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Law and Economics as We Grow Younger
The European Association of Law and Economics grants a biennial Lifetime Achievement Award and Honorary Membership to a scholar "for his or her significant contributions to the field of Law and Economics, in particular to the development of this scientific movement in Europe." This paper is the award lecture delivered by Professor Francesco Parisi at the Annual Meeting of the European Association of Law and Economics, held at Tel-Aviv University on September, 19, 2019
Snapshot Culture. The Photographic Experience in the Post-Medium Age
Lo studio della fotografia è stato a lungo appannaggio dell’ambito artistico-estetico, o tutt’al più oggetto strumentale di investigazioni filosofiche. Con l’avvento delle tecnologie digitali la fotografia ha invece guadagnato progressiva centralità negli studi sui media e sulla comunicazione. Dagli anni 2000 in avanti una serie di eventi sociali e tecnologici l’ha resa più accessibile, ubiqua, personale, economica, democratica, immediata e condivisa, e ha aperto la strada a una nuova esperienza fotografica. Nonostante sia uno dei più antichi media moderni, la fotografia continua oggi a dare visibilità e forma alle nostre vite, a potenziare la nostra visione biologica ed ad accrescere la nostra immaginazione visiva. I curatori di questo monografico introducono l’espressione “snapshot culture” per riferirsi al complesso dei mutamenti estetici e pratici dell’esperienza fotografica, con l’intento di evidenziarne gli aspetti rilevanti e innovativi, pur senza sottacere le ricadute problematiche. La “snapshot culture” è caratterizzata da una duplice dinamica: da un lato la persistenza dei tratti originari e costitutivi dell’esperienza fotografica, dall’altro la modulazione di nuove opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche e dai cambiamenti sociali, nello scenario di una più ampia “condizione post-mediale”. I contributi raccolti offrono un’esplorazione critica della “persistenza” della fotografia nell’esperienza contemporanea, sia attraverso l’analisi di oggetti e fenomeni concreti (dal selfie alla GIF animata, da Instagram alla fotografia computazionale...), sia attraverso la rilettura e la revisione degli approcci interpretativi finora utilizzati per comprenderla.For a long time, the study of photography has been a part of Art studies or a mere object of philosophical investigations. Yet, after the advent of digital technologies it progressively became central in Media and Communication studies. From the 2000s onwards, various social and technological events made photography more accessible, ubiquitous, public, cheap, democratic, immediate and shared than ever before, paving the way to a renewal of photographic experience. New objects, formats, devices, practices and uses emerged as specific traits of a ‘performative’ photographic agency. This emergence is allowed by the fact that photography, despite being one of the most ancient media, still shapes our lives, empowers our biological vision, and enhances our imaginative visual practices. The editors of this issue propose the term ‘snapshot culture’ to refer to the combination of technological, aesthetic and practical shifts in contemporary photographic experience. Snapshot culture is characterized by a twofold dynamic: the persistence of the original traits of the photographic experience as it emerged and developed, coupled with the modulation of new opportunities offered by technological improvements and social changes. Indeed, the digitalization of photographic aesthetics and related media practices provides an ideal case for studying some of the most challenging developments in visual media aesthetics within the broader landscape of the post-medium condition and for reflecting on how photography theory has responded to such challenges in the post-theory era. This special issue offers a critical investigation of photography’s ‘persistence’ in the media experience through both an analysis of concrete objects and phenomena (e.g. selfies, animated GIFs, social networking, computational photography) and the refinement of theoretical approaches to photography
Entrevista con el economista Franco Parisi
Este Documento es producto del trabajo de Académicos del Departamento de AdministraciónEntrevista realizada al Prof. Franco Parisi por Televisión Nacional, el día 2 de Marzo del 2005, a las 7:30 a.m. Para mayores antecedentes de la entrevista visitar página web de Televisión Nacional, hacer click en "24 Horas" y luego en "24 en Video" (en la sección "en la mañana")
Interactions between Reflection and Praxis in the History of Economic Thought. The case of the Franciscan Cicles from XIII Century Assisi to the Present
Resumen: Daniela Parisi analiza el impacto de la vida de San F rancisco de Asís desde la perspectiva de la historia del pensamiento económico. Haciendo referencia particularmente a la atención otorgada en los círculos franciscanos a los signos de los tiempos, la autora traza el camino desde la vida de San Francisco, pasando por la vida de la Orden hasta el presente, y revela los orígenes del movimiento franciscano como un intento de reforma social y religiosa. En primer lugar, el artículo presenta la vida que llevó San Francisco como una “pobreza material voluntaria” en el contexto de los cambios socio-económicos que tuvieron lugar en el siglo XIII, con el advenimiento de la sociedad comercial. Luego, explica cómo la propuesta de San Francisco creció hasta convertirse en una orden religiosa. Finalmente, el artículo intenta iluminar aquellos aspectos en que la Orden Franciscana puede todavía considerarse un signo de los tiempos a través de una existencia comprometida con la pobreza, eliminando lo superfluo de nuestra vida y viviendo en consonancia con el Evangelio.Abstract: Daniela Parisi analyses the impact of the life of Saint Francis of Assisi, from the perspective of the history of economic thought. By referring in particular to the attention given in Franciscan circles to the signs of times, the author draws the path from Saint Francis’s life to the life of the Order until the present, and reveals the origins of the Franciscan movement as an attempt for social and religious reformation. First, the article presents St. Francis’s life of a “voluntary material poverty” in the context of the social and economic changes that took place in the XIII century, with the rise of the commercial society. Then, the author explains how St. Francis’ proposal grew into an Order. Finally, the article aims at illuminating the aspects in which the Franciscan Order can be still considered a sign of the times by living the commitment to poverty and minority, eliminating the superfluous from our lives and living close to the Gospel
Incentive Effects of Class Actions and Punitive Damages Under Alternative Procedural Regimes
In an economic perspective, punitive damages and class actions can be viewed as sharing a common economic function – creating optimal deterrence. Building on Parisi and Cenini (2010), we study the effect of alternative procedural regimes on the effectiveness of punitive damages and class actions. Specifically, we compare the workings of punitive damages and class actions in the American and English (“loser-pays”) regimes. Our findings help explain the limited use and late adoption of class actions and punitive damages in Europe
Società multiculturali e diritto penale. I reati culturalmente orientati
1. Reati culturalmente orientati e vulnerabilità multiculturale nei sistemi liberal-democratici; 2. I reati culturalmente orientati negli USA: il caso Kimura, l’elaborazione della categoria giuridica della “cultural defense”, il “test” di accertamento del condizionamento culturale; 3. Chi è l’altro? Lo strano “caso Pusceddu”: violenze di genere e “cultura sarda” secondo un tribunale tedesco; 4. La giurisprudenza italiana più recente sui reati culturalmente orientati; 5. Le mutilazioni genitali femminili; 6. Multiculturalismo e tolleranza: metodo della persuasione versus metodo della coazion
Difesa dei confini, accoglienza, integrazione multiculturale : Note introduttive sul diritto dell'immigrazione
Le migrazioni hanno inizio con il genere umano e ne hanno consentito lo sviluppo. Ma come ci si rapporta con il nuovo arrivato, con lo straniero? Quali sono i principi fondamentali da seguire quando un ordinamento si trova a "ricevere" un soggetto migrante oppure vere e proprie "ondate migratorie"? L'Autore esamina le interazioni, talvolta problematiche, fra il diritto di uno Stato a regolamentare l'immigrazione e il diritto dei migranti a spostarsi da un paese ad un altro, alla luce dell'attuale quadro politico-giuridico europeo e italiano. Una volta che il migrante è poi accolto stabilmente nell'ordinamento vanno definite le regole della convivenza e dell'integrazione multiculturale
Sistema penale e fenomeno migratorio
Molteplici sono gli spazi di intervento penale nel contesto del fenomeno migratorio; plurime e diversificate le sue funzioni.
L’ordinamento può servirsi dello strumento penale per tutelare l’interesse dello Stato a regolamentare i propri confini. Alcune fattispecie penali incriminano il migrante che entra o soggiorna irregolarmente nel territorio o che vi fa ritorno dopo essere stato espulso. Altre sono dirette alla repressione di coloro che favoriscono l’immigrazione illegale: si tratta dei “trafficanti di migranti”, ma anche di tutti i soggetti che procurano in qualsiasi modo l’ingresso illegale nel territorio dello Stato. In quest’ultima ipotesi, diviene molto controversa l’incriminazione delle condotte di favoreggiamento ispirate da ragioni meramente umanitarie.
Eppure, qualora il migrante irregolare sia al contempo vittima di gravi reati, come nel caso emblematico del traffico di esseri umani, il sistema cambia sensibilmente la propria inclinazione di fondo e lo difende: è un bene giuridico di tipo personale, la libertà individuale dello stesso migrante, a giustificare la norma penale e l’applicazione della sanzione all'aggressore.
Infine, la risorsa penalistica definisce i limiti invalicabili della tolleranza multiculturale, individuando le regole minime di convivenza fra culture differenti. Si discute sul valore da attribuire in sede penale alla tradizione culturale del reo nell'ambito dei “reati culturalmente orientati”: comportamenti imposti o comunque approvati da un gruppo culturale – come nel caso emblematico della circoncisione rituale femminile - i quali costituiscono reato nello Stato d’accoglienza
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