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Involvement of Inflammation and Activin A in Pathogenesis of Uterine Leiomyoma
I leiomiomi (fibromi) uterini sono neoplasie benigne estremamente comuni. L’incidenza è di oltre il 60% in donne in età fertile e pertanto, rappresentano uno dei maggiori problemi di sanità pubblica. I leiomiomi sono spesso multipli, originano nello strato muscolare dell’utero, e si ritiene che ogni fibroma origina da una singola cellula trasformata. Sebbene si sta iniziando a comprende la patofisiologia dei leiomioma, la loro origine resta sconosciuta. Negli ultimi anni, i ricercatori hanno considerato i leiomiomi come una patologia fibrotica. La fibrosi è un processo continuo ed esagerato di guarigione innescato da danno tissutale ed è caratterizzata da eccessiva produzione di proteine della matrice extracellulare (ECM), in particolare collagene. La fibrosi è un meccanismo che include due eventi principali: reclutamento di cellule infiammatorie nel sito di lesione e l'attivazione di cellule – miofibroblasti - che producono collagene.
La prima parte del nostro studio è stato condotta con un approccio morfologico. I nostri obiettivi erano di capire: 1. Se lo stimolo infiammatorio cronico che agisce sul miometrio può innescare, in cellule riparative ancora non identificate, la proliferare e la sintesi di quantità esagerate di ECM; 2. Se i miofibroblasti del leiomioma possono avere origine dai fibroblasti stromali CD34-positivi. I risultati ottenuti hanno mostrato la presenza di un gran numero di cellule infiammatorie all'interno del leiomioma e nel tessuto circostante, rispetto al miometrio autologo lontano dal leiomioma. Un forte aumento è stato osservato nella quantità di macrofagi, individuati da un anticorpo specifico per il CD68. I macrofagi tissutali sono cellule chiave nel processo riparativo e di cicatrizzazione, e nel processo di reclutamento e attivazione dei miofibroblasti. Pertanto, un aumento del numero di cellule infiammatorie nei leiomiomi è a favore e supporta l'ipotesi di una loro patogenesi di tipo infiammatoria. Una seconda serie di risultati morfologici suggeriscono la presenza, nei leiomiomi, di miofibroblasti che producono ECM.
Il ruolo dell’activina A nel pathway infiammatorio è stato ampiamente documentato in diversi sistemi biologici. I livelli di activina A sono elevati durante l'infiammazione e l’activina A aumenta la produzione di ECM in diverse condizioni patologiche. Pertanto uno dei nostri scopi è stato anche quello di testare se l’activina-A può avere un ruolo nel processo di fibrosi uterina e nello sviluppo e crescita dei leiomioma, effettuando degli studi in vitro. Abbiamo visto che l’activina-A aumenta significativamente i livelli di mRNA della fibronectina, del collagene 1A1 e del versican nelle colture primarie di cellule di leiomioma, e ha aumentato in maniera significativa i livelli di mRNA della fibronectina ma non del collagene 1A1 e del versican in colture cellule primarie di cellule del miometrio. L'aumento della fibronectina indotto dall’activina-A nelle cellule di leiomioma è stato visto anche a livello proteico, mediante western blot e immunocitochimica. Considerato che l’activina A ha ruolo pro-fibrotico nei leiomioma uterini, abbiamo anche valutato se e quali molecole infiammatorie sono in grado di stimolare l'espressione di questa citochina profibrotica in vitro nelle cellule di leiomioma e di miometrio. Abbiamo trovato sia nelle cellule primarie che nelle linee cellulari che il TNF-α aumenta sostanzialmente i livelli di espressione di mRNA dell’activina.
A tutt’oggi, non esiste ancora una terapia medica efficace contro i leiomiomi uterini. L’isterectomia, soluzione definitiva contro i leiomiomi, è uno dei principali interventi chirurgici addominali che determina un aumento del rischio di morbilità postoperatoria e che portano all’infertilità. Tranilast è una farmaco sintetico che presenta molteplici effetti terapeutici per diverse condizioni patologiche. Siccome non ci sono studi sui fibromi uterini, ci siamo chiesti se il tranilast avesse effetti sulle proteine della ECM nei leiomiomi. Nel presente studio abbiamo dimostrato che il tranilast ha un effetto anti-fibrotico sulle cellule primarie di miometrio e di leiomioma.
Nel complesso, la nostra ricerca presenta un nuovo approccio per lo studio della patogenesi del leiomioma. I dati presentati supportano la presenza di infiammazione all’interno del fibroma uterino, l'attivazione di cellule produttrici di collagene-miofibroblasti e l'eccessiva produzione di proteine della ECM, che conducono al rimodellamento tissutale e alla crescita del leiomioma
L’evoluzione del ruolo della Serbia all’interno dell’area balcanica: dalla crisi postsocialista alla prospettiva europeista
La presente ricerca esamina a livello internazionale
l’evoluzione del quadro giuridico degli investimenti esteri. L’obiettivo
principale del diritto internazionale degli investimenti esteri consiste
nel creare equilibrio attraverso il raggiungimento di un compromesso
reciprocamente accettabile ed efficacemente applicabile tra gli
interessi opposti dei principali soggetti coinvolti nel rapporto di
investimento estero (Stati che esportano capitali e le persone fisiche e
giuridiche che hanno la nazionalità di uno Stato diverso da quello in
cui stanno investendo), creando un quadro giuridico la cui
applicazione garantisce la protezione di entrambi, nel rispetto degli
standard di trattamento stabiliti negli strumenti internazionali.
Pertanto, la rilevanza dei meccanismi di garanzia degli investimenti e
di soluzione delle controversie sono fondamentali per assicurare un
adeguato livello di protezione per l’investitore e svolgono un ruolo
importante nell’incoraggiamento degli investimenti esteri.
Inoltre, il presente lavoro offre una panoramica dell’evoluzione
del regime normativo della Jugoslavia, oggi della Serbia, nell’ambito
degli investimenti esteri dal periodo del socialismo fino ad oggi, con
l’obiettivo di diventare membro dell’Unione europea. Pertanto, la
piena armonizzazione con la legislazione comunitaria è fondamentale
per il sostenimento dell’afflusso di nuovi investimenti e l’ulteriore
apertura della Serbia verso i mercati esteri. Infine, l’Accordo di
stabilizzazione e associazione nonché i numerosi BITs e gli accordi di
libero scambio conclusi con un elevato numero di Paesi sviluppati sono
un importante indicatore della trasformazione e del progresso della
Serbia nel contesto internazionale.La presente ricerca esamina a livello internazionale
l’evoluzione del quadro giuridico degli investimenti esteri. L’obiettivo
principale del diritto internazionale degli investimenti esteri consiste
nel creare equilibrio attraverso il raggiungimento di un compromesso
reciprocamente accettabile ed efficacemente applicabile tra gli
interessi opposti dei principali soggetti coinvolti nel rapporto di
investimento estero (Stati che esportano capitali e le persone fisiche e
giuridiche che hanno la nazionalità di uno Stato diverso da quello in
cui stanno investendo), creando un quadro giuridico la cui
applicazione garantisce la protezione di entrambi, nel rispetto degli
standard di trattamento stabiliti negli strumenti internazionali.
Pertanto, la rilevanza dei meccanismi di garanzia degli investimenti e
di soluzione delle controversie sono fondamentali per assicurare un
adeguato livello di protezione per l’investitore e svolgono un ruolo
importante nell’incoraggiamento degli investimenti esteri.
Inoltre, il presente lavoro offre una panoramica dell’evoluzione
del regime normativo della Jugoslavia, oggi della Serbia, nell’ambito
degli investimenti esteri dal periodo del socialismo fino ad oggi, con
l’obiettivo di diventare membro dell’Unione europea. Pertanto, la
piena armonizzazione con la legislazione comunitaria è fondamentale
per il sostenimento dell’afflusso di nuovi investimenti e l’ulteriore
apertura della Serbia verso i mercati esteri. Infine, l’Accordo di
stabilizzazione e associazione nonché i numerosi BITs e gli accordi di
libero scambio conclusi con un elevato numero di Paesi sviluppati sono
un importante indicatore della trasformazione e del progresso della
Serbia nel contesto internazionale.LUISS PhD Thesi
Anionic Clusters Enhanced Catalytic Performance of Protic Acid Ionic Liquids for Isobutane Alkylation
Isobutane alkylation is a typical carbocation chain growth reaction that requires proper acidity with less acidity change for its enhanced lifetime and activity of the catalyst. In this work, a family of protic ionic liquid/triflic acid as synergistic catalysts has been developed for isobutane alkylation, with special emphasis on its reusability. The slowest acidity change was found with varied concentrations of triflic acid for the protic ionic liquids which is probably buffered by binding and releasing the solubilized acid in the formed anionic cluster [N222H]-[CF3SO3(CF3SO3H)(x)] as indicated by FT-IR and H-1 NMR spectroscopy. As a promising isobutane alkylation catalyst, the protic ionic liquids have shown a maximum selectivity toward C-8 up to 86.23%, research octane number (RON) up to 97.3, and reusability up to 36 runs, outclassing the sulfuric acid or triflic add catalysts under the same reaction conditions. Apart from the excellent catalytic performance, the new catalytic system showed better impurities compatibility and significantly less corrosion rate to carbon steel and stainless steel than sulfuric acid and pure triffic acid.</p
Tribological performance of low viscosity halogen-free ammonium based protic ionic liquids with carboxylate anions as neat lubricants
The tribological performance of six low viscosity, hydrophobic, halogen- sulfur-, and phosphorous free trioctylammonium-based protic ionic liquids with 2-naphthoate, 4-tert-butylbenzoate, 2-hexyldecanoate, 4-phenylbutanoate, 3,4-dimethylbenzoate, and salicylate anions were studied as lubricants for steel-steel interfaces using a four-ball tribo-tester. The results showed a significant friction reduction up-to 28 ̶ 65% compared to polyalphaolefin lube base oil. Where the salicylate protic ionic liquid showed the lowest coefficient of friction. In terms of wear, the 2-naphthoate and salicylate protic ionic liquids exhibited wear scar diameter values lower than polyalphaolefin by 4.7% and 0.42%, respectively. The scanning electron microscopy and X-ray photoelectron spectrometer analysis outcomes of the wear scar surfaces indicated that tribo-chemical reactions were involved among the protic ionic liquid molecules and the steel surfaces during the tribo-test, developing a protective boundary film, which contributed significantly to the lubrication performance of the protic ionic liquids’ lubricants. No corrosion was observed for the copper strip corrosion test carried out to examine the corrosion characteristics of the studied protic ionic liquids. The overall results confirm the high capability of applying this group of protic ionic liquids as lubricants
Ultrastable Superbase-Derived Protic Ionic Liquids
Protic ionic liquids are synthesized via proton transfer from acids to organic bases. One of the key issues associated with conventional protic ionic liquids is the thermal instability resulting from temperature-induced decomposition via reverse proton transfer. This shortcoming significantly hampers the use of these protic ionic liquids in separations, electrochemical capacitors, fuel cells, and so forth. Herein we show that it is possible to prepare protic ionic liquids with thermal stabilities approaching those of common aprotic ionic liquids. Our new class of protic ionic liquids, derived via integrated neutralization and metathesis of superbasic phosphazenes or guanidines, exhibits exceptionally low vapor pressures at 150 °C while being stable to strong alkali agents such as aqueous KOH, suggesting potential in energy-related applications, including electrochemical capacitors and PEM-type fuel cells
Hydrolytic Deamination of 5,6-Dihydrocytosine in a Protic Medium: A Theoretical Study
International audienceThe mechanism for the deamination reaction of 5,6-dihydrocytosine with H2O in a protic medium was investigated by DFT calculations at the B3LYP/6-311G(d,p) level of theory as a model reaction for the deamination reaction of 5,6-saturated cytosine derivatives. Two pathways were found. Pathway dhA, which can explain the deamination in a protic medium at acidic pH, and pathway dhBt, more representative of the reaction in a protic medium at neutral pH. Pathway dhA is a two-step mechanism initiated by the nucleophilic addition of a water molecule to carbon C4 of N3-protonated 5,6-dihydrocytosine with the assistance of a second water molecule, followed by elimination of an ammonium cation to form 5,6-dihydrouracil. The nucleophilic addition is rate-determining with an activation free energy of 116.0 kJ/mol in aqueous solution. Pathway dhBt is a four-step mechanism which starts with the water-assisted tautomerization of 5,6-dihydrocytosine to form the imino tautomer. This intermediate undergoes nucleophilic addition of water to carbon C4, which after protonation eliminates an ammonium cation, as in pathway dhA. The nucleophilic addition is again rate-determining, with an activation free energy of 113.3 kJ/mol in aqueous solution. The latter value is about 25 kJ/mol lower than its counterpart for cytosine, in agreement with the experimental observation that 5,6-saturated cytosine derivatives exhibit a much shorter lifetime in aqueous solution than their unsaturated counterparts. The evaluation of reactivity indices derived from conceptual DFT leads to the conclusion that this lower activation free energy can be attributed to a larger local electrophilic power of carbon C4 in 5,6-saturated derivatives
The electrocatalytic cleavage of carbon-halide bonds on Ag and Au in protic solvents
In the last years we have showed in detail how the electrocatalytic cleavage of carbon-halide bonds is modulated by (a) the stepwise or concerted nature of the DET mechanism, (as a function of the electrode surface, of the nature of the halogen atom, and of the molecular structure of RX) and (b) the double layer structure (as a function of the nature and bulkiness of the supporting electrolyte ions). To both complete and support our interpretative scheme we are now concentrating on the solvent role. Comparing aprotic with protic organic solvents after appropriate intersolvental normalization, interesting peculiarities emerge concerning protic media. Solvent proticity deeply affects both the reaction mechanism (on both non-catalytic and catalytic electrode surfaces) and the extent of the catalytic effects. We will discuss these items on the basis of a complete investigation carried out with a carefully controlled experimental protocol on two chloride and bromide couples, one aromatic and one aliphatic (representative of stepwise and concerted mechanism, respectively), in eight solvents, four of them aprotic and four protic, on the noncatalytic GC electrode and the catalytic Ag and Au ones. The results will be also discussed in the frame of our recently developed interpretative scheme of the carbon-halide cleavage mechanism
Acyl Protection Strategy for Synthesis of a Protic NHC Complex via N-Acyl Methanolysis
In a new strategy for the synthesis of protic NHC complexes, iridium
and rhodium complexes of N-benzoyl-substituted NHCs are first generated
by direct deprotonation of an acyl-protected imidazolium salt. Deprotection
of the acyl group with methanol then gives methyl benzoate and the
protic NHC. This sequence represents a new strategy for the synthesis
of protic NHC complexes. We expect this strategy to have useful generality
A Rocking-Chair Proton Battery with Conducting Redox Polymer Active Materials and a Protic Ionic Liquid Electrolyte
Rechargeable
batteries that use redox-active organic compounds are currently considered as
an energy storage technology for the future. Conducting redox polymers (CRPs) are
organic materials being both electronically conducting and resilient to
dissolution. While insolubility is an advantageous property for active battery
materials, it complicates the processing necessary for fabricating electrodes,
including electrode formulation and layer formation. Here we employ a
post-deposition electro-polymerization (PDP) method, which allows for solution-processing
to be used for electrode layer formation. The polymerization conditions are optimized
and the underlying mechanism is studied with the final aim to produce high
performance CRPs as energy storage materials. We show that quinizarin (Qz) and
naphthoquinone (NQ) based CRPs can reach their theoretical capacity thorough
optimization of the polymerization conditions. Combining the two CRPs, with the
Qz-CRP as cathode and the NQ-CRP as anode, and a protic ionic liquid
electrolyte, yields a 0.8 V proton rocking-chair battery. The conducting additive-free
all-organic proton battery exhibits a capacity of 62 mAh/g and a capacity retention
of 80% after 500 cycles using rapid potentiostatic charging and galvanostatic
discharge at 4.5 C. </p
Acyl Protection Strategy for Synthesis of a Protic NHC Complex via N-Acyl Methanolysis
In a new strategy for the synthesis of protic NHC complexes, iridium
and rhodium complexes of N-benzoyl-substituted NHCs are first generated
by direct deprotonation of an acyl-protected imidazolium salt. Deprotection
of the acyl group with methanol then gives methyl benzoate and the
protic NHC. This sequence represents a new strategy for the synthesis
of protic NHC complexes. We expect this strategy to have useful generality
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