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    Prime visioni cinematografiche in Italia 1959-60

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    Il foglio elettronico raccoglie dati relativi allo sfruttamento e alla circolazione di tutti i film italiani (o di coproduzione maggioritaria italiana) distribuiti nel circuito di prima visione nella stagione cinematografica 1959-60. Per ogni film distribuito nel circuito di prima visione sono riportati titolo, società di produzione, società di distribuzione, tipologia di distributore (attribuita dagli autori: nazionale con rete propria, nazionale senza rete propria, regionale). Sono riportati inoltre gli incassi e i giorni di proiezione per le prime cinque settimane di sfruttamento (con il dato complessivo e quello dettagliato per le 16 città capozona),l'incasso totale rilevato a fine stagione, le giornate totali di proiezione nella stagione, il numero di città capozona in cui il film è stato proiettato in prima visione, l'incasso totale a fine sfruttamento. I dati provengono dallo spoglio estensivo del supplemento "Borsa Film", allegato al "Giornale dello Spettacolo", organo dell'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS) nella stagione cinematografica 1959-60 (dal fascicolo n. 43 del 05/09/1959 al fascicolo 88 del 30/07/1960). Il dato sull'incasso dei film a fine sfruttamento proviene dal "Catalogo generale dei film italiani" dell'AGIS

    The Standard Exhibition Contracts in Italian Film Industry: A Neo-corporatist History

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    The distribution of films, in the Italian industry, was regulated from the 1930s by a contratto-tipo di noleggio, a standard exhibition contract that was stipulated by the trade associations and supervised, in different ways, by the state. Based on primary sources, this article reconstructs the evolution of the exhibition contracts signed in a particularly heated period that was the years 1946-1953. Further, it uses the discussions of the contracts published in trade magazines to conceptualize, through the political and economic category of neo corporativism, the interaction between public and private actors, as well as the co-optation of business interests within the policy-making process, that characterizes Italian film industry

    Il cinema neorealista in un paese da ricostruire

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    Il saggio affronta la funzione del cinema neorealista come agente e rappresentante della cultura della ricostruzione nell'Italia del dopoguerra, attraverso una discussione dei temi e dei modi di produzione di quel cinema

    Ecosistemi mancati? Il documentario interattivo sul web

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    Lo scopo di questo articolo non è quello di indagare il documentario interattivo (o web-doc) e analizzare l'attribuzione di valore cui è sottoposto un termine come "interattivo" nei discorsi che circondano il documentario su web e lo costituiscono come oggetto. Proverò inoltre ad analizzare alcuni aspetti del webdocumentario alla luce della nozione di ecosistema narrativo, che permette di comprendere in modo più efficace gli elementi che differenziano questa tipologia dai modelli lineari di documentario, nonché i motivi alla base dell'affermazione e, in seguito, della rapida obsolescenza di alcuni esempi di web-doc

    «Una necessità strettamente professionale». Gli annuari come oggetto e fonte per lo studio del cinema italiano del dopoguerra

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    The yearbooks and almanacs printed between the beginning of the Second World War andthe end of the Fifties collect rare and hardly accessible data on the Italian film industry andthe professionals involved in it. As such, they are both sources, whose use can be extremelyprofitable in production studies, and objects of investigation that might reveal the rhetoric and the discursive strategies through which different social actors have promoted an image of that production system as a fully-fledged and rationally organized industry. The article describes these yearbooks and interprets such discourses, in order to better understand the tensions that characterize this phase of important changes for the Italian film production

    Quale “mestiere del critico”? Un'intrusione nella corrispondenza di Guido Aristarco

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    The goal of this article is to present and comment upon the findings of some preliminary surveys in the archive of Guido Aristarco, and to outline a few operational hypotheses for a research that investigates Italian film criticism as a field of professional and cultural relations. The figure of Aristarco and the experience of his journal Cinema Nuovo are analyzed through the copious mail archive of the critic, an ideal source to reconstruct both the private and professional relationships in which he was involved. The employed materials come largely from the personal archive of Aristarco, divided into two different repositories, one kept at the library of the Centro Sperimentale di Cinematografia “Luigi Chiarini” in Rome, the other at the library of the Cineteca di Bologna “Renzo Renzi”.L'obiettivo di questo articolo è quello di presentare e commentare gli esiti di alcuni preliminari sondaggi nell'archivio di Guido Aristarco e di provare a definire delle ipotesi operative per una ricerca che indaghi la critica cinematografica italiana quale campo di relazioni professionali e culturali. La figura di Aristarco e l'esperienza di Cinema Nuovo sono analizzate attraverso un campionamento della ricchissima corrispondenza del critico, fonte per conoscere e ricostruire le relazioni private e al tempo stesso professionali nelle quali egli era coinvolto. I materiali provengono in buona parte dall'archivio personale di Aristarco, diviso in due diversi fondi, uno custodito presso la Biblioteca “Luigi Chiarini” del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, l'altro presso la Biblioteca “Renzo Renzi” della Cineteca di Bologna

    Blasetti e Bellissima

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    L'obiettivo di questo intervento è quello di capire in che modo la presenza di Blasetti (non solo in quanto personaggio, ma in quanto figura dotata di un ruolo pubblico riconosciuto dalla sua comunità di riferimento) abbia contribuito a definire il carattere metacinematografico di "Bellissima" e quale sia il significato della sua presenza all'interno del gioco di specchi ricreato dal regista Luchino Visconti. Per fare questo prenderò in esame alcuni materiali inediti custoditi presso il Fondo Blasetti conservato dalla Cineteca di Bologna e metterò in comparazione "Bellissima con altri film dello stesso periodo, allo scopo di fare emergere gli elementi comuni, tipici di una fase del cinema italiano" in cui mette in scena spesso sé stesso o sistemi contigui, ma anche i tratti che caratterizzano la presa di posizione di Visconti e del film

    Il passo lento e stanco di Mario Cioni. L'uso dei luoghi in Berlinguer ti voglio bene

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    Il capitolo si concentra sulla rappresentazione degli spazi nel film Berlinguer ti voglio bene (Giuseppe Bertolucci, 1977) e ipotizza che la regia non si dispieghi in opposizione alla performance attoriale di Benigni, ma che lavori, a partire dalla performance, alla costruzione di una relazione ambiente/personaggi che fa i conti in maniera consapevole con la tradizione italiana del realismo, che aveva proprio nel legame di presupposizione reciproca tra spazi e persone uno dei suoi elementi fondanti

    Il cinema italiano negli Istituti Italiani di Cultura all’estero. Alcuni casi di studio

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    Questo articolo prende in esame le attività di promozione del cinema italiano messe in atto dal circuito degli Istituti Italiani di Cultura all’estero e si concentra in particolare sulla circolazione di un campione di film ritenuto rilevante ai fini della ricerca in cinque paesi significativi nei processi di distribuzione e circolazione del cinema italiano (Francia, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti, Canada). Osservando la ricorrenza di determinati titoli, le strategie di programmazione dei film, l’utilizzo del cinema quale elemento correlato ad altre tipologie di contenuti decisivi per la costruzione dell’immagine dell’Italia quale paese esportatore di cultura e stili di vita (cibo, letteratura, moda) provo a comprendere se, e in che modo, gli Istituti Italiani di Cultura contribuiscono al processo di legittimazione culturale del cinema nazionale

    La circolazione internazionale del cinema italiano: una prospettiva storica

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    Il saggio indaga la questione della presenza internazionale del cinema italiano nel secondo dopoguerra, adottando uno sguardo multifocale, capace di cogliere le dinamiche di propagazione dei contenuti audiovisivi attraverso circuiti formali ed informali diversi dalla sala, per rilevarne il variegato carattere economico, industriale e culturale. Si cerca di delineare una più corretta prospettiva storica dei processi di circolazione del cinema italiano all'estero, ripensando alcuni passaggi storiografici consolidati (l'affermazione globale del neorealismo, la consacrazione dell'art-cinema italiano, l'esportazione del cinema di genere negli anni Sessanta e Settanta) e considerando in maniera nuova fonti d'archivio e repertori non direttamente riconducibili al tema dell'internazionalizzazione del cinema nazionale
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