330 research outputs found

    Maria Alessandra Segantini + Carlo Cappai: Translation Architecture

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    Professor of Practice Maria Alessandra Segantini and Carlo Cappai, partners of C + S Associati, Treviso, Italy, will lecture

    La tecnologia sostenibile approda all’Arsenale. L’Harbour Brain Building dei C+S per il MOSE di Venezia

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    Presentazione del progetto dei C+S Associati, architetti Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, autori del progetto Harbour Brain Building. Un vecchio edificio in disuso dell’Arsenale di Venezia è recuperato per ospitare la stazione di controllo del traffico marittimo alle bocche del porto di Venezia, all’interno del grande progetto MOSe di iorganizzazione del bacino della città lagunare

    Cabanon urbain, 32mq

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    Una belle fenêtre orientée à l'est accueille la première lumiere du jour, et de cel orientation derive le plan qui characterise le project, qui reprend la “Camera da letto per una cascina in risaia” dei Carlo Mollino, auquel ce “intérieur de l'intérieur” rende hommage

    Cabanon urbano, 32mq

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    Una bella finestra a est accoglie le prime luci del giorno, e da quell’orientamento deriva la caratteristica planimetria del progetto, come nella “Camera da letto per una cascina in risaia” di Carlo Mollino, a cui questo “interno nell’interno” rende omaggio

    L'equilibrio come processo: la laguna tra innovazione e trasformazione

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    Al di là dei depositi fisici e degli aspetti culturali più evidenti, la storia di Venezia mette in luce una questione ad ampia scala, che riguarda la costruzione del rapporto con il contesto lagunare. La costante ricerca di un equilibrio tra terra e acqua non deve essere considerata in forma puramente conservativa, ma intesa come processo all’interno del quale competenze esterne e interne concorrono a ripristinare l’uso della laguna come bene comune. Michela Pace ne discute con Maria Alessandra Segantini (C+S Architects)

    Carlo Cappai Maria and Alessandra Segantini

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    «Bisogna che ci vogliamo un po’ bene». Anna Maria Ortese e la casa editrice Pellicanolibri di Beppe Costa, con un carteggio d’autrice

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    This contribution focuses on the collaboration between Anna Maria Ortese and the independent publisher Beppe Costa, who brought the author back into the publishing market in the 1980s after years of absence. It draws on a selection of unpublished letters written by Ortese to Costa between 1985 and 1986, a period of intense collaboration between the two. The letters highlight their common poetics and reveal their capacity for resilience in the face of the difficulties of everyday life and the literary market

    Exposure-Tolerant Imaging Solution forCultural Heritage Monitoring

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    This paper describes a simple and cheap solution specifically designed for monitoring the degradation of thin coatings employed for metal protection. The proposed solution employs a commercial photocamera and a frequency-domain-based approach that is capable of highlighting the surface uniformity changes due to initial corrosion. Even though the proposed solution is specifically designed to monitor the long-time performance of protective coatings employed for the restoration of silver artifacts, it can be successfully used also for assessing the conservation state of other ancient metallic works of art. The proposed solution is made tolerant to exposure changes by using a procedure for sensor nonlinearity identification and correction, does not require a precise lighting control, and employs only free open-source software, so that its overall cost is very low and can be used also by not specifically trained operator

    Densità. La residenza collettiva ad alta densità e lo spazio della città

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    Il testo analizza il rapporto tra densità e spazio pubblico focalizzando l’attenzione sul ruolo e l’importanza di quest’ultimo nella città contemporanea. Tra densità e spazio pubblico esiste infatti una sorta di ideale complementarietà: da una parte la consapevolezza del limite nel processo di espansione del territorio della città rende la densità una alternativa reale al fenomeno dello sprawl metropolitano; dall’altra la consapevolezza della necessità di contenere il processo di individualizzazione della società contemporanea attribuisce allo spazio pubblico la funzione di nuovo luogo in cui costruire il sistema delle relazioni tra le persone e un dialogo con la comunità. Come del resto dimostrano le più recenti ricerche sullo spazio urbano il progetto dello spazio pubblico è l’unico in grado di rivitalizzare e dare un senso all’abitare nella città. Partendo da questa consapevolezza il testo tenta dunque di definire lo spazio pubblico, se esso cioè possa essere individuato con una caratteristica spaziale, ovvero se possa essere definito dal disegno della città o se dipenda da fattori immateriali, se non addirittura casuali. Il presupposto è che sebbene lo spazio pubblico non possa essere considerato né un mero prodotto della pianificazione urbana né tanto meno il semplice spazio risultante tra due o più edifici se ne possono tuttavia definire alcune caratteristiche fondamentali

    “Di notte, quando non riusciva a dormire, leggeva a lungo Walser”. Su alcune affinità fra Christian Kracht e Robert Walser

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    Il presente contributo si propone di illustrare alcune affinità fra due scrittori svizzeri di lingua tedesca appartenenti a due differenti epoche letterarie: Christian Kracht, autore contemporaneo particolarmente apprezzato dalla critica, e Robert Walser, eclettico scrittore della Moderne. Sullo sfondo di una breve analisi del rapporto intrattenuto da Kracht con la sua madrepatria e la sua cultura, verrà proposta una disamina di due opere ‘esemplari’ di questi autori – il romanzo Faserland e il ‘Prosastück’ Der Spaziergang – atta a mettere in luce evidenti somiglianze fra questi due testi e in generale nella poetica testuale e nella costruzione dell’identità autoriale – in particolare per quanto concerne la Selbstinszenierung (auto-messinscena) dell’autore nella finzione e nella realtà – dei due scrittori elvetici.This contribution aims to illustrate some affinities between two Swiss-German writers from two different literary periods: Christian Kracht, a contemporary author particularly appreciated by critics, and Robert Walser, an eclectic writer of the Moderne. After a brief analysis of Kracht’s relationship with his motherland and its culture, the paper will move on to an examination of two ‘exemplary’ works by these authors – the novel Faserland and the ‘Prosastück’ Der Spaziergang –, focusing on highlighting evident similarities between these two texts and in general in the textual poetics and in the construction of authorial identity – in particular with regard to the Selbstinszenierung (self-staging) of the author both in fiction and reality – of these two Swiss writers
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