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Il Diversity Management per le risorse umane immigrate. Booklet per le imprese e le altre organizzazioni di lavoro
Il volume si basa sui risultati di uno studio nazionale sulle pratiche di diversity management implementate dalle imprese italiane rivolte ai lavoratori immigrati (cf. Monaci, Zanfrini, "Una macchina in moto col freno tirato", 2020); da qui propone e discute una serie di indicazioni operative e premesse per l'azione utili per le organizzazioni di lavoro - aziende e non solo - interessate a includere i lavoratori stranieri e a valorizzarne il capitale umano e il potenziale.The volume is based on the results of a national study on diversity management practices implemented by Italian companies and addressed to immigrant workers (cf. Monaci, Zanfrini, "Una macchina in moto col freno tirato", 2020); from here it proposes and discusses a set of indications and tips for action useful for work organizations - businesses and not only - interested in including foreign workers and enhancing both their human capital and potential
Linguistica positiva e politica della lingua in Ernesto Monaci
Il lavoro è un esame della produzione glottologica del grande filologo romanzo Ernesto Monaci, la cui attività si svolse in un torno di tempo fondamentale per la fondazione scientifica sia della linguistica storica sia di quella neo-latina (come allora si diceva). Dopo aver collocato l'attività di Monaci nel contesto del suo tempo, grazie a una minuziosa ispezione dei materiali editi e inediti (specie i suoi epistolari e i materiali delle lezioni in Sapienza) si rileva la cifra dell'opera rigorosamente positiva di Monaci filologo, paleografo più che propriamente linguista. La sua originalità - questa è la tesi sostenuta - proviene dal consertarsi degli interessi pubblici e istituzionali e di quelli didattici e di ricerca. Interessi, questi, che sfoceranno sul côté linguistico nelle meritorie descrizioni di dialettologia antica, specie mediana, e nella collana "glottotecnica" dei "Manualetti"
Il diavolo e i suoi angeli, teste e tradizioni (secoli I-III) Fiesole:Nardini Editore ,1996 88-404-2019-3
Item does not contain fulltextAdele Monaci Castagno Il diavolo e i suoi angeli, teste e tradizioni (secoli I-III) Fiesole:Nardini Editore ,1996 88-404-2019-
Studi romanzi, editi a cura di E. Monaci, I, 1903
M. P. Studi romanzi, editi a cura di E. Monaci, I, 1903. In: Romania, tome 33 n°129, 1904. pp. 134-135
Il futuro nel museo. Come i nuovi media cambiano l'esperienza del pubblico
Come saranno i musei del futuro? Ma, soprattutto, come cambiano i musei del passato in rapporto ai nuovi media e alle trasformazioni che essi determinano nelle istituzioni tradizionalmente dedicate alla conservazione e alla tutela del patrimonio culturale?
L'immagine che la parola museo evoca nella mentalità collettiva evolve rapidamente: accanto al museo inteso come luogo dedicato all’esposizione di oggetti e alla conservazione delle testimonianze del passato si fa sempre più strada l’idea di uno spazio di comunicazione all’interno del quale i visitatori possono contemplare le opere d’arte e interagire con dispositivi multimediali che arricchiscono la visione degli “originali” con esperienze multisensoriali simulate al computer.
Ciò cui assistiamo è, probabilmente, una svolta epocale, che muta radicalmente la concezione di museo-monumento con tutti i valori che per secoli ha rappresentato. Vedere, toccare, interagire con le opere è oggi infatti possibile sia nel museo, grazie alle molteplici mediazioni e rimediazioni delle opere realizzate attraverso filmati o applicazioni interattive, sia da lontano, a casa propria attraverso le connessioni Internet ai musei on line. Un nuovo pubblico, virtuale, ha quindi la possibilità di fruire in modo nuovo delle opere d'arte.
E cambia anche la logica stessa degli spazi e delle architetture museali: i musei contemporanei si sviluppano infatti come spazi polivalenti dove accanto alle aree propriamente espositive si trovano sempre più spesso zone di transito o di socializzazione quali caffetterie, mediateche, sale per convegni che integrano così nello spazio simbolico e materiale del museo molteplici funzioni e istanze.
Cattedrali dell'età dell'informazione o snodi di incontro per i flussi del turismo globale, i musei si preparano a soddisfare un nuovo pubblico e nuovi bisogni, in cui si intrecciano strettamente cultura, comunicazione, intrattenimento
Vuoto/Pieno : i caratteri della Venezia che cambia
Engramma 155 pubblica i saggi proposti dagli studiosi – relatori e promotori – intervenuti al convegno "Vuoto/Pieno. I caratteri della Venezia che cambia" (svolto all’Università Iuav di Venezia nelle giornate del 17 e 18 gennaio 2018). Ricalcando la struttura delle due giornate del convegno, il filo del racconto di questo numero monografico si dispiega secondo le tre scansioni proposte dalle curatrici (Monica Centanni, Laura Fregolent, Sara Marini ), a comporre un ritratto multiplo e mosso di una Venezia “città singolare” (come voleva Francesco Sansovino) ma che proprio per la sua singolarità è anche paradigmatica delle dinamiche urbanistiche, sociologiche, economiche e culturali proprie della nostra contemporaneità
Monaci. Uomini senza Dio? Pratiche, senso, essenza.
I monasteri dovrebbero rappresentare l’ultima roccaforte che resiste alle forze modernizzatrici, materialiste e prive di Dio, che dilaniano il mondo occidentale. Oppure no? E se anche i monaci fossero, invece – come i non monaci – uomini senza Dio? Carichi, cioè, di una vaga e imprecisata spiritualità utile soprattutto come guida per orientarsi in spazi e tempi che con Dio hanno poco a che fare? E se il monastero non fosse altro che un luogo in cui monaci e turisti del sacro, mescolati nello stesso spazio, non cercano altro che recuperare una dimensione più umana, meno alienante e dunque un maggiore equilibrio nella quotidianità? E se essere monaci non fosse altro che la messa in pratica di un’arte di vivere il presente che nel mondo fuori sembrerebbe perduta? Il saggio vuole lanciare una provocazione: in una società frammentata e secolare, compressa nel tempo e nello spazio, persino luoghi come i monasteri smettono di essere caratterizzati da religiosità tradizionali per essere trasformati in spazi di ricerca spirituale completamente inediti, alternativi e che spesso hanno a che fare più con la ricerca di un benessere psico-fisico da ottenersi qui e ora, che con l’anelito verso un Dio che attende l’uomo nell’aldilà
I manualetti di Ernesto Monaci e Francesco D’Ovidio
The article, after an excursus on the first Portuguese grammars published in Italy, analyzes the Manualetto Portoghese written by Ernesto Monaci and Francesco D'Ovidio in 1881 that had university students as its target audience. Through the unpublished letters that Francesco D'Ovidio wrote to Ernesto Monaci during that period, it is also possible to investigate the editorial process underlying the volume itself.L’articolo, dopo un excursus sulle prime grammatiche portoghesi pubblicate in Italia, analizza il Manualetto scritto da Ernesto Monaci e Francesco D’Ovidio nel 1881 che ha avuto come pubblico destinatario gli studenti universitari. Attraverso le lettere inedite che Francesco D’Ovidio scrive a Ernesto Monaci in quel periodo è possibile indagare anche il processo editoriale che soggiace al volume stesso.L’articolo, dopo un excursus sulle prime grammatiche portoghesi pubblicate in Italia, analizza il Manualetto scritto da Ernesto Monaci e Francesco D’Ovidio nel 1881 che ha avuto come pubblico destinatario gli studenti universitari. Attraverso le lettere inedite che Francesco D’Ovidio scrive a Ernesto Monaci in quel periodo è possibile indagare anche il processo editoriale che soggiace al volume stess
I bambini ed il proprio corpo: come si vedono loro e come li vedono i genitori
La ricerca studia l'immagine corporea e l'atteggiamento verso il cibo e l'attività sportiva nei bambini fra i 6 e gli 11 anni. Lo studio è stato condotto mediante questionari, distribuiti con la collaborazione degli insegnanti nelle cinque classi di scuola elementare (n = 165). Mediante l'uso di vignette i bambini rispondevano a 5 domande su come percepivano il proprio corpo in termini di grasso-magro, il loro rapporto con il cibo e con l'attività sportiva; quesiti analoghi erano riformulati e posti ai rispettivi genitori. Le risposte dei bambini vengono messe a confronto con quelle date dai genitori e con un criterio oggettivo quale il BMI (Body Mass Index) ricavato da peso e altezza. I risultati mostrano innanzitutto che la percezione che i bambini hanno di se stessi corrisponde solo in parte alla realtà e risente sin a partire dai 10-11 anni dell'influsso degli stereotipi correnti, ideali di snellezza per le femmine e più ambigui fra snellezza e robustezza ma più precoci nei maschi. Inoltre, l'immagine corporea di sé, e non la reale categoria ponderale, influenza sia le abitudini alimentari che le attività ludico-sportive
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