734 research outputs found
Il mare unisce ciò che la terra divide. Antropologie dai mari del sud. Introduzione
L'intero dossier monografico "Il mare unisce ciò che la terra divide. Antropologie dai mari del Sud", a cura di Matteo Aria e Francesco Lattanzi apre a prospettive antropologiche inedite per rileggere i mari come luoghi di connessione, di condivisione e di possibili rotte che vanno oltre le ricorrenti narrazioni delle chiusure identitarie
La storia messa in scena in Polinesia francese
Aria riflette sulla peculiare tensione a “spettacolarizzare”
il rapporto con il passato che caratterizza i maohi di Tahiti e delle
Isole della Società. A lungo descritti e rimpianti come Les immemoriaux,
essi ricorrono in realtà a una diversificata gamma di performance rituali
per far rivivere il legame con i propri avi attraverso pratiche di rievocazione
o celebrazioni folkloriche (secondo modalità per molti aspetti non
dissimili da quelle che attraversano il boom della memoria in Occidente).
Tra queste, spiccano eventi pubblici che, anche quando appaiono turisticamente
orientati e dai contorni decisamente kitsch e commerciali, ruotano
spesso attorno al tapu, elemento cardine delle politiche legate alla storia, a
sua volta fondamentale per dirimere le questioni fondiarie
Fare il bene, fare il male: etica, potere, rapporti sociali nell’antropologia di Clara Gallini
Si tratta dell'introduzione alla riedizione del volume di Clara Gallini Dono e Malocchio. Nella prima parte Fabio Dei discute del contributo dell'autrice all'interno della cornice demartiniana e degli studi demologici dell'epoca. nella seconda Parte Aria indaga le connessioni con la letteratura internazionale dell'epoca e la fecondità degli spunti di Clara Gallini rispetto ai dibattiti interni all'antropologia economica e agli studi contemporanei sulla stregoneri
Allergic rhinitis and its impact on asthma (ARIA): achievements in 10 years and future needs
Allergic rhinitis (AR) and asthma represent global health problems for all age groups. Asthma and rhinitis frequently coexist in the same subjects. Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma (ARIA) was initiated during a World Health Organization workshop in 1999 (published in 2001). ARIA has reclassified AR as mild/moderate-severe and intermittent/persistent. This classification closely reflects patients' needs and underlines the close relationship between rhinitis and asthma. Patients, clinicians, and other health care professionals are confronted with various treatment choices for the management of AR. This contributes to considerable variation in clinical practice, and worldwide, patients, clinicians, and other health care professionals are faced with uncertainty about the relative merits and downsides of the various treatment options. In its 2010 Revision, ARIA developed clinical practice guidelines for the management of AR and asthma comorbidities based on the Grading of Recommendation, Assessment, Development and Evaluation (GRADE) system. ARIA is disseminated and implemented in more than 50 countries of the world. Ten years after the publication of the ARIA World Health Organization workshop report, it is important to make a summary of its achievements and identify the still unmet clinical, research, and implementation needs to strengthen the 2011 European Union Priority on allergy and asthma in children
“Domattina Tahiti sarà un paese immaginario”. Gino Nibbi e il mito delle isole della felicità
Within the copious literature on the myth of Tahiti, this essay draws attention to a not very well-known and almost unobtainable book, Nelle Isole della Felicità (1934) , and on its author Gino Nibbi (Fermo, Italy 1896-Grottaferrata, Italy 1969) – a writer, journalist, art expert and voyager who lived in Australia for a long time, spending three months in the Society Islands.
A rare Italian account on those Polynesian worlds that would otherwise be the exclusive monopoly of French and American writers, Nibbi’s book stands out for its refusal to surf the epic of denunciation and condemnation so frequent among the desecrators of the South Seas. The author manages – in a fairly original manner for his times – to avoid taking a merely pitying approach to the Tahitians, wiped out by the missionaries’ evangelization and by the devastating French rule, or to simply go along the flow of the “no memory people”, the lyric on “les immémoriaux” sung by Gaugain, Gerbalut, Segalen and the lot. Nibbi rather chooses a different path, equally distant also from the abundant literature on the exotic that systematically avoided any reference to the colonial aspect to insist on the beautiful landscapes, the charming natives, the fertile nature and the marvels of casual and sensual love. While well-aware of the loss of the ancient traditions following the so-called “fatal impact”, Nibbi emphasises the contacts and contaminations, and the Tahitians’ capacity to act upon their impure present of subjugated colonised people – catching glimpses of persistence, complexity and of an unchartered vitality. By doing so the book offers an unusual vision of the Islands of Happiness that deconstructs their stereotypical and reifying representations, and also reveals a remarkable talent in describing the complex western creatures living at or passing-by the end of the romantic-Pacific line
Ermenautica, Dai mari condivisi il segreto della convivenza
Ermenautica-Saperi in Rotta, progetto nato da studenti/esse, docenti e marinai/e, si è proposta di esplorare, navigando a vela, il mare come campo di azione collettiva e di analisi teorica. Attraverso i concetti di confine, convivenza, conflitto e condivisione, in cui il CON indica la centralità delle relazioni, si raccontano "dal mare" - e in particolare dal Mediterraneo, dominato oggi da geopolitiche di immobilità e morte - i dinamismi, le connessioni e le possibilità creative. Il volume raccoglie i contributi scritti dall'equipaggio in seguito alla prima esperienza di navigazione, tra Sicilia e Tunisia, nell'estate del 2019. Dai loro saggi, emerge l'intreccio tra una riflessione interdisciplinare, l'incontro con realtà che bucano l'attuale regime delle frontiere e la complessità del vivere insieme a bordo
Economie umane, economie intime
Questo numero monografico si propone di esplorare i processi che vedo- no la religione e l’economia intrecciarsi e giocare un ruolo chiave nel farsi
e disfarsi di gruppi e comunità. Concentrandosi sulle cosiddette economie
‘umane’ e ‘intime’, i contributi qui presentati mettono in discussione il
paradigma razionale dell’homo economicus – che riduce la complessità della
vita sociale alla logica individualistica della massimizzazione dell’utile –
soffermandosi sull’analisi culturale dell’economia e sui significati assun- ti dai legami personali nelle sfere dell’intimità, tanto quanto negli spazi
presuntamente anonimi e astratti del mercato. Contemporaneamente, si
allontanano da una visione secolare della religione, che tende a separarla
dall’arena politica e a relegarla nella sfera del privato, per comprenderla
invece come profondamente intrecciata con la materialità del mondo e
come capace di continuare a esercitar
Risvegli musicali oceaniani. Tra rigenerazioni culturali e rivendicazioni politiche”,
Alla luce delle tematiche affrontate in questo numero monografico, dedicato ad alcuni intrecci tra musica e politica nel Pacifico insulare, l'introduzione è orientata a sottolineare come una peculiarità dei rinascimenti oceaniani sia stata la forte spinta a spettacolarizzare il passato ritrovato attraverso articolate performance culturali.vuole soffermarsi proprio sui fitti intrecci tra le dimensioni del politico e le pratiche musicali, interrogandosi sulle diverse forme di sovranità che sono in gioco in questi mondi insulari. Come vedremo, attraversando i differenti saggi che compongono il volume consentendoci di viaggiare dall’Australia alle Hawaii, i movimenti artistici oceaniani sono stati in certi casi costitutivi dei percorsi verso l’indipendenza o l’autonomia; in altri casi hanno prodotto inedite dinamiche di patrimonializzazione e trasmissione, e in altri ancora hanno offerto alle nuove generazioni degli spazi di riaffermazione e contestazione
“Nei mari del sud navigando verso Nord". Gino Nibbi e le isole della Felicità.
A not very well-known and almost unobtainable book, Nelle Isole della Felicità
(1934), and on its author Gino Nibbi (Fermo, Italy 1896-Grottaferrata, Italy 1969) –
a writer, journalist, art expert and voyager who lived in Australia for a long time,
spending three months in the Society Islands.
A rare Italian account on those Polynesian worlds that would otherwise be
the exclusive monopoly of French and American writers, Nibbi’s book stands out
for its refusal to surf the epic of denunciation and condemnation so frequent
among the desecrators of the South Seas. The author manages – in a fairly original
manner for his times – to avoid taking a merely pitying approach to the Tahitians,
wiped out by the missionaries’ evangelization and by the devastating French
rule, or to simply go along the flow of the “no memory people”, the lyric on
“les immémoriaux” sung by Gaugain, Gerbalut, Segalen and the lot. Nibbi rather
chooses a different path, equally distant also from the abundant literature on the
exotic that systematically avoided any reference to the colonial aspect to insist on
the beautiful landscapes, the charming natives, the fertile nature and the marvels
of casual and sensual love. While well-aware of the loss of the ancient traditions
following the so-called “fatal impact”, Nibbi emphasises the contacts and contaminations,
and the Tahitians’ capacity to act upon their impure present of subjugated
colonised people – catching glimpses of persistence, complexity and of an
unchartered vitality. By doing so the book offers an unusual vision of the Islands
of Happiness that deconstructs their stereotypical and reifying representations,
and also reveals a remarkable talent in describing the complex western creatures
living at or passing-by the end of the romantic-Pacific line
Introduzione: Il ritorno del dono in Oceania
Saggio introduttivo alla sezione dedicata al dono in Oceania. Si passano in rassegna i principali recenti contributi sul tema del dono in Oceania e se ne mettono in evidenza le più importanti caratteristiche. A partire dagli anni Ottanta del Novecento sono infatti apparse non poche ricerche sulle isole del Pacifico dedicate a dar conto dei mutamenti avvenuti in risposta alle correnti della globalizzazione e al rapido diffondersi del consumo di merci. Il kula, il potlach e gli altri scambi cerimoniali che avevano destato gli entusiasmi dell’etnologo francese sono diventati nuovamente oggetto di indagine per smentire le visioni orientate a preannunciarne l’inevitabile scomparsa a causa della diffusione omnipervasiva del mercato e per svelare al contrario la varietà dei modi in cui le transazioni commerciali e i doni interagiscono e convivon
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