34 research outputs found

    I documenti dell'abbazia di S. Maria della Grotta di Vitulano (BN) 1200-1250

    No full text
    Il volume contiene l'edizione critica dei documenti inediti dell'abbazia di S. Maria della Grotta di Vitulano, in provincia di Benevento, prodotti tra 1200 e 1250. L'edizione dei documenti, disponibile anche online nella sua versione digitale sul portale Monasterium.net, è stata effettuata attraverso il software MOM-Ca e la successiva codifica in XML/CEI, conforme al metastandard XML definito dal Wold WIde Web Consortium (W3C) ed è stata condotta da diversi editori: Giovanni Araldi, Maria Rosaria Falcone, Paola Massa, Vera Isabell Schwarz-Ricci, Elisa Vendemia, Georg Vogeler, alcuni dei quali ne hanno anche curato la codifica. La curatela dell'opera è stata successivamente condotta da Vera Isabell Schwarz-Ricci, Georg Vogeler e Antonella Ambrosio

    Schedatura dei notai dell'Italia meridionale e insulare dei secc. XIII-XV di cui si conservano i rispettivi registri

    No full text
    <p>L’obiettivo della schedatura dei notai nell'ambito del progetto NotMed (EL NOTARIAT PÚBLIC EN LA MEDITERRÀNIA OCCIDENTAL: ESCRIPTURA, INSTITUCIONS, SOCIETAT I ECONOMIA (SEGLES XIII-XV) - Ministerio de Ciencia e Innovación. PID2019-105072GB-I00 - <a href="https://www.ub.edu/notmed/">https://www.ub.edu/notmed/</a>) era quello di conoscere il numero di volumi in legatura (protocolli notarili, bastardelli, etc.) esistenti nell’Italia meridionale e insulare per i secoli medievali e di creare una base per ulteriori ricerche.</p> <p>Hanno contribuito:</p> <p>Giuliano Capriolo, Andrea Casalboni, Gemma Teresa Colesanti, Martina Del Popolo, Corinna Drago, Alessandro Gaudiero, Antonio Macchione, Eleni Sakellariou, Daniela Santoro, Vera Isabell Schwarz-Ricci, Chiara Sciarroni, Alessandro Soddu, Maria Elisabetta Vendemia, Elisa Turrisi e Maurizio Vesco.</p> <p>NB.</p> <ul> <li>       Nella dicitura “volumi in legatura” rientrano sia veri e proprio protocolli notarili sia bastardelli sia fascicoli rilegati.</li> <li>       Il limite cronologico è l’anno 1500, tuttavia nei casi di notai che iniziano a rogare nella seconda metà del ‘400 sono confluiti nel censimento anche i registri dei primi decenni del ‘500.</li> <li>       Per ogni notaio è stata compilata una singola scheda, tranne in due casi nei quali i protocolli si conservano in due istituzioni diverse.</li> <li>       I volumi miscellanei sono stati conteggiati e schedati con una nota specifica inserita nel campo commento.</li> <li>       È da tener presente che la base di rilevamento è eterogenea: alcune indicazioni si basano sull’esame autoptico del materiale, altre sulle indicazioni dell’inventario on line dell’archivio o su lavori pubblicati in precedenza. Per questo motivo si consiglia di consultare sempre le osservazioni del compilatore nel campo commento e le indicazioni sulla fonte dell’informazione.</li> </ul&gt

    Documenti e archivi ecclesiastici in MOMCA sul portale Monasterium.Net

    No full text
    L'intervento ha fornito una panoramica dei documenti e degli archivi ecclesiastici europei presenti sul portale Monasterium.Net indagandone caratterstiche, potenzialità di ricerca, e sviluppi per il futur

    Introduzione: “Fonti archivistiche medievali nel digitale. La sfida di trattare e visualizzare dati semi-strutturati”

    No full text
    The webinar Medieval archival sources in the digital world. The challenge of treating and visualizing semi-structured data, organized by the Laboratorio di Cultura Digitale and the head of the Engineering Historical Memory project, was held on 22-23 June 2020. This thematic dossier aims to offer a brief account of the results of the workshop held on a virtual platform, with particular attention to future collaboration and experimentation initiatives in the field of processing and extracting information from semi-structured editions of archival documents. Advanced functionalities of this type are in fact essential to broaden the use of digital editions of archival sources and other written documents, making them more flexible and open to algorithms' reading tools. The central problem concerns the relationship between coding and the creation of interfaces that are as simple and immediate as possible, in which the user (human or artificial) can intuitively access.Nei giorni 22-23 giugno 2020 si è tenuto il webinar Fonti archivistiche medievali nel digitale. La sfida di trattare e visualizzare dati semi-strutturati, organizzato dal Laboratorio di Cultura Digitale e dal responsabile del progetto Engineering Historical Memory. Questo dossier tematico vuole offrire un breve resoconto dei risultati del workshop tenuto su piattaforma virtuale, con particolare attenzione per quanto riguarda future iniziative di collaborazione e sperimentazione nel campo dell’elaborazione ed estrazione di informazioni da edizioni semi-strutturate di documenti archivistici. Funzionalità avanzate di questo tipo sono infatti essenziali per ampliare la fruizione delle edizioni digitali di fonti archivistiche e di altri documenti scritti, rendendole strumenti di ricerca più flessibili ed aperti alla lettura da parte di algoritmi. Il problema centrale riguarda il rapporto tra la codifica e la creazione di interfacce quanto più possibile semplici ed immediate, in cui l’utente (umano o artificiale) possa accedere intuitivamente

    Fonti archivistiche medievali nel digitale. La sfida di trattare e visualizzare dati semi-strutturati

    No full text
    Nei giorni 22-23 giugno 2020 si tenuto il webinar “Fonti archivistiche medievali nel digitale. La sfida di trattare e visualizzare dati semi-strutturati”, organizzato dal Laboratorio di Cultura Digitale1 e dal responsabile del progetto Engineering Historical Memory2. Questo intervento vuole offrire al pubblico di AIUCD 2021 un breve resoconto dei risultati del workshop tenuto su piattaforma virtuale, con particolare attenzione per quanto riguarda future iniziative di collaborazione e sperimentazione nel campo dell’elaborazione ed estrazione di informazioni da edizioni semi-strutturate di documenti archivistici. Funzionalit avanzate di questo tipo sono infatti essenziali per ampliare la fruizione delle edizioni digitali di fonti archivistiche e di altri documenti scritti, rendendole strumenti di ricerca pi flessibili ed aperti alla lettura da parte di algoritmi. Il problema centrale riguarda il rapporto tra la codifica e la creazione di interfacce quanto pi possibile semplici ed immediate, in cui l’utente (umano o artificiale) possa accedere intuitivamente

    Lateinische Zeugenverhöre aus dem Unteritalien des 13. Jahrhunderts

    No full text
    Bruchstücke mittelalterlicher Enqueten aus Unteritalien : ein Beitrag zur Geschichte der Hohenstaufen / von Eduard Sthamer (1933) https://digital.ub.uni-paderborn.de/ihd/content/titleinfo/6744415 Auch Konradin-Freunde kommen auf ihre Kosten. Update zum Thema Konradin: OPEN ACCESS Konradin (1252–1268): Eine Reise durch Geschichte, Recht und Mythos, eds. Giovanni Vitolo and Vera Isabell Schwarz-Ricci (@heiUP_HD, November 2022)https://t.co/AT2mquT2nMhttps://t.co/mo3LZCV6J3#medievaltwitter #medi..

    Konradin (1252–1268)/ Corradino di Svevia (1252–1268)

    No full text
    Die schon zu Lebzeiten durch Anhänger und Unterstützer begonnene Mythisierung Friedrichs II. und seines Enkels Konradin hat sich im Laufe der Zeit nicht nur in Deutschland, sondern auch in Süditalien mit überraschenden Folgen lebendig erhalten. So war nämlich die Erinnerung an Konradin in dem kleinen Ort Aliano in der Provinz Matera (Basilikata) selbst zu Zeiten Carlo Levis, der dort während des Faschismus im Exil lebte, fassbar – man sprach vom letzten Staufer wie von einem Nationalhelden und betrauerte noch immer seinen Tod. Abgesehen vom menschlichen Mitgefühl, das der Tod eines Jünglings in besonderem Maße weckt, gibt der unglückliche Versuch Konradins, seine Erbansprüche auf das Königreich Sizilien geltend zu machen, immer wieder Anlass zu historiografischer Debatte. Denn er ermöglicht einen Einblick in die politischen Prozesse, die zu diesem Zeitpunkt nicht nur im Gebiet des Heiligen Römischen Reiches, zu dem Mittel- und Norditalien gehörten, vonstattengingen, sondern auch in den mit dem Reich interagierenden politischen Formationen, darunter das Königreich Sizilien. Der Band ist das Resultat einer Konferenz, die anlässlich des 750. Jahrestages der Hinrichtung Konradins und seiner adligen Gefährten 2018 an der Universität Neapel Federico II gehalten wurde

    Konradin (1252–1268)/ Corradino di Svevia (1252–1268)

    No full text
    Die schon zu Lebzeiten durch Anhänger und Unterstützer begonnene Mythisierung Friedrichs II. und seines Enkels Konradin hat sich im Laufe der Zeit nicht nur in Deutschland, sondern auch in Süditalien mit überraschenden Folgen lebendig erhalten. So war nämlich die Erinnerung an Konradin in dem kleinen Ort Aliano in der Provinz Matera (Basilikata) selbst zu Zeiten Carlo Levis, der dort während des Faschismus im Exil lebte, fassbar – man sprach vom letzten Staufer wie von einem Nationalhelden und betrauerte noch immer seinen Tod. Abgesehen vom menschlichen Mitgefühl, das der Tod eines Jünglings in besonderem Maße weckt, gibt der unglückliche Versuch Konradins, seine Erbansprüche auf das Königreich Sizilien geltend zu machen, immer wieder Anlass zu historiografischer Debatte. Denn er ermöglicht einen Einblick in die politischen Prozesse, die zu diesem Zeitpunkt nicht nur im Gebiet des Heiligen Römischen Reiches, zu dem Mittel- und Norditalien gehörten, vonstattengingen, sondern auch in den mit dem Reich interagierenden politischen Formationen, darunter das Königreich Sizilien. Der Band ist das Resultat einer Konferenz, die anlässlich des 750. Jahrestages der Hinrichtung Konradins und seiner adligen Gefährten 2018 an der Universität Neapel Federico II gehalten wurde.La mitizzazione di Federico II e del nipote Corradino, iniziata quando erano ancora in vita ad opera dei loro sostenitori e aderenti, si è mantenuta inalterata nel corso del tempo sia in Germania sia Italia meridionale, e qui con esiti sorprendenti. Corradino era infatti ricordato nei primi decenni del Novecento nel piccolo centro di Aliano in provincia di Matera, dove Carlo Levi visse durante il Fascismo da confinato politico e dove dell’ultimo Svevo si parlava come di un eroe nazionale e si piangeva la morte. A prescindere dalla pietà umana, che scatta soprattutto quando la morte colpisce un adolescente, lo sfortunato tentativo di Corradino di far valere i suoi diritti ereditari sul Regno di Sicilia continua ad alimentare il dibattito storiografico, perché fornisce uno spiraglio di intelligibilità sui processi politici allora in corso non solo nell’area dell’Impero romano-germanico, di cui faceva parte l’Italia centro-settentrionale, ma anche in quella delle formazioni politiche che con esso si trovarono di volta in volta ad interagire, tra cui il Regno di Sicilia. Il volume è frutto del convegno tenutosi nel 2018 presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in occasione del 750° anniversario dell’esecuzione di Corradino e dei suoi nobili compagni
    corecore