1,704 research outputs found

    Staley, Roberta

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    currentAcademic Biography BA (University of Calgary) Diploma Journalism (Grant MacEwan) MA Liberal Studies (Simon Fraser University) Roberta Staley is an author, a magazine editor and writer, and a documentary filmmaker who has reported from such places as Afghanistan, Papua New Guinea, Kenya, El Salvador, Haiti, Colombia, Cambodia, South Africa, Israel, and New Zealand. She currently edits Enterprise magazine, and is a contributor to BC Business, the South China Morning Post Magazine, Ms. Magazine, Trek, the Canadian Chemical News, Corporate Knights, and Sculpture, among others. She is also a columnist for Just for Canadian Doctors/Dentists magazines. Roberta has published her first book, titled Voice of rebellion : how Mozhdah Jamalzadah brought hope to Afghanistan. It is a biography of Afghan-Canadian human rights activist Mozhdah Jamalzadah

    Postface. Pour une esthétique hétéronome et plurielle

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    By discussing the essays collected in the volume, Roberta Dreon's paper focuses on the reasons that justify the very idea of a pragmatist aesthetic. This is done by considering that the association between the traditional, contemplative, disinterested, and anti-instrumental conception of aesthetic experience seems to preclude the possibility of characterizing it in practical or pragmatic terms. The author argues that this is achieved on the one hand by a rethinking of the very notion of the "aesthetic" found in the philosophies of James and Dewey. This allows for supporting the idea that artistic practices are grounded in ordinary experience, and particularly in their aesthetic-qualitative aspects. On the other hand, the author argues that Dewey's aesthetics was convincingly pragmatist to the extent that it lucidly focused on the consequences of the autonomist conception of art and proposed a continuist, meliorist, and pluralist alternative capable of providing effective contributions to democratic and inclusive development

    È possibile una teoria della razionalità? Il contributo di Hilary Putnam

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    Secondo Putnam argomentare sulla natura della razionalità è l’attività per eccellenza dei filosofi. Sulla traccia di Putnam, l’autore esamina le principali teorie della razionalità presenti nel pensiero contemporaneo. Tali concezioni hanno il difetto di essere unilaterali, mentre la nozione di razionalità si rivela complessa, quindi una teoria della razionalità è possibile, benché non possa essere definitiva. In seguito l’autore cerca di individuare le caratteristiche fondamentali che competono alla razionalità, in opposizione tanto alla concezione positivista quanto al relativismo.According to Putnam, arguing about the nature of rationality is the typical task of philosophers. Following Putnam, in this paper the author examines the main theories of rationality to be found in contemporary thought. Whereas such views betray their own one-sidedness, the idea of rationality is very complicated. As a consequence, a theory of rationality is possible, but cannot be definitive. Furthermore, the author tries to highlight the chief features pertaining to rationality, opposing positivsm as well as relativism

    First person - Roberta Besio

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    First Person is a series of interviews with the first authors of a selection of papers published in Disease Models & Mechanisms (DMM), helping early-career researchers promote themselves alongside their papers. Roberta Besio is first author on 'Cellular stress due to impairment of collagen prolyl hydroxylation complex is rescued by the chaperone 4-phenylbutyrate', published in DMM. Roberta is a postdoc in the lab of Antonella Fortino at University of Pavia, Italy, investigating collagen and genetic diseases of the connective tissue

    Family altruism and incentives

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    The author builds on the altruistic model of the family, to explore the strategic interaction between altruistic parents, and selfish children, when children's efforts are endogenous. If there is uncertainty about the amount of income the children will realize, and if parents have imperfect information, the children have an incentive to exert little effort, and to rely on their parent's altruistically motivated transfers. Because of this, parents face a tradeoff between the insurance that bequests implicitly provide their children, and the disincentive to work prompted by their altruism. The author shows that if parents can credibly commit to a pattern of transfers, they will choose not to compensate children in bad outcomes, as much as predicted by the standard (no uncertainty, no asymmetric information) dynastic model of the family. Alternatively, parents may choose to forgo any insurance, and offer a fixed level of bequest, to elicit greater effort from their children. The optimal transfers structure that the author derives, reconciles the predictions of the altruistic family model, with much of the existing evidence on inter-generational transfers, which suggests that parents compensate only partially, or not at all, for earnings differentials among their children. Moreover, the author shows that Ricardian equivalence holds in this setup, except when non-negativity constraints are binding.Economic Theory&Research,Environmental Economics&Policies,Health Economics&Finance,Educational Sciences,Safety Nets and Transfers

    Valutazione della qualità e autenticità alimentare tramite determinazione di ammine biogene

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    I temi di sicurezza,qualità ed autenticità rivestono ad oggi un ruolo fondamentale riguardo l’alimentazione. La richiesta di chiare informazioni su un prodotto alimentare è dovuta a una maggiore consapevolezza del consumatore, che tramite i moderni mezzi di comunicazione è sempre più istruito rispetto ai concetti di qualità e sicurezza e sull’impatto che il cibo ha sulla salute umana. Accanto ai metodi ufficiali per il controllo della qualità di un alimento e per la verifica dell’autenticità, nel corso degli anni l’attenzione si è spostata verso la ricerca di marker molecolari di prodotto o di processo in grado di caratterizzare un alimento tramite l’uso di metodiche analitiche veloci, affidabili e molto sensibili. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di verificare la possibilità di usare le ammine biogene, contaminanti naturali, per determinare la qualità e l’autenticità di alcune matrici alimentari. Questi composti possono essere presenti sia in alimenti freschi, poiché endogeni, sia in alimenti trasformati in cui si formano per degradazione enzimatica, ad opera microbica, degli aminoacidi presenti. Le procedure di identificazione e quantificazione sono quindi molto importanti, perché alcuni di questi contaminanti sono potenzialmente tossici per la salute dell’uomo e inoltre sono considerati come indicatori di freschezza, qualità e anche di l'autenticità alimentare. Il profilo e il livello di 11 ammine biogene sono stati valutati nei succhi di frutta (mela, pompelmo, arancia e ananas) e nettari di frutta (albicocca, pesca e pera), nella carne in scatola e in alcuni pesci di lago mediante cromatografia HPLC/FD dopo derivatizzazione con cloruro di dansile. Per tutte le matrici considerate, prima di questo studio, nessuna informazione sul contenuto di ammine biogene era presente in letteratura. L'applicazione di strumenti chemiometrici come la Cluster Analysis (CA) e l’analisi delle componenti principali (PCA) sui profili delle ammine biogene dei campioni di succo ha permesso di raggruppare i succhi in base al frutto di origine. Inoltre, un modello matematico ad elevata capacità predittiva di classificazione (espressa come % di campioni correttamente classificati) per i succhi di frutta è stato ottenuto tramite una analisi discriminante lineare (LDA): arancia (100%), ananas (100%), pompelmo (80%) e mela (70%). Questo studio rappresenta quindi un punto di partenza per considerare il contenuto di ammine biogene come marker di autenticazione per i succhi di frutta, per cui una tipica frode commerciale consiste nell’aggiungere succhi di frutta diversi da quelli dichiarati in etichetta poiché più economici. Riguardo i campioni di carne bovina in scatola, sono state considerate due diverse tipologie: carne in scatola con gelatina e carne in scatola spalmabile (con differenti % di grassi, come dichiarato nelle etichette). Il basso contenuto di ammine biogene in questi campioni, indicante prodotti di qualità, è correlato alla tecnologia di trasformazione, che richiede alte temperature per la cottura di carni e per la fase di sterilizzazione. E’ stata trovata, inoltre, una correlazione negativa tra i grassi e il contenuto ammine biogene; questo è stato spiegato in quanto più alto è il contenuto di grassi più bassa è la disponibilità di acqua libera, di fondamentale importanza per la crescita di microrganismi produttori di ammine. L'ultima tipologia di campioni considerati sono il pesce Persico (lates nicotilus) e Coregone (Coregonus lavaretus). Per questo tipo di campioni è stata seguita l'evoluzione del contenuto di ammine biogene per cinque giorni consecutivi, utilizzando come tecniche di conservazione la refrigerazione e il surgelamento. In entrambe le tipologie di pesce è stata riscontrata una bassa concentrazione di ammine; l’istamina, ammina più pericolosa per la salute umana, non è mai stata determinata. Durante il periodo di conservazione sono stati calcolati due indici: QI (indice di qualità) e BAI (indice di ammine biogene). Solo l’indice BAI può essere proposto come indice valido per la valutazione della freschezza e la qualità dei pesci analizzati perché subisce un incremento statisticamente significativo durante il periodo di conservazione considerato

    A imagem de Alessandro Baricco no Brasil

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    Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão, Programa de Pós-Graduação em Estudos da Tradução, Florianópolis, 2013.Com a intenção de delinear o modo pelo qual o escritor italiano Alessandro Baricco se inseriu no sistema literário brasileiro e os caminhos percorridos pelos seus livros traduzidos, esta dissertação dá voz às experiências tradutórias de seus tradutores. A inserção de Bariccono Brasil tem seu início em 1997, através de uma proposição da Profa. Dra. Roberta Barni à editora Iluminuras da tradução de Oceano Mare. A partir daí, outras sete obras foram publicadas no Brasil, sendo três delas traduzidas por Roberta Barni e as outras quatro por quatro tradutores diferentes. De um lado, considera-se o tradutor como figura principal namediação entre culturas, e, de outro, se analisa a realidade desta figuradentro do sistema literário, sua invisibilidade, seus limites e o exercíciode sua profissão. A pesquisa conta, ainda, com críticas e resenhas referentes ao autor italiano publicadas em jornais consagrados no Brasil, considerando estas como parte constituinte da imagem de Baricco refletida em território nacional. Abstract : Intending to delineate the way the Italian writer Alessandro Baricco has been inserted in the Brazilian literary system and the paths his translated books have followed, this thesis gives voice to the translating experiences of his translators. Baricco's insertion in Brazil began in 1997, through a personal project of Dr. Roberta Barni, with her translation of Oceano Mare. Since then, seven other of his works have been published in Brazil, three of which were translated by Roberta Barni and the other four by four different translators. On the one hand,the translator is considered as the main figure in mediation betweencultures and, on the other, this figure's reality is analyzed within theliterary system: its invisibility, its limits and its professional practice. Criticisms and reviews of this Italian author published in well established Brazilian newspapers are also considered, with the understanding that they are part of Baricco's image reflected here
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