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Su un inedito disegno per il pulpito della cattedrale di Cosenza di Andrea Maggiore, Niccolò Ciolli e Antonio Grasso
This contribution analyzes a completely unknown 16th century drawing. In the document, the author identifies a lost project for a pulpit in the Cathedral of Cosenza, draw up by Andrea Maggiore, Niccolò Ciolli and Antonio Grasso. The reconstruction of the drawing’s origin is possible thanks to some valuable indications on the document itself. The discovery allows us to re-analyze the personality of Andrea Maggiore, and his first known work, in the context of the Calabrian renaissance.Andrea Maggiore is especially important for the introduction of coloured marble altars in the region. His works are framed in the general phenomenon of the introduction of a new architectural language in southern Italy with an important reference to the role of his clients: a powerful and sometimes foreign cultural élite.Il contributo analizza un disegno del tutto inedito che l'autore ha potuto identificare nel progetto finora ritenuto perduto per il pulpito della cattedrale di Cosenza e attribuire ai toscani Andrea Maggiore, Niccolò Ciolli e Antonio Grasso. L’attribuzione è stata possibile grazie ad alcune preziose indicazioni contenute nel documento che hanno consentito di ricostruirne il preciso ambito di provenienza.Si è così potuta così restituire con completezza la vicenda della prima importante commessa di Andrea Maggiore a Cosenza ampliando la conoscenza della figura dell’autore stesso, già individuato come personaggio cardine del periodo della controriforma calabrese con particolare riferimento all’uso di marmi mischi che sarà così importante a partire dal XVII sec. Il pulpito e l’opera di Andrea Maggiore sono quindi stati inquadrati nel contesto dei rapporti con le committenze e di introduzione dei nuovi linguaggi nel sud Italia e in Calabria
Definizione delle radici (pan)calabresi in terra argentina : uno studio pilota
Presso le comunità dei calabresi trapiantati in Argentina si trova una discreta omogeneità culturale,
che fa leva sul forte sentimento di unione della collettività calabrese. Il fulcro dell’indagine è costituito
dalla volontà di ricercare una corrispondenza linguistica a questa omogeneità culturale.
In particolare, s’intende scandagliare quanti e quali tratti linguistici della regione di provenienza,
vista in chiave contrastiva, siano rimasti o siano cambiati presso i Calabresi attualmente residenti
in Argentina. Si tenterà altresì di vedere in che modo le altre realtà linguistiche (lingue e dialetti)
abbiano interferito con la lingua (pan)calabrese in uso presso le famiglie degli emigrati che, col
passare degli anni, hanno dato i natali ad altre generazioni di parlanti argentini di origine calabrese.
La discussione di quest’ultimo punto sarà cruciale per rilevare la misura in cui queste commistioni
linguistiche contribuiscano al mantenimento dell’identità individuale e collettiva attraverso l’avanzare
delle generazioni.Fil: Romito, Luciano. Università della Calabria; Italia.Fil: Graziano, Elvira. Università della Calabria; Italia.Fil: Piemonti, María Gabriela. Universidad Nacional de Rosario. Facultad de Humanidades y Artes. Escuela de Lenguas; ArgentinaFil: Frontera, Manuela. Università della Calabria; Italia.Fil: Tarasi, Andrea. Università della Calabria; Italia.Fil: Ciardullo, Maria Assunta. Università della Calabria; Italia.Fil: Strano, Mariano. Universidad Nacional de Rosario. Facultad de Humanidades y Artes. Escuela de Lenguas; Argentina
AFFARI E PREGHIERE DI SETA: I SAULI DEVOTI HOMBRES DE NEGOCIOS TRA LA REPUBBLICA DI GENOVA E LA CALABRIA DEL VICEREGNO
Come ha osservato efficacemente Giorgio Doria, l’espansione genovese nel viceregno è stata ‘tentacolare’, irradiandosi in quasi tutte le provincie e investendo nei settori vitali dell’economia, grano, olio, vino, ferriere, penentrando anche nella sua vita feudale come dimostrano, nella situazione specifica della Calabria, i casi dei Grimaldi di Gerace, dei Serra di Cassano, dei Cybo-Malaspina di Aiello e degli Adorno di Rende. Fin dai primi decenni del XVI secolo, in un quadro di privilegio nei rapporti con il sistema imperiale spagnolo, i più importanti mercanti genovesi residenti nel Mezzogiorno assumono una quota significativa anche del ‘negotio’ serico. Se ancora alla metà del Quattrocento è garantito un certo equilibrio con i concorrenti fiorentini nel rifornimento del prezioso filato alle industrie tessili sivigliane, agli albori del Cinquecento, il ruolo degli hombres de negocios genovesi diventa preponderante. Interessati alla seta calabrese – che aveva il suo centro manifatturiero a Catanzaro - sono i Ravaschieri, i Pinelli, i Calvo, i Lomellini, i De Mari, gli Spinola, i Cattaneo e i Sauli. In particolare, la ricchezza e il ruolo dei Sauli, originari di Lucca ma a Genova sin dal Trecento, prendono le mosse da alcune attività di mercatura gestite con perizia e fortuna. Dal 1423, si ha testimonianza del loro commercio di tessuti, ‘panni’ come vengono riportati nei documenti, proseguito almeno sino alla metà del Cinquecento, quando si trovano ancora attestazioni dei rapporti commerciali con la Turchia, l’Inghilterra e varie parti d’Italia, gestiti, insieme ai Giustiniani, dall’isola di Chio dove le due famiglie avevano creato la Maona (1486), una società offshore dedita al mercato delle stoffe. Tra i ‘panni’ c’erano le sete e i velluti importati dalla Calabria, traffico per il quale l’alta prelatura di Bendinelli II Sauli, vescovo di Gerace dal 1509 al 1517, aveva certamente fatto da battistrada. Il rapporto dei Sauli con la Calabria si identifica non solo attraverso il dato economico, ma anche con la devozione per la miracolosa ‘calata’ dell’effige di San Domenico in Soriano (15 settembre 1530): il capostipite Bendinelli I Sauli è sepolto alla sua morte, avvenuta nel 1481, nella cappella di famiglia, ubicata nella demolita chiesa gotica di San Domenico a Genova. L’originaria intitolazione del grandioso sacello alla “Annunciazione della beata Maria Vergine” risulta modificata con quella a San Domenico in Soriano già nel 1582, al tempo della visita apostolica di monsignor Francesco Bossio. Degno di nota e all’insegna di una sentita continuità culturale nel rapporto dei Sauli con la Calabria è l’aggiornamento artistico dell’apparato tardo-quattrocentesco del sepolcro che avviene, tra il 1661 e il 1674, con un radicale intervento ben documentato nel fondo Sauli dell’archivio Giustiniani-Durazzo. L'iniziativa fu probabilmente favorita dalla proclamazione di San Domenico in Soriano a speciale patrono del Regno di Napoli ratificata da papa Urbano VIII nel 1640. Le fonti coeve ricordano come della pala d’altare si ignorasse “il pittore, poiché essa era stata mandata da Napoli: essa era stata fatta portare in Calabria dove, in Soriano, toccò la vera effigie del santo patriarca Domenico”, evocando così l’antica pratica devozionale delle “sacre misure” che prevedeva di prendere contatto diretto con l’immagine miracolosa attraverso nastri o fettucce di seta, commisurate alla lunghezza perimetrale del quadro. Sempre nel Seicento, i Sauli avrebbero poi affidato il loro culto privato anche a un altro quadro molto più grande, una Vergine che reca in terra l’immagine di San Domenico Soriano, dipinto da Domenico Fiasella, l’artista che aveva portato la ‘Madonna regina di Genova’ sugli altari delle chiese della ‘Nazione’ genovese di Napoli e di Palermo; la tela con San Domenico di Soriano è tuttora “sopra la porta che è in faccia della casa abbatiale” nella cinquecentesca chiesa di Santa Maria Assunta in Carignano a Genova, cioè nella basilica eretta da Galeazzo Alessi con i denari messi a disposizione da Bendinelli I Sauli e moltiplicati dalle fibre della seta calabrese
La Calabria e i neoborbonici
The essay shows how neo-Bourbon revisionism reinterprets the epopee of the Risorgimento by making it a negative turning point and the main cause of the backwardness, abandonment, emigration, and poverty of Southern Italy. In an era in which the socioeconomic conditions of the south of the peninsula are destabilized and national politics shows some disinterest, the neo-Bourbons promote their vision of history with a renewed appeal. Calabria is a relevant example of this story - it is a place used by revisionists to confirm their bizarre historical views. The article challenges this narrative and some anti-Risorgimento myths
Andrea Díaz y Robert Calabria (comps.), Actualidad de Nietzsche: a propósito de los fragmentos póstumos, Montevideo: Comisión Sectorial de Investigación Cientí- fica, 2012
Reseña de la obra Andrea Díaz y Robert Calabria (comps.), Actualidad de Nietzsche: a propósito de los fragmentos póstumos, Montevideo: Comisión Sectorial de Investigación Científica, 201
The dataset of the CLU lichen herbarium (Calabria, Italy)
Calabria, the southernmost tip of the Italian Peninsula, is a biogeographically very interesting region for lichenologists, characterised by the abundance of oceanic and suboceanic species with subtropical affinities, but also by the presence of the southernmost outposts of several boreal species on the highest peaks. The lichen biota of Calabria, which began to be intensively studied only from the 1980s, hosts more than 1000 infrageneric taxa. The lichen herbarium of the Botanical Garden of the University of Calabria (CLU) is the most relevant lichen collection from this region. It was established in 1985 and it presently includes 16926 specimens, most of which were collected in Calabria, although there are also several specimens from other parts of Italy and from abroad.This dataset contains 16926 records of lichens for a total of 1316 species. Of the 15219 georeferenced specimens, 10254 were collected in Calabria, while 4965 in other administrative regions of Italy. The dataset is available through GBIF, as well as in ITALIC, the Information System of Italian Lichens
DISPONIBILITÀ DI BIOMASSE VEGETALI IN PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA
The biomass for energy purposes, coming from agricultural firms and forestry industry for energy, can provide various environmental and socio-economic benefits. Among all renewable energy sources, agro-forestry biomass represents both an important alternative source to fossil fuels and an opportunity for the socio-economic development of various marginal mountain areas. This survey aims at estimating the potential revenue in province of Reggio Calabria, which is showing a great interest in biomass production. DOI: http://dx.medra.org/10.19254/LaborEst.15.1
Prof. Andrea Fiori - verso
Botanico: Fiori, Andrea (1854-?).
Professore di storia naturale nel liceo di Modena, erborizzò in Calabria ed Emilia Romagna.
Titolo manoscritto sul recto.
Montata su cartoncino 104 x 63 mm.
1 fotografia : albumina ; 92 x57 mm.
Vai alla scheda bibliografica: https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99001509429020604
Andrea Cefaly, voce biografica
Voce biografica ragionata di Andrea Cefaly, pittore e soldato garibaldino impegnato nelle vicende che hanno condotto all'unità Italiana, artista di grande rilevanza per il rinnovamento delle arti in senso verista e realista negli anni Sessanta dell'Ottocento, maestro di una lunga serie di allievi e seguaci a Napoli e in Calabria
La "Missione" Salute nella Regione Calabria
L’ordinamento della sanità non può abdicare alla propria 'missione' di garantire un’erogazione omogenea dei servizi sull’intero territorio nazionale, in ossequio al principio di universalità alla base dell’istituzione del SSN e alla natura fondamentale del diritto alla salute, che non può subire interferenze da fattori condizionanti come la residenza. Di particolare interesse, in tale prospettiva, è la Missione 6 'Salute' del PNRR che, nelle sue componenti, analizzate nello scritto con particolare riguardo alla Regione Calabria anche per verificare lo stato di attuazione degli interventi, presuppone il valore universale della salute, la sua natura di bene pubblico fondamentale e la rilevanza macro-economica dei servizi sanitari pubblici in ogni area del Paese
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