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Presentazione. Un quadro di sintesi delle proposte di modifica dei regolamenti di Camera e Senato all'inizio della XVI Legislatura
Exploring Representation Theory of Unitary Groups via Linear Optical Passive Devices
In this paper, we investigate some mathematical structures underlying the physics of linear optical passive (LOP) devices. We show, in particular, that with the class of LOP
transformations on N optical modes one can associate a unitary representation of U(N) in the N-mode Fock space, representation which can be decomposed into irreducible sub-representations living in the subspaces characterized by a fixed number of photons. These (sub-)representations
can be classified using the theory of representations of semi-simple Lie algebras. The remarkable case where N = 3 is studied in detail
“Dal regolamento alla legge”. Semplificazione e delegificazione: uno strumento ancora utile?
Si tratta di un saggio in cui si ripercorre criticamente, alla luce delle trasformazioni intervenute negli ultimi anni, la tematica del rapporto tra legge e regolamento, già oggetto di uno studio monografico (N. Lupo, Dalla legge al regolamento, Il mulino, Bologna, 2003). In particolare, si misurano gli effetti del sistema elettorale maggioritario e della riforma del Titolo V Cost. sulla produzione normativa seconda ria del Governo (dando conto dei fenomeni di “rilegificazione” e di “fuga dal regolamento”), anche in relazione alla nuova stagione della semplificazione normativa
Lupo e ungulati selvatici: rapporti predatore-preda in un'area mediterranea
Negli ultimi decenni il lupo Canis lupus ha ricolonizzato gran parte del suo areale originario in Italia. Considerando il ruolo ecologico di questo predatore apicale, nonché il relativo potenziale conflitto con attività antropiche come p.es. la pastorizia, la valutazione dei rapporti che esso instaura con le prede selvatiche ha significative implicazioni sia dal punto di vista ecologico, sia dal punto di vista gestionale. L’obiettivo del mio lavoro di tesi è stato quello di indagare le relazioni tra il lupo e le sue principali prede selvatiche (daino Dama dama, il capriolo Capreolus capreolus e il cinghiale Sus scrofa) in un'area mediterranea recentemente ricolonizzata dal predatore, il Parco Regionale della Maremma (GR). Tra ottobre 2019 e marzo 2020 ho analizzato la dieta del lupo, tramite la valutazione del contenuto di campioni fecali raccolti sul campo (N=386), e i rapporti spazio-temporali tra predatore e preda, indagati mediante fototrappolaggio. L’alimentazione del lupo si è basata essenzialmente su prede selvatiche, in particolar modo cinghiale e daino, con frequenze assolute pari a 43.1% e 27.7% rispettivamente, seguiti da meso-mammiferi (9.9%) e capriolo (6.5%). Il bestiame (vitelli) è stato particolarmente utilizzato durante il mio periodo di studio (FA: 18.6%) rispetto ai 3 anni precedenti (in cui aveva mostrato frequenze inferiori al 2%), ma sempre con minor frequenza rispetto alle prede selvatiche. Rispetto a studi precedenti (2016-2018), i risultati hanno indicato un decremento dell'utilizzo del daino (che rappresentava la principale preda del lupo) e un incremento dell'uso del cinghiale. L’analisi dei filmati ottenuti tramite il fototrappolaggio (lupo: N = 435; daino: N = 1435; cinghiale: N = 1416; capriolo: N = 63) ha evidenziato ritmi di attività locomotoria prevalentemente notturni per lupo e cinghiale, con un elevato coefficiente di sovrapposizione interspecifica (∆₄=0.90). Livelli di sovrapposizione inferiori sono stati rilevati tra lupo e daino (∆₄=0.53), il quale ha presentato ritmi di attività prevalentemente diurni, e tra lupo e capriolo (∆₄=0.47). Inoltre, il confronto con studi precedenti svolti nella stessa area ha evidenziato uno slittamento dei ritmi di attività del daino, da notturni a diurni, probabilmente legato alla forte pressione predatoria esercitata dal lupo; come conseguenza di ciò il lupo potrebbe aver spostato il proprio interesse verso una preda più facilmente reperibile, come il cinghiale. I risultati pertanto suggeriscono l’attuazione di strategie comportamentali basate sull’evitamento temporale del predatore da parte del daino. Tali strategie non sembrano essere presenti nel cinghiale, e ciò potrebbe spiegare l’aumento di questo ungulato nella dieta del lupo. Questo studio conferma la natura dinamica dei rapporti ecologici e comportamentali tra predatore e prede. Futuri approfondimenti saranno necessari per valutare le risposte comportamentali e numeriche di lupo e ungulati nel lungo termine
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