307,082 research outputs found

    The crystal structure of the Y140F mutant of ADP-L-glycero-D-manno-heptose 6-epimerase bound to ADP-beta-D-mannose suggests a one base mechanism

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    Supported by Wellcome Trust grant 081862/Z/06/ZBacteria synthesize a wide array of unusual carbohydrate molecules, which they use in a variety of ways. The carbohydrate L-glycero-D-manno-heptose is an important component of lipopolysaccharide and is synthesized in a complex series of enzymatic steps. One step involves the epimerization at the C6 '' position converting ADP-D-glycero-D-manno-heptose into ADP-L-glycero-D-manno-heptose. The enzyme responsible is a member of the short chain dehydrogenase superfamily, known as ADP-L-glycero-D-manno-heptose 6-epimerase (AGME). The structure of the enzyme was known but the arrangement of the catalytic site with respect to the substrate is unclear. We now report the structure of AGME bound to a substrate mimic, ADP-beta-D-mannose, which has the same stereochemical configuration as the substrate. The complex identifies the key residues and allows mechanistic insight into this novel enzyme.Peer reviewe

    Premio per tesi di laurea sul tema della disabilità 2018, per tesi discusse nell' A.A. 2017-2018 conferito dall'Ateneo di Roma "La Sapienza"

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    La tesi è stata premiata il 6 dicembre 2019 a seguito della partecipazione al bando promosso dall'Ateneo "Sapienza" per tesi che affrontano tematiche sulla disabilità discusse nell' A.A. 2017-2018. Oggetto della tesi è la progettazione condotta secondo l'approccio tecnologico al progetto, dalla fattibilità alla fase esecutiva mettendo in risalto i contenuti metaprogettuali di un servizio assistenziale semiresidenziale del tutto innovativo rivolto all'assistenza di adolescenti affetti da disturbi psichiatrici

    Meta-symplectic geometry of 3rd order Monge-Ampère equations and their characteristics

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    This paper is a natural companion of [Alekseevsky D.V., Alonso Blanco R., Manno G., Pugliese F., Ann. Inst. Fourier (Grenoble) 62 (2012), 497-524, arXiv:1003.5177], generalising its perspectives and results to the context of third-order (2D) Monge-Ampère equations, by using the so-called ''meta-symplectic structure'' associated with the 8D prolongation M⁽¹⁾ of a 5D contact manifold M. We write down a geometric definition of a third-order Monge-Ampère equation in terms of a (class of) differential two-form on M⁽¹⁾. In particular, the equations corresponding to decomposable forms admit a simple description in terms of certain three-dimensional distributions, which are made from the characteristics of the original equations. We conclude the paper with a study of the intermediate integrals of these special Monge-Ampère equations, herewith called of Goursat type.This paper is a contribution to the Special Issue on Analytical Mechanics and Dif ferential Geometry in honour of Sergio Benenti. The full collection is available at http://www.emis.de/journals/SIGMA/Benenti.html. The authors wish to express their gratitude towards the anonymous referees whose comments contributed to shape the paper into its final form. The authors thank C. Ciliberto, E. Ferapontov and F. Russo for stimulating discussions. The research of the first author has been partially supported by the project “Finanziamento giovani studiosi – Metriche proiettivamente equivalenti, equazioni di Monge–Amp`ere e sistemi integrabili”, University of Padova 2013–2015, by the project “FIR (Futuro in Ricerca) 2013 – Geometria delle equazioni dif ferenziali”. The research of the second author has been partially supported by the Marie Sk lodowska–Curie Action No 654721 “GEOGRAL”, by the University of Salerno, and by the project P201/12/G028 of the Czech Republic Grant Agency (GA CR). Both the authors are members of G.N.S.A.G.A. ˇ of I.N.d.A.M

    Manno, E.

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    Mastro Meo, mastro Manno e la Stauroteca minore vaticana. Storie di orefici nella sagrestia di San Pietro fra XV e XVI secolo

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    Prendendo spunto dagli interventi di restauro e trasformazione ai quali la Stauroteca minore vaticana nel tempo fu sottoposta, vengono presentati Meo Dominici de Flaviis e Manno di Sebastiano Sbarri, due orefici che con le proprie botteghe, rispettivamente nel XV e nel XVI secolo, hanno operato a lungo (entrambi per circa trent'anni) al servizio del Capitolo Vaticano La Stauroteca Minore rappresenta il fil rouge della narrazione. Ne viene descritta l'evoluzione strutturale, ad opera dei due ricordati artisti, e si narrano le vicende della reliquia in essa contenuta.Two goldsmith, Meo Dominici de Flaviis and Manno di Sebastiano Sbarri are presented here. Both of them, with their own workshops (respectively in the XV and XVI centuries), worked for some thirty years at the service of the Chapter of St. Peter's. The Minor Stauroteca is the leitmotif of the narration: The structural evolution is described, as the events of the relic contained in it

    Mario Manno, Metafisica e educazione

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    Decerf Paul. Mario Manno, Metafisica e educazione. In: Revue Philosophique de Louvain. Quatrième série, tome 70, n°7, 1972. p. 500

    Il contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale : tra prevenzione sanzionatoria e punizione preventiva

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    Il volume propone una ricognizione critica delle recenti politiche criminali di contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale. In particolare la normativa multilivello di counter-terrorism financing viene utilizzata come cartina di tornasole per verificare se (e in quale misura) i nuovi modelli repressivo-preventivi di impronta emergenziale, tipici delle legislazioni antiterrorismo, siano funzionali ad un effettivo contrasto del fenomeno. E se la parziale rinuncia ad alcuni presidi di garanzia, in nome di indifferibili esigenze securitarie, travalichi il limite oltre il quale il diritto penale perde i propri connotati tipici, per diventare strumento di lotta contro un nemico. L’indagine muove dalla ricostruzione dell’attuale morfologia del finanziamento del terrorismo internazionale, tenendo conto delle profonde trasformazioni del fenomeno terroristico nel passaggio dal modello group-based alle nuove forme individuali di cheap terrorism. Su questa base si procede all’analisi delle misure preventive e repressive in materia di terrorism financing nei diversi livelli ordinamentali: negli strumenti internazionali dell’ONU, nelle politiche normative dell’Unione Europea, nella legislazione italiana. Con particolare attenzione ai modelli di incriminazione interni al campo penale tradizionale, sempre più protesi verso forme preventive di anticipazione dell’intervento sanzionatorio; e con uno sguardo ad altri strumenti di prevenzione, formalmente non penali, ma caratterizzanti da un forte contenuto afflittivo

    Legarsi al paesaggio: Lai, Rossi-Doria e i saperi del territorio

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    Come associare il lavoro di Manlio Rossi-Doria con quello di Maria Lai? La risposta è da rintracciare nella comune consapevolezza che per aiutare le aree interne a tornare delle zone “vive” la strategia da operare deve essere attingere ai saperi del territorio. Con il monumento “ai vivi”, Legarsi alla montagna (1981), Lai racconta le connessioni che intercorrono tra i membri della comunità del suo paese natale, Ulassai nell’Ogliastra, e il contesto. Annodando stringhe di tessuto jeans si raccordano persone, cose e case. Il paesaggio diventa il telaio entro il quale viene tessuto il filo che ricuce i frammenti dell’intero paese. L’ultimo “nodo” fondamentale è la connessione tra il paese stesso e l’elemento pacificatore e identitario della comunità: la montagna. Tracciando le linee si stabiliscono legami pratico-simbolici la cui forza coesiva collabora al ritrovamento di una dimensione condivisa. La linea è dunque elemento artistico che disvela le relazioni tra il soggetto e l’oggetto, accorciando le distanze tra il significato e il significante del paesaggio. In questo saggio si intende produrre l’analisi dell’opera di Maria Lai, che seguendo letteralmente un filo rosso passante dalla piccola scala (il libro) alla grande (la montagna), si presenta come artista fondamentale nella genesi della cultura del paesaggio in Italia. Per quanto risulti insidioso cercare di attribuire un significato ontologico al paesaggio, appare fissata una qualità essenziale in tutte le più autorevoli definizioni del termine. Il paesaggio si esprime attraverso l’intreccio delle relazioni stabilite tra il soggetto che lo percepisce e l’oggetto che viene percepito. I legami che si instaurano non sono reali ma, siamo noi che li tracciamo generando una matrice su cui si stratificano rapporti, relazioni, legami, ponti dialogici che definiamo paesaggio. Sulla determinazione di queste relazioni si sono interrogati ampliamente autori appartenenti ai più disparati campi: dalle scienze pure a quelle applicate, dalla filosofia fino all’arte. L’opera relazionale di Maria Lai si inserisce in questa tradizione
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