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Massimiliano Mollona, Cristina Papa, Veronica Redini, Valeria Siniscalchi, Antropologia delle imprese: Lavoro, reti, merci, Roma, Carocci, 2021, pp. 220
Book review of Massimiliano Mollona, Cristina Papa, Veronica Redini, Valeria Siniscalchi, Antropologia delle imprese: Lavoro, reti, merci, Roma, Carocci, 2021, pp. 220.Recensione di Massimiliano Mollona, Cristina Papa, Veronica Redini, Valeria Siniscalchi, Antropologia delle imprese: Lavoro, reti, merci, Roma, Carocci, 2021, pp. 220
Oggetti, prodotti, merci
Il capitolo ripercorre le principali tappe della riflessione antropologica
sulle merci. Le discussioni sulla pertinenza o meno della distinzione
tra dono e merce, tra beni inalienabili e beni alienabili, fanno parte
dei grandi dibattiti dell’antropologia economica. L’analisi si sofferma
sulla produzione, poi sulla circolazione: gli oggetti, muovendosi
e cambiando status, rivelano relazioni sociali, rapporti di potere. Il caso
di studio centrale in questo capitolo, che permette di connettere
produzione, circolazione e consumo, è costituito dalle merci del made
in Italy. Seguendo le sorti dei brands destinati ai mercati occidentali,
Redini ripercorre le connessioni tra Italia e paesi dell’Europa dell’Est,
ricostruendo le “catene del valore globale”
Sentimenti al lavoro. Politiche di welfare e affettività
Il capitolo analizza in una prospettiva antropologica il settore del lavoro domestico in cui si concentrano le lavoratrici moldave. L’obiettivo è di mostrare come il tema della salute occupazionale delle migranti debba essere inserito in un quadro analitico che tiene conto dei mutamenti di natura demografica e del mercato del lavoro, delle forme molteplici e disperse assunte dalla famiglia, delle caratteristiche dei servizi socio sanitari e delle richieste a questi rivolte dai cittadini. È infatti nello scenario tratteggiato da questo insieme di fattori che si giustifica una specifica sentimentalizzazione delle relazioni di cura che arriva ad incidere pesantemente sullo stato di salute delle lavoratrici migranti
I cieli e i gironi del lusso. Processi lavorativi e di valorizzazione nelle reti della moda
Un libro «inattuale» che studia quali siano, nel quadro di processi pro- duttivi dispiegati su scala internazionale, le condizioni di lavoro della manodopera impiegata in Italia nella produzione di beni di lusso all’interno del settore della moda.
L’analisi si sviluppa a partire dagli investimenti di grandi gruppi industriali in alcuni distretti italiani, in relazione alla possibilità di realizzare quella che gli autori definiscono una delocalizzazione di prossimità. L’indagine sulle catene di subfornitura a livello locale mostra un ventaglio di condizioni di lavoro molto ampio e solo in parte di pubblico dominio.
Le griffe esibiscono infatti l’artigianalità e le buone retribuzioni delle loro maestranze, occultando il lavoro ripetitivo esternalizzato, a bassi salari, a piccole e medie imprese in cui è consistente la presenza di lavoratori mi- granti e di imprenditori cinesi.
Da una prospettiva inedita e attraverso un lungo percorso di ricerca sul campo, gli autori mettono in luce l’ambivalenza e la complessità di tali fenomeni nel sistema produttivo italiano
Introduzione. Migrazioni, salute e lavoro
Il capitolo analizza la letteratura sulle problematiche di salute che interessano le lavoratrici migranti impiegate prevalentemente nei servizi alla persona, notoriamente altamente femminilizzati e ad elevata intensità lavorativa. Il capitolo presenta i risultati di una ricerca pilota multi-metodo e multi-disciplinare, che per analizzare in profondità il complesso rapporto tra lavoro, salute ed esperienza migratoria si è concentrata
sulle migranti moldave occupate a Padova e dintorni. Si tratta di una questione
scarsamente indagata dagli studi su salute e migrazioni sebbene la letteratura
riconosca le implicazioni del lavoro sulla salute della popolazione migrante
Esaurimento. La sindrome delle lavoratrici domestiche post-sovietiche
Il capitolo si concentra sulla salute mentale delle donne migranti in Italia. Lo studio ha coinvolto 157 donne migranti moldave impiegate in diversi lavori lavori e 30 interviste semi-strutturate interviste con lavoratrici domestiche. L'analisi quantitativa ha dimostrato che le lavoratrici domestiche moldave sono affette da problemi di salute mentale in misura maggiore rispetto alle donne moldave che svolgono altri lavori, e che i fattori scatenanti di questo stato sono gli orari di lavoro non standard e l'essere emigrate principalmente per motivi di lavoro. I dati qualitativi hanno mostrato come la tensione derivante da orari impegnativi si intreccia con l'essere una lavoratrice single
migrante, la cui esperienza è stata fortemente condizionata anche dal fatto di essere madri a distanza e dalla perdita di status sociale. Il capitolo conclude che il regime migratorio di genere e il regime di lavoro costituiscono due determinanti di salute intrecciati e che si rafforzano reciprocamente
Antropologia delle imprese. Lavoro, reti, merci
Da Sheffield, passando per l'Italia e la Romania, fino all'India e alla Cina, le imprese appaiono in costante movimento. Il libro analizza le riconfigurazioni degli spazi delle imprese e delle reti globali in cui esse si situano, le trasformazioni del ruolo delle merci e le forme contemporanee di organizzazione del lavoro. Mostrando l'utilità di uno sguardo antropologico nell'esame della dimensione economica dei fatti sociali, il testo presenta in modo critico alcune prospettive e posizioni teoriche attuali. Rivolto agli studenti ma anche agli antropologi e agli studiosi di altri ambiti, il volume intende stimolare un dialogo interdisciplinare
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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