1,725,350 research outputs found
Using the Portrait Values Questionnaire to assess children's perceptions of parental socialization values
The Portrait Values Questionnaire (PVQ; Schwartz et al., 2001), originally developed to assess one's own personal values according to Schwartz's (1992) theory of human values, has also been used in research to measure children's perceptions of their parents' socialization values, namely the values children perceive their parents want them to endorse (e.g., Barni, 2009; Knafo & Schwartz, 2003). The factor structure of this revised version of the scale, which we called Portrait Socialization Values Questionnaire-Children Perceptions (PSVQ-CP), was analyzed in an Italian sample of 789 adolescents (54.5% female; age: M = 15.30, SD = 1.26), who were asked to fill in the PSVQ-CP referring to their mothers' and fathers' socialization values. Results showed that the PSVQ-CP factor structure was similar, but not completely identical, to the original PVQ factor structure, and it was partially invariant across adolescent and parent gender. Implications for assessment of socialization values and future research are discussed
A imagem de Alessandro Baricco no Brasil
Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão, Programa de Pós-Graduação em Estudos da Tradução, Florianópolis, 2013.Com a intenção de delinear o modo pelo qual o escritor italiano Alessandro Baricco se inseriu no sistema literário brasileiro e os caminhos percorridos pelos seus livros traduzidos, esta dissertação dá voz às experiências tradutórias de seus tradutores. A inserção de Bariccono Brasil tem seu início em 1997, através de uma proposição da Profa. Dra. Roberta Barni à editora Iluminuras da tradução de Oceano Mare. A partir daí, outras sete obras foram publicadas no Brasil, sendo três delas traduzidas por Roberta Barni e as outras quatro por quatro tradutores diferentes. De um lado, considera-se o tradutor como figura principal namediação entre culturas, e, de outro, se analisa a realidade desta figuradentro do sistema literário, sua invisibilidade, seus limites e o exercíciode sua profissão. A pesquisa conta, ainda, com críticas e resenhas referentes ao autor italiano publicadas em jornais consagrados no Brasil, considerando estas como parte constituinte da imagem de Baricco refletida em território nacional. Abstract : Intending to delineate the way the Italian writer Alessandro Baricco has been inserted in the Brazilian literary system and the paths his translated books have followed, this thesis gives voice to the translating experiences of his translators. Baricco's insertion in Brazil began in 1997, through a personal project of Dr. Roberta Barni, with her translation of Oceano Mare. Since then, seven other of his works have been published in Brazil, three of which were translated by Roberta Barni and the other four by four different translators. On the one hand,the translator is considered as the main figure in mediation betweencultures and, on the other, this figure's reality is analyzed within theliterary system: its invisibility, its limits and its professional practice. Criticisms and reviews of this Italian author published in well established Brazilian newspapers are also considered, with the understanding that they are part of Baricco's image reflected here
A Value Perception Bias for Close Others
Why don’t people perceive their close others accurately, though they have ample information about them (Barni et al.,2019; Murray et al., 2000)? One of the reasons for this might be a bias based on personal values: transsituational abstract goals that constitute guiding principles for life (e.g., security, achievement; Schwartz, 1992). We propose that in close relationships perceivers see targets as resembling their own values. Method: Six studies (n=2125, 5 pre-registered) tested this bias, with dyads of friends, families, and romantic partners. The participants reported their personal and perceived values and behavior. Results: In all studies, personal values are positively related to perception of the target, while controlling for the actual target behavior/value (Mean f2=0.15 , Mean p<0.001). The effect is found for perception of behavior as well as values, for all relationships. Discussion: A value perceptual bias exists in perception of close others. Implications for relationships and development are discussed
Er jöfn umgengni barni fyrir bestu?
Í þessari ritgerð verður fjallað um jafna umgengni. Rætt verður um hvað felst í hugtakinu jöfn umgengni, hvort að jöfn umgengni sé barni fyrir bestu, hvaða sjónarmiða beri að líta til þegar ákvörðun um jafna umgengni er tekin, í hvaða tilvikum jöfn umgengni geti verið barni fyrir bestu og um kosti og ókosti jafnrar umgengn
Postfazione [a: Famiglie in tribunale. Analisi e casi di studio in una prospettiva multidisciplinare]
L’allontanamento del minore dal corpo familiare: sanare vecchie ferite con il rischio di aprirne di nuove
Transizioni familiari. Affrontare i compiti di sviluppo
La famiglia, oggi come un tempo, si trova ad affrontare transizioni chiave lungo il suo ciclo di vita, ossia passaggi innescati da eventi critici prevedibili (ad esempio, l'inserimento scolastico dei figli) o imprevedibili (ad esempio, il divorzio tra i coniugi). Tali transizioni, con il loro potere destabilizzante, agitano il sistema familiare e ne mettono alla prova gli equilibri, facendo emergere con chiarezza la qualità (in termini di tenuta e di flessibilità) delle relazioni. Esse, infatti, non sono un semplice passaggio da una condizione all'altra, ma implicano l'affrontare e il soddisfare una serie di compiti di sviluppo (affettivi ed etici) che coinvolgono l'intera famiglia. A differenza di un recente passato, attualmente molte transizioni della vita familiare si presentano come "denormativizzate", vale a dire caratterizzate da passaggi vieppiù sfumati e scarsamente ritualizzati. Nella società italiana contemporanea i percorsi di transizione familiare sono spesso determinati in maniera autonoma dai soggetti coinvolti e il passaggio, da momento normativo e corale, è divenuto un processo incerto e ritrattabile. Ecco così che la famiglia si trova ad affrontare compiti sempre più impegnativi, privata di forti riferimenti sociali condivisi.I contributi di questo volume (L'alleanza genitoriale: una risorsa per il benessere in famiglie con figli in età scolare di Ranieri, Rosnati, Ferrari, Canzi e Danioni; L'adolescente e la sua famiglia: fattori di rischio e di protezione di Cacioppo e Correale; Le relazioni familiari generative come risorsa per la transizione all'età adulta di Lanz, Tagliabue e Sorgente; Di generazione in generazione: le relazioni familiari come fonte generativa di valore di Barni) offrono un'immagine delle relazioni familiari, in primis quella tra i figli e i genitori, come risorsa nelle transizioni. Seppur focalizzati su fasi differenti del ciclo di vita della famiglia, ciascuna con compiti di sviluppo specifici, essi mostrano in modo trasversale come sia sul senso del legame intergenerazionale, familiare e sociale, e sulle sue qualità generative che si costruisce uno spazio di competenze e di progettualità. Sulle une (competenze) e sull'altra (progettualità) si fonda il miglioramento, ossia un passaggio tra le generazioni produttivo e creativo
La percezione diadica della qualità della relazione: ruolo e significato dell’effetto stereotipico
In psicologia sociale lo stereotipo è definito come una credenza sulle caratteristiche personali di un gruppo di individui (Myers, 2009). Si tratta di generalizzazioni, a volte accurate a volte meno, relativamente alle persone appartenenti a un gruppo. La percezione di un altro specifico, quindi, è parzialmente influenzata anche dallo stereotipo relativo al gruppo di appartenenza della persona percepita. Se la percezione può essere influenzata dagli stereotipi, allora è opportuno verificare il grado di accuratezza degli stereotipi (Cronbach, 1955; Judd & Park, 1993). La letteratura sulla percezione diadica (la percezione che due persone in relazione hanno una dell’altra) ha rilevato come essa sia influenzata dalle caratteristiche individuali delle due persone (tra le quali rientrano anche gli eventuali stereotipi che le caratterizzano), dalle caratteristiche legate alla relazione specifica e dalle caratteristiche del contesto. Per lo studio delle relazioni interpersonali scomporre gli effetti individuali e gli effetti relazionali, individuandone le specificità consente di stabilire l’unicità della relazione (es. Social Relations Model, Kenny et al., 2006) e il suo ruolo nel determinare la somiglianza tra due persone (Kenny & Acitelli, 1989). L’effetto stereotipico è stato definito come la “risposta tipica o normativa che le persone tendono a dare a un insieme di variabili” (Kenny et al., 2006; p. 331). Solitamente tale effetto viene sottratto dai punteggi di costrutti individuali (es. i valori, Barni & Ranieri, 2010; Roest et al., 2009) per misurare quanto due persone appartenenti alla stessa diade siano effettivamente simili. Non vi sono studi che si focalizzino sull’effetto stereotipico in costrutti relazionali (es. la soddisfazione relazionale). L’obiettivo del lavoro è di presentare un’analisi critica dei possibili effetti dello stereotipo, inteso come modo tipico di rispondere, sulla misurazione di variabili relazionali e di come tale effetto possa essere misurato e controllato a livello metodologico. Più nello specifico nella misurazione diadica di variabili relazionali, è possibile distinguere diversi effetti stereotipici a seconda dell’unità di analisi considerata (individuo vs. diade) o della presenza o meno del gruppo. Verranno fornite diverse esemplificazioni utilizzando dati di 177 triadi familiari composte da genitori e figli giovani adulti. I costrutti relazionali utilizzati sono la soddisfazione familiare e la soddisfazione relazionale (FSS, Olson & Wilson, 1982; NRI, Furman & Buhrmester, 1992)
BARNI Jules Romain
Havelange Isabelle, Huguet Françoise, Lebedeff-Choppin Bernadette. BARNI Jules Romain. In: Havelange Isabelle, Huguet Françoise, Lebedeff-Choppin Bernadette. Les inspecteurs généraux de l'Instruction publique. Dictionnaire biographique 1802-1914. Paris : Institut national de recherche pédagogique, 1986. pp. 149-150. (Histoire biographique de l'enseignement, 11
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