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Stefano da Messina traduttore del De purgantium medicamentorum facultate di Galeno
Il De purgantium medicamentorum facultatibus, un trattato di Galeno sugl umori e sui farmaci, è tramandato in una traduzione latina attribuita a Stefano da Messina, un personaggio misterioso che non sembra abbia prodotto altre traduzioni dal greco.
Nell'articolo la traduzione di Stefano da Messina è sottoposta ad un'analisi linguistica e stilistica, in comparazione con altre traduzioni medico-scientifiche medievali dal greco, e soprattutto con quella di Bartolomeo d Messina del De natura hominis, che riguarda un argomento simile.
Stefano da Messina, traduttore di Galeno, sembra essere il poeta attivo alla corte palermitana di Manfredi, che condivide con Bartolomeo interessi culturali e tratti stilistici, mostrando comunque una sua personalità spiccata
Messina Waterfront Masterplan and Polycentre
The Messina Waterfront Masterplan and Polycentre is a two-stage competition winning design for Messina, Sicily undertaken by Urban Future Organisation in association with urban consultants Camerana and Associates and Favero e Milan Engineering, with Andrew Yau as lead designer. The project addressed a number of critical questions facing historic Mediterranean coastal cities. These included: How can sustainable social and economic urban development be stimulated in balance with the sea and natural environment? How can sustainable social and economic urban development be stimulated without undermining a city’s historic identity? How can existing urban culture and ways of life be enhanced? and How can a Mediterranean climate be maximized for day lighting, ventilation and energy harvesting? The core of the design approach was the development of four layered urban fields incorporating environmental strategies to engage with and extend the existing city. These were an infrastructural system of urban parks and natural-recreational attractors, green residential and commercial interventions, public spaces at a pedestrian scale and a new coastal field. This was strategically completed with a multi-functional Polycentre next to the archaeological remains of the 17th century La Real Cittadella and Bastion Santo Stefano. The project is currently awaiting the finalisation of geological surveys before going into the next phase of implementation
Oltre la responsabilità sociale di impresa. Territori generativi tra innovazione sociale e sostenibilità
Il volume raccoglie i contributi più significativi che hanno consentito al percorso di ricerca di articolare il tema della Responsabilità Sociale di impresa e di Territorio, sia sul piano teorico sia su quello empirico della ricerca esplorativa sul campo, consentendo di apportare contributi originali al dibattito.I saggi raccolti in questo volume fanno parte dello stesso percorso e possonoessere distinti in due parti. Da un lato, i contributi di studiosi esperti, come Enzo Rullani, Stefano Zamagni, Elena Pariotti, Elena Battaglini, Valentina De Marchi, Paolo Gubitta, che offrono contributi preziosi alla riflessione teorica, da diverse prospettive disciplinari, che hanno costantemente accompagnato il percorso di ricerca. Dall’altro, i contributi di ricerca esplorativa vera e propria, realizzati dai ricercatori padovani, che hanno focalizzato l’attenzione su specifici ambiti territoriali del Veneto: Blerina Brami sulla Zona Industriale di Padova; Silvia Cavallarin sull’area costiera del Veneziano; Giulio Mattiazzi sull’area dell’Alto Vicentino; Alvise Gasparotto e Andrea Reato sull’area del Trevigiano e Bellunese, che hanno lavorato sul caso del Distretto del Prosecco di Valdobbiadene, a cui abbiamo aggiunto il contributo di Andrea Francioni sul caso studio del Vino Nobile di Montepulciano, per un’utile comparazione del caso toscano con quello trevigiano. A questi, si aggiungono i contributi di Lorenzo Liguoro, esperto di Project Management e designer collaborativo, e dei colleghi dell’Università di Verona, Luca Zarri e Alessia Zoppelletto, che hanno lavorato alla stessa ricerca nel contesto del Veronese, approfondendo il contributo dato dal Terzo settore alla responsabilità sociale del territorio.
Concludono il percorso di ricerca, il saggio di Gian Piero Turchi e Patrizia Messina che, coniugando l’approccio analitico della Scienza dialogica con quello propriamente politologico di analisi delle politiche di sviluppo locale, propone una chiave di lettura che consente di indagare le pratiche di Responsabilità Sociale Territoriale con la possibilità di misurarne l’efficacia, in termini di qualità delle interazioni e di coesione sociale complessiva. Questa prospettiva offre l’opportunità si superare la visione frammentata dell’approccio multi-stakeholder, suggerendo di optare per l’approccio community-holder, volto a massimizzare la coesione sociale, proprio nella prospettiva della responsabilità sociale dei territori.
Il saggio conclusivo del volume della curatrice, Patrizia Messina, cerca di tirare le fila del percorso di ricerca così realizzato, proponendo una rilettura della responsabilità sociale di territorio attraverso l’approccio dei modi di regolazione, coniugando i contributi della generatività sociale, con l’economia civile del bene comune, la sostenibilità dello sviluppo e l’innovazione sociale responsabile, per giungere a sostenere l’idea, avanzata da Stefano Zamagni, della responsabilità civile dei territori, come scelta etica e politica, per le politiche di sviluppo locale
Il ‘ponte sullo Stretto di Messina’: profili giuridici
Il contributo affronta le principali questioni giuridiche poste dal recente intervento normativo fina- lizzato al riavvio dell’iter progettuale e realizzativo del “ponte sullo Stretto di Messina”. Dopo aver descritto la “stratificata” evoluzione normativa e le numerose difficoltà che hanno interessato l’infrastruttura in esame, si riflette criticamente sul tema della “reviviscenza” (o ripresa) dei rapporti contrattuali originari mostrando i possibili profili di contrasto con la disciplina europea in materia di contratti pubblici
The dark side of the moon: the immune-mediated adverse events of IL-17A/IL-17R inhibition
As aberrant IL-17 signaling plays a critical role in the pathogenesis of psoriasis, biologic agents targeting this pathway have become an important weapon against this disease. Some biologic agents such as IL-17 inhibitors (secukinumab and ixekizumab) and the IL-17 receptor (IL17R) inhibitor (brodalumab) are relatively safe, tolerable and efficacious drugs. Nevertheless, side effects of IL-17 pathway inhibition occur. This review focuses on the dermatological manifestations linked to these treatments. Paradoxical psoriasis and atopic-like eczema may be the most common cutaneous adverse events, while manifestations such as neutrophilic dermatoses, hypersensitivity reactions, lichenoid eruptions, vasculitides, bullous diseases, lupus-like reactions, pigmentation disorders, adnexal diseases and granulomatous dermatoses have been described less frequently
Representation between Art and Imitative Structure
The present paper investigates the role of the image as a visual translation of concrete or mental realities, focusing in particular on the dichotomy between imitative function and intrinsic artistic expression. Since the image can be both a copy of a model and a representation with its own autonomy, it is therefore configured in some cases as a subordinate product to the original, in others as a work of art in itself. The representation then oscillates between true and false, translating into images quotes and references to concrete reality and –at the same time– to other images, which in turn become a source of inspiration. Retracing this dual nature through emblematic examples, the authors highlight the close integration of imitative and artistic functions of the image focusing on the different meaning connected to them. Attention also comes to the multiplicity that derives from the close relationship between reality and the image of reality that only the observer is able to recompose
Infographics and Maps as Tools for the Construction and Use of Anthropic Landscapes
The article analyses the role of representation in the definition of maps of the built environment and human activities, and in the translation of multidisciplinary data sets into information, and therefore into knowledge. By analysing the symbolic and graphic structures of the maps produced in different areas, we focus on the visual effectiveness of the systems adopted. Starting from a series of studies on visualization and on the transfer of information from the verbal to the visual field, the character of the most recent modes of representation is discussed and highlighted. These representations understood as cognitive systems capable of allowing reflections on spatial processes and phenomena make it possible to influence anthropic and natural space modifications. And, especially concerning complex territorial realities such as those of the Mediterranean, they offer the possibility to manage more effectively integrated data and information of various kinds and to intervene more sustainably on urban space and anthropogenic landscapes
Misura e forma di architetture del passato: il ponte di Luigi Vanvitelli a Eboli
Il processo di conoscenza di un’architettura trova, quale momento fondante, la sua rappresentazione. Indipendentemente infatti dalla sua natura, ovvero che sia di disegno o di rilievo, il disegno fissa su carta il senso di uno spazio, pensato o esistente, permettendo di coglierne le geometrie, le proporzioni, le qualità, materiali o immateriali che siano.Quando poi l’oggetto della rappresentazione è un’architettura non più esistente, perché andata distrutta o perché radicalmente trasformatasi nel tempo, il disegno diventa una fonte documentaria imprescindibile per poter recuperare e tramandare almeno la memoria dello spazio originario.Partendo da tali considerazioni, la proposta di contributo vuole esplicitare gli esiti di una sperimentazione condotta sulle potenzialità della rappresentazione infografica quando rivolta alla ricostruzione digitale di architetture del passato delle quali il disegno costituisce, appunto, l’unica testimonianza storica. In particolare il lavoro che si vuole presentare ha quale oggetto un ponte progettato da Luigi Vanvitelli per un tratto del fiume Sele, in Campania, andato quasi completamente distrutto durante la seconda guerra mondiale e poi ricostruito con fattezze decisamente lontane dalla soluzione originaria. Di questo, attraverso ricerche d’archivio, sono stati reperiti i grafici progettuali autografi, messi poi a confronto con gli elaborati di rilievo del ponte attuale, al fine di verificare cosa, dell’architettura vanvitelliana, fosse rimasto inalterato.Attraverso tecniche di modellazione digitale, infine, il ponte è stato ricostruito, almeno nella virtualità dello spazio infografico, con l’intento di poterne restituire le forme, le misure, le qualità materiche.</p
Bruno Munari: comunicare attraverso la grafica / Bruno Munari: Communicating through Graphic Language
L’articolo analizza il contributo di Bruno Munari alla comunicazione visiva, con particolare attenzione al suo approccio alla grafica e al linguaggio grafico-visivo. L’obiettivo è evidenziare come Munari abbia ridefinito i processi di progettazione visiva, sviluppando un metodo che, superata una visione esclusivamente estetica, integra rigore formale, sintesi espressiva e sperimentazione percettiva grazie a un’indagine “strutturale” sulle modalità di trasmissione del significato mediante le immagini. La metodologia adottata si basa su un’analisi critica delle principali opere grafiche di Munari, integrando riferimenti teorici legati alla semiotica, alla Gestalt e alla pedagogia visiva. Attraverso l’esame di casi studio – dai “libri illeggibili” alla progettazione editoriale, fino alle sperimentazioni grafiche per l’infanzia – si evidenzia il processo con cui Munari costruisce una sintassi visiva autonoma, in cui il segno grafico diventa un sistema di comunicazione autosufficiente. La finalità dello studio è dimostrare come il pensiero grafico di Munari abbia anticipato e influenzato concetti oggi centrali nel design e nella comunicazione visiva. La sua capacità di trasformare l’illustrazione, la tipografia e la grafica editoriale in strumenti di riflessione culturale e cognitiva ne fanno dunque un punto di riferimento per la progettazione contemporanea anche come teorico di una nuova grammatica visiva, capace di superare le convenzioni tradizionali per creare un linguaggio grafico universale, essenziale e immediato.This article examines Bruno Munari’s contribution to visual communication, with a particular focus on his approach to graphic design and the graphic-visual language. The aim is to highlight how Munari redefined the processes of visual design by developing a method which, moving beyond a purely aesthetic perspective, integrates formal rigour, expressive synthesis and perceptual experimentation through a ‘structural’ exploration of how meaning is conveyed through images. The methodology adopted is based on a critical analysis of Munari’s major graphic works, enriched by theoretical references to semiotics, Gestalt theory and visual pedagogy. Through the examination of case studies –from the illegible books to editorial design and graphic experimentation for children– the study reveals the process by which Munari constructs an autonomous visual syntax, in which the graphic sign becomes a self-sufficient communication system. The purpose of this study is to demonstrate how Munari’s graphic thinking anticipated and influenced concepts
that are now central to contemporary design and visual communication. His ability to transform illustration, typography and editorial graphics into tools for cultural and cognitive reflection makes him a key reference point in contemporary design, not only as a practitioner, but also as a theorist of a new visual grammar capable of transcending traditional conventions to create a universal, essential and immediate graphic language
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