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    Drammaturgia del rovesciamento. La "messa in vita" di Marco Martinelli.

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    Il contributo si inserisce all'interno della pubblicazione in due volumi, a cura di Valentina Valentini per Marsilio Editore, della prima raccolta di testi drammaturgici di Marco Martinelli, fondatore, assieme ad Ermanna Montanari, del Teatro delle Albe, una delle più importanti compagnie del teatro di ricerca italiane. Il contributo, attraversando dalle origini negli anni '80 ad oggi, le tappe fondamentali della compagnia ravennate, individua gli elementi essenziali che fanno la peculiarità e la ricchezza della drammaturgia originale di Marco Martinelli

    Marco Martinelli, Drammi al presente. Salmagundi. Rumore di acque

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    Il volume "Drammi al presenet" pubblica, a distanza di un decennio dalla loro prima rappresentazione, due testi significativi nella drammaturgia di Marco Martinelli, autore e animatore del Teatro delle Albe di Ravenna: "Salmagundi" e "Rumore di acque". Documenti della maturazione di un pensiero artistico che, nella messa in scena della propria opera, si confronta dialetticamente con la mutevolezza della condizione storica. Gerardo Guccini, curatore del volume, rileva gli slittamenti di senso e di intendimento che queste pièces subiscono con il passare del tempo: «Una cosa è decifrare nel 2004 l’allegoria sociale di Salmagundi, tutta giocata sulle corrispondenze fra diffusione della stupidità e dilagare epidemico; un’altra è seguire oggi le demenziali strategie del potere politico-scientifico [...] avendo sott’occhio comportamenti contraddittori nella gestione del virus» (p. 5). Lo studioso accompagna criticamente testi e spettacoli sia lungo il loro «processo compositivo» (ibid.), sia tentando una valutazione più generale di tutto il lavoro di Martinelli, poeta-guida di attori-interpreti a lui fedeli. I testi di "Salmagundi" e "Rumore di acque" sono integrati da una "Cronologia dei processo compositivo", opera dello stesso curatore, e da una raccolta di recensione e commenti critici. Il volume è completato dal dossier di Francesca Venturi, "Rumore di acque" nel mondo: traduzioni, pubblicazioni, allestimenti, letture, "mises en espace"

    Voices in the Sea: On Marco Martinelli's "Rumore di acque"

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    Il saggio, tradotto in inglese da Tom Simpson, curatore del volume, analizza il testo drammaturgico di Marco Martinelli, Rumore di acque, soffermandosi in particolare sul topos del mare, sugli aspetti stilistici della poetica di Martinelli e sui riferimenti intertestuali (Divina commedia, The Rime of the Ancient Mariner, The Tempest)

    A proposito di "Farsi luogo. Varco al teatro in 101 movimenti", di Marco Martinelli

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    Con "Farsi luogo. Varco al teatro in 101 movimenti" (2015) Marco Martinelli compone la sua summa teorica in forma di orazione civile. Questo testo permette di fare un bilancio ad oggi dell'avventura del Teatro delle Albe, fondato nel 1983 e divenuto una delle realtà più importanti della scena nazionale e internazionale, ma anche di affrontare con la necessaria radicalità eretica questioni scottanti della politica teatrale odierna

    \u27Purgatorio\u27 2019: A Response to the Work of Marco Martinelli and Ermanna Montanari

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    This brief report discusses Marco Martinelli and Ermanna Montanari’s Purgatorio 2019 at Ravenna’s Teatro delle Albe. The report sets out three aspects of the political remediation of Dante’s Purgatorio that the Teatro delle Albe has offered: first, a plurilingual, pluricultural vision of Italy; second, an emphasis on denouncing domestic violence; and third, an environmentalist impulse that reads the tropes of care and cultivation in Dante’s canticle in the light of the notable engagement of today’s youth to protest our current state of environment crisis

    <i>Pantani</i> di Marco Martinelli: una narrazione polifonica

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    In questo articolo si analizza il testo drammaturgico Pantani di Marco Martinelli, una veglia epica teatrale di uno dei più noti eroi dello sport italiano degli ultimi anni. Il dramma rilegge anche la storia di Pantani e ricostruisce gli strani avvenimenti che portarono alla sospensione, alla estromissione del ciclista dal Giro d’Italia nel 1999, e in seguito alla sua profonda crisi psicologica e tragica morte in solitudine in un hotel, a soli 34 anni. Oltre alle modalità proprie della veglia rituale, il dramma utilizza anche i metodi del processo giudiziario, e offre testimonianze dettagliate che conducono a una riflessione critica sulla società italiana negli anni del potere politico di Berlusconi e della sua filosofia del consumismo. I tre diversi generi della retorica classica (epidittico, giudiziario e deliberativo) si mescolano in questa complessa tessitura teatrale. Coniugando informazioni (processo) e rito (veglia), Martinelli riesce a fondere la tragedia greca (forma mimetica e corale) e il moderno teatro di narrazione (forma diegetica monologante). Combinando assieme scene intensamente drammatiche, ricordi di imprese sportive epiche, passaggi giocosi e parodici, e giustapponendo vari stili e registri (giornalistico, lirico, parodico, elegiaco), Martinelli crea momenti di forte “straniamento” e sorpresa, e rende particolarmente efficace il rito funebre, la ricostruzione storica della tragica vicenda di Pantani e la critica all’ideologia che ha dominato l’Italia negli anni di Berlusconi

    Una tragedia per l'Italia d'oggi: scrittura, realtà e destino nel teatro di Marco Martinelli

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    Il saggio esamina la drammaturgia di Marco Martinelli attraverso "Pantani". Collaborando con gli attori, Martinelli definisce personaggi, sperimenta linguaggi oralizzanti, interagisce con lessici e memorie personali e provvede di contenuti verbali situazioni performative in atto. Nel suo teatro, la scrittura non s'impone come autonomo oggetto di rappresentazione né integra parallele attività sceniche, ma è una funzione del "fare teatro". In "Pantani", la drammaturgia registra preventivamente azioni sceniche e verbali che si delineano in quanto compimento consuntivo di diversi livelli esperienziali. Questi comprendono le ricerche intorno alla figura di Marco Pantani, la frequentazione dei testimoni diretti della sua vicenda, l'attitudine registica a inquadrare spazialmente le azioni, la conoscenza degli attori e delle loro possibilità relazionali

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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