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Corpi in genere? Per una democrazia dei corpi
Tutti oggi parlano del corpo. Non vi è ambito della ricerca scientifica contemporanea che non dichiari l'importanza di doverci fare i conti. La stessa realtà quotidiana è sommersa da processi comunicativi che fanno del corpo lo strumento privilegiato per la diffusione di comportamenti, sensibilità e forme per lo più finalizzati al consenso sociale e utili al mercato. Ma al riferirsi sempre più diffuso al corpo nei diversi contesti corrisponde effettivamente una nuova e autentica sensibilità formativa?
L'idea di questo libro nasce a seguito di un convegno dall'omologo titolo in forma di domanda, provocatoria e anche un po' ruvida, tenutosi nell'aula magna dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Oltre ai contributi dei relatori intervenuti, qui rivisti e sviluppati, si è scelto in fase di stesura del libro di ospitarne altri. Ne è scaturito un volume che compone "voci" della pedagogia, della filosofia, della psicologia, dell'antropologia, della sociologia, delle neuroscienze e della medicina.
Le riflessioni, che spaziano dall'osservazione e dall'analisi del piccolo contesto alla testimonianza autobiografica, al dialogo interpersonale, al macrosistema, pur nella loro diversità sono accomunate dall'identica tensione di immaginare scenari all'interno dei quali il parlare "del" corpo si coniughi con la scommessa di parlare "dal" corpo. Perché i saperi siano incorporati hanno infatti bisogno di un corpo che non sia solo pensato ma anche agito, fatto vivere nella relazione. Il corpo di cui parliamo è innanzitutto il corpo che abitiamo, il modo con cui personalmente lo esperiamo, praticandolo
Corpi in genere? Per una democrazia dei corpi
Tutti oggi parlano del corpo. Non vi è ambito della ricerca scientifica contemporanea che non dichiari l'importanza di doverci fare i conti. La stessa realtà quotidiana è sommersa da processi comunicativi che fanno del corpo lo strumento privilegiato per la diffusione di comportamenti, sensibilità e forme per lo più finalizzati al consenso sociale e utili al mercato. Ma al riferirsi sempre più diffuso al corpo nei diversi contesti corrisponde effettivamente una nuova e autentica sensibilità formativa?
L'idea di questo libro nasce a seguito di un convegno dall'omologo titolo in forma di domanda, provocatoria e anche un po' ruvida, tenutosi nell'aula magna dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Oltre ai contributi dei relatori intervenuti, qui rivisti e sviluppati, si è scelto in fase di stesura del libro di ospitarne altri. Ne è scaturito un volume che compone "voci" della pedagogia, della filosofia, della psicologia, dell'antropologia, della sociologia, delle neuroscienze e della medicina.
Le riflessioni, che spaziano dall'osservazione e dall'analisi del piccolo contesto alla testimonianza autobiografica, al dialogo interpersonale, al macrosistema, pur nella loro diversità sono accomunate dall'identica tensione di immaginare scenari all'interno dei quali il parlare "del" corpo si coniughi con la scommessa di parlare "dal" corpo. Perché i saperi siano incorporati hanno infatti bisogno di un corpo che non sia solo pensato ma anche agito, fatto vivere nella relazione. Il corpo di cui parliamo è innanzitutto il corpo che abitiamo, il modo con cui personalmente lo esperiamo, praticandolo
Il piacere del movimento nella cornice della pedagogia del corpo
Pleasure of free movement of the baby, which he expresses in motor gamein all its forms, is placed at the origin of all learning: the child, in fact, not intellectually organizes his project before you realize it. His thought processesin the action itself. Consciousness is born out of the reality, theeffectiveness of the gesture by the coordinative skills in the use of objects.Understanding the nature of his work, the conditions that favor it and thosethat hinder it, acquire the pedagogical skills to allow the natural development,is the luggage necessary for each educator / teacher who works withchildren (and others), especially if, as in our case, it is presented as a professional of physical education. This essay traces, in the sense both theoretical and methodological, process stages leading from the sensorimotor game birth of symbolic thinking until the conscious representation of one’s body, by including them in the frame of the pedagogy of the body, the newly established academic discipline which presents itself as a reflective space for all those who share the need for integrated education, capable of holdingIl piacere del movimento libero del bambino, che egli esprime nel giocomotorio in tutte le sue forme, si colloca all’origine di ogni apprendimento.Il bambino, infatti, non organizza intellettualmente il suo progetto prima direalizzarlo: il suo pensiero si elabora nell’azione stessa. La coscienza nascedall’azione sulla realtà, l’efficacia del gesto dalla capacità coordinativa nell’utilizzo degli oggetti. Comprendere la natura di questo suo operare, lecondizioni che lo favoriscono e quelle che lo ostacolano, acquisire le competenzepedagogiche per permetterne il naturale sviluppo, costituiscono ilbagaglio necessario per ogni educatore/insegnante che lavori con l’infanzia(e non solo), tanto più se, come nel nostro caso, si presenta come un professionista delle scienze motorie. Il presente saggio ripercorre, in senso siateorico sia metodologico, le tappe del processo che conduce dal piaceredel movimento alla nascita del pensiero simbolico fino alla rappresentazioneconsapevole del proprio corpo, inscrivendole nella cornice dellapedagogia del corpo, disciplina accademica di recente istituzione che intendeproporsi come spazio riflessivo per tutti coloro che condividono lanecessità di un’educazione integrata, capace di tenere insieme corpo emente, azione e riflessione, pensiero ed emozione
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dal gesto alla parola. Riflessioni intorno alla “postura” dell’educare
The body is the focal point of all knowledge. Knowledge is always a knowledge of the body. The educational relationship is a relationship between bodies. Words have a body, the writing has a body, the tongue is a motor act. Despite all this, the educating body size is still not thematized by pedagogical reflection. Referring to the perspective inaugurated by the pedagogy of the body, the essay aims to reflect on the constituent aspects of a bodily vision of educational processes, developing its own reflection on the concept of "posture", to extend its meaning, and not just metaphorically, way beyond the narrow semantic spaces which the biomechanical paradigm has long relegated. A reflection that weaves knowledge and interdisciplinary awareness, to try to unravel as in gesture (of touch, of seeing, of listening, of voice) lies much more than educating the sense of what we tend to grant him reductively
Bisogna innanzitutto essere corpo. La proposta della pedagogia del corpo per la formazione dell’educatore
Il dato essenziale dell’esperienza del bambino, che orienta il suo imprescindibile modo d’essere, di abitare e conoscere il mondo è il suo corpo. Agendo con le sue azioni e i suoi sensi sugli oggetti della realtà, egli rintraccia i significati, strutturandoli in schemi e infine in concetti. Una didattica capace di dare corpo al sapere, di incontrare la disponibilità ad apprendere del bambino a livello della sua sensibilità più autentica continua in molti casi a essere limitata a poche ore di pratica motoria e sportiva delegate a uno specialista. Sicuramente tutto ciò merita un’attenta riflessione e un potenziamento della sua presenza. Ma l’opportunità data ai bambini di vivere l’apprendimento in maniera globale passa inevitabilmente anche dalla disponibilità dell’insegnante a mettersi in gioco, a coltivare un proprio sguardo e una sensibilità motoria sui processi di cui è facilitatore. A trovare innanzitutto il proprio benessere corporeo per poter promuovere quello dei bambini. Il presente saggio riflette su queste condizioni, proponendo la pedagogia del corpo come cornice teorico-operativa cui attingere per liberare risorse e opportunità.
Saperi del corpo e saperi disciplinari. La proposta della pedagogia del corpo in una ricerca con insegnanti della scuola primaria
A teaching able to give body to knowledge and meet children’s learning attitude in their immediate sensitivity to living bodily experience is often limited in schools to few hours of physical education. Using concrete proposals, on the contrary, we want to show that a teaching experience inspired by the Pedagogy of the Body can help to achieve objectives traditionally reserved to otherdisciplinary forms of knowledge (letters, science, art), through a way that privileges the pleasure of movement and of active discovery. In particular, the contribution presents a still ongoing research with primary school teachers based on the method of “Experiential anatomy”. We will describe how it is possible to integrate experience and a scientific topic using perception and bodily imagination as essential tools of knowledge.Una didattica capace di dare corpo ai saperi, di incontrare la disponibilità ad apprendere del bambino a livello della sua sensibilità più immediata, corporea, continua in molti casi a essere limitata nella scuola a poche ore di educazione motoria. Attraverso proposte concrete, si intende al contrario mostrare come una didattica ispirata alla Pedagogia del corpo possa contribuire al raggiungimentodi obiettivi disciplinari tradizionalmente propri di altri saperi (le lettere, lescienze, le arti), attraverso una via che privilegi il piacere del movimento e della scoperta attiva. In particolare, il contributo presenta una ricerca in corso con insegnanti della scuola primaria centrata sul metodo della “Anatomia esperienziale”, illustrando come sia possibile integrare esperienzialmente un argomento scientifico utilizzando la percezione e l’immaginazione corporee come essenziali strumenti di conoscenza
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