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Niccolò Scaffai, Letteratura e ecologia. Forme e temi di una relazione narrativa
Recensione di Scaffai, Niccolò. Letteratura e ecologia. Forme e temi di una relazione narrativa. Carocci, 2017.
Review of Scaffai, Niccolò. Letteratura e ecologia. Forme e temi di una relazione narrativa. Carocci, 2017
«Tutto comincia quando tutto pare / incarbonirsi». Appunti su Return to Literature
L’autore propone alcune riflessioni in dialogo con Return to Literature. A Manifesto in Favour of Theory and against Methodologically Reactionary Studies (Cultural Studies etc.) di Giovanni Bottiroli.The author presents some reflections in dialogue with Return to Literature. A Manifesto in Favour of Theory and against Methodologically Reactionary Studies (Cultural Studies etc.), by Giovanni Bottiroli
Il soprannaturale come modo letterario: sondaggi sulla critica letteraria e sul racconto italiano del primo Novecento
L’objectif de cette thèse de doctorat est de détecter les caractéristiques de la littérature fantastique (appelée surnaturelle, selon les théories de Orlando) qui se rapprochent le plus de sa conception de mode littéraire. Le contexte historique et t'historicité sont les éléments centraux de cette étude. La recherche est basée sur une enquête sous forme de sondage, c'est-à-dire en prenant comme référence un échantillon d'essais sur la question spécifique de la nature du fantastique du dix-neuvième siècle aux années 2000 et un échantillon de nouvelles italiennes avec des éléments surnaturels publiées dans la première moitié du vingtième siècle. La thèse est divisée en deux grandes parties: une partie théorique contenant la première enquête et une partie analytique contenant la seconde enquête.
Dans la première partie, qui correspond à la première enquête, j'examine la critique littéraire sur le surnaturel pendant deux siècles. L'essai de référence est introduction à la littérature fantastique de Todorov, publié en 1970. Suivant les méthodes de Ceserani et Lazzarin, l'étude est divisée en trois sections.
Dans la première, j’analyse les définitions et les catégorisations du surnaturel publiées avant 1970. J'ai choisi un total de dix textes de huit auteurs: E. T. A. Hofmann (1817), Charles Nodier (1830 et 1832), Henry James (1909), Sigmund Freud (1919), Adolfo Bioy Casares (1940), Louis Vax (1960), Jorge Luis Borges (1964) et Roger Caillois (1965 et 1966). La deuxième section est entièrement consacrée à la littérature fantastique de Todorov (1970). Dans la dernière section, je me concentre sur treize essais publiés après 1970 par neuf auteurs: lrène Bessière (1974), Louis Vax (1960), Rosemary Jackson (1981), Lucio Lugnani (1983), Kathryn Hume (1984), ttalo Calvino (1970-1984), Remo Ceserani (1983 et 1996), Rosalba Campra (2000) et Francesco Orlando (2017).
Dans la deuxième partie, correspondant à la deuxième enquête, j'analyse les récits de trois recueils de trois auteurs italiens: ll Decomeroncino (1901) de Luigi Capuana (1839-1915), ll ritratto del morto' Racconti bizzorri(1907) de Daniele Oberto Marrama (1874-1911) et La donna dei miei sogni e altre storie d’oggi (1925) de Massimo Bontempelli (1878-1960) (la version de 1938 incluse dans Mirocoli). À partir des procédures formelles et des thèmes des textes, les paradigmes de réalité des auteurs sont reconstruits et comparés à ceux des personnages et du lecteur, afin de retracer les liens avec la conception du surnaturel comme mode littéraire.
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La tesi di dottorato ha come obiettivo quello di rilevare le caratteristiche della letteratura fantastica (chiamata soprannoturole, secondo le teorie di orlando) che piir si awicinano alla sua concezione di modo letterario. ll contesto storico e la storicità sono gli elementi centrali di questo studiollapprofondimento si basa su un'indagine sotto forma di sondaggio, ossia prendendo come riferimento un campione di saggi sulla questione specifica della natura del fantastico, dall'ottocento fino agli anni Duemila, e un campione di racconti italiani con elementi soprannaturali pubblicati nella prima metà del Novecento. La tesi è quindi divisa in due grandi parti: una parte relativa al quadro teorico, contenente il primo sondaggio, e una parte analitica contenente ilsecondo sondaggio. Nella prima parte, corrispondente al primo sondaggio, esamino due secoli di critica letteraria sul soprannaturale. ll saggio di riferimento è La letteraturafontostico diTodorov, pubblicato nel 1970, per la sua importanza rispetto al rinvigorimento della discussione sulla letteratura fantastica. Seguendo i metodi di Ceserani e Lazzarin, il sondaggio è diviso in tre sezioni. Nella prima analizzo definizioni e categorizzazioni del soprannaturale pubblicate prima del 1970. Ho scelto in tutto dieci testi di otto autori, owero E. T. A' Hofmann (LBI71, Charles Nodier (1830 e L832i|, HenryJames (1909), Sigmund Freud (1-919), Adolfo Bioy Casares (1940), Louis Vax (i.960), Jorge Luis Borges (1964) e Roger Caillois (1965 e 1966). La seconda sezione è dedicata a La letteroturo fantostico di Todorov (1970). Nell'ultima sezione mi concentro su tredici saggi pubblicati dopo il 1970 di nove autori, ossia lrène Bessière (1974), Louis Vax (1979), Rosemary Jackson (1981), Lucio Lugnani (1983), Kathryn Hume (1984), ltalo Calvino (1970-1984), Remo Ceserani (1983 e1996), Rosalba Campra (2000) e Francesco Orlando (2017).
Nella seconda parte, corrispondente al secondo sondaggio, analizzo i racconti di tre raccolte di altrettanti autori italiani: il Decomeroncino (1901) di Luigi Capuana (1839-1915), Il ritratto del morto'Racconti bizzarri(1907) di Daniele Oberto Marrama (1874-1911) e La donna dei miei sogni e altre storie d’oggi (1925) di Massimo Bontempelli (1878-1960) nella sua versione del 1938 inclusa nella raccolta Mirocoti. Partendo dai procedimenti formali e dai temi dei testi, vengono ricostruiti i paradigmi di realtà degli autori e comparati a quelli dei personaggi e del lettore, per tracciare i legami con la concezione disoprannaturale come modo letterario
<<Composita solvantur>> di Franco Fortini. Edizione critica e commentata
La thèse propose une édition génétique des textes du dernier livre de poésie de Franco Fortini, Composita solvantur (Torino, Einaudi, 1994), réalisée sur la base des nombreux documents conservés dans les Archives Franco Fortini de la Biblioteca Umanistica de l'Università di Siena.
Profitant des variantes et des acquisitions de l'édition critique, il accompagne également les poèmes d'un commentaire composé d'une introduction et de notes explicatives
Un eccezionale baedeker: la rappresentazione degli spazi nell'opera di Vincenzo Consolo
Il volume propone un'analisi geocentrata délia produzione di Vincenzo Consolo, valutando un corpus di testi ampio e vario, che va dalle opere maggiori a articoli e testi sparsi. Osservando come, già a una lettura superficiale, gli spazi rappresentati si annuncino quali straordinari portatori di senso, ha dunque l'obiettivo, mediante uno studio delle modalité di costruzione dell'immagine letteraria, di accendere l'attenzione non solo sugli spazi di cui l'autore parla direttamente, ma anche sulla nostra relazione con lo spazio.
L'introduzione, oltre a portare esempi délia 'geograficità' dell'opera di Consolo - indicazioni spaziali, dettagli localizzativi e descrittivi, toponimi - e a precisare la corrispondenza imperfetta tra spazio ricreato sulla pagina e referente reale, fa il punto sugli indirizzi di critica geocentrati, ovvero geocritica, geopoetica, geotematica e ecocritica.
La prima parte invece, partendo dalla scelta di un approccio che contamina più linee di indagine, dichiara anche la necessità degli strumenti délia critica letteraria tradizionale, soprattutto in relazione alla pagina 'palinsesto' e alla polifonia che caratterizzano l'opéra di Consolo. Individua dunque e passa in rassegna i modi più ricorrenti nella rappresentazione consoliana: il contributo délia letteratura e dell'arte nella definizione degli spazi, il ruolo délia Storia, i rimandi aile percezioni sensoriali, il legame tra spazio e lavoro deU'uomo. In particolare l'esplorazione délia 'palincestuosità' in relazione all'immagine dei luoghi sortisce la valorizzazione di un'ampia serie di rimandi e aspetti, distinguendo tra interventi délia letteratura suscitati dall'identità stessa dei realia oggetto di rappresentazione (ad esempio il rimando a Scilla e Cariddi e ail' Odissea per parlare dello Stretto di Messina, i numerosi riferimenti ai resoconti dei Grand Tour, soprattutto in Retablo per la caratterizzazione dell'isola) e accostamenti con luoghi distanti, a loro volta oggetto di rappresentazione letteraria (come i luoghi manzoniani ne II sorriso dell'ignoto marinaio). Importante l'attenzione riservata al ruolo dei classici greci e latini: non solo YOdissea, referente d'eccezione ne L'olivo e l'olivastro o ne Lo Spasimo, ma anche YEneide in particolare nel finale di Nottetempo, casa per casa, la poesia arcadica, gli storici antichi ecc.
Come i modi individuati si intreccino nella produzione dell'immagine dei luoghi più significativi è argomento délia seconda parte che, muovendo da Sant'Agata di Militello, si allarga all'analisi puntuale délia rappresentazione di Cefalù, Palermo, Siracusa, grandi siti archeologici délia Sicilia occidentale, Milano.
Una terza parte invece, sulla base delle suggestioni e degli strumenti forniti dall'ecocritica, riflette sul tema ecologico nell'opera di Consolo, soffermandosi soprattutto sulla rappresentazione degli spazi siciliani e mediterranei e sull'impegno etico che vi si accompagna. In particolare questa sezione si concentra sull'immagine letteraria degli effetti prodotti dal "miracolo indecente" (i casi dei poli industriali di Milazzo, area siracusana, Gela o la violenza délia speculazione edilizia) a cui l'autore contrappone alcune isole di sopravvivenza, ovvero i Nebrodi e gli Iblei. L'osservazione dello spazio di carta e quindi la considerazione dei meccanismi rappresentativi impegnati - ricca intertestualità, straniamento, notazioni percettive - accompagnate dalla documentazione a proposito dei referenti geografici reali, consentono di comprendere la critica feroce all'industrializzazione e alla modernità, in quanto fautrici di una grave perdita in termini di biodiversità culturale: soffermandosi sulle rappresentazioni dei luoghi dei passato e denunciando l'invadenza delle immagini distorte di quelli dei présente, l'autore avvisa délia necessità di ricordare, dei bisogno di documentare un'identità a rischio. A questo aspetto si aggiunge inoltre l'analisi délia descrizione dei danni causati da una natura violenta (eruzioni, terremoti) e, ancora più importante, délia rappresentazione dei meccanismi di ricostruzione (lodevoli nel caso délia Noto barocca, stranianti nel caso délia Nuova Gibellina).
Infine una quarta parte, incentrata sulla questione Mediterraneo. Mentre evidenzia la caratterizzazione dei mare come spazio di molteplicità e migrazioni (signifïcativo il motivo insistente délia morte per acqua, con chiaro riferimento al personaggio eliotiano di Phlebas il Fenicio), lo studio rivela un'importante riflessione sulle emergenze délia contemporaneità
Giorgio Caproni, Registri di classe
Review of Giorgio Caproni's Registri di classe (edited by Nina Quarenghi).Recensione di Registri di classe di Giorgio Caproni (a cura di Nina Quarenghi
Qui e altrove. Una lettura comparata della contaminazione argentina ne «La cognizione del dolore» di Carlo Emilio Gadda e in «Trans-Atlantico» di Witold Gombrowicz
La tesi si propone di condurre uno studio comparato tra due opere in prosa di metà Novecento: Trans-Atlantico (1953), dell’autore polacco Witold Gombrowicz [1904-1969] e La cognizione del dolore (1963), dell’italiano Carlo Emilio Gadda [1893-1973]. In particolare, l’analisi si focalizza sull’indagine delle possibili motivazioni che hanno spinto i due scrittori ad ambientare le loro narrazioni in America Latina, un elemento ad oggi non ancora considerato come tratto imprescindibile della struttura narrativa. Al fine di avanzare delle ipotesi interpretative sulla questione si fa uso di strumenti d’analisi attinti dalla teoria della letteratura, come il cronotopo (M. Bachtin) o il modello della negazione freudiana (F. Orlando). Fondamentale è anche il momento della ricostruzione della biografia e della protostoria letteraria degli autori: l’operazione, infatti, permette di comprendere alcune delle suggestioni esercitate sugli autori dal soggiorno in Argentina (dal 1922 al 1924 Gadda, dal 1939 al 1963 Gombrowicz)
La metrica di Eugenio Montale da Ossi di seppia a La bufera e altro
La mia tesi si concentra suIla metrica di Eugenio Montale nelle prime tre raccolte: ()s.si dl scppiû (1925), Occasioni (1939), La bufera (1956). Il lavoro è articolato in tre capitoli perfettamente speculari, che hanno per oggetto il ritmo, l'intonazione, lo strofismo e le rime. Per quanio riguarda lo studio mensurale e ritmico, si privilégia il metodo statistico, con particolare riferimento alla scuola padovana. I dati vengono messi a sistema ed analizzati sia sul piano diacronico, osservando l'evoluzione da una fase all'altra, che sincronico, approfondendo le dinamiche interne a cîascun libro, in particolare tenendo in considerazione i tratti distintivi delle diverse sezioni. Gli aspetti esaminati costituiscono il punto di partenza per uno studio non solo descrittivo. finalizzfito a individuare le direttrici dello stile montaliano: la sua natura, le sue caratteristiche peculiari, il'stio sviluppo. In appendice è présente il regesto compléta dei versi di ogni raccolta, suddivisi per moduii e gruppi ritmici
FRANCO FORTINI CRITICO E TEORICO DELLA LETTERATURA
La mia tesi si pone come obiettivo lo studio degli intervenu più specifïcamente critico-teorici scritti da Franco Fortini. Pur essendo consapevole dell'inscindibilità dell'ampio e variegato corpus autoriale, infatti, credo che richiamare l'attenzione sull'originalità e la profondità del suo pensiero estetico sia un modo efficace per evitare di schiacciarne l'eredità sugli opposti poli del lirico e del polemista-ideologo, trascurando del tutto il suo ruolo all'interno délia critica letteraria italiana di matrice marxista. In aggiunta, pur non disdegnando di stabilire — dove necessario — alcuni collegamenti con le sillogi poetiche, ho cercato di non ridurre Tintera riflessione letteraria di Fortini a una sorta di giustifïcazione obliqua délia propria poetica personale. Tra i materiali presi in considerazione, oltre a tutte le raccolte di saggi pubblicate in vita o postume, vanno segnalati un buon numéro di articoli dispersi e alcuni inediti (divisi tra testi di conferenze, brani dell'epistolario e appunti preparatori dei corsi universitari).
La tesi è divisa in due parti. Nella prima si ripercorrono le riflessioni meta-critiche di Fortini (ossia la sua attenzione al mondo délia scuola, dell'editoria e dell'informazione), si descrive il suo stile argomentativo e, soprattutto, si cerca di dare un'interpretazione complessiva delle sue frammentarie proposte teoriche. Per far questo, si è tentato di comprendere quale fosse la peculiarità dell'estetica di Fortini ponendola in relazione ai principali filoni critici del Novecento, dal formalismo russo allo strutturalismo, dalla tradizione filologica alla semiologia, dalla Stilkritic all'ermeneutica e alla scuola di Costanza. In particolare, si è illustrato come Fortini rielabori in senso storico-dialettico le catégorie jakobsoniane, puntando a valorizzare gli scambi tra testo e contesta piuttosto che ad assoluti2zare la funzione poetica del linguaggio. Ciô ha comportato, inoltre, un inevitabile confronta tra la posizione fortiniana e le correnti verso cui egli era massimamente debitore, ossia in primo luogo l'umanesimo marxista di Lukâcs, con la sua attenzione al rispecchiamento e al senso délia prospettiva, ma anche la linea "francofortese" esemplificata da Adorno e Marcuse, cosi sensibile alla carica utopica e contestatrice insita nella forma artistica. Nel secondo capitolo — anche in connessione col concetto di "classicità" illustrato nella prima sezione — sono stati messi in evidenza i punti di forza délia teoria délia traduzione di Fortini, la sua distinzione tra versione lineare e rifacimento, il suo interesse per i processi di trasmissione e ricezione. Nel terzo capitolo, infine, sono stati approfonditi gli articoli con cui Fortini avanza alcune proposte metricologiche tanto discutibili e prive di seguito quanto affascinanti e ricche di implicazioni degne di un più serio ripensamento.
Nella seconda parte délia tesi si è perseguita una duplice fïnalità. Da un lato, si è voluto rendere testimonianza all'apertura dello sguardo fortiniano e alla vastità délia sua cultura. Detto diversamente, in opposizione a un'immagine da italianista "puro" a cui potrebbero forse indurre il peso e la rilevanza di Saggi italiani e Nitovi saggi italiani, ho scelto di dar conta del Fortini comparatista. Dall'altro, si è resa impellente la necessità di compiere delle scelte, ossia di privilegiare un possibile percorso e un particolare ambito di interesse rispetto ad altri. Al fine di valorizzare debitamente un lato forse dimenticato, o almeno lasciato nell'ombra, délia produzione fortiniana, ho cosi puntato a mettere in risalto i suoi studi di letteratura francese, nella convinzione che la parabola iniziatasi col Romanticismo e conclusasi col Postmodernismo potesse far risaltare in modo perspicuo gli stessi mutamenti del campo letterario, e persino délia nozione di arte, interrogati nei primi capitoli. In altri termini, la seconda parte délia tesi intende sia verificare l'efficacia euristica degli strumenti messi a punto nella prima, sia mostrarne l'origine storico-culturale e gli obiettivi polemici. Per queste ragioni, ho deciso di occuparmi di uno dei padri délia "modernità", ossia Baudelaire, per passare successivamente alla grande tradizione simbolista, la cui influenza in ambito italiano è stata mediata soprattutto dalla poetica delTErmetismo fiorentino. Proprio sull'Ermetismo si concentra, allora, il terzo capitolo, dove si mostra dettagliatamente come Fortini — grazie alla propria mens intrinsecamente dialettica - abbia sempre combattuto una battaglia su due fronti opposti: in questo caso, contro il misticismo spiritualistico, contro ogni culto dell'autenticità e délia separatezza, ma anche contro l'ipostatizzazione del realismo socialista, contro il contenutismo edificante e il nazional-popolare; successivamente, contro 1' "ideologia filologica", la pretesa neutralità délia scienza délia letteratura, ma anche contro l'"ideologia ermeneutica", basata sull'inverificabile genialità dell'arbitrio soggettivo. L'ultimo capitolo, infine, si focalizza sugli scritti fortiniani riguardanti il Surrealismo (con un particolare approfondimento a proposito del "conflitto per le interpretazioni" ingaggiato daU'autore, a proposito di Michelet, con pensatori del calibro di Barthes e Bataille). Interrogandosi sulla lezione delle avanguardie e sulla cultura francese a lui contemporanea, infatti, Fortini mette a punto quelle penetranti catégorie critiche che gli permetteranno un'acuta e lucida interpretazione dei mutamenti intervenuti nel dominio dell'estetica, ma anche e soprattutto in quello politico-sociale, verso la seconda metà degli anni Settanta.
In conclusione, con questo lavoro ho scelto di mettere in luce la centralità dell'attività critica di Fortini all'interno délia cultura italiana del XX secolo. Ho cercato, quindi, di fornire un'immagine unitaria e comprensibile — sebbene non immobile o banalizzante — délia sua estetica e délia sua teoria délia letteratura, puntando si a storicizzare, a precisare i riferimenti e a ricostruire i contesti, ma cercando allo stesso tempo di lasciar emergere l'attualità di quei discorsi e di individuare il loro nucleo di fondo, ossia quel "contenuto di verità" che ci permette, ancora oggi, di leggerli con attenzione e profitto
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