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L'autovalutazione della didattica da parte dei docenti. Presentazione dei risultati di una ricerca esplorativa condotta presso l'Università di Padova
Teaching Self-Evaluation. An Exploratory Research with Padua University TeachersIn universities, self-evaluation processes may concern the faculties, teaching staff and students. As regards teaching staff, self-education may refer to procedures to be used at a personal level and strictly linked to teaching experience or connected to the self-evaluation of faculties themselves. In the latter case, these self-evaluation practices become an integral part of the growth process of accountability and of the qualitative improvement of university education. The self-evaluation approach for teaching staff dealt with here is connected to the development of processes of reflection in the teacher in order to improve educational practices. The study presented in this article satisfies the interest of the Governing Council of Padua University, which promoted a new project on teacher self-evaluation that started in 2006 and ended in 2009. A specific working commission including representatives from all faculties, under the direction of R. Semeraro (entrusted by the Rector for the project), aimed at focusing the attention of the teaching staff from all faculties on the use of a selfevaluation tool, which was developed after a comparative analysis of similar tools in use in major universities in the world. At the end of 2007, all the teaching staff were sent the aforesaid self-evaluation tool, developed by the working commission, and 60% of the teaching staff answered by filling in the relative questionnaire. The results showed that some teacher self-evaluation criteria were common to all faculties while other criteria were specific to individual faculties
Quando il turismo diventa ‘smart’
Negli ultimi due decenni abbiamo sperimentato gli effetti dell’innovazione tecnologica anche nel comparto dell’offerta turistica: basti pensare alla diffusione dei sistemi di prenotazione online e in generale ai sistemi di connessione digitale che facilitano la conoscenza e l’interazione fra soggetti anche distanti.
Sullo scenario mondiale si affaccia ora una nuova frontiera tecnologica che non solo promette di fare meglio le stesse cose, come sta accadendo con e-tourism, ma soprattutto di fare cose nuove mai fatte; dunque rendere i servizi e anche quelli turistici ‘smart’, cioè intelligenti. Le tecnologie abilitano soluzioni che intervengono nella fruizione stessa
del turismo e ne migliorano i contenuti. Perché tutto ciò possa compiersi è però necessaria anche un’evoluzione o forse una rivoluzione culturale ed economica.
Il presente capitolo ha come obiettivo quello di indagare la complessità connessa a questo processo di cambiamento e comprendere le condizioni che consentiranno al settore turistico di diventare ‘smart’, cioè capace di fornire al turista servizi innovativi e maggiormente coinvolgenti grazie ad un sapiente utilizzo delle risorse tecnologiche e agli sforzi di progettazione e organizzazione da parte degli operatori. Mentre rileviamo un livello di consapevolezza e di profonda conoscenza delle competenze e delle opportunità che dischiude lo sviluppo della tecnologia da parte dei grandi player mondiali quali AirBnB o Google (per citare solo alcuni dei nomi molto attivi nel settore del turismo), altrettanto
purtroppo non si può affermare per gli operatori tradizionali. S’intravvede nel territorio, quale elemento di aggregazione dei singoli operatori (la cosiddetta destinazione turistica), la mano visibile che può facilitare l’evoluzione dell’ecosistema turistico verso una piena e compiuta innovazione e trasformazione digital
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
L'imparare a imparare: da priorità strategica a pratica didattica. Una ricerca empirica nei percorsi professionalizzanti dell'obbligo formativo
Il tema dell’imparare a imparare, sebbene caratterizzato da problemi ancora aperti, sta entrando a far parte dei curricoli scolastici in tutta Europa e in Italia. Ne consegue una serie di interrogativi: il sistema scolastico e formativo italiano è in grado di favorire lo sviluppo dell’imparare a imparare? In modo particolare lo sono i percorsi professionalizzanti? Gli insegnanti possiedono i presupposti per poter trasformare l’”imparare a imparare” da obiettivo didattico dichiarato in pratica didattica?
L’obiettivo specifico della ricerca è quello di descrivere i punti di vista sull’imparare a imparare espressi dagli insegnanti degli istituti professionali (primo triennio), dai formatori e dai tutor dei percorsi di formazione professionale.
Per la messa a punto dei concetti e delle ipotesi è stato predisposto un preliminare studio esplorativo che ha coinvolto 22 tra docenti e tutor dei centri di formazione professionale e insegnanti degli istiuti professionali a cui è stata somministrata un'intervista semistrutturata predisposta avendo come modello di riferimento per il concetto dell’imparare a imparare un adattamento del modello di studio di Winne e Hadwin (1998) e gli esiti della ricerca di Waeytens, Lens e Vandenberghe (2002).
L’indagine principale si è svolta durante il 2004 nelle province di Bologna e Parma su tutta la popolazione degli insegnanti dei trienni degli istituti professionali e dei formatori e tutor dei percorsi di formazione professionale di base per un totale di 1366 soggetti: 656 insegnanti della provincia di Bologna e 407 di quella di Parma; 190 formatori e tutor di Bologna e 113 di Parma.
Per la rilevazione è stato predisposto un questionario ad hoc strutturato in tre parti e composto da 12 scale, 6 relative alla parte di indagine considerata in questo contributo.
I questionari distribuiti sono stati 1202, quelli restituiti compilati sono stati 662 (55,1%). Gli insegnanti che hanno risposto sono il 72,4%, i formatori (e tutor) il 27,6%; le donne risultano il 59,8% mentre gli uomini il 36,4% . L’età media è di 44,4 anni (45,9 negli IP e 40,4 nei CFP) con un minimo di 21 e un massimo di 73 anni.
Dalle dichiarazioni degli insegnanti emerge che il significato del concetto dell’imparare a imparare è per loro multiforme. Circa l’importanza che gli insegnanti attribuiscono all’insegnamento dell’imparare a imparare, il dato più rilevante che emerge è che una parte di insegnanti, pur attribuendo un giudizio positivo all’insegnamento dell’imparare a imparare, ritiene tale insegnamento non efficace per la preparazione scolastica degli studenti. Esiste quindi una differenza nella valutazione dell’imparare a imparare tra una dimensione generale, altamente positiva, e una contestuale. Spostando l’attenzione sul piano didattico, i dati ci rivelano che solo un numero limitato di insegnanti (10-16%) ritiene che le abilità legate all’imparare a imparare si sviluppino in forma spontanea nello studente. La maggior parte, invece, ritiene opportuno intervenire con azioni didattiche per promuoverne lo sviluppo. Tuttavia, su come realizzare tali interventi – o all’interno dei percorsi disciplinari o in corsi a sé stanti - non vi è omogeneità di opinioni. Infine la maggioranza degli insegnanti dichiara che probabilmente non metterà in atto pratiche didattiche per sviluppare l‘imparare a imparare
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
Il Progetto LEONARDO REFLECT. Competenze riflessive e processi valutativi: per un’analisi dell’azione dentro l’azione
Il Progetto LEONARDO REFLECT. Competenze riflessive e processi valutativi: per un’analisi dell’azione dentro l’azione
Sezione: Aspetti metodologico-procedurali della ricerca didattica
Riferimenti teorici
La letteratura nazionale e internazionale pone l’accento oggi su un professionista riflessivo capace di riconoscere, gestire e utilizzare i diversi generi di apprendimento che derivano dall’esperienza e di orientarsi nella complessità dei fenomeni educativi. L’assunto di base è che la riflessione viene concepita come una meta-competenza che consente di identificare e fronteggiare i cambiamenti che intervengono nella formazione e nella professionalità investita nella nostra società da effetti ‘inattesi’. Competenze e processi riflessivi sono, dunque, al centro del dibattito sulla professionalità docente a partire da compiuti studi come quello di Donald Alan Schön (The reflective practitioner: how professionals think in action, New York, Basic Books, 1983, trad. it. 1993), che muove dall’idea di “pratica riflessiva” quale “paradigma” centrale nel progetto professionale dell’individuo, in grado di garantire, attraverso un virtuoso percorso di “coscientizzazione” (Paulo Freire) sostenuto da accurati processi valutativi e autovalutavi, la partecipazione dei singoli alla crescita del processo di professionalizzazione.
Ipotesi e/o scopi e/o obiettivi
L’intervento ha l’obiettivo di tracciare le linee essenziali dell’esperienza condotta all’interno di un progetto di ricerca internazionale, il LEONARDO REFLECT - Reflective Practice and VET - (Vocational Education and Training) finalizzato alla creazione di una specifica metodologia per l’implementazione di pratiche riflessive in contesti di VET e, più in generale, di acquisizione degli apprendimenti. Il progetto, a cui a cui hanno preso parte alcune università europee, è strettamente legato allo sviluppo di processi di valutazione e di autovalutazione dell’azione formativa, come valorizzazione dei feedback taciti e non formali che l’azione formativa produce. Allo scopo principale del progetto erano direttamente raccordati ulteriori tre obiettivi: la sistematizzazione delle conoscenze in materia di strumenti riflessivi in campo formativo, soprattutto per quanto concerne la valorizzazione degli effetti inattesi dell’azione formativa; la verifica del funzionamento di tali strumenti attraverso l’analisi di casi di sviluppo delle competenze professionali degli operatori a diverso livello; la promozione di una comunità di pratica tra operatori coinvolti nei processi di ricerca e sperimentazione in materia di metodologie riflessive.
Metodologia impiegata: si è trattato di mettere a punto una metodologia riflessiva che, partendo da un’ampia rassegna dei concetti e modelli di “pratica riflessiva” (“stato dell’arte”), oltre che di “incidente critico”, consentisse di produrre un approccio multifocale al problema della riflessività volto alla identificazione ed implementazione delle condizioni dirette a favorire il cambiamento, l’innovazione e il miglioramento individuale e organizzativo.
Attività svolte: Il progetto ha previsto l’attivazione di Laboratori sperimentali in tutte le istituzioni coinvolte miranti a definire, all’interno di un quadro comune, uno strumento capace di sintetizzare il lavoro svolto da tutti i partner. In particolare, l’intervento qui proposto si focalizza sul contributo che il Laboratorio condotto presso l’Università della Valle d’Aosta, partner del progetto, ha dato alla ricerca. In esso la valutazione ha assunto il ruolo di “guida” e di “fine” dell’attività, consentendo di individuare specifici descrittori di riflessività per poi arrivare all’identificazione di alcuni indicatori costituenti i nuclei centrali dell’apparato concettuale e tecnico di uno strumento auto-valutativo da impiegare in ambito educativo. Il Laboratorio si è articolato in tre fasi corrispondenti ai diversi periodi di implementazione del processo riflessivo ed ha utilizzato come terreno sperimentale il Master in Pedagogia interculturale e dimensione europea dell’educazione attivato congiuntamente presso l’Università della Valle d’Aosta e l’Università del Salento. L’impianto metodologico del Laboratorio e la struttura generale dell’assessment ha riguardato sia la costruzione del rapporto valutazione-riflessività (nell’azione e dentro l’azione) sia i processi e gli esiti del progetto.
Risultati della ricerca: i prodotti finali di questo progetto di ricerca sono il Fieldbook attivo sul sito , che costituisce la pubblicazione ufficiale in formato elettronico dei materiali di ricerca e di riflessione teorica prodotti nell’ambito di questo progetto e il rispettivo manuale cartaceo (in lingua inglese e italiana) che rappresenta lo strumento metodologico di lavoro tradotto in più lingue. Il principale prodotto della ricerca è però costituito dalla metodologia impiegata che è stata usata per sostenere i target group di progetto nel processo di formazione sulle pratiche riflessive rivolgendo un’attenzione particolare al tema dei risultati non attesi del processo formativo
Prospettive di sviluppo della ricerca: alla luce di quanto emerso dalla ricerca, si sta lavorando ora alla definizione di uno studio che si concentri sul rapporto competenze riflessive e routine professionali
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