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    l'università di Bari e le leggi antiebraiche. le storie interrotte dei docenti perseguitati: Giorgio Tesoro

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    Il lavoro si sofferma sulla storia del docente dell'università di bari Giorgio tesoro, ed in particolare sul suo allontanamento a seguito delle leggi antiebraich

    Measurement of the D+/- production asymmetry in 7 TeV pp collisions

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    The asymmetry in the production cross-section \sigma of D+/- mesons, A_P = (\sigma(D+) - \sigma(D-))/(\sigma(D+) + \sigma(D-)), is measured in bins of pseudorapidity \eta and transverse momentum p_T within the acceptance of the LHCb detector. The result is obtained with a sample of D+ -> K_S pi+ decays corresponding to an integrated luminosity of 1.0 fb^-1, collected in pp collisions at a centre of mass energy of 7 TeV at the Large Hadron Collider. When integrated over the kinematic range 2.0 K_S pi+ decay is negligible. No significant dependence on \eta or p_T is observed

    Bari: la piena del 1926

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    Vengono esaminate alcune peculiarità geomorfologiche del territorio pugliese, denominate lame o gravine, particolarmente significative per le implicazioni cui possono dar luogo dal punto di vista della protezione idraulica del territorio. In modo specifico vengono illustrate le caratteristiche della piena che, a partire dall’alveo della lama Picone, nel 1926 determinò nella città di Bari allagamenti e danni particolarmente importanti

    Suppression of high transverse momentum D mesons in central Pb-Pb collisions at √sNN = 2.76 TeV

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    The production of the prompt charm mesons D0, D+, D∗+, and their an- tiparticles, was measured with the ALICE detector in Pb-Pb collisions at the LHC, at a centre-of-mass energy √sNN = 2.76 TeV per nucleon-nucleon collision. The pt-differential production yields in the range 2 < pt < 16 GeV/c at central rapidity, |y| < 0.5, were used to calculate the nuclear modification factor RAA with respect to a proton-proton reference obtained from the cross section measured at √s = 7 TeV and scaled to √s = 2.76 TeV. For the three meson species, RAA shows a suppression by a factor 3–4, for transverse momenta larger than 5 GeV/c in the 20% most central collisions. The suppression is reduced for peripheral collisions

    Architetture per la “Metropoli Mediterranea” di Bari. La Caserma “G. 33 Macchi” e il lungomare di Ponente tra monumentalità, propaganda di regime e urbanistica moderna

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    Questa pubblicazione nasce a seguito della convenzione stipulata tra il Politecnico di Bari e il Comando Regionale della Guardia di finanza di Bari avente per oggetto diverse forme di collaborazione. Il caso della Caserma Macchi” ha dato vita ad una ricerca che ha visto impegnati sei laureandi del Corso di Laurea in Architettura coordinati dai proff. L. Ficarelli e M. Ieva, con la partecipazione dei proff. I. Carabellese, G.P. Consoli, A. Labalestra, D. Pastore, N. Scardigno. Lo studio si poneva l’obiettivo di indagare, con gli strumenti propri della lettura tipo-morfologica applicata allo studio dei caratteri degli organismi edilizi, il tema dell’Architettura Moderna,con particolare attenzione alla Caserma “G. Macchi” sede del Comando Regionale

    Measurement of the B0–B0 oscillation frequency Δmd with the decays B0→D−π+ and B0→ J/ψK∗0

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    The B 0 –B 0 oscillation frequency Δmd is measured by the LHCb experiment using a dataset corresponding to an integrated luminosity of 1.0 fb−1 of proton–proton collisions at √ s = 7 TeV, and is found to be Δmd =0.5156±0.0051 (stat.)±0.0033 (syst.) ps−1 . The measurement is based on results from analyses of the decays B 0 → D −π + (D − → K +π −π −) and B 0 → J/ψK ∗0 (J/ψ →μ +μ −,K ∗0 → K +π −) and their charge conjugated modes

    Nuove osservazioni sul porto antico di Bari. Documenti di archivio e indagini archeologiche tra terra e mare

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    The Research Project “Cittadella nicolaiana” started in 2010 with the aim of studying the archaeological remains of Bari in the Byzantine period, especially on the base of the analysis of the Praetorium area. Furthermore, during 2017 and 2018 underwater archaeological prospections of the coast were made, in particular on the line corresponding to the Basilica of San Nicola. These recognitions turned out to be useful to obtain data on the positioning of the archaeological relevant areas and of submersed buildings hypothetically interpreted as one of the docks of Bari ancient “harbour system”.Nel 2010 è stato avviato il Progetto di ricerca ‘Cittadella nicolaiana’ con lo scopo di recuperare le evidenze archeologiche della città di Bari in età bizantina, soprattutto in base allo studio dell’area del Pretorio. Inoltre, nel 2017-2018 si sono svolte prospezioni archeologiche costiere e subacquee del litorale, in particolare nel tratto in corrispondenza della Basilica di San Nicola. Queste ricognizioni si sono rivelate utili per ottenere dati sul posizionamento degli areali di interesse archeologico e di strutture sommerse ipoteticamente interpretate come uno dei moli del “sistema portuale” antico di Bari

    First observation of Bs0 → D*s2+Xμ-ν decays

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    Using data collected with the LHCb detector in proton–proton collisions at a centre-of-mass energy of 7 TeV, the semileptonic decays B0s→D+sXμ−ν and B0s→D0K+Xμ−ν are detected. Two structures are observed in the D0K+ mass spectrum at masses consistent with the known Ds1(2536)+ and D∗s22573)+ mesons. The measured branching fractions relative to the total B0s semileptonic rate are B(B0s→D∗+s2Xμ−ν)/B(B0s→Xμ−ν) = (3.3±1.0±0.4)%, and B(B0s→D+s1Xμ−ν)/B(B0s→Xμ−ν) = (5.4±1.2±0.5)%, where the first uncertainty is statistical and the second is systematic. This is the first observation of the D∗+s2 state in B0s decays; we also measure its mass and width

    Studio preliminare di sicurezza di un sistema di accumulo elettrico realizzato con celle Litio-ione

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    Questo studio nasce dall’incontro di due culture avvenuto nei laboratori del CR Casaccia: quella della Ricerca&Sviluppo (Research and Development: R&D) e quella della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro (Health and Safety at Work: H&S) che deriva da un obbligo giuridico sancito, ad oggi, dal ben noto decreto legislativo n. 81/08 e dalle sue modifiche ed integrazioni. Alla base di questo incontro, vi è la personale convinzione che la H&S può essere vista come un investimento, piuttosto che come un costo. Specialmente in un Ente di Ricerca come l’ENEA. Un servizio per i lavoratori, un obbligo di legge, ma è anche un servizio all’ Innovazione tecnologica nei vari settori di competenza dell’Agenzia: la diffusione della cultura della sicurezza, e il suo riversamento nell’innovazione tecnologica che proviene dai laboratori di ricerca e nella progettazione di nuovi, può influenzarne i contenuti e i risultati. E questo equivale a immettere sul mercato idee ed innovazione tecnologica sostenibili e sicuri sia per la salute umana che per l’ambiente, scartando a priori idee progettuali sicuramente non sostenibili da questi punti di vista. La cultura R&D è qui rappresentata dal laboratorio UTTEI-VEBIM presso il quale è stato sviluppato il sistema di accumulo elettrico destinato alla ATB per alimentare la funicolare di Bergamo. Mentre quella H&S è rappresentata dal Servizio di Prevenzione e Protezione del CR Casaccia (CAS-SPP) e in particolare dalla scrivente, in qualità di referente per il rischio chimico, cancerogeno e biologico. Partendo dall’intenzione di effettuare un monitoraggio ambientale nei laboratori di prova delle batterie e dei sistemi di accumulo, finalizzato ad implementare i disposti del Titolo IX (Sostanze pericolose) del D.Lgs. 81/08, sono state poste in essere le necessarie attività finalizzate alla identificazione dei pericoli e valutazione dell’esposizione, vale a dire la descrizione delle attività svolte nei laboratori di prova, l’ inventario dei prodotti chimici, il modo d’uso e la durata dell’esposizione. In particolare, è proprio l’inventario dei prodotti chimici a porsi come trade union con le necessità di una corretta progettazione della Sala Batterie della ATB di Bergamo, destinata ad accogliere il sistema di accumulo elettrico messo a punto dai laboratori del CR Casaccia nell’ambito di questo progetto. In questo caso non vengono manipolati direttamente prodotti chimici e in apparenza non è presente alcun rischio chimico, ferma restando l’espserienza – peraltro abbondantemente normata – dell’esercizio di sistemi realizzati con batterie al piombo. In realtà, nell’ambiente di lavoro sono presenti i prodotti chimici di cui sono fatte le batterie che, notoriamente, sono un sistema che consente di produrre energia elettrica a seguito di un processo elettrochimico. Le batterie Litio-ione sono celle elettrochimiche sigillate: sistemi chiusi, dal punto di vista termodinamico, che scambiano solo energia con l’ambiente esterno. Ma violando, per qualunque motivo, il contenitore di queste celle, è possibile un riversamento nell’ambiente dei prodotti chimici in esse contenuti o di prodotti di decomposizione o altri prodotti che sono il risultato di miscelazione di detti componenti e/o di reazione con l’aria e l’umidità in essa presente, con cui vengono in contatto. Distinguiamo perciò le situazioni di normale funzionamento da quelle di guasto e/o evento accidentale. Inoltre, lo scambio di energia con l’ambiente (calore e corrente) può provocare reazioni “secondarie” di cui in genere non si tiene conto con formazione di prodotti indesiderati, che potrebbero essere pericolosi per la salute e la sicurezza delle persone che operano in prossimità di tali dispositivi: un utilizzatore, un operatore, ecc. Sono documentati alcuni fenomeni come le presenza di rigonfiamenti durante le condizioni d’uso, le possibili sovrapressioni che portano alcuni costruttori a munire le pile di sistemi di sfogo (vent systems), possibili perdite nel caso di superamento dei range di temperatura progettuali di esercizio, ed altri. Si tratta di fenomeni che vanno caratterizzati.Partendo dall’intenzione di effettuare un monitoraggio ambientale nei laboratori di prova delle batterie e dei sistemi di accumulo, finalizzato ad implementare i disposti del Titolo IX (Sostanze pericolose) del D.Lgs. 81/08, sono state poste in essere le necessarie attività finalizzate alla identificazione dei pericoli e valutazione dell’esposizione, vale a dire la descrizione delle attività svolte nei laboratori di prova, l’ inventario dei prodotti chimici, il modo d’uso e la durata dell’esposizione. In particolare, è proprio l’inventario dei prodotti chimici a porsi come trade union con le necessità di una corretta progettazione della Sala Batterie della ATB di Bergamo, destinata ad accogliere il sistema di accumulo elettrico messo a punto dai laboratori del CR Casaccia nell’ambito di questo progetto

    Measurement of the time-dependent CP asymmetry in B0 -> J/ψ KS0 decays

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    This Letter reports a measurement of the CP violation observables SJ/ψK0S and CJ/ψK0S in the decay channel B0→J/ψK0S performed with 1.0 fb−1 of pp collisions at s√=7 TeV collected by the LHCb experiment. The fit to the data yields SJ/ψK0S=0.73±0.07(stat)±0.04(syst) and CJ/ψK0S=0.03±0.09(stat)±0.01(syst). Both values are consistent with the current world averages and within expectations from the Standard Model
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