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    Pier Damiani. Nuove prospettive sul suo pensiero

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    Atti del Convegno 'Pier Damiani. Nuove prospettive sul suo pensiero' (Parma, 17-18 Dicembre 2020), a cura di Fabrizio Amerini e Renato de Filippis, con contributi di Fabrizio Amerini, Concetto Martello, Lorenzo Saraceno, Riccardo Saccenti, Roberto Limonta, Renato de Filippis, Antonio Manco, Antonio Sordillo, Irene Binini, Nicolangelo D’Acunto, Umberto Long

    Anselmo filosofo dell'Infinito. La natura elenchica dell'unum argumentum

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    Contrariamente a quanto affermato dalla maggior parte delle letture intorno all'unum argumentum, la stroardinaria invenzione teoretica di Anselmo è una struttura elenchica che presuppone, per poter essere intesa correttamente e resistere alla sua negazione, rendendo quest'ultima immediatamente autocontraddittoria, un'idea di Dio non semplicemente come ultimo elemento della serie degli enti, ma come fondamento di tale serie che si situa necessariamente al di là della serie stessa

    Antitrinitarismo e triadicità in Giordano Bruno. Il ricorso alla triade substantia-essentia, potentia, actus nel De la causa, principio et uno

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    Il problema della configurazione triadica dell’essere o della sostanza, nonché del rapporto tra i tre termini concettuali substantia/essentia – potentia/virtus – actus/operatio, si configura nel pensiero di Giordano Bruno sin dalle origini della sua esperienza biografica e intellettuale. Cercheremo qui di seguirne lo sviluppo attraverso due prospettive complementari: 1) quella biografica, legata agli anni della formazione e al maturare di una specifica riflessione teologico-filosofica; 2) quella interna al suo pensiero, attraverso l’esame del problema dal punto di vista ontologico come delineato nel De la causa, principio et Uno, pubblicato a Londra nel 1584

    sj-docx-1-anp-10.1177_00048674211057480 – Supplemental material for Awareness of illness moderates self-assessment of psychotic symptoms

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    Supplemental material, sj-docx-1-anp-10.1177_00048674211057480 for Awareness of illness moderates self-assessment of psychotic symptoms by Luis Martinez Agulleiro, Renato de Filippis, Stella Rosson, Bhagyashree Patil, Lara Prizgint, Nahal Talasazan, Herbert Y Meltzer, John M Kane, Robert D Gibbons and Daniel Guinart in Australian & New Zealand Journal of Psychiatry</p

    Leggere Anselmo

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    L’accostamento corretto agli scritti di ambito filosofico-teologico di epoca tardo-antica o altomedievale non può prescindere da una adeguata percezione della originaria coerenza che l’autore stabiliva tra la forma delle parole e le nozioni interiori e gli effettivi procedimenti argomentativi ad esse corrispondenti. Leggendo oggi Anselmo con l’aspirazione di ricostruire e interpretare correttamente le categorie filosofico-culturali vigenti nel suo tempo, le peculiarità del suo stile e gli orientamenti linguistico-formali delle sue fonti, è possibile proporre nuove chiavi di accostamento al suo pensiero, libere da preconcetti comparativistici e da interpretazioni inadeguate, fondate su modelli di pensiero estranei al suo universo mentale. Le prove del Monologion mostrano l’utilizzo di Agostino (soprattutto della sua gnoseologia) e Boezio, nonché della teoria e della terminologia dialettica come canonizzata nel secolo XI; Anselmo appare anche chiaramente influenzato dalla dottrina della triade ontologica neoplatonica e applica, per un avvicinamento alla comprensione dei misteri trinitari, un rigoroso utilizzo della logica del termine e in particolare della definitio; inoltre, la celebre definizione di Dio su cui è fondata l’intera costruzione teoretica del Proslogion appare essere una notio, elaborata ancora secondo le regole della dialettica codificate da Boezio e Mario Vittorino. La struttura formale dell’unum argumentum, del resto, si inserisce correttamente nell’ambito della dottrina topica così come è trattata da Cicerone sulla base di Aristotele, proponendosi in particolare come una applicazione del topos ex repugnantibus, che le fonti dialettiche definiscono anche semplicemente enthymema e che ha trovato ampia utilizzazione nella letteratura filosofica altomedievale.GIULIO D’ONOFRIO Reading Anselm A correct approach to the philosophical-theological writings from the late ancient or early medieval period cannot leave out an adequate overview of the original coherence that the author established among the form of the words, the interior ideas, and the effective procedures of argumentation that correspond to them. By reading Anselm today with the desire of reconstructing and interpreting correctly the philosophical-cultural categories existing in his time, the particularities of his style, and the linguistic-formal directions of his sources, it is possible to propose new ways for the approach to his thought that are free of comparative preconceptions and inadequate interpretations founded on models of thought that are foreign to his mental universe. The proofs of the Monologion show the use of Augustine (above all his gnoseology) and Boethius, as well as the use of the theory and terminology of dialectic that had been canonized in the eleventh century. Anselm also appears to be clearly influenced by the doctrine of the Neo-Platonic ontological triad and applies, through an approach to the comprehension of the Trinitarian mysteries, a rigorous use of the logic of the ‘term’ and in particular of the definitio. Furthermore, the celebrated definition of God on which is founded the entire theoretical construction of the Proslogion appears to be a notio, developed again according to the rules of dialectic that had been codified by Boethius and Marius Victorinus. The formal structure of the unum argumentum, however, is correctly inserted into the doctrine of the ‘topic’, as treated by Cicero by way of Aristotle, that is proposed in particular as an application of the topos ex repugnantibus, which the sources on dialectic define simply as enthymema and which found ample use in the early medieval philosophical literature

    Nel Verbo divino esiste anche l'idea di ciascun individuo umano? La risposta di Agostino nella lettera 14

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    Il saggio analizza il paragrafo 4 della Lettera 14 di Agostino, in cui l'autore risponde a un quesito posto dall'amico Nebridio circa l'esistenza di Idee divine degli individui

    Leggere Boezio secondo Boezio: l’assioma II del «De Hebdomadibus»

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    A new interpretation of the second axiom of the 'De hebdomadibus', the most philosophical of the so-called 'Opuscula theologica', written by the late Antique author Severinus Boethius (480-525 ca.

    «Quid sit immediatus terminis iudicialis notitie»: tra semantica e gnoseologia nella Lectura super Primum Sententiarum di Giovanni di Ripa

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    Nell’elaborato e complesso Commento alle Sentenze il francescano Giovanni di Ripa, attraverso uno «schema labirintico di argomentazioni», affronta il problema gnoseologico cercando di individuare la capacità conoscitiva dell’uomo pro statu ipso, valutandone la possibilità di avere una qualche conoscenza di Dio. Il francescano insiste però sulla possibilità di un intelletto finito di oltrepassare i propri limiti, la propria ferita, per accogliere un oggetto assoluto e infinito. La condizione presente dell’uomo esclude da una parte dell’immutatio formalis del concetto increato e dall’altra la species intuitiva che costituisce la sua natura spirituale, immagine di Dio. Una noetica filosoficamente provata e presentata come apparentia fondata nell’identità di apparentia obiectiva e apparentia formalis in Dio e nella visione di Dio a partire dalla chiarificazione della nozione di forma, innestata su un’imponente struttura metafisica permette al Supersottile di garantire una conoscibilità naturaliter attingibilis di Dio, al quale non solo rimanda essenzialmente ed in prima istanza ogni essenza, ma che risulta anche il garante dell’esser-vero di qualsiasi cosa, in quanto il rapporto di origine causale da Dio e di somiglianza con Dio di ogni creatura è tale che da una parte fonda metafisicamente l’esistenza del creato in Dio, e dall’altra ne subordina la conoscibilità intellettiva all’immensità dell’essere di Dio
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