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Testori nella Milano di Mario Apollonio e Paolo Grassi. Il teatro e la mitopoiesi di una discussione di laurea
Il contributo indaga gli anni di formazione di Giovanni Testori in Università Cattolica e il suo rapporto di collaborazione con Mario Apollonio e Paolo Grassi. Si ricostruiscono i diversi fili dell'impegno di Testori per un teatro cristiano, al Teatro della Basilica, nella attività di critico e recensore di spettacoli teatrali e nel progetto non realizzato di un teatro universitario a Milano. Gli anni Quaranta sono per Testori anche nel teatro anni di faticosa ricerca di una identità. Analizzando i documenti dell'Archivio dell'Università Cattolica viene inoltre definitivamente riconosciuto come mitopoietico il famoso racconto autobiografico sulla tesi accusata di eresia e la ripetizione della discussione della tesi di laurea; il racconto non corrisponde ai fatti ma è la (tarda) invenzione di un evento fondativo della sua identità di eterodosso e scandaloso provocatore che si era costruita negli anni e che effettivamente lo contraddistingueva all’altezza cronologica in cui lasciò in eredità questo racconto, individuato volgendosi indietro per raccontare il passato con il senno e l’identità di poiThe contribution investigates Giovanni Testori's formative years at the Università Cattolica and his collaborative relationship with Mario Apollonio and Paolo Grassi. The different threads of Testori's commitment to a Christian theatre are reconstructed, and his work at the Teatro della Basilica, in his activity as critic and reviewer of theatre performances and in the unrealised project of a university theatre in Milan. The 1940s were for Testori also in the theatre years of an arduous search for an identity. Analysing the documents in the Cattolica University Archives, the famous autobiographical account of the thesis accused of heresy and of the repetition of the thesis discussion is definitively recognised as mythopoeic; the account does not correspond to the facts but is the (late) invention of a founding event of his identity as a heterodox and scandalous provocateur that he had built up over the years and that effectively distinguished him at the chronological height in which he bequeathed this account, identified by looking back to recount the past with the hindsight and identity of late
Testori. Scrittura e figura
The first meeting between La Rivista di Engramma and Giovanni Testori focuses on two typical themes for the journal: writing and figure. Testori. Scrittura e figura is Engramma's portrait dedicated to Testori 100 years after his birth and 30 years after his death. It takes as its reference Willy Varlin's portrait of Testori chosen as the issue's cover. The issue includes a first part centred on Testori's writing: Chiara Pianca in “Quasi fudesse ecce homo de paese” writes an in-depth and detailed essay on the complex drafting of Ambleto. Alongside this, Luca D'Onghia in his article Lettera luterana su Edipus gives a possible identification of the “scarrozzante” king of Thebes. The remainder of the issue is dedicated to art and the figure. Primarily Testori. Figure dell'informe, by Arturo Mazzarella, which links Testori's thought to 20th-century aesthetic philosophy and the notion of formlessness. This is followed by Apostasia della carne. Fatica e liberazione della materia in Giovanni Testori e Francis Bacon, by Filippo Perfetti: a contribution that reveals some traits of Testori's and Bacon's conception of painting, and how pictorial matter is linked to human life and biology. Davide Dall'Ombra, with Nell'anno del libro su Giovanni Testori e Roberto Longhi, talks about the Testori-Longhi relationship through their exchange of letters, an anticipation that introduces his forthcoming publication Con Roberto Longhi. Lettere e scritti. 1951-1990. The section is closed by the republication of a writing by Giovanni Testori (for which we thank the Associazione Giovanni Testori, and in particular Giuseppe Frangi): Grünewald, il trionfo e la bestemmia. In its concluding part, the issue focuses on the theatrical version of “In exitu”. Here we give for the first time an edition of the reduction used by Testori on his novel for the script. Accompanying the text and the reader is Piermario Vescovo, author of a brief Nota, which briefly attempts to indicate the relevance and further possibility of interrogation of the theatrical script. The conversation “In piena luce, in piena ombra” is a dialogue between Franco Branciaroli, the actor for whom the text of "In exitu" was cut, and Piermario Vescovo. Maestro no, incipit and title of the interview conducted by Antonio Ria with Testori, closes (provisionally) this issue through the voice of its protagonist
Gli esordi di Giovanni Testori critico d'arte
Il saggio è teso a delineare il profilo del giovane Testori nel contesto della cultura artistica italiana del tempo. Testori iniziò a collaborare prestissimo alle riviste dei Gruppi universitari fascisti, esordendo – non ancora diciottenne – con una ricca serie di articoli dedicati all’arte contemporanea. Nel periodo conclusivo del ventennio fascista le riviste dei Guf furono particolarmente vivaci: al loro interno operavano infatti giovani artisti e intellettuali che, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, sarebbero stati protagonisti del rinnovamento culturale e politico italiano. Testori svolse un ruolo di primo piano entro questa cornice, diventando in brevissimo tempo voce autorevole e apprezzata in tutta Italia. Da Novate Milanese, ove era nato e ove viveva, riuscì a intessere una fitta rete di relazioni, collaborando alle riviste dei Guf di Novara, Bologna, Firenze e Pisa. Il capitolo principale di questa esperienza si consumò sulle pagine di “Pattuglia”, rivista del Guf di Forlì, stampata tra il 1942 e il 1943. Nel saggio sono ripercorsi i principali aspetti di questa stagione di esordio
Lo sguardo di Testori
Giovanni Testori è un autore nella cui opera l’elemento visivo è dominante, e non solo per la sua vocazione critica e la passione per la pittura. La storia dell’arte e la critica d’arte hanno rappresentato una parte importante del suo percorso teatrale e letterario e nota è la sua passione per l’arte figurativa. In questo saggio, oltre alla messa in luce del particolare approccio polivalente di Testori alla letteratura e al mondo dell’arte, viene sottolineata in particolare l’importanza dello sguardo nella costruzione della sua poetica
Gli scritti giovanili d'arte contemporanea di Testori
Il testo affronta la produzione giovanile di Giovanni Testori, che esordì durante gli anni di guerra come critico d'arte sulle pagine delle riviste dei Gruppi universitari fascisti. Testori seppe offrire, fin dai suoi primi contributi, una lettura lucida e ampia delle più aggiornate linee di ricerca dell'arte italiana. Egli contribuì inoltre in misura significativa allo svolgersi del dibattito sui temi della realtà, della lezione delle avanguardie storiche e, in particolar modo, di Picasso
L’Ambleto di Testori, ovvero Ruzante a Lomazzo
This paper focuses on linguistic and literary intersections between Testori’s Ambleto (1972) and Ruzante’s theatre, with particular attention to the comedy named Moschetta. Moschetta had been recited by Franco Parenti and Testori – as he himself testifies – was crucially influenced by this staging, and especially by the language Parenti used in order to recreate Ruzante’s dialect. This paper tries to document the importance of that experience with respect to the Ambleto and to its contaminated and extremist language, pointing out some specific features that Testori might have taken from Moschetta
Postfazione
Postfazione alla nuova edizione, pubblicata da SE Srl della Traduzione della prima lettera ai Corinti di Giovanni Testori (1991
Giovanni Testori
Voce biografica sulla vita e l'opera dello scrittore Giovanni Testori (1923-1993)
Giovanni Testori Bibliografia
Bibliografia completa annotata delle opere edite di Giovanni Testori. 1800 voci
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