1,721,015 research outputs found

    The Experimental Women: An Introduction

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    Experimental cinema, as well as experimental video practices, have always been art forms in which women have excelled. Yet, if cinema studies have devoted research – although only recently – to women involved in narrative and commercial films, as directors, actresses, screenwriters, as well in other roles of cinema industry, the history of women’s Western experimental audio-visual production is still little explored and would benefit from being retraced and framed in a wider historical and theoretical perspective. This special issue of Cinéma&Cie is therefore aimed at tracing experiences of women’s practices at the intersection of cinema and the arts by intertwining a theoretical and historical approach through the analysis of cases of studies from the mid-century up to the present time

    Le sperimentali. Cinema, videoarte e nuovi media nella prospettiva internazionale dagli anni Venti a oggi.

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    Cogliendo il termine “sperimentale” nella sua accezione più ampia, il libro rintraccia i contorni della produzione audiovisiva sperimentale delle donne dalle origini ad oggi, accettando la sfida di un’avventura complessa e sfuggente. Fuori dai confinamenti cronologici e aperti a una costellazione di pratiche dove la messa a rischio del canone e del medium attraversa una pluralità di contesti, i saggi qui raccolti permettono di ripercorrere la storia, ancora viva e pienamente attuale, della sperimentazione al femminile nella prospettiva internazionale: dal cinema narrativo al documentario, dal film d’arte a quello indipendente, dal video alle installazioni, fino alle espansioni del medium che seguono il digital turn. Tra sinergie e discontinuità emergono gesti, visioni e utopie delle pratiche delle donne, nel tentativo non certo di trovare uno specifico femminile, in un’ottica essenzialista che non ci appartiene, ma di tessere la trama di una mappa metamorfica di poetiche e linguaggi in divenire

    “The Actress Who Got Slapped the Most”: Monica Vitti’s Body as a Space of Conflict in Italian-Style Comedy (1969-1975)

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    Through the analysis of some of the characters played by Monica Vitti in the context of the Commedia all’italiana, the paper aims to explore the connection between the construction of the new women’s gender subjectivity and the male violence in the early years of Italian Neo-feminism. In particular, the analysis will focus on Amore mio aiutami (Alberto Sordi, 1969), Dramma della gelosia (Ettore Scola, 1970) and A Mezzanotte va la ronda del piacere (Marcello Fondato, 1974), released over a period of time in which not only feminist struggles exploded, but also some of the laws that would change the structure of Italian society and the relationship between the women and men were approved – from the divorce law (and the subsequent referendum) to the family law. By combining contemporary approaches from Film Studies and Gender Studies with primary sources of the time—including general press, film criticism, early feminist publications, and even Vitti’s own self-narratives—this article aims to show how the actress’s body, as that of an unruly woman within the Italian star system, becomes a space of conflict where erotic and passionate attraction intertwines with violence as a reaction to women’s emancipation

    Con la memoria negli occhi: la vita (ri)trovata nel cinema di Jonas Mekas

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    This article focuses on the last production of the avant-garde filmmaker Jonas Mekas and its relationship with the found footage practice. By analyzing the film As I Was Moving Ahead Occasionally I Saw Brief Glimpses of Beauty and other works of the early 2000s – the video work Autobiography of a Man Who Carries Memories in his Eyes and web project My First Forty – this study aims at drawing the outlines of a poetics rooted in the archive and in the reuse of (re)found images as a cartographic space to interrogate life. Through the montage – in Mekas a dialogue between the moving image and both written and spoken word – the Lithuanian-born filmmaker traces the form of a "memory's gaze" able to transform the present time through a continous re-emergence of the past. At the same time, far from embracing a nostalgic view of the cinema, Mekas' work is based on the idea of happiness to be found in fragments of the everyday, where, within the gaps of the lost time, one can capture and feel the moments of now. In this perspective, cinema is for Mekas a means of experience and rediscover life

    Vite relazionali: donne, lavoro e politica nei documentari di Adriana Monti

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    Il saggio esplora il cinema documentario di Adriana Monti come spazio di attivazione politica. I suoi documentari, realizzati in gran parte attraverso pratiche partecipative e orizzontali, si configurano come atti politici che interrogano gli spazi e le forme del lavoro, da quello delle operaie a quello non pagato delle casalinghe, fino agli stessi mestieri del cinema e a nuovi modelli di imprenditoria partecipata. A partire dalla pratica femminista del riconoscimento, del dialogo e della collaborazione tra donne, Adriana Monti ha contribuito a immaginare una relazione feconda tra vita e lavoro

    Muri scrostati e mari agitati. Napoli e le donne in cerca di libertà: tre movimenti, dal cinema muto al romanzo

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    Attraverso un approccio di cultura visuale tra cinema e letteratura, il saggio analizza la città come dispositivo visivo e narrativo in cui il corpo delle donne è costantemente spazio di possibile violenza, ma anche soggetto di sperimentazione di pratiche di resistenza e di libertà. Il contributo segna una genealogia femminile dello sguardo ed evidenzia come, dal cinema muto al romanzo ferrantiano, la libertà femminile emerga non come conquista individuale, ma come processo relazionale, inscritto nello spazio urbano e nella relazione tra donne

    L'occhio che palpita. Monica Vitti e gli scritti sull’arte

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    This article analyzes Monica Vitti’s writing production related to art. By drawing from different sources from the mid-1990s – an art column held on the magazine «Cahiers d’Art» (L’occhio innocente [The innocent eye] and her autobiographical texts (Il letto è una rosa [The bed is a rose] and Sette Sottane [Seven skirts]) – and intertwining them with archival documents and texts from Art History and Film Studies, this investigation aims at demonstrating how the artistic dimension is rooted for Vitti in the entanglement between vision, emotions and the forms of thought. The actress explores in her writing the possibilities of a haptic gaze able to activate a metamorphosis of reality. Her words open a dialogue with the cinematograhic medium and particularly with the experience shared with Michelangelo Antonioni, but they also resonate with a genealogy of women’s writings focused on sensory phenomenology as a manifestation of an emotional intelligence.L'articolo esplora la produzione scritta di Monica Vitti legata all'arte. A partire dai testi prodotti dall'attrice negli anni Novanta – la rubrica d'arte L'occhio innocente e le (semi)autobiografie Il letto è una rosa e Sette Sottane – l'analisi, che incrocia performing studies, visual studies e teorie dell'arte, attingendo anche a fonti d'archivio, cerca di far emergere come la dimensione artistica si radichi per Vitti nell'intreccio tra visione, emozioni e forme di pensiero. L'attrice indaga infatti nella sua scrittura le possibilità di uno sguardo aptico capace di attivare una metamorfosi del reale. Le sue parole tessono un dialogo con il cinema e in particolare con l'esperienza condivisa con Michelangelo Antonioni, ma risuonano anche con alcuni scritti femminili incentrati sulla fenomenologia sensoriale come manifestazione di un'intelligenza emotiva.&nbsp

    «Li denuncerò domani»: narrazioni dello stupro negli anni Settanta dal teatro alla tv

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    Il contributo analizza le modalità di narrazione della violenza sessuale nell’Italia degli anni Settanta da parte delle donne, mettendo in relazione pratiche teatrali, audiovisive e televisive all’interno del più ampio contesto delle lotte femministe. A partire dal racconto autobiografico e performativo di Franca Rame, contenuto anche nella sua autobiografia Una vita all’improvvisa (2009), scritta a quattro mani con Dario Fo, il contributo ricostruisce il passaggio dalla parola teatrale alla narrazione audiovisiva, soffermandosi in particolare sul documentario Processo per stupro (1979). Attraverso un’analisi delle forme espressive, delle scelte stilistiche e delle condizioni di produzione, l’articolo mostra come il linguaggio audiovisivo abbia reso visibili le strutture di violenza simbolica e istituzionale che si riattivano nei processi per stupro, trasformando la vittima in imputata. Il contributo evidenzia il ruolo centrale del cinema e della televisione come strumenti politici di denuncia, capaci di intrecciare dimensione autobiografica, pratica militante e costruzione di una memoria collettiva femminista

    Product logic and probabilistic Ulam games

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    There is a well-known game semantics for Lukasiewicz logic, introduced by Daniele Mundici, namely the Rényi–Ulam game. Records in a Rény–Ulam game are coded by functions, which constitute an MV-algebra, and it is possible to prove a completeness theorem with respect to this semantics. In this paper we investigate some probabilistic variants of the Rényi–Ulam game, and we prove that some of them constitute a complete game semantics for product logic, whilst some other constitute a game semantics for a logic between MTL and product logic
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