196,223 research outputs found

    Imparare dal manicomio: parco Basaglia come laboratorio di progetto

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    Nel lavorare sul parco Basaglia all’interno di un corso universitario, si è ritenuto che progettare la sua restituzione alla città richiedesse, oltre all’individuazione necessaria di usi, materie e forme compatibili, soprattutto di ricostruirne la lezione. La restituzione così intesa comporta un’attività quasi rabdomantica di rintracciare le correnti di vita sommerse in questo luogo silente per riattingere al giacimento di pensiero critico che rappresenta. Il tema dell’identità e delle sue implicazioni spaziali, conduce, in architettura, a una riflessione sul limite e sulla sua ambivalenza, di cui il parco è un esempio emblematico

    Riparare, tra confine e follia

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    Partendo dal doppio significato che il verbo riparare ha in italiano, aggiustare e proteggere, si mettono a confronto l’architettura, che da sempre ha il compito primario di offrire un rifugio e che oggi si propone di riaggiustare preesistenze e tessuti urbani riportandoli alla funzionalità, e la psichiatria, che nella sua storia ha preteso di riparare la mente del folle, proteggendo lui, e al tempo stesso la società, attraverso l’internamento. Il confronto tra architettura e psichiatria è utile se si intendono progettare interventi di riuso in un ex manicomio, ma diventa indispensabile se il manicomio in questione è quello in cui, nel 1961, nasce la rivoluzione della psichiatria italiana, che porterà al riconoscimento dei diritti delle persone con disturbi mentali e, con la legge Basaglia del 1978, alla messa “fuori legge” di una tipologia architettonica, quella dell’ospedale psichiatrico, divenuta simbolo della negazione di quei diritti. La storia di questo ospedale, marginale e al tempo stesso sempre al centro di travagliati incroci e spostamenti di confini, governi, identità e lingue, ne fa un luogo emblematico per il contemporaneo. In questa sua complessità è stato proposto alla riflessione di più saperi e di diverse pratiche progettuali

    Explorando el uso de herramientas de sensores remotos y tecnologías geoespaciales aplicadas al problema multidimensional de la seguridad alimentaria

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    El objetivo de este estudio fue analizar qué papel pueden jugar las tecnologías de teledetección para estudiar los factores multidimensionales que influyen en la seguridad alimentaria y nutricional (SAN), en Córdoba Argentina. [Metodología] El área de estudio comprende la ciudad de Córdoba, Argentina. Se obtuvieron datos epidemiológicos de la prevalencia de bajo peso, sobrepeso y obesidad (malnutrición) durante el 2013 de 23 centros de atención primaria de la ciudad. Se exploraron las condiciones ambientales de los centros en un radio de 1000 m. Se clasificaron imágenes SPOT 5, se utilizaron características espectrales y espaciales y se evidencia cómo una clasificación no supervisada puede dar información para describir la dimensión social y el acceso económico a los alimentos. Se realizó una regresión lineal multivariante para examinar la relación entre la prevalencia de malnutrición y las variables ambientales y espaciales, derivadas de las imágenes SPOT. [Resultados] Los resultados de la clasificación no supervisada de imágenes muestran la diferencia en el patrón espectral-espacial de los barrios, evidencian cómo una simple clasificación de imágenes de satélite puede convertirse en una herramienta de discriminación útil. Se obtienen análisis de regresión múltiple con R2 ajustados de 0,70 y 0,6435 respectivamente para desnutrición, y sobrepeso y obesidad. A partir de los modelos obtenidos, se construyen mapas continuos de prevalencia. [Conclusiones] El método propuesto en este trabajo puede discriminar socialmente diferentes áreas relacionadas con la SAN. Es innovador y necesario aprovechar las herramientas de teledetección y las tecnologías geoespaciales, en nuestra región, aplicadas a la SAN.Di Fino, E., Scavuzzo, C., Campero, M., Scavuzzo, C., & Defagó, M. (2022). Exploring the use of remote sensing tools and geospatial technologies applied to the multidimensional food security problem. Uniciencia, 36(1), 1-15. https://doi.org/10.15359/ru.36-1.4

    the mystery of colour for the young Le Corbusier, chromatic memories from voyage d'orient to maison blanche

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    Il bisogno di Le Corbusier di vincolare l’opera a principi di validità universale radicati nella cultura e nella storia, lo ha condotto a ricercare continue conferme nelle opere del passato. Anche per questo la sua opera, pur nella sua eccezionalità, è emblematica della cultura occidentale per il lungo tratto che ne ha percorso. Il rapporto con il colore è, in questo senso, paradigmatico. Molta cultura occidentale ha combattuto l’inquietudine per il potere misterioso del colore, ha tentato di depotenziarne la minaccia, sminuendone il ruolo, relegando il colore al decorativo, al femminile, all’infantile o al primitivo. Le Corbusier è stato attraversato sia dall’attrazione inebriata che dalla ripulsa quasi fobica per il colore, come le alterne e contraddittorie affermazioni in proposito dimostrano, cercando di risolvere questo dissidio elaborando quel complesso strumento di controllo che sono i Claviers de couleurs. Si è cercato di ripercorrere alcuni momenti di questo intenso rapporto esaminando la casa in cui il giovane Jeanneret applica le memorie dei cromatismi descritti nei carnets del viaggio in Oriente, la Maison Blanche, e poi la casa considerata “soglia” verso l’applicazione dei principi della nuova architettura, è la Maison La Roche. In entrambe l’esterno bianco racchiude elaborati esercizi di policromia architettonica

    Paesaggi temporanei, architetture limite

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    Questa pubblicazione presenta i progetti per la riqualificazione del tratto di costa muggesana compreso tra Punta Ronco e Punta Sottile, che gli studenti del Laboratorio di Progettazione Integrata della Facoltà di Architettura di Trieste hanno elaborato tra febbraio e giugno 2010. A partire dalle azioni di bonifica necessarie al riutilizzo dei suoli, i progetti prefigurano ipotesi diverse per il riuso di questo brano di territorio, volto a restituire a tutta l’area la completa accessibilità al mare, nonché a fruirla sfruttandone l’elevato valore paesaggistico. I temi del Laboratorio, scelti in collaborazione con il Comune di Muggia, sono stati affrontati dagli studenti integrando nei loro lavori diverse scale e diversi approcci disciplinari: da quelli attinenti al progetto architettonico e urbanistico, a quelli relativi alle scelte tecnologiche, alla fattibilità e agli aspetti economici

    Rewiew to WaRe project: Comparing Urban Waterfront Redevelopment

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    The Blue Frontiers report is a useful tool for those who intervene in the management and transformation of the fi ve waterfront examined by the WaRe project but, more generally, can be taken as a model for comparative analysis of processes of revitalization in complex pieces of territory. As shown in the text and in the articulated comparison tables, the process of redefi nition waterfront areas can be understood as a laboratory for the analysis of the complexity in the relationship between built and natural environment. An environment rich in economic, social, environmental potentials, but vulnerable on many fronts. The case studies, each one diff erent in terms of dimensional, economic, historical, administrative aspects, share the fact of being regeneration processes in progress. This makes this work a valuable observation of alive processes, caughts in their development, including expected results but also unforeseen problems and yet untapped potential

    WaRe project: Comparing Urban Waterfront Redevelopment

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    The Blue Frontiers report is a useful tool for those who intervene in the management and transformation of the fi ve waterfront examined by the WaRe project but, more generally, can be taken as a model for comparative analysis of processes of revitalization in complex pieces of territory. As shown in the text and in the articulated comparison tables, the process of redefi nition waterfront areas can be understood as a laboratory for the analysis of the complexity in the relationship between built and natural environment. An environment rich in economic, social, environmental potentials, but vulnerable on many fronts. The case studies, each one diff erent in terms of dimensional, economic, historical, administrative aspects, share the fact of being regeneration processes in progress. This makes this work a valuable observation of alive processes, caughts in their development, including expected results but also unforeseen problems and yet untapped potential
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