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    Politica militare e organizzazione statale a Napoli alle soglie delle Guerre d'Italia. Difesa e conservatione del Regno

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    ItPartendo dall'analisi di una fonte ricca e variegata come il Libro delle istruzioni di re Federico d'Aragona, recentemente rinvenuto e in corso di edizione, e proseguendo sulla scia delle ricerche di Francesco Storti sull'esercito napoletano del secondo Quattrocento, così come di quelle di Alessio Russo sull'ultima fase del Regno aragonese, si è scelto d'indagare ancor più in profondità le matrici, le prospettive e gli esiti delle sperimentazioni militari attuate dalla monarchia, le quali, com'è ormai ben noto, furono proprio in tale ambito fra le più avanzate e ideologicamente dense. In questa prima parte d'uno studio concepito come complementare, oltre a fornire un'opportuna introduzione alla fonte, si metteranno in luce le diverse realtà provinciali del Regno di Federico, con le loro specifiche caratteristiche ed esigenze strategiche, e si giungerà a definire i contorni di un preciso progetto di militarizzazione del territorio e di provincializzazione dell'esercito.EnStarting from the analysis of a rich and varied source, the Book of Instructiones of king Frederick of Aragon, recently discovered and soon published, and continuing on the way of Francesco Storti's researches on the neapolitan army in the second half of the fifteenth century, as well as of those by Alessio Russo on the last phase of the aragonese Kingdom, we decided to investigate even more deeply the matrices, the perspectives and the results of the military experiments wanted by the monarchy, which were among the most advanced and ideologically dense. In this first part of a study conceived as complementary, in addition to providing an appropriate introduction to the source, I tried to highlight the different provincial realities of the Kingdom of Frederick, with their specific characteristics and strategic needs, and to outline a specific project of militarization of the territory and provincialization of the army

    On cyclic automorphisms of a group

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    An endomorphism α of a group G is called a cyclic endomorphism if the subgroup is cyclic for all elements x of G. It can be proved that every cyclic endomorphism is normal, i.e. it commutes with every inner automorphism of G (see [F. de Giovanni, M. L. Newell and A. Russo, On a class of normal endomorphisms of groups, J. Algebra its Appl. 13 (2014) 6pp.]). In this paper, some further properties of cyclic endomorphisms will be pointed out. Moreover, the structure of a group G in which the group CAut(G) of cyclic automorphisms has finite index in Aut(G) will be investigated

    On Groups in Which Many Automorphisms Are Cyclic

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    Let G be a group. An automorphism α of G is said to be a cyclic automorphism if the subgroup 〈x, xα 〉 is cyclic for every element x of G. In [F. de Giovanni, M.L. Newell, A. Russo: On a class of normal endomorphisms of groups, J. Algebra and its Applications 13, (2014), 6pp] the authors proved that every cyclic automorphism is central, namely, that every cyclic automorphism acts trivially on the factor group G/Z(G). In this paper, the class FW of groups in which every element induces by conjugation a cyclic automorphism on a (normal) subgroup of finite index will be investigated

    Principi-baroni nel Regno aragonese di Napoli: il caso di Federico d’Aragona, principe di Squillace e di Taranto (1482-1487)

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    ITALIANO: Il rapporto tra monarchia e baronaggio ha rappresentato, fin dal secolo XVI, un tema fondamentale per l’interpretazione delle complesse dinamiche politico-istituzionali riguardanti il Regno aragonese di Napoli. Per lo più letto in chiave antitetica, alla luce dei ripetuti conflitti armati tra la Corona e i baroni ribelli, questo rapporto merita tuttavia, nell’alveo di una rinnovata storiografia, d’essere ancora indagato, a partire da inediti punti d’osservazione. Questo articolo si focalizza sui principi reali napoletani, impegnati in alti ruoli istituzionali e al contempo titolari di feudi: principi-baroni aragonesi, dunque, attraverso i quali (in particolare Federico d’Aragona, principe di Taranto e di Squillace, il cui caso paradigmatico è più ampiamente analizzato) la Corona sperimenta un superamento dell’antitesi, estendendo la propria prassi politica e la propria ideologia del potere nei territori provinciali, nonché diffondendo e difendendo un proprio modello ideale di barone regnicolo. / ENGLISH: The relationship between monarchy and barons represented, since the XVI century, a fundamental theme for the interpretation of the complex political and institutional dynamics concerning the Aragonese Kingdom in Naples. This relationship was especially seen as antithetical, because of the repeated armed conflicts between the Crown and the rebellious barons, but it deserves, according to a renewed historiography, to be still investigated from unedited observation posts. This article focuses on the neapolitan royal princes, occupied in very important institutional roles and at the same time titulars of feuds: Aragonese princes-barons, therefore, through which (and particularly Frederick of Aragon, prince of Taranto and Squillace, whose paradigmatic case is analyzed more widely) the Crown experiments an overcoming of the antithesis, extending its own political praxis and its own ideology of the power in the provincial territories, as well as spreading and defending its own ideal model of a Neapolitan baron

    Da Antonello Petrucci a Vito Pisanello: alcune considerazioni sui primi segretari regi nella Napoli Aragonese (1458-1501)

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    Questo contributo, analizzando i vari personaggi succedutisi nella carica, offre un inedito quadro interpretativo integrale, per quanto non esaustivo, della figura del primo segretario nel Regno aragonese di Napoli del secondo Quattrocento e del primo Cinquecento.Cet article, à travers l’analyse des différents personnages qui se sont succédé dans la charge, offre un nouveau cadre interprétatif intégral, bien que non exhaustif, de la personne du premier secrétaire dans le royaume aragonais de Naples du XVe siècle et du début du XVIe siècle.This article, through the analysis of the different characters who succeeded in the office, offers a new, although not exhaustive, interpretative framework about the first secretary in the aragonese Kingdom of Naples of the 15th century and the beginning of the 16th century

    Federico d'Aragona (1451-1504). Politica e ideologia nella dinastia aragonese di Napoli

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    ITALIANO: La complessa vicenda esistenziale di Federico d’Aragona, secondogenito di Ferdinando I di Napoli, viene analizzata attraverso un lento lavoro di scomposizione e interpretazione dei dati che attengono alla fisionomia politica, culturale e ideologica di un personaggio fino a ieri considerato marginale nel quadro dei drammatici eventi italiani di fine secolo XV. Federico compendia in sé, invece, nell’ambiguo percorso della sua formazione e nella pluralità dei ruoli ricoperti, i caratteri stessi di quello straordinario esperimento che fu il sistema di governo aragonese, sottoposto da qualche tempo al vaglio di una rinnovata storiografia. Principe e cortigiano, capitano di genti d’arme e ammiraglio, titolare di feudi in patria e all’estero, ma anche luogotenente, governatore di province e colto oratore, re e monarca in esilio, Federico condensa nella sua speciale esperienza esistenziale il senso, anzi, ancora più alto, di un’intera civiltà politica: di quel Rinascimento degli specula principise dell’arte del governo che proprio attraverso la ricostruzione di esperienze come questa, trasversali, uniche e profondamente immerse nella prassi, può mostrare ancora una volta la misura della sua inesauribile originalità. / ENGLISH: The complex life of Frederick of Aragon, second-born of Ferdinando I of Naples, is analyzed through a work of decomposition and interpretation of the data that concern to the political, cultural and ideological physiognomy of a character considered marginal in the the dramatic Italian events of the end of the XV century. Frederick represents instead, in his formation and his roles, the extraordinary experiment that was the Aragonese system of government, and the meaning of a whole political civilization: the Renaissance of the specula principis, of the political art, that can show once more the measure of its inexhaustible originality through the reconstruction of lives as this, transversals, uniques and deeply absorbed in the practice of the power
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