1,721,012 research outputs found
L'Impresa nella disciplina Iva tra diritto comunitario e nazionale
Muovendo dalla premessa che la fattispecie dell’impresa dal punto di vista fiscale è armonizzata solo con riguardo all’imposta sul valore aggiunto, il progetto opera un’analisi del decreto n.633/1972 facendo riferimento alla normativa comunitaria ed alla giurisprudenza della Corte di Giustizia.In primo luogo la ricerca si sofferma sulla direttiva n.2006/112/CE combinandone la disciplina con le pronunce della Corte di Giustizia UE succedutesi negli anni in modo da tracciare i concetti fondamentali posti a base del tributo nell’ordinamento comunitario. L’elaborato muove poi un’analisi sulla legittimità e sulla coerenza sistematica dell’ordinamento nazionale rispetto al modello comunitario con l’intento di individuare le nozioni e le fonti della normativa interna non armonizzate rispetto al contenuto della direttiva.La ricerca poi si focalizza sullo studio del concetto di impresa (commerciale ed agricola) ai fini della soggettività Iva operando una comparazione tra la disciplina nazionale (art.4 del d.p.r. n.633/1972) e la normativa oltre che la giurisprudenza di fonte comunitaria. Nell’ambito della disamina sul soggetto passivo Iva particolare attenzione viene rivolta al regime Iva applicabile agli enti pubblici in generale e, nel caso specifico, alle attività espletate in veste di pubblica autorità sottolineando le differenze esistenti tra diritto nazionale e comunitario nella classificazione dell’attività di un ente come di pubblica autorità.Ulteriore analisi riguarda la riconducibilità alla nozione di attività economica, con conseguente assoggettamento ad Iva, delle cessioni di energia da fonte rinnovabile poste in essere: a) dalle distinte categorie dell’imprenditore agricolo; b) dal soggetto persona fisica che produce elettricità per scopi personali; c) dal soggetto persona fisica che produce energia in eccesso rispetto ai suoi bisogni; d) nell’esercizio di un’attività d’impresa.Ultimo aspetto concerne l’analisi del regime fiscale della gestione collettiva del risparmio operando una comparazione tra il regime di esenzione previsto dalla normativa nazionale (art.10 del d.p.r. n.633/1972) e quello derivante dall’art.13 della VI direttiva. Per la disamina della disciplina applicabile si opera uno studio delle pronunce della Corte di Giustizia UE che appaiono improntate, rispetto al disposto della normativa, ad un sostanziale restringimento del regime di esenzione Iva per i servizi ritenuti non strettamente riconducibili alla gestione patrimoniale
4 • Il settore automotive lombardo Resilienza e prospettive ai tempi del COVID
Tradizionale aggiornamento del focus territoriale sulla Lombardia, il capitolo trae spunto dalle evidenze empiriche della nuova indagine dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana. Come nelle precedenti edizioni, lo strumento alla base del report è un questionario fatto circolare presso aziende lombarde operanti nel settore, che ha visto un totale di 116 survey complete essere raccolte e analizzate. Il lavoro si apre con un inquadramento del cluster lombardo, analizzando in dettaglio specifiche peculiarità che gli sono proprie e che lo differenziano per alcuni versi da altre realtà geografiche italiane. Al paragrafo introduttivo segue un paragrafo ove vengono descritte le caratteristiche principali delle aziende che formano il campione dell’indagine. Il paragrafo 4 affronta il tema delle caratteristiche della catena di fornitura, mentre i dati e le discussioni sul fatturato ed export sono discussi nel paragrafo 5. Il tema della ricerca e sviluppo (R&D) e dell’innovazione anticipa il paragrafo dedicato al COVID-19 e ai suoi impatti sulle imprese operanti nella filiera automotive lombarda. Si fornisce qui uno sguardo sul futuro del comparto in termini efficacia degli interventi governativi messi in campo per fronteggiare le conseguenze occupazionali ed industriali dell’emergenza sanitaria
Industria 4.0 nella filiera automotive italiana
Il capitolo sintetizza e discute i dati sulla diffusione delle tecnologie dell’Industria 4.0 nella filiera automotive italiana, le motivazioni che sottendono questi investimenti, i risultati ottenuti in termini di produttività e il ruolo degli incentivi pubblici. Inoltre questa edizione dell’Osservatorio offre un approfondimento rispetto alle figure professionali e alle nuove competenze che saranno necessarie per sostenere la Quarta rivoluzione industriale. Nel complesso, la filiera mostra una percentuale di imprese che investono in Industria 4.0 in timida crescita, che investe nelle nuove tecnologie se esiste uno specifico orientamento all’innovazione o per mantenere la parità competitiva, ritiene gli incentivi passati in media efficaci e pensa che saranno prioritari in futuro. Le imprese che da oltre tre anni hanno investito nelle nuove tecnologie danno segnali positivi in termini di produttività. Infine, il capitolo fa emergere un diffuso bisogno di tecnici specializzati, e a seguire ingegneri, in diverse aree. Resta ancora non presidiata l’area di R&S
8 • Le dinamiche competitive dei nuovi powertrain
Nel 2020 Gli effetti della pandemia sul mercato europeo, l’evoluzione di alcuni fattori strutturali, uniti a una pioggia di incentivi che per intensità e diffusione non ha precedenti, hanno spinto le auto elettriche ed ibride a quote di mercato record: oltre un terzo delle autovetture immatricolate nel primo semestre del 2021 in Europa era a powertrain elettrificato.
Ancor più significativo è il fatto che in un mercato europeo che nell’anno della pandemia è calato del 24%, le vendite di auto elettrificate siano cresciute dell’85%. Tutto ciò, in un contesto evolutivo il cui principale attore istituzionale, l’Unione Europea, ha dato un’accelerazione importante al programma di riduzione delle emissioni, definendo le basi di un quadro regolamentare (con annesso piano finanziario) che pone i carmaker di fronte a obiettivi ambiziosi al punto da rappresentare il mutamento più radicale dalla nascita del settore.In 2020 The effects of the pandemic on the European market, the evolution of peculiar structural factors, together with a rainfall of incentives that is unprecedented in terms of intensity and diffusion, have pushed electric and hybrid cars to record market shares: more than a third of cars registered in the first half of 2021 in Europe had an electrified powertrain.
Even more significant is the fact that in a European market that fell by 24% in the year of the pandemic, sales of electrified cars grew by 85%. All this in an evolving context in which the main institutional player, the European Union, has given a major boost to the emissions reduction program, laying the foundations for a regulatory framework (with an accompanying financial plan) that confronts carmakers with ambitious objectives to the point of representing the most radical change since the sector was founded
Engaging the Publics: Co-Creating Comics to Foster Public Engagement in Research and Innovation
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
L’industria automotive italiana tra problematiche di settore e transizione verso l’auto elettrica. Stellantis e le ricadute produttive e occupazionali
L’industria dell’auto in Italia ha conosciuto nel corso degli ultimi tre anni, complice la pandemia COVID-19 e il più recente conflitto russo-ucraino, un’ulteriore complicazione della sua prospettiva manifatturiera e occupazionale. Non solo in relazione al tema delle mancate forniture di semiconduttori e di altri componenti e all’andamento più generale del mercato dell’auto (in flessione da diversi anni e che risente necessariamente delle condizioni complessive dell’economia nazionale), ma anche in relazione alla decisione assunta in ambito comunitario di mettere fine alla vendita di auto con motore endotermico entro il 2035. Quest’ultimo aspetto, che riguarda naturalmente tutti Paesi dell’Unione, se sta avendo un impatto principalmente sui produttori europei inevitabilmente è destinato ad interessare anche quegli OEM (Original Equipment Manufacturers) che fuori dall’Europa producono per il mercato europeo. Le conseguenze della crisi pandemica con tutti i problemi relativi al sistema delle forniture e alla contrazione delle vendite hanno invece interessato in ugual modo tutti gli altri mercati (dagli Stati Uniti alla Cina) inclusi quelli del Sud-est asiatico, seppure con dinamiche differenziate a livello di ogni singolo Paese
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