1,721,047 research outputs found

    Corrigendum to “Tregs and Th17 lymphocytes in human DYRK1A haploinsufficiency” [Immunol. Lett. 214 (2019) 52–54](S0165247819302342)(10.1016/j.imlet.2019.08.003)

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    The authors regret for not publishing the correct order of authors in the original article. The correct authorship is: Valencic E, Todaro F, Piscianz E, Sirchia F, Spinelli AM, Tommasini A, Badolato R, Faletra F. The authors apologise for the inconvenience caused

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Atherosclerosis and Its Related Laboratory Biomarkers

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    Atherosclerosis constitutes a persistent inflammatory ailment, serving as the predominant underlying condition for coronary artery disease (CAD), peripheral artery disease (PAD), and cerebrovascular disease. The progressive buildup of plaques within the walls of medium- and large-caliber arteries characterizes the atherosclerotic process. This accumulation results in significant narrowing that impedes blood flow, leading to critical tissue oxygen deficiency. Spontaneous blockage of thrombotic vessels can precipitate stroke and myocardial infarction, which are complications representing the primary global causes of mortality. Present-day models for predicting cardiovascular risk incorporate conventional risk factors to gauge the likelihood of cardiovascular events over a ten-year span. In recent times, researchers have identified serum biomarkers associated with an elevated risk of atherosclerotic events. Many of these biomarkers, whether used individually or in combination, have been integrated into risk prediction models to assess whether their inclusion enhances predictive accuracy. In this review, we have conducted a comprehensive analysis of the most recently published literature concerning serum biomarkers associated with atherosclerosis. We have explored the potential utility of incorporating these markers in guiding clinical decisions

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Tecnologie sostenibili per la bonifica in situ di sedimenti marini contaminati: il capping reattivo

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    Tra le differenti opzioni di trattamento in situ di sedimenti marini contaminati, il capping reattivo risulta essere una delle alternative meno costose e maggiormente compatibili con i diversi comparti ambientali. La tecnologia consiste nel porre, sopra ad un deposito contaminato, una copertura (cap) costituita da uno o più strati di materiali puliti (naturali e/o sintetici) con particolari caratteristiche chemo-idro-meccaniche, allo scopo di isolare i sedimenti dall'ambiente circostante e/o degradarli e, quindi, ridurre l'estensione della contaminazione e il rischi odi esposizione ai contaminanti. Il presente lavoro presenta uno studio sperimentale preliminare, atto a valutare l'applicabilità di un intervento in situ mediante l'utilizzo di materassini reattivi permeabili (Reactive Core Mats, RCM), contenenti carbone attivo o organoclay. La sperimentazione, condotta presso il Laboratorio di Chimica e Tecnologie Ambientali (LCTA) del Politecnico di Bari, ha previsto l'esecuzione di test di trattabilità in colonna su sedimenti marini del S.I.N. di Taranto, contaminati da metalli (As, Hg, Pb, Cu, etc.), Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) e Policlorobifenili (PCB). I test in colonna, eseguiti sotto differenti condizioni idrauliche, hanno permesso di studiare la migrazione degli inquinanti dal sedimento alla colonna d'acqua e di valutare l'efficienza del sistema di contenimento/trattamento proposto

    Tecnologie sostenibili per la bonifica in situ di sedimenti marini contaminati: il capping reattivo

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    Tra le differenti opzioni di trattamento in situ di sedimenti marini contaminati, il capping reattivo risulta essere una delle alternative meno costose e maggiormente compatibili con i diversi comparti ambientali. La tecnologia consiste nel porre, sopra ad un deposito contaminato, una copertura (cap) costituita da uno o più strati di materiali puliti (naturali e/o sintetici) con particolari caratteristiche chemo-idro-meccaniche, allo scopo di isolare i sedimenti dall'ambiente circostante e/o degradarli e, quindi, ridurre l'estensione della contaminazione e il rischi odi esposizione ai contaminanti. Il presente lavoro presenta uno studio sperimentale preliminare, atto a valutare l'applicabilità di un intervento in situ mediante l'utilizzo di materassini reattivi permeabili (Reactive Core Mats, RCM), contenenti carbone attivo o organoclay. La sperimentazione, condotta presso il Laboratorio di Chimica e Tecnologie Ambientali (LCTA) del Politecnico di Bari, ha previsto l'esecuzione di test di trattabilità in colonna su sedimenti marini del S.I.N. di Taranto, contaminati da metalli (As, Hg, Pb, Cu, etc.), Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) e Policlorobifenili (PCB). I test in colonna, eseguiti sotto differenti condizioni idrauliche, hanno permesso di studiare la migrazione degli inquinanti dal sedimento alla colonna d'acqua e di valutare l'efficienza del sistema di contenimento/trattamento proposto

    ZEN 2 e la maturazione del dibattito sul progetto urbano della casa in Spagna e Portogallo

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    Il saggio si propone di ripercorre alcune delle tappe dell’apertura internazionale che orienta la rifondazione della cultura architettonica delle nazioni europee all’interno di riferimenti precisi e di ambiti geografici e temporali definiti: nel periodo cruciale che va dagli anni Cinquanta ai primi anni Settanta, nel campo circoscritto ma significativo del rapporto che l’Italia attiva con Spagna e Portogallo (tre nazioni avvicinate dalle condizioni culturali, economiche e geografiche e dalle differenze storico-politiche), intorno a quattro figure – Gregotti, Bohigas, Portas e Siza – a loro volta accomunate (più di altre) dalla volontà di rielaborazione critica senza discontinuità del Movimento Moderno e su un tema, quello del progetto urbano della casa, che vede nella fine degli anni Sessanta un soglia decisiva. A partire dagli anni Cinquanta viene progressivamente condiviso a livello europeo l’obiettivo di ragionare l’architettura in termini di disegno urbano privilegiando l’assetto insediativo al singolo episodio. I progetti di ZEN 2, Pals e Bouça sembrano , in questa chiave, avvicinarsi per l’analoga preferenza per l’impianto morfologico rispetto all’elemento tipologico e per la stessa intenzione di strutturare il progetto a partire dall’organizzazione di un sistema gerarchico di spazi pubblici. L’esito architettonico dei tre interventi presenta alcuni elementi di affinità proprio in ragione di questa condiviso approccio alla “casa in forma di città”
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