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    Ricerca sul campo e passato recente in America Latina, tra storici e testimoni

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    L’intervento intende presentare alcuni nodi problematici su cui si è riflettuto in seguito a un’esperienza, del tutto conclusa, di ricerca sul campo nel Cono Sud – Cile e Argentina in particolare - e destinazioni d’esilio latinoamericano in alcune capitali europee (1998 – 2006). Ci troviamo nell’ambito della denominata storia recente cilena e argentina, compresa grosso modo nella cornice temporale delle dittature militari degli anni Settanta e Ottanta del Novecento e le transizioni alla democrazia degli anni Novanta-Duemila. Tra le varie fonti utilizzate nello studio di determinati eventi e processi (come golpes, violazioni ai diritti umani, esilio) emergono per rilevanza le testimonianze orali, vere e proprie fonti ‘autoprodotte’ dallo storico, che stimolano una rinnovata e per quanto possibile rigorosa riflessione sul rapporto tra lo studioso e il suo oggetto di studio, nonché sulle procedure e le metodologie della sua ricerca. Il contesto latinoamericano degli ultimi quarant’anni si presta pertanto come ‘pretesto’ di riflessione, in termini più generali, su questioni di metodo. All’interno di un contenitore di domande ampio e articolato - talvolta non così dissimile da quella che si presume costituisca l’ossatura di qualsiasi lavoro di ricerca - vorrei concentrarmi su un aspetto in particolare, quello della presunta distanza dal proprio oggetto di studio, e maggior ragione considerando la mia appartenenza alle ‘storie di area’. In altri termini, vorrei proporre alcune considerazioni, spesso sotto forma di domanda aperta, sul mio essere “outsider”, per nazionalità e formazione culturale, rispetto all’area tematica e geografica prescelta. Le domande/considerazioni verranno articolate grazie a specifici riferimenti al rapporto con le testimonianze orali, raccolte durante la ricerca di campo e decodificate successivamente: Il rapporto coi testimoni, in particolare, costituirà il nucleo centrale di una serie di interrogativi di carattere etico, politico, deontologico, insiti in tutte le fasi del lavoro: dalla raccolta delle testimonianze alla loro trascrizione, decodifica, uso e diffusione finale, nonché eventuali punti di contatto/comunicazione con esponenti delle proprie storiografie nazionali che con simili tipologie di fonti si sono misurati

    Sviluppo sostenibile e storia internazionale: riflessioni storiografiche, problemi metodologici e visioni politiche

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    Questo saggio si pone due obiettivi principali. Il primo è una ricostruzione storiografica che segue due linee principali: la ricerca storica più recente sul concetto di sviluppo sostenibile e gli studi che collegano i temi che lo caratterizzano ad altri processi storici, in particolare l'evoluzione delle organizzazioni internazionali e dell'integrazione europea. Il secondo è una rilettura di alcuni concetti chiave per la storia internazionale, tenendo conto della penetrazione dello sviluppo sostenibile, come visione e come insieme di obiettivi politici, nell'Onu, nell'Oecd, nella Ce/Ue e in altre istituzioni internazionali. Partendo da alcune questioni metodologiche che introducono il problema complesso del rapporto dello storico con l'evoluzione delle idee e con la loro ricezione da parte degli attori politici, il saggio descrive, nelle sue tappe principali, il percorso storico dello sviluppo sostenibile; le sue declinazioni da parte di politici e funzionari; gli obiettivi, i contorni e persino il lessico che accompagnano questa idea (sicurezza ambientale, bene naturale globale, capitale naturale, qualità della vita, crescita economica, human security)

    Le diverse anime della comunità arabo-sunnita mesopotamica e le relazioni con Londra all'indomani della Prima guerra mondiale

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    Da sempre considerata come uno dei capisaldi sui quali venne eretta la moderna sintesi statuale irachena, la comunità arabo-sunnita della terra dei due fiumi tende generalmente a essere presentata come una realtà schieratasi compatta a fianco di Londra e della corona hashemita d’Iraq sorta nel 1921. Una posizione, questa, figlia del ruolo cruciale giocato da alcuni dei suoi leader di maggior spicco nel consolidamento delle istituzioni del Paese e dalla tradizionale primazia detenuta dalla comunità nel corso dei decenni che precedettero la caduta del regime di Saddam Hussein, ma che non riesce a esprimere la complessità di una realtà ben più eterogenea e frammentata di quanto generalmente descritto. Dietro un’apparente omogeneità di posizioni e intenti, infatti, si celavano una molteplicità di agende e interessi contrapposti ben riflessi dalle posizioni assunte dalle sue diverse anime durante il biennio 1919-1920 e, in particolare, nel corso della grande sollevazione del 1920. Un momento storico di cruciale importanza che ha segnato il destino della terra dei due fiumi, ma che spesso viene descritto come il prodotto di un’opposizione quasi esclusivamente arabo-sciita avente come epicentri il Medio-Basso Eufrate e le principali ‘atabat. Il contributo si propone, quindi, soprattutto attraverso il ricorso a fonti di archivio britanniche, di delineare la complessità delle relazioni interne alla comunità arabo-sunnita irachena all’indomani della fine del Primo conflitto mondiale e di evidenziarne le diverse posizioni nei confronti di Londra

    L'Europa alla (ri)scoperta della Persia: mercanti, avventurieri e religiosi alla corte dei Safavdi

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    La Persia ha da sempre rappresentato un’attrattiva per le potenze europee, sia dal punto di vista economico, sia quale alleato politico-militare strategico in funzione anti-ottomana, soprattutto durante la dinastia safavide (1501-1736). Il fatto che l’impero fosse attraversato da una delle diramazioni della Râh-e abrīšam – la via della Seta – lo rendeva meta di mercanti, in special modo italiani e francesi, alla ricerca di sete, tessuti e gioielli, che avrebbero poi costituito la base di un gusto “orientale” – non anco-ra “orientalista” – una moda, seppur temporanea, che affascinerà non solo le corti, ma anche parte del-la borghesia. Quale alleato strategico sarà invece meta di diplomatici e di avventurieri, i quali, in cam-bio di moderne armi, cercheranno di conquistarsi la fedeltà degli Šāh al potere nel tentativo di realizza-re gli interessi nazionali delle corone europee. Ma la Persia, forte del suo retaggio storico, eserciterà una forza di attrazione anche sul piano culturale. Il desiderio di mutua conoscenza, in un moto biuni-voco – Occidente vs Oriente e viceversa – che si realizzerà attraverso i viaggiatori/mercanti, ma anche grazie agli ordini religiosi mendicanti, inaugurerà una collaborazione duratura che si dipanerà nel corso dei secoli, sino a caratterizzare – sebbene nelle difficoltà di vicende a noi coeve – le relazioni tra l’Iran e l’Europa anche nella contemporaneità

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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