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    «e ancora:» l’eredità dei trovatori in Entrebescar di Roberto Rossi Precerutti (1982)

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    This article examines Roberto Rossi Precerutti’s Entrebescar as an example of contemporary re-visitation of troubadour lyric. The first chapter traces Enrtebescar’s cultural horizon and leads to an overall evaluation of the troubadours’ models in the book. The second and third chapters analyzes four emblematic poems centered around some explicit citations of troubadours or Provençal topoi. The analysis thereby reveals the peculiarities of Rossi Precerutti’s trobar, especially in relation to the ric traits: the syntactic architecture is indeed the first element of signification. All the poems show the centrality of the relationship between the “self ” and the world, revealing that the undecidability of some lines is related to the impossibility of perfectly delimiting reality.L’articolo analizza la raccolta Entrebescar di Roberto Rossi Precerutti come esempio contemporaneo di un riattraversamento della lirica dei trovatori. Il primo capitolo ricostruisce l’orizzonte culturale alla base di Entrebescar per poi soffermarsi su una valutazione complessiva dei modelli trobadorici nella raccolta. Nel secondo e nel terzo capitolo vengono analizzate quattro poesie esemplari, imperniate intorno a citazioni esplicite dei trovatori o a topoi della poesia provenzale. Da tale analisi emergono i confini del trobar preceruttiano, con un’evidenza per le caratteristiche ric: l’architettura sintattica si pone infatti come primo elemento di significazione. Tutte le poesie evidenziano la centralità del rapporto dell’io con il mondo, mostrando come all’indecidibilità dei versi corrisponda l’impossibilità di circoscrivere perfettamente la realtà

    La manifattura tessile europea e il rapporto tra contabilità, organizzazione del lavoro e pratiche di gestione dello spazio: il caso della Fabrique neuve di Cortaillod nel XVIII secolo

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    La diffusione del sistema di fabbrica comportò una ridefinizione della struttura organizzativa delle manifatture. In particolare, nel settore cotoniero l’utilizzo sempre maggiore di fasi di produzione meccanizzate, l’accentramento produttivo, la separazione tra fasi di produzione a basso e ad alto valore aggiunto, la presenza di lavoratori con diversi gradi di qualificazione spinse a una ridefinizione delle relazioni di lavoro e a una conseguente riorganizzazione dello spazio e del tempo. Tale processo si manifestò attraverso nuovi modelli di organizzazione aziendale basati su strutture gerarchiche e strumenti di controllo e misurazione. Un elemento caratterizzante di tale trasformazione fu l’adozione di sistemi contabili rivolti alla misurazione delle performance aziendali, alla rilevazione dei flussi e al controllo della manodopera, attraverso la definizione di “spazi” contabili, dove il lavoratore risulta visibile e misurabile

    Tra rendita e profitto: produzione e commercio dello zolfo in Sicilia nell'Ottocento

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    Lo zolfo siciliano è stato considerato un monopolio naturale, intorno al quale ai principi del XIX secolo, si è formata una rete di interessi produttivi, finanziari e commerciali. All'interno di questa rete, hanno operato proprietari terrieri - nobili, ecclesiastici, borghesi - intermediari finanziari e mercanti siciliani, francesi e inglesi che hanno portato la Sicilia tra i maggiori produttori di zolfo nella prima metà dell'Ottocento. Il presente lavoro prova a individuare i caratteri peculiari dell'industria zolfifera siciliana, mettendo in evidenza gli aspetti di modernità finanziaria e la persistenza di modi di produzione precapitalistici

    Della realizzazione, ovvero l'etica come arte di vivere. A proposito della nuova interpretazione aristotelica di Roberto Rossi

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    Per Roberto Rossi la dottrina etica di Aristotele trova, anzitutto, espressione e significato non in quanto speculazione e teoria etica, bensì in quanto scienza del ragionamento pratico, ossia scuola di pensiero in vista dell’azione, cioè etica in quanto arte di vivere. Essa – leggiamo – «è un sapere pratico che riguarda il modo migliore di stare al mondo, e quindi anche il modo di vivere al meglio di noi stessi, e con il massimo di benessere e di soddisfazione; un sapere, inoltre, che va direttamente tradotto in azione concreta (prâxis): “il fine della filosofia teoretica [...] è la verità, mentre il fine della filosofia pratica [...] è l’azione”

    Poor government and work organisation in the Real Albergo dei Poveri of Palermo: a bio-political experiment in Bourbon-Sicily (eighteenth–nineteenth centuries)

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    The paper aims to improve understanding of the role played by accounting in its function of government practice, considering the interfacing function of the Real Albergo dei Poveri of Palermo charity. Michel Foucault’s governmentality framework is adopted in order to explore the labour organisation within the Real Albergo dei Poveri of Palermo, where a silk manufacturer, the Real Opificio delle Sete (Royal Silk factory), was established in 1790 to exploit the workforce hosted in the institution. The paper analyses the accounting system established to manage the commodified and forced labour of poor female inmates in relation to a central issue—the social control promoted by central government. The idea is to demonstrate that work was the means to carry on the social control of people considered alien and not integrated by the society of the time, while the accounting system was the tool. The study uses documents from Palermo’s State Archive about the foundation and internal organisation of the Real Opificio delle Sete and account books from the institution and silk manufacturer to verify the role of labour and its measurement, highlighting accounting based on the checking and reporting system. Furthermore, the paper, by means of the accounting system, examines the organisation of work and internal management, and the allocation of wealth in the form of healthcare, social security and housing

    Tra società disciplinare e differenti modelli di capitalismo . Un caso di studio: organizzazione e disciplina del lavoro nel mondo iberico tra Mediterraneo e Atlantico (XVIII-XIX secolo)

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    Con il termine obraje de tejer si definiva una manifattura tessile (lana e in minima parte cotone e lino) basata su differenti organizzazioni produttive che comprendevano sia piccole botteghe con due, tre lavoratori sia vasti insediamenti produttivi, organizzati con una manodopera di centinaia di lavoratori. L’obraje, come unità produttiva, apparve nel panorama economico della Nuova Spagna (e degli altri vicereami spagnoli del Sud America) al momento della conquista, persistendo fino all’inizio del XIX secolo. Sin dalle origini, l’obraje si caratterizzò per l’utilizzo di manodopera libera accanto a manodopera servile e forzata (venne utilizzato anche come forma di condanna penale) con differenti gradi di qualificazione, costituendo un caso peculiare per provare a interpretare sia l’organizzazione della società sia lo sviluppo del modello capitalistico nell’America spagnol

    Industria en el Espejo: Manufactura Textil, Política Fiscal Y Competencia entre Nueva España y la Península Ibérica en el siglo XVIII

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    El cambio de dinastía en el trono español de los Habsburgo a los Borbón coincidió, de alguna manera, con la difusión en Europa de las ideas de la Ilustración y con la conciencia por parte de la élite española del estado de retraso del desarrollo económico de la madre patria y sus colonias. Éstos son, en nuestra opinión, los supuestos que llevaron, en la segunda mitad del siglo xviii, a repensar el modelo de gestión del sistema colonial y la integración entre la economía de la península y las economías muy diferenciadas de los virreinatos americanos. Muchos intelectuales y políticos comenzaron a cuestionar el sistema económico colonial basado en la producción binomial materia prima/importación de producto finito, o al menos comenzaron a cuestionar la narrativa que se hizo de este sistema

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    sj-pdf-1-ajs-10.1177_03635465211059811 – Supplemental material for Joint Line Obliquity Does Not Affect the Outcomes of Opening Wedge High Tibial Osteotomy at an Average 10-Year Follow-up

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    Supplemental material, sj-pdf-1-ajs-10.1177_03635465211059811 for Joint Line Obliquity Does Not Affect the Outcomes of Opening Wedge High Tibial Osteotomy at an Average 10-Year Follow-up by Federica Rosso, Roberto Rossi, Antonino Cantivalli, Carola Pilone and Davide Edoardo Bonasia in The American Journal of Sports Medicine</p
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