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Miseratio e consolatio nelle lettere di Procopio di Gaza
L'analisi delle lettere consolatorie di Procopio di Gaza conferma il particolare impasto culturale, pagano e cristiano, del quale è costituita la produzione letteraria dei professori gazei. La mistione di idee filosofiche caratterizzante il pensiero degli intellettuali bizantini è in esse particolarmente evidente; si affiancano al sostrato culturale prevalentemente formato sulla base dell'antica paideia, velati riecheggiamenti degli ideali e delle speranze cristiane
Due agnizioni per Procopio
ABSTRACT PER UFFICIO RICERCA
Due agnizioni per Procopio è una prova di lettura di intra- e di intertestualità nell’opera del maggior storiografo bizantino del VI secolo, Procopio di Cesarea.
Nell’articolo, due passi significativi del De Aedificiis di Procopio (da tempo oggetto di mie ricerche) vengono messi a confronto sia “interno” sia “esterno” all’opus procopiano.
In un caso, il capolavoro cristiano della Santa Sofia (Aed. I 1, 20-78) viene confrontato con la descrizione procopiana della “Nave di Enea” dall’autore vista a Roma intorno al 538 (Bell. VIII 22) – Il mio studio intratestuale sottolinea la presenza di significative “invarianti” nella procedura di descrizione, dalla struttura complessiva dei passi al vocabolario utilizzato. Ne risulta avvalorata la sostanziale unitarietà e coerenza della produzione di Procopio, contrariamente a tendenze di segno “disaggregante” esasperate dalla critica più recente. – Si tratta in assoluto del primo accostamento dei due passi, con significativi risultati anche interdisciplinari tra filologia, storiografia, storia dell’arte.
Nel secondo caso, l’incipit di Aed. (I 1,-12) viene analizzato alla luce dell’intertestualità evidenziando -ancora , per la prima volta nella tradizione critica- una lignée letteraria utilizzata da Procopio, che attinge all’oratoria di Isocrate (Panatenaico) attraverso il filtro rappresentato da Dionigi di Alicarnasso, da me già evidenziato in precedenti pubblicazioni. L’effetto complessivo è ancora una volta in linea con una consapevole strategia letteraria che l’autore padroneggia per valorizzare la sua enunciazione all’interno della totalità del suo corpus. Di nuovo: unitarietà.
Paolo Cesaretti, gennaio 201
Due agnizioni per Procopio
ABSTRACT PER UFFICIO RICERCA
Due agnizioni per Procopio è una prova di lettura di intra- e di intertestualità nell’opera del maggior storiografo bizantino del VI secolo, Procopio di Cesarea.
Nell’articolo, due passi significativi del De Aedificiis di Procopio (da tempo oggetto di mie ricerche) vengono messi a confronto sia “interno” sia “esterno” all’opus procopiano.
In un caso, il capolavoro cristiano della Santa Sofia (Aed. I 1, 20-78) viene confrontato con la descrizione procopiana della “Nave di Enea” dall’autore vista a Roma intorno al 538 (Bell. VIII 22) – Il mio studio intratestuale sottolinea la presenza di significative “invarianti” nella procedura di descrizione, dalla struttura complessiva dei passi al vocabolario utilizzato. Ne risulta avvalorata la sostanziale unitarietà e coerenza della produzione di Procopio, contrariamente a tendenze di segno “disaggregante” esasperate dalla critica più recente. – Si tratta in assoluto del primo accostamento dei due passi, con significativi risultati anche interdisciplinari tra filologia, storiografia, storia dell’arte.
Nel secondo caso, l’incipit di Aed. (I 1,-12) viene analizzato alla luce dell’intertestualità evidenziando -ancora , per la prima volta nella tradizione critica- una lignée letteraria utilizzata da Procopio, che attinge all’oratoria di Isocrate (Panatenaico) attraverso il filtro rappresentato da Dionigi di Alicarnasso, da me già evidenziato in precedenti pubblicazioni. L’effetto complessivo è ancora una volta in linea con una consapevole strategia letteraria che l’autore padroneggia per valorizzare la sua enunciazione all’interno della totalità del suo corpus. Di nuovo: unitarietà.
Paolo Cesaretti, gennaio 201
Spunti tucididei nelle epistole di Procopio
L’articolo approfondisce il filone di analisi letteraria del testo di Procopio di Cesarea iniziato da Fritz Bornmann, cui il titolo stesso dell’articolo rende omaggio nell’anno della morte.
L’analisi storico-letteraria individua diverse tipologie di riecheggiamenti tucididei in tre epistole di Procopio di Cesarea e, con prudente equilibrio e sensibilità letteraria, esplora i fini non solo retorico-letterari, ma anche politico-ideologici della μίμησις procopiana. In un caso Tucidide è solo uno spunto per costruire un’epistola indipendente; in un altro la situazione storica è vicina a quella del modello, ma la forma se ne distacca notevolmente. Nella terza epistola si sviluppa una variazione sul tema tucidideo che risente del modello e al tempo stesso è profondamente diversa da esso. Pertanto non si può parlare di imitazione pedissequa
O corpo calloso e as apraxias
Conferencia realisada no Centro Acadêmico “Oswaldo Cruz”, em12-VIII-1916, pelo 4º annista de Medicina, João Procopio</jats:p
Procopio tra storia e visione
Contestualizzazione storica e filologica del De aedificiis, del Proemio, della descrizione della basilica di Santa Sofia. Considerazione della problematica del genere letterario e dell'influsso dei modelli classicistici. Analisi del dibattito critico. Rapporti con una presunta committenza giustinianea e con le produzione letteraria dell'epoca
Lessico e immagini teatrali in Procopio di Gaza
Nella mimesi letteraria Procopio di Gaza opera nel solco dei retori tardoantichi. Essi elaboravano la materia della loro imitazione degli antichi dai drammi dei tre tragici, soprattutto Euripide, e dei commediografi e/o da sentenze topiche, tratte da essi o da altri drammaturghi. Importante fu anche la mediazione della Seconda Sofistica, che aveva operato all'interno della produzione drammatica una scelta di luoghi comuni. La tecnica della mimesi letteraria di Procopio non costituisce pertanto una novità; raprresenta però una testimonianza importante dei mezzi e dei metodi adoperati per l'espressione della comunicazione in età postclassica
Procopio tra storia e visione
Contestualizzazione storica e filologica del De aedificiis, del Proemio, della descrizione della basilica di Santa Sofia. Considerazione della problematica del genere letterario e dell'influsso dei modelli classicistici. Analisi del dibattito critico. Rapporti con una presunta committenza giustinianea e con le produzione letteraria dell'epoca
Studi sui discorsi e sulle lettere del Bellum Vandalicum di Procopio di Cesarea
La presente tesi magistrale consiste in un commento ai λόγοι (tra i quali si comprendono sia discorsi che epistole) inseriti all'interno del Bellum Vandalicum di Procopio di Cesarea (libri III e IV del De bellis). Il lavoro è impostato come un commento retorico-stilistico: sono quindi analizzate la prosa e la lingua di Procopio, ricercando sia le tendenze tipiche della lingua classica che quelle della lingua tarda. Si identificano le figure di suono, di parola e di pensiero, prestando particolare attenzione all’ornatus e alla partitio orationis, dove è possibile individuarla. Si analizzano, inoltre le modalità tramite le quali Procopio, mantenendo un forte atticismo, inserisce richiami letterari e anche vere e proprie citazioni ad autori della letteratura classica ed ellenistica. Vengono dunque individuate le relazioni che intercorrono tra l’opera procopiana e le opere storiografiche di età classica le quali, molto spesso, servono da chiave di lettura per comprendere meglio i λόγοι di Procopio
Ferreira de Camargo (Candido Procopio) Igreja e Desenvolvimento
Bastide Roger. Ferreira de Camargo (Candido Procopio) Igreja e Desenvolvimento. In: Archives de sociologie des religions, n°33, 1972. pp. 236-237
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