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    Introduzione

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    Introduzione al volume "Vulnerabilità in età adulta. Uno sguardo pedagogico". Vengono definiti i contenuti del testo e la sua struttura: la prima parte è dedicata all'inquadramento storico e teorico della vulnerabilità in età adulta (contributi di Cornacchia, Secci e Tramma); la seconda parte affronta il tema delle transizioni verso l'età adulta (contributi di Biasin, Dato e Chianese); la terza parte presenta le "normali" fatiche dell'essere adulti (contributi di Madriz, Gasperi, Brambilla e Luppi); la quarta parte, infine, illustra forme di vulnerabilità determinate da eventi o circostanze (contributi di Marescotti, Oggionni, Agostinetto e Kanizsa)

    Presa in carico

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    La voce di dizionario Presa in carico è ragionata nel contesto delle professioni di aiuto. Dopo una necessaria contestualizzazione nell'attuale sistema di welfare, il contributo propone una riflessione sul senso delle parole "presa in carico" dei problemi e delle difficoltà i una persona o un nucleo familiare e su come l'approccio che guida la relazione di aiuto incida sulla possibilità che le persone divengano protagoniste attive nella presa in carico dei propri problemi

    Advocacy

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    La voce di dizionario Advocacy descrive l'evoluzione del concetto di rappresentanza dei diritti delle persone e degli utenti dei servizi nel contesto delle professioni di aiuto. Viene descritto il concetto di advocacy di sistema e di advocacy di caso ed i principi di riferimento del lavoro di un operatore nel mettere in atto interventi di advocacy a sostegno di persone in difficoltà o gruppi di minoranza

    Teoria/Pratica

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    Il rapporto tra sapere teorico e prassi nel lavoro educativo. Particolare attenzione all'ambito della pedagogia sociale, al lavoro degli educatori nei servizi extrascolastici, alla persona, socio-educativi, assistenziali e sanitari. Discussione critica del rapporto tra teoria e prassi nella formazione degli educator

    Le fatiche dell'adulto caregiver

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    Il saggio è collocato in un collettaneo che affronta in chiave pedagogico-educativa aspetti della vita adulta particolarmente critici e problematici. Nello specifico, tratta delle fatiche del caregiving nei confronti di un familiare che ha perso o non ha mai avuto la capacità di vivere autonomamente, facendo emergere le insidie vulneranti di questa condizione e la necessità di interventi socioeducativi peculiari. Dopo aver rilevato che il modello italiano di welfare è imperniato sull’implicita assunzione che la famiglia sia il cardine attorno al quale ancorare l’intervento collettivo a tutela e protezione dei soggetti più deboli, il contributo mette in risalto che a tutt’oggi generalmente i compiti di cura sono demandati alle donne sulla base di una persistente visione biologistica stando alla quale esse maturerebbero istintivamente l’inclinazione a occuparsi degli altri in quanto capaci di generare. Precisato che la loro effettiva maggior competenza in tale sfera non dipende da una predisposizione naturale ma è frutto di un atavico costume sociale, il saggio evidenzia come le fatiche dell’adulto caregiver siano connotate dal “peso dell’inversione dei ruoli”, in specie laddove si tratta di accudire dei genitori anziani, dal “tormento dell’imprevedibilità”, in particolare se la cura è rivolta a persone con una patologia psichiatrica, e dal “fardello dei sogni infranti”, principalmente quando si tratta di fronteggiare una disabilità congenita o acquisita nei primi anni di vita. Circa le politiche formative indirizzate all’adulto caregiver, viene riconosciuta l’importanza di interventi che favoriscano l’acquisizione di peculiari competenze cognitive, emotive e tecniche intorno alla relazione di cura, e si sottolinea la necessità di intraprendere azioni educative volte a promuovere la riflessione finalizzata all’accrescimento della consapevolezza dei propri limiti e della propria capacità di delegare gli impegni di cura, così da evitare il rischio di cadere in derive di “onnipotenza sacrificale”

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Il tempo e la società dell’apprendimento permanente: opportunità, contraddizioni e nuove forme di emarginazione

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    Over the past few decades, adult education, as a fluid set of theories, intentions, and social and individual practices, has gone through a number of different characterisations (training for work, self-care, individual and social emancipation); all of these have come to fruition within that contradictory fulfilment of modernity in our country that has contributed to outlining adult identities, which are radically different from previous ones. Has this process occurred without contradictions and conflicts? Do the multiple and changing identities, the processes of lifelong learning and the development of autonomy etc. preserve their original emancipatory and progressive connotations? Or are they also the translation of the aggressiveness of cosmopolitan and/or sovereign neoliberalism into the field of educational policies aimed at adults?Nel corso degli ultimi decenni, l’educazione degli adulti, intesa come insieme instabile di teorie, intenzioni, pratiche sociali e individuali, ha avuto differenti caratterizzazioni (formazione per il/nel lavoro, cura di sé, emancipazione individuale e sociale), tutte maturate all’interno di quel contraddittorio compimento della modernità del/nel Paese che ha contribuito a delineare identità adulte anche radicalmente diverse dalle precedenti. È stato, ed è, un processo senza contraddizioni e conflitti? Le identità multiple e mutevoli, il lifelong learning, l’autonomia ecc. conservano la connotazione emancipativa e progressista originaria, oppure sono anche la traduzione dell’aggressività del neoliberismo cosmopolita e/o sovranista nel campo delle politiche educative rivolte agli adulti
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