305,857 research outputs found

    Le carte di Giuseppe Turcato presso la Biblioteca Civica di Verona

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    Il saggio è il risultato di un approfondito lavoro di riordino e catalogazione dell'archivio privato di Giuseppe Turcato (1913-1996), donato dalla famiglia alla Biblioteca Civica di Verona nel 1997. Turcato fu uno dei principali responsabili della rivalutazione dello scrittore veronese Emilio Salgari, della cui opera era profondo conoscitore ed estimatore. Il saggio è composto da tre sezioni: "Giuseppe Turcato: la vita e le opere" (Sara Dalla Montà), nel quale si ricostruisce la biografia dello studioso veneziano; "Il carteggio" (Elena Pastori), dedicato alla fitta corrispondenza intrapresa da Turcato con gli amici salgariani e con alcuni intellettuali suoi contemporanei, "Le 'Testimonianze'. Sulle tracce di Salgari" (Matteo Rima), in cui si analizza una serie di lettere – le cosiddette "Testimonianze" – in cui scrittori e intellettuali condividono con Turcato i propri ricordi e le proprie opinioni sull'opera di Salgari

    Balla, Turcato, Manzoni, Castellani

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    La ricostruzione della linea astrattista del secondo dopoguerra a partire dalla fortuna di Giacomo Ballo sino a Turcato e agli esiti di Enrico Castellani, attraverso le opere della collezione Giorgio Franchetti

    Le Archeidi di Giulio Turcato problematiche conservative e proposte di intervento

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    Le Archeidi, gruppo scultoreo composto da cinque elementi realizzati con laminati di ferro a struttura tubolare assemblati artigianalmente, sono alte circa quattro metri e il loro ingombro varia tra gli ottanta e i novanta centimetri. Vennero realizzate da Giulio Turcato nel 1989 per la città di Salerno, in occasione della prima edizione di “Salerno Incontri d’Arte”, parallelamente alla mostra “Giulio Turcato per/Corso”, tenutasi in tre gallerie della città “La Bottegaccia”, “Il Catalogo” e “La Seggiola”. Il gruppo scultoreo era composto da quattro elementi che erano stati scherzosamente definiti dal maestro “aculei” e da un quinto che ricordava le sembianze di un “fiore”. Purtroppo, appena le opere vennero collocate lungo il percorso cittadino, una subì un atto vandalico mentre un’altra venne trafugata. Le cinque sculture furono realizzate, seguendo il progetto dell’artista, nella bottega di un fabbro salernitano e successivamente trattate cromaticamente. Le ragioni principali del degrado delle Archeidi sono legate alla collocazione in ambiente esterno e al fatto che l’aspettativa di vita dei materiali utilizzati non garantisce la durabilità del gruppo scultoreo. Quattro strutture, di proprietà del Comune di Salerno, si presentano oggi in un precario stato di conservazione, aggravato dall’umidità dello spazio dove sono conservate. Ad un’osservazione preliminare si riscontra un viraggio completo dei colori e la presenza diffusa di ruggine. Le opere, dopo un accurato intervento di restauro, attendono di trovare una nuova collocazione che risponda alle necessità di una buona conservazione e al tempo stesso alla natura di “opera ambientale” così come ideata dall’artista

    Giulio Turcato: oltre la logica comune. Un approfondimento della serie tematica dei Comizi

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    La presente tesi di laurea magistrale indaga un periodo complesso della storia dell'arte italiana: il dopoguerra. Molti sono gli artisti che con le loro opere hanno cercato di dare forma a questi anni così densi di cambiamenti sociali e politici, di desiderio di riscatto e partecipazione dopo la rigidissima censura e le ingenti restrizioni patite durante il ventennio fascista. All’interno del nutrito gruppo di figure artistiche che hanno scelto la Capitale come sede delle loro ricerche spicca la personalità di Giulio Turcato, originario di Mantova ma romano d’adozione. L’elaborato porta il titolo Giulio Turcato: oltre la logica comune. Un approfondimento della serie tematica dei Comizi, evidenziando da una parte la tendenza tipica del pittore a procedere in modo del tutto indipendente rispetto all’arte coeva, dall’altro mettendo in luce l’argomento di approfondimento selezionato: i Comizi che l’artista dipinse a partire dal 1948 fino al 1987. Ricostruire la vita e la carriera di Turcato (che nasce nel 1912 e muore nel 1995) equivale a ripercorrere alcuni dei movimenti artistici più importanti a cui il pittore ha dato vita o preso parte e ricordare momenti storici significativi. Giulio Turcato esordisce come artista figurativo, stile da cui si distacca progressivamente fino a sviluppare un’idea di astrazione basata sul colorismo emotivo, sulla tensione forma/colore protesa verso nuovi orizzonti. La scelta di trattare ed approfondire i Comizi nasce dall'idea che in queste opere sia possibile cogliere il senso dell’opera di Turcato, il suo procedere partendo dalla tradizione delle prime avanguardie fino a giungere a esiti pittorici depurati di ogni elemento illustrativo, sublimati in forme astratte autonome dai colori vibranti, realizzando così una tra le più autentiche testimonianze di astrattismo in Italia. Poco si sa di questi Comizi, i più famosi sono citati nei cataloghi dell’artista ed esposti alle principali mostre che celebrano la sua carriera ma molti altri sono pressoché ignoti, seppure sia fatto riconosciuto che l’artista dedicò buona parte della sua carriera alla loro realizzazione. Questo ha motivato lo svolgimento di un tipo di ricerca autonoma che si è svolta per una parte importante direttamente all’Archivio Turcato di Roma, dove la famiglia dell’artista, che ancora oggi si occupa di preservare il ricordo del lavoro di Turcato, ha permesso di entrare in contatto con i Comizi che sono stati registrati: tredici tele, sette schizzi preparatori e alcune litografie e acquetinte. Nonostante le informazioni siano ancora frammentarie, è stato possibile proporre una ricostruzione cronologica di questa serie tematica, calando ogni opera nel complesso contesto storico in cui venne realizzata, mettendo in luce ipotetiche fonti di ispirazione o confronti che potrebbero aver contribuito all’ideazione di queste immagini e ripercorrendo la nascita di una delle più interessanti testimonianze di libertà espressiva e creativa del dopoguerra

    Novos Olhares sobre o Anarquismo - Entrevista com Davide Turcato

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    Davide Turcato é doutor em História pela Simon Fraser University, do Canadá, tendo desenvolvido uma abordagem paradigmática para a perspectiva transnacional sobre o tema. A entrevista se estrutura  em três eixos: avaliação da abordagem transnacional adotada na recente historiografia do anarquismo, reflexões metodológicas e tópicos de investigação presentes em suas pesquisas e, por fim, explicações sobre a atualidade do pensamento anarquista de Malatesta e o desenvolvimento do trabalho de resgate de suas obras completa

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Le sorgenti calcaree pietrificanti in Liguria: dati preliminari

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    dispetto delle piccole dimensioni, le sorgenti sono habitat di grande valore ecologico che, specialmente negli ambienti aridi, influenzano significativamente l’ecosistema circostante (Odum 1971, Cartwright et al. 2020). Le sorgenti calcaree pietrificanti, fitosociologicamente riferibili all’alleanza Cratoneurion commutati Kotch. 1928, sono caratterizzate essenzialmente da tre fattori: l’origine sorgiva delle acque, la deposizione attiva di calcare e la peculiare vegetazione. Attualmente il “Cratoneurion” è l’unico habitat legato alle sorgenti protetto dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” in Italia, essendo riconosciuto come habitat di interesse comunitario prioritario ‐Cod.7220* “Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion)”. A causa della difficoltà di individuazione e delle dimensioni spesso molto piccole delle tessere, la sua presenza è frequentemente sottostimata. Ad esempio, nel database cartografico di Regione Liguria, fino al 2021, erano presenti solo 16 siti nelle Alpi Liguri. È perciò in corso la ricerca di nuovi siti su tutto il territorio ligure e lo studio della vegetazione presente in essi, composta in maggioranza da muschi ed epatiche, ma ospitante anche alcune piante vascolari di pregio (Zeichmeister, Mucina 1994, Mariotti 2008). Grazie alle indagini cartografiche basate sull’elaborazione di dati di litologia, carsismo, geomorfologia, quota e segnalazioni floristiche storiche di specie spesso associate all’habitat (principalmente Pinguicula vulgaris L.), si è riusciti ad individuare alcune aree di presenza potenziale dell’habitat; l’esplorazione in campo ha quindi portato all’individuazione di 61 siti potenzialmente riconducibili al “Cratoneurion”, ubicati principalmente in provincia di Imperia e Savona, attualmente sotto studio mediante rilievi vegetazionali. Lo scopo primario del lavoro è quello di creare un database georeferenziato che renda possibile una valutazione sullo stato di conservazione ed eventualmente l’organizzazione di interventi di gestione da parte degli enti gestori delle aree protette. A fronte dei rilievi eseguiti, di cui non è ancora terminata l’identificazione dei campioni, sono già state individuate quattro specie non più segnalate in Liguria: due muschi, un’epatica e una pianta vascolare. Questo sottolinea la mancanza di conoscenze sulla biodiversità delle sorgenti in Liguria e in generale nell’area biogeografica mediterranea (Pascual et al. 2020), che necessiterebbe di ulteriori indagini sotto questo aspetto
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