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L'ultimo canto di Virgilio... e di Roberto De Simone (1933-2025)
Il saggio è una commemorazione del grande musicista napoletano Roberto De Simone
Il sogno di Virgilio. Poetica e «politica» delle ricerche etnografiche e musicali di Roberto De Simone
La pubblicazione di "Son sei sorelle. Rituali e canti della tradizione in Campania", volume con 6 cd allegati di Roberto De Simone, è motivo di riflessione intorno alla ricerca etnografica su musica e rito e sui cambiamenti del tessuto sociale e culturale italiano.The publication of "Son sei sorelle. Rituali e canti della tradizione in Campania" - one volume with six cds by Roberto De Simone – provokes a reflection about ethnographic research on music and ritual, and also on changes in the Italian social and cultural context
Ombre sdegnose e comiche. (Tra Prospero e Pulcinella). Noterella obituaria per Roberto De Simone
Il contributo riguarda la penultima opera di Roberto De Simone, L'oca d'oro (2019), il ripercorrimento amplissimo che essa presenta della sua carriera e in particolare, anche nel reciproco rapporto con Eduardo De Filippo, il riferimento alla drammaturgia di Shakespeare riconsiderata nel quadro della tradizione napoletana
Della riscrittura del Cunto di Basile e di altre storie: conversazione con Roberto De Simone
Intervista a Roberto De Simone realizzata nel 2010. La conversazione, che ha preso le mosse dalle riscritture desimoniane in napoletano e in italiano del Cunto de li Cunti e dalla sua trasposizione teatrale della fiaba La Gatta Cenerentola, si è rivelata occasione preziosa per approfondire alcuni nodi problematici che caratterizzano la concreta esperienza del tradurre
Sintonie di artista. Gli spettacoli con le regie di Roberto De Simone
Il rapporto tra Roberto De Simone e Giovanni Girosi rappresenta un sodalizio nel quale, attraverso sette spettacoli realizzati nell’arco temporale che va dal 1978 al 2001, si esprime un’intesa tra regista e scenografo che diventa forza autoriale della rappresentazione. Il contributo traccia le tappe di un rapporto particolare tra un polivalente artista del teatro e uno scenografo con un’innata attitudine registica, un connubio nel quale la chiave drammaturgica della rappresentazione è la musica, sostanza invisibile e potente impossibile da recingere in consuetudini formali
Un sogno di Roberto De Simone: la «Praefatio» alla riscrittura del« Cunto de li Cunti» di Basile
The article deals with the Italian translation of Basile’s Lo Cunto de li Cunti by Roberto De Simone, published in 2002. It is focused particularly on the Praefatio, an original tale written by the translator, used as a critical introduction to the translation in which are explained De Simone’s translating strategies
Il segno e il suono. La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone
Annamaria Sapienza, Il segno e il suono. La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone, Napoli, Guida, 2006.
Abstract
Verso la metà degli anni ’70 l’attività artistica di Roberto De Simone, come autore, regista, etnomusicologo, musicista, è già piuttosto nota sia a Napoli che in Italia. Ma è la rappresentazione de La gatta Cenerentola nel 1976 che costituisce il momento di maggiore celebrità nazionale, e internazionale, del maestro napoletano e degli artisti impegnati nello spettacolo. Dopo anni di intensa ricerca sul patrimonio popolare di area campana e dopo alcuni esperimenti condotti in tale direzione, De Simone compone un’opera che in un sol colpo, attraverso il suo stile denso e composito, si impone all’attenzione del pubblico e della critica internazionale come un prodotto che espone un particolare modo di intendere lo spettacolo, un’espressione che ingloba antiche tradizioni, esperienze primordiali e istanze teatrali fortemente innovative. Con una prospettiva storica di trent’anni, il tentativo è quello di compiere un’analisi particolareggiata dello spettacolo che evidenzi il ruolo emblematico, e unico nel suo genere, svolto dalla rappresentazione nella storia del teatro napoletano all’interno di un repertorio teatrale fortemente compromesso da retaggi e stereotipi. La volontà di trascrivere in forma organica la genesi e lo sviluppo dello spettacolo inquadrandolo come un evento culturale ad ampio raggio all’interno di un clima e di un momento artistico particolari, punta a verificare la sofisticata operazione teatrale che si nasconde dietro elementi recuperati dalla parte preistorica della cultura locale e messi in relazione con le forme più alte della cultura meridionale. Con la rappresentazione de La gatta Cenerentola si crea un autentico spartiacque nel teatro napoletano, un nuovo modo di intendere e conoscere la tradizione nei termini di un immaginario collettivo arcaico che si compone nel barocco della memoria e si materializza nelle innumerevoli possibilità offerte dalla scena
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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