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    Incontri al Bo: Incontro con Mario Rigoni Stern in occasione della presentazione del suo libro "Storie dall\u27Altopiano"

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    Incontri al Bo: Incontro con Mario Rigoni Stern in occasione della presentazione del suo libro "Storie dall\u27Altopiano"Digitale a color

    Incontri al Bo: Marco Paolini, Mario Rigoni Stern, Carlo Mazzacurati

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    Durante l\u27incontro è stato presentato il film: "Ritratti: Mario Rigoni Stern"Rigoni Stern: scrittore Marchesini: rettore dell\u27Università di Padovastampa a color

    Incontri al Bo: Marco Paolini, Mario Rigoni Stern, Carlo Mazzacurati

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    Durante l\u27incontro è stato presentato il film: "Ritratti: Mario Rigoni Stern"Paolini: attore e regista Rigoni Stern: scrittorestampa a color

    Incontri al Bo: Marco Paolini, Mario Rigoni Stern, Carlo Mazzacurati

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    Durante l\u27incontro è stato presentato il film: "Ritratti: Mario Rigoni Stern"Paolini: attore e regista Rigoni Stern: scrittore Mazzcurati: regista Marchesini: rettore dell\u27Università di Padovastampa a color

    Pluralismo e questioni bioetiche

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    Se è vero che il fatto del pluralismo ha reso necessaria l’individuazione di modelli teorici di convivenza privi di qualsiasi riferimento a etiche sostantive, ciò vale oggi anche per quel settore della riflessione morale che va abitualmente sotto il nome di bioetica. Questo saggio indagherà allora l’incidenza del pluralismo sulle questioni bioetiche e presenterà criticamente due prospettive accomunate da un’adeguata considerazione del fatto del pluralismo. La prima prospettiva, suggerita da Engelhardt, è finalizzata a offrire un linguaggio condiviso tra ‘stranieri morali’ e si fonda sul principio del permesso e su un’idea ampia di tolleranza. La seconda prospettiva, formulata da John Rawls, è legata invece a un più ampio disegno di trovare una concezione politica della giustizia senza ricorrere ad alcuna dottrina morale comprensiva e si basa su una particolare versione della nozione di neutralità. Si sosterrà che entrambe le soluzioni possono offrire di fatto una soluzione ai dilemmi bioetici nell’età del pluralismo, ma che solo la prospettiva di Rawls è in grado di fornire una soluzione pienamente giustificabile da un punto di vista liberale

    Ruggenini Mario

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    Partendo da una ridiscussione radicale delle prospettive del proprio iniziale maestro E. Severino, il pensiero di Mario Ruggenini fa emergere un’esperienza del negativo e della finitezza esistenziale non come penuria o  scacco, ma piuttosto come necessario rapporto umano con il misterioso differire del mondo. Si tratta della costituiva esposizione umana alla verità tragica del mondo, di cui il divino non è il rimedio, bensì l’enigmatica manifestazione, al di là di ogni soggettiva richiesta di senso e di ogni pacificazione agatologica. Egli ripensa altresì filosoficamente il cristianesimo in modo che esso scopra, o riscopra, l’enigmatica ricchezza del mondo in rapporto a un Dio divino, anziché teoretico-teologico. Legando queste indicazioni a una specifica «esperienza del linguaggio», l’ermeneutica filosofica di Ruggenini intreccia il “Deus absconditus” della tradizione giudaico-cristiana, «un Dio della parola», con un divino che si rivela «sempre e soltanto in parole umane». Parole chiave: Mario Ruggenini, ermeneutica filosofica, finitezza, verità, ontoteologia, ellenizzazione del cristianesimo, linguaggio e divino   Starting from a radical reappraisal of the perspectives of his early master, E. Severino, Mario Ruggenini’s thought brings to light an experience of the negative and of existential finitude not as lack or failure, but rather as the necessary human relation to the world’s mysterious deferral. This amounts to the constitutive human exposure to the tragic truth of the world, of which the divine is not the remedy but the enigmatic manifestation—beyond every subjective demand for meaning and every agathological pacification. He also rethinks Christianity philosophically, so that it may discover, or rediscover, the enigmatic richness of the world in relation to a divine God rather than a theoretical-theological one. By linking these indications to a specific “experience of language,” Ruggenini’s philosophical hermeneutics intertwines the Deus absconditus of the Judeo-Christian tradition—“a God of the word”—with a divinity that reveals itself “always and only in human words. Keywords: Mario Ruggenini, philosophical hermeneutics, finitude, truth, ontotheology, Hellenization of Christianity, language and the divin

    Untersteiner Mario

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    Nei suoi innovativi lavori sulla cultura greca, Mario Untersteiner applicò un ampio metodo interdisciplinare, con un non secondario interesse anche per gli aspetti storico-religiosi. Nell’elaborazione greca del mito, egli sottolineò, fin dalle epoche più antiche, l’emergere di una religione poco sensibile ad una sfera trascendente rispetto all’esperienza contradditoria del cosmo e della vita umana. Su questa linea, in Eschilo egli evidenziò «un’interiore dialettica del divino»: anche nella stessa dimensione immortale, cioè, è intensamente avvertita la medesima contraddittorietà della generale esperienza mortale umana. Tale interiore dialettica tragica del divino già prelude così al dibattito radicale a cui, poco dopo, i sofisti sottoporranno tutto l’ambito religioso, un dibattito a cui né Socrate, né Platone potranno sottrarsi. La lunga storia del mito non si contrappone così all’emergere della spassionata ricerca razionale, ma ne costituisce un fondamentale alveo di sviluppo. Parole chiave: Mario Untersteiner, mito, tragedia greca, dialettica del divino, sofisti   In his innovative works on Greek culture, Mario Untersteiner applied a broad interdisciplinary method, with a significant interest in historical-religious aspects as well. In the Greek elaboration of myth, he emphasized, from the earliest times, the emergence of a religion that was little sensitive to a transcendent sphere in relation to the contradictory experience of the cosmos and human life. Along this line, in Aeschylus, he highlighted “an inner dialectic of the divine”: even in the immortal dimension itself, the same contradiction of the general mortal human experience is intensely felt. This inner tragic dialectic of the divine thus already foreshadows the radical debate to which the sophists will soon subject the entire religious sphere, a debate from which neither Socrates nor Plato can escape. Therefore, the long history of myth does not stand in opposition to the emergence of dispassionate rational inquiry, but rather constitutes a fundamental background for its development. Keywords: Mario Untersteiner, myth, Greek tragedy, dialectic of the divine, sophist

    Genom tron talar han alltjämt. Aspekter på Bo Giertz författarskap

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    A previously printed summary of Bishop Bo Giertz as an author

    Miegge Mario

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    Figlio del teologo Giovanni e come lui membro della Chiesa Evangelica Valdese, Mario Miegge ha insegnato per molti anni Filosofia teoretica e Filosofia della religione all’università di Ferrara. Dopo aver curato un’ampia antologia tematica sul pensiero sulla religione, si è dedicato alle questioni teoriche intersoggettività, anche in relazione alla coscienza storica, e all’approfondimento storico-filosofico del movimento della Riforma. In esplicita differenziazione con M. Weber, M. Miegge ha sottolineato, nello sviluppo storico del protestantesimo, non tanto i nessi con l’economia capitalista, quanto la presenza di una dimensione intersoggettiva in grado di coniugare l’autonomia morale e la capacità di agire collettivo, l’esperienza privata/esistenziale e quella sociale e pubblica. Parole chiave: Mario Miegge, intersoggettività, Riforma protestante, coscienza storica, democrazia   Son of the theologian Giovanni and, like him, a member of the Waldensian Evangelical Church, Mario Miegge taught theoretical philosophy and philosophy of religion at the University of Ferrara for many years. After editing a comprehensive thematic anthology on religious thought, he focused on theoretical issues of intersubjectivity, also in relation to historical consciousness, and on the historical-philosophical deepening of the Reformation movement. In explicit differentiation from M. Weber, M. Miegge emphasized, in the historical development of Protestantism, not so much the connections with capitalist economy, but rather the presence of an intersubjective dimension capable of combining moral autonomy and collective action, as well as private/existential experience with social and public experience. Keywords: Protestant Reformation, work ethics, prophecy and history, Calvinism, modernity, democracy, religion and politic

    Dal Pra Mario

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    Dopo un primo approccio ispirato al realismo trascendente cattolico, Mario Dal Pra si orientò su una posizione filosofica che si appuntava soprattutto nella critica verso ambizioni conoscitive assolute, dogmatiche e volte a giustificare circolarmente la propria situazione attuale, senza aprirsi verso una reale alterità rispetto a ciò che già si è. Nella sua lunga e influente opera di storico della filosofia Dal Pra tende così, rispetto alle interpretazioni delle questioni religiose, ad apprezzare quelle non di chi vi voglia trovare certezze da spendere per rafforzare le proprie posizioni acquisite, quanto di chi, invece, in esse sottolinei maggiormente gli elementi di dubbio e ricerca. Successe a A. Banfi nella cattedra di storia della filosofia all’Università di Milano, co-fondò e diresse per molti decenni la “Rivista di storia della filosofia” e fu promotore di varie iniziative editoriali, tra cui un’ampia “Storia della filosofia” in 10 volumi Parole chiave: Mario Dal Pra, critica del dogmatismo, storica critica della filosofia della religione, dubbio, ricerca   After an initial approach inspired by Catholic transcendent realism, Mario Dal Pra oriented himself towards a philosophical position that focused primarily on critiquing absolute, dogmatic knowledge ambitions aimed at circularly justifying one’s current situation, without opening up to a real otherness compared to what one already is. Even in his long and influential work as a historian of philosophy, Dal Pra tends to appreciate, regarding interpretations of religious issues, not those who seek certainties to reinforce their established positions, but rather those who emphasize the elements of doubt and inquiry. He succeeded A. Banfi in the chair of the history of philosophy at the University of Milan, co-founded and directed for many decades the “Rivista di storia della filosofia,” and was a promoter of various editorial initiatives, including a comprehensive “History of Philosophy” in 10 volumes. Keywords: Mario Dal Pra, critique of dogmatism, critical history of the philosophy of religion, doubt, inquir
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