossici, nonostante siano stati eseguiti preventivamente tutti i tests tossicologici in animale e che , per i nuovi tipi di farmaci (proteine ricombinanti, anticorpi, ecc), che rappresentano oltre il 50 % nelle nuove notifiche, la tossicologia tradizionale non funziona bene o non funziona affatto. Questo test potrebbe quindi anche offrire un ulteriore strumento di indagine tossicologica. I risultati ottenuti con questo tests sono in conclusione, molto importanti per due fondamentali aspetti: - Uno più generale e cioè che le tecniche con colture cellulari in vitro possono essere utili nel valutare differenze di specie e che con modelli cellulari (per esempio murino e umano ) si può tentare di estrapolare dati su possibili effetti “in vivo” nella specie umana. - L’altro più diretto, che i tests in vitro come quello validato contribuiscono a migliorare il livello di sicurezza nei trials clinici di fase I. Ciò è di importanza critica soprattutto alla luce del recenti fatto di cronaca accaduto a Londra ( marzo 2006) circa il drammatico esito che ha avuto il trattamento di alcuni giovani con un nuovo farmaco in sperimentazione (TGN1412). Per comprenderne adeguatamente la portata è importante avere presente alcuni aspetti essenziali che si possono così riassumere: - Il rapido turnover delle cellule del sistema emopoietico deputato a mantenere l’omeostasi di tutto il sistema del sangue ma anche in notevole parte di quella immunologia lo rende un bersaglio molto sensibile ai fenomeni di tossicità che si esplica con diversi meccanismi sia verso cellule mature , che progenitori in rapida proliferazione e differenziazione . - Questi particolari effetti avversi dovuto alla assunzione di farmaci possono talvolta essere secondari a conseguenze di tossicità espressa per altri organi o sistemi. Se per certe terapie un tale effetto tossico è accettabile per ottenere benefici in altri casi è assolutamente intollerabile ed importante avere strumenti adeguati per poter predire fenomeni ematotossici quali i le gravi forme di mielosuppressione o granulocitopenia . Le agenzie regolatrici richiedono per i farmaci studi di tossicologia in vivo in almeno due specie animali (tra le quali un non-roditore, di solito il cane) e la potenziale ematotossicità viene basata su parametri di ematologia clinica monitorati nell’animale e sulla base di questi parametri ( severità della citopenia, tempi di esposizione grado di reversibilità ecc ) si tenta di predire quale possa essere la tossicità nella specie umana. Questi dati sperimentali sono ancora oggi il principale criterio usato per derivare la più alta dose da amministrare nella cosiddetta fase I di sperimentazione clinica fatta quindi direttamente nell’uomo. E’ quindi molto importante potere predire se un nuovo agente sarà clinicamente tossico sul midollo osseo umano e i tests in vitro possono contribuire proprio ad aumentare il grado di sicurezza riducendo soprattutto l’incertezza insita nella estrapolazione dall’animale di laboratorio alla specie umana. Va ricordato che la mielotossicità è una delle maggiori limitazioni all’uso di dosaggi pieni dei farmaci antineoplastici per i quali gli aspetti regolatori sottolineano l’imporrtanza di stabilire due fondamentali liveli di esposizione: la più elevata dose che non causa effetti avversi e quella che causa la massime perturbazioni tollerate nella conta del sangue periferico definita come MTD. Va ricordato che anche dopo lavvento dei bersagli molecolari nello sviluppo di nuovi approci terapeutici oltre il 50 % ( negli ultimi 15 anni) dei farmaci antitumorali trovano la loro dose tossica limitante dovuta alla mielosoppressione. L’industria farmaceutica ha già valutato l’utilità di questo test tanto che spesso, importanti decisioni circa la selezione di composti da sviluppare sono prese anche sulla base di dati forniti da questo test. Recenti pubblicazioni (3,4) hanno anche mostrato l’utilità di una versione miniaturizzata ( in piastre da 96 pozzetti) di questo test che è stato anche applicato per valutare predittivamente la sensibilità in vitro di precursori mieloidi umani e di topo verso 10 nuove molecole antitumorali della Cancer Research UK. Le curve dose-risposta ottenute avrebbero confermato una uguale predittività del test validato e quello miniaturizzato tanto da suggerire che il test miniaturizzato possa esser usato in high-throughput screening Bibliografia 1 Pessina, A., Albella, B., Bueren, J., Brantom, P., Casati, S., Gribaldo, L., Croera, C., Gagliardi, G., Foti, P., Parchment, R., Parent-Massin, D., Sibiril, Y., Schoeters, G. and Van Den Heuvel, R (2001) Prevalidation of a model for predicting acute neutropenia by Colony Forming Unit-Granulocyte/Macrophage (CFU-GM) assay. Toxicology in Vitro 15, 729-740. 2 Pessina A, Albella B, Bayo M, Bueren J, Brantom P, Casati S, Croera C, Gagliardi G, Foti P, Parchment R, Parent-Massin D, Schoeters G, Sibiril Y, Van Den Heuvel R, Gribaldo L. (2003) Application of the CFU-GM assay to predict acute drug-induced neutropenia: an international blind trial to validate a prediction model for the maximum tolerated dose (MTD) of myelosuppressive xenobiotics. Toxicological Sciences 75, 355-367. 3 Pessina A, Croera C, Bayo M, Malerba I, Passardi L, Cavicchini L,Neri MG, Gribaldo L.(2004) A methylcellulose microculture assay for the in vitro assessment of drug toxicity on granulocyte- macrophage progenitors (CFU-GM). ATLA 32,7-23. 4 Malerba I, Ferrario D,Farmer H,Gribaldo L,Casati S. (2006). Inhibition of GM-CFU colony growth by ten anticancer drugs assessed by a high-throughput clonogenic microtest. Comm. To 46th ETCS Meeting , March 26-29, Verona, Italy

    CFU-GM assay for evaluation of drug myelotoxic activity

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    To study hematotoxicity of compounds on the myeloid cell compartment, the authors describe a standard procedure developed as a workable good laboratory practices–compliant protocol to determine the in vitro myelotoxic effect of drugs and chemicals. Specific protocols are presented to prepare human and murine myeloid progenitors (CFU-GM) for testing in a validated CFU-GM assay. Details are given for performing a screening test when toxicity data are not available and for passing on to an accurate inhibitory concentration–determination phase. To quantify the potential hematotoxicity of xenobiotics from their direct adverse effects on CFU-GM, the unit describes how to manage the results by means of an algorithm able to predict the acute xenobiotic exposure levels that cause maximum tolerated decreases (MTD) in absolute neutrophil count (ANC). A protocol describes a miniaturized application of the procedure in 96-well plates for high-throughput screening of compounds or for testing compounds that are available in very small quantities

    Topoisomerase I inhibitors and drug resistance

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    DNA topoisomerase I is a nuclear enzyme which catalyzes the conversion of the DNA topology by introducing single-strand breaks into the DNA molecule. This enzyme represents a novel and distinct molecule target for cancer therapy by antitopoisomerase drugs belonging to the campthotecin series of antineoplastics. As many tumors can acquire resistance to drug treatment and become refractary to the chemotherapy it is very important to investigate the mechanisms involved in such a drug resistance for circumventing the phenomenon. This article describes the role of topoisomerase I in cell functions and the methods used to assess its in vitro catalytic activity. It reviews the mechanisms of cytotoxicity of the most specific antitopoisomerase I drugs by considering also the phenomenon of drug resistance. Some factors useful to drive the future perspectives in the development of new topoisomerase I inhibitors are also evidenced and discussed

    Carlo Augusto Cannata (1934-2019)

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    In this work, the author analyzes the scientific production of professor Carlo Augusto Cannat

    Augusto Meyer: poet in prose: Literature & Poetry (1931)

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    Esta dissertação tem como objetivo principal o estudo do livro Literatura & Poesia (1931), produzido pelo escritor modernista Augusto Meyer. Investindo em experimentações que agem à revelia das convenções literárias, os escritos do volume fazem-nos questionar a exígua fortuna crítica em torno deles formada, que os trata ora como poemas em prosa e ora como prosas poéticas. Que sorte de características singularizam-nos em comparação aos escritos híbridos de autores contemporâneos a A. Meyer? Qual a possível história dessa obra? Seriam as suas peças poemas em prosa ou poderiam ser identificadas a outros gêneros literários? Afinal, o que é poema em prosa? Para responder a todas essas indagações, efetuamos uma extensiva investigação da produção literária do nosso autor, cobrindo desde as suas contribuições dispersas em mais de quarenta periódicos às raridades que o seu arquivo pessoal acerva. Além de traçar um breve panorama da realidade histórico-literária, referente ao gênero do poema em prosa e o seu lugar no modernismo brasileiro, em que Literatura & Poesia foi publicado, realizamos a análise imanente da obra, estudando o imaginário, os temas e os aspectos formais que os seus textos apresentam ao olhar crítico. Por fim, não deixamos de fornecer, ainda, um esboço de biografia da vida de Augusto Meyer, contemplando-a tanto da perspectiva privada-pessoal quanto público-institucional.This dissertation aims to study the book Literatura & Poesia (1931), written by the modernist author Augusto Meyer. Through experimental approaches that defy literary conventions, the writings in this volume compel us to question the limited critical attention they have received, being sometimes categorized as prose poems and other times as poetic prose. What distinctive features set these writings apart from the hybrid works of Meyer\'s contemporaries? What is the possible history of this work? Are its pieces prose poems, or could they belong to other literary genres? What exactly is a prose poem? To address these questions, we conducted an extensive investigation into Meyer\'s literary output, encompassing his scattered contributions across more than forty periodicals and the rare items in his personal archive. Additionally, we provide a brief overview of the historical and literary context related to the genre of the prose poem and its place within Brazilian modernism at the time of Literatura & Poesia\'s publication. We perform an in-depth analysis of the work, examining its imagery, themes, and formal aspects from a critical perspective. Lastly, we offer a biographical sketch of Augusto Meyer, considering both his private and public life

    Tradução comentada do texto dramático roabastiano La tierra sin mal

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    Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão, Programa de Pós-Graduação em Estudos da Tradução, Florianópolis, 2012Este trabalho tem como objeto principal a tradução, do castelhano para o português brasileiro, do texto dramático La tierra sin mal (1998) do autor paraguaio Augusto Roa Bastos. A partir de leituras críticas e considerações sobre o processo tradutório, este estudo vem reafirmar a importância do acesso aos textos do autor em língua portuguesa. O drama La tierra sin mal, apresenta aos leitores brasileiros, com esta tradução, um texto inédito em português. A tradução desta obra do gênero dramático também abre horizontes para uma integração entre as áreas das letras e das artes cênicas, ao criar uma oportunidade de encenação deste texto a um público brasileiro. Este trabalho traz ainda uma análise diretamente relacionada à cultura e aos temas que fundamentam a história da obra, pois em La tierra sin mal é possível observar aspectos relativos à realidade e cultura paraguaia, através de uma mescla entre história e mitologia guarani. Somada a esta análise, está um estudo sobre o processo de tradução desta obra dramática ao português e dos aspectos da poética do autor Augusto Roa Bastos. Compõem o trabalho observações de alguns fundamentos teóricos sobre cultura e tradução, especificamente na área da tradução teatral, a peça La tierra sin mal traduzida para o português seguida de uma análise do processo tradutório e por fim uma análise da poética do autor.Abstract : This paper has as main object translation, from Spanish to Brazilian Portuguese, the dramatic text La tierra sin mal (1998) of Paraguayan author Augusto Roa Bastos. From readings and critical considerations about the translation process, this study reaffirms the importance of access to the texts of the author in Portuguese. The drama La tierra sin mal, introduces for the readers to Brazil with this translation, an unpublished text in Portuguese. The translation of this work of dramatic genre also opens horizons for integration between the area of literature and arts, to create an opportunity of staging this text to a Brazilian public. This paper also carries an analysis directly related to culture and themes that underlie the history of the text, because in La tierra sin mal is possible to observe aspects of reality and Paraguayan culture through a blend of history and mythology Guarani. Added to this analysis is a study on the process of translating this dramatic text into Portuguese and poetic aspects of the author Augusto Roa Bastos. Compose the work of some theoretical observations on culture and translation, specifically in the area of theatrical translation, the piece theater La tierra sin mal translated into Portuguese followed by an analysis of the translation process and finally an analysis of the poetics of the author

    Augusto Boal: uma homenagem

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    A autora recorre a sua experiência direta com Augusto Boal, falecido em maio de 2009, e relata algumas realizações do teatrólogo quando de sua volta ao Brasil em meados da década de 80 do século passado. Ilustrado com exemplos colhidos em sua memória, com apontamentos pessoais e documentos da época, o texto presta uma homenagem ao diretor.The author reports some of her experiences with Augusto Boal in the early 80’s of the 20th centur, when the director returned to Brazil to create a Popular Theater Factory in Rio de Janeiro. The article emphasizes some of Boal’s artistic and political actions in this period. Based on her memories and on some documents of the foundation of the Center of the Theater of the Oppressed in Rio (CTO-Rio), the author makes a historical report and pays homage to the world famous theater director who died recently

    La teoria generale della ripercussione delle imposte ...

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    "Dalla pubblicazione pel 50. anno d'insegnamento di Enrico Pessina."Mode of access: Internet

    SOBRE AUGUSTO MEYER E DOSTOIÉVSKI

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    Between 1932 and 1947 the literary critic Augusto Meyer published four versions of a text about Dostoevsky. The modifications ranged from decisive changes in specific sentences to the construction of new sections. The author was trying to get rid little by little of fin-de-siècle criticism, which was built upon the paradigm elaborated by the French essayist Melchior de Vogüé (author of seminal studies on the Russian novel). At the same time such modifications threw light on Meyers innovative interpretation of Machado de Assis.Entre 1932 e 1947 o crítico Augusto Meyer publicou quatro versões de um texto sobre Dostoiévski. As alterações em cada um iam de decisivas mudanças em frases específicas a adições de seções inéditas. Nesse processo, o autor tentava se desvencilhar pouco a pouco do legado da crítica finissecular, marcada pelo paradigma do ensaísta francês Melchior de Vogüé, autor de influentes estudos sobre o romance russo. Tais alterações iluminavam, em paralelo, a sua inovadora interpretação de Machado de Assis
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