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Il futuro tenuto a distanza: progetti di vita in sospeso
Nei periodi di crisi i progetti di vita – in particolare
quelli che richiedono responsabilizzazione, impegno e
vincoli verso il futuro – tendono ad essere sospesi a causa
dell’incertezza connaturata a tali circostanze [Kohler, Billari
e Ortega 2002]. Tra questi la scelta di avere un figlio è una
tra le più impattate [Adsera e Menendez 2011; Comolli
e Bernardi 2015; Sobotka, Skirbekk e Philipov 2011]. In
che modo la crisi legata alla diffusione del Covid-19 pesi
sulle scelte di vita dei giovani italiani si vedrà meglio nei
prossimi anni, quando le (mancate) realizzazioni dei progetti
– specialmente quelli legati al fare figli – saranno evidenti.
Tuttavia, alcuni studi consentono di valutare tendenze in
atto, considerando le intenzioni dichiarate sulla possibilità
di posticipare o sospendere alcuni di questi piani come
conseguenza della crisi pandemica.
Per quanto riguarda la fecondità, in generale ci si aspetta
che, nei paesi ad alto reddito, l’effetto della crisi legata
all’emergenza sanitaria produca una contrazione almeno nel
breve termine [Aassve et al. 2020]. Alcuni studi condotti sulle
intenzioni dei giovani di realizzare o rinviare la decisione
di avere un figlio durante il 2020 [Luppi, Arpino e Rosina
2020; Luppi e Rosina 2020a; 2020b] hanno evidenziato
alcune differenze fra i paesi europei. In particolare, i paesi
del Sud Europa, caratterizzati già da livelli pre-pandemici
di fecondità e natalità molto bassi sono i contesti in cui i
giovani sono risultati più propensi a posticipare o ad abbandonare
momentaneamente il progetto di formare una
propria famiglia e avere un figlio. Di contro, nei paesi dove
la fecondità pre-pandemia era più elevata, se non addirittura
in crescita (quali Francia, Germania e Regno Unito), gli
effetti a breve termine della crisi sanitaria sulle intenzioni
di fecondità sembrano più limitati, inducendo semmai a una
posticipazione del piano ma non a una sua rinuncia [Luppi,
Arpino e Rosina 2020]. Inoltre, i piani di fecondità dei
lavoratori precari risultano più vulnerabili rispetto a quelli
dei lavoratori con un contratto più sicuro [Luppi e Rosina
2020a]. Anche le prospettive circa il futuro impatto della
crisi sul reddito individuale contano sulle scelte riproduttive:
chi prevede che la recessione influirà negativamente
sul reddito personale più facilmente ha sospeso i progetti
di fecondità [Luppi, Arpino e Rosina 2020].
Considerazioni in parte simili possono essere sviluppate
sull’intenzione di uscire dalla famiglia di origine. Prendendo
in esame i maggiori paesi europei per entità di popolazione
e performance economiche (Francia, Germania, Italia, Regno
Unito e Spagna), l’Italia è quello con la più alta percentuale
di giovani fra i 18 e i 34 anni che hanno deciso di sospendere
o rimandare la decisione di lasciare la casa dei genitori nel
2020 [Luppi, Rosina e Sironi 2020], seguita a poca distanza
dalla Spagna e quindi dal Regno Unito. Anche in questo
caso la condizione lavorativa e quella economica (presente
e attesa) sono determinanti: coloro che hanno contratti di
lavoro più precari o che si aspettano un impatto negativo
della recessione sulla propria occupazione e sul reddito
individuale o familiare hanno maggior propensione ad
abbandonare a tempo indefinito il progetto di acquisire
un’autonomia abitativa dalla famiglia di origine.
Le ragioni per cui i giovani italiani più dei coetanei
europei stanno sospendendo i progetti di vita sono, in
buona misura, da ricercarsi nel contesto pre-crisi. In Italia
le conseguenze economiche e sociali della grande recessione
del 2008 sono state più forti e durature che in altri
paesi europei [Brandolini, Gambacorta e Rosolia 2018],
colpendo in particolar modo la popolazione giovane. Nel
2019, l’Italia continuava a mostrare uno dei più alti tassi di
disoccupazione giovanile (27,1% fra chi aveva 15-34 anni.
Fonte: Istat) e la più alta percentuale di Neet (giovani né
occupati né in formazione: erano il 22,2% fra i 15 e i 29
anni. Fonte: Istat) in Europa. Inoltre, prima della pandemia,l’Italia aveva il tasso di fecondità più basso nell’area Ue (1,27
figli per donna. Fonte: Istat). Caratteristiche strutturali del
sistema economico, del mercato del lavoro e del sistema di
welfare hanno reso i giovani italiani più vulnerabili alle crisi
e meno propensi a investire in progetti familiari già da prima
della recessione dovuta al Covid-19. Gli shock economici
sperimentati e attesi derivati dalla crisi pandemica, quindi,
potrebbero accelerare la recessione demografica italiana.
In quest’ottica, il presente capitolo è dedicato al confronto
fra i progetti di vita dei giovani (e in particolare la
decisione di lasciare la casa dei genitori e quella di fare
figli) negli anni precedenti la crisi sanitaria legata al virus
Sars-Cov2 (nel nostro caso il 2015 e il 2016) e i piani spesso
rimandati o sospesi dei giovani italiani nel 2020. Le analisi
sono state condotte sui dati delle indagini del Rapporto Giovani
del 2015, del 2016 e del 2020, su campioni di giovani
di età compresa fra i 18 e i 34 anni
There is no evidence of a COVID-19 baby boom in Europe – but there is of a bust
Francesca Luppi, Bruno Arpino,and Alessandro Rosina find that the effect of the pandemic on fertility intentions is negative across Europe. Such consequences only exacerbate the effects of the Great Recession, as both crises have affected the fertility plans of the same generation
When is the second one coming? The effect of couple’s subjective well-being following the onset of parenthood
Parenthood has strong effects on people’s life. Some of these effects are positive and some negative and may influence the decision of having other children after the first. Demographic research has only marginally addressed the relationship between subjective well-being and fertility, and even less attention has been reserved to investigate how the subjective experience of the first parenthood may influence the decision to have a second child. Performing log-logistic hazard models using HILDA panel data (2001–2012), changes in couples’ objective life conditions and satisfaction within family and work domains after the first childbirth are related to the timing of the transition to the second parenthood. Results show that partners adopting traditional gender specialization in roles proceed quicker to the second child; however, experiencing dissatisfaction in reconciling, in the couple’s relationship and in the work domain negatively affects mothers’ probability of having a second child in the future
La preoccupazione per il conflitto in Ucraina e l'incertezza sui progetti di vita
Questo capitolo si propone di esplorare come è stato percepito fra i giovani europei (italiani, tedeschi, francesi, spagnoli e inglesi) l’inizio della guerra in Ucraina e se e in
che modo il conflitto abbia alimentato alcune incertezze preesistenti, impattato ulteriormente sui progetti di vita a breve termine. Ciò che emerge è un quadro variegato, sia in termini territoriali sia sociali, con sacche di vulnerabilità
che si concentrano prevalentemente laddove la crisi pandemica aveva già insistito e continua a insistere. La prima parte del capitolo è dedicata all’analisi dell’effetto del conflitto e del perdurare della crisi pandemica sulla percezione di vulnerabilità e rischio dei giovani europei, indagando la diversa distribuzione del fenomeno rispetto ad alcune caratteristiche sociodemografiche (quali l’età, il genere, la situazione occupazionale o la presenza di figli). Successivamente si esplorano alcune motivazioni alla base della preoccupazione scaturita dallo scoppio del conflitto in Ucraina: si affrontano questioni economiche e di tenuta delle istituzioni, entrambe a livello nazionale; si considerano gli effetti attesi dagli individui sulle proprie vite, in termini di benessere economico e possibilità di realizzare i propri desideri di fecondità. I dati utilizzati provengono da un’indagine internazionale dell’Osservatorio Giovani, condotta fra il 28 giugno e il 19 luglio 2022 in Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna su un campione
rappresentativo di 6.000 giovan
Le ragioni della bassa fecondità italiana: fra cambiamento culturale, incertezza economica e rigidità istituzionali
Le ragioni della bassa fecondità italiana potrebbero essere non solo
economiche e istituzionali, ma anche culturali, legate a una graduale
accettazione di un modello familiare senza o con pochi figli.
• Il presente lavoro esplora l’esistenza di questo fattore culturale
grazie ai dati del Rapporto Giovani 2020 dell’Istituto Toniolo, analizzando
un campione rappresentativo di donne 30-34enni senza
figli o con un figlio solo.
• Accanto alle donne che non desiderano figli, lo studio rivela l’esistenza
di un gruppo consistente di donne che desiderano (altri)
figli ma sono poco motivate ad averne, non reputandolo indispensabile
per la propria realizzazione personale. Queste donne sembrano
anche più disposte a sacrificare la genitorialità di fronte ad
altri obiettivi della propria vita, qualora li trovino inconciliabili
Childcare arrangements and working mothers’ satisfaction with work‒family balance
Background: Difficulties with work‒family reconciliation contribute to explaining the low participation of women in the labour market and low fertility levels in several developed countries. Understanding how much different types of childcare can help mothers to balance family and work is crucial for implementing ad hoc policies.
Objective: This study examines whether working mothers’ satisfaction with work‒family balance is associated with different combinations of paid and unpaid childcare arrangements. Difficulties in using different types of childcare are also considered.
Methods: We use random effects models on panel data from the Household, Income and Labour Dynamics in Australia (HILDA) survey (2003‒2013).
Results: Results show that a balanced mix of paid and unpaid childcare is associated with mothers’ highest satisfaction. Difficulties related to the affordability and the flexibility of paid childcare negatively relate to the satisfaction with work‒family balance. Moreover, even after adjusting for experienced difficulties, the “mixed” arrangement guarantees the most satisfying combination of work and family responsibilities.
Contribution: Taken together, our analyses are suggestive of the idea that improving the flexibility and the affordability of paid childcare services is a way to increase mothers’ satisfaction with the work‒family balance. The issue might become even more urgent if we consider that grandparents’ availability is not so obvious in a context where young people work and live at long distance from their original family, and when age at first (grand)parenthood is increasing
Mind the Gap: A Reflection on the Drivers of Women’s Low Labour Force Participation in Italy and on the Way Forward
Italy’s gender gap in employment remains stark. In 2023, 63.8% of women of prime earning age (25-54 years) were employed in Italy compared with 83.7% of men, vs. 77.1% of women in Europe. Employment disparities hinge on partnership status and region: single women have higher employment rates than mothers, especially those with preschoolers, while women in the north outperform their southern counterparts. Cultural norms, insufficient childcare
and eldercare services, and limited flexible working arrangements contribute to these employment gaps. Although younger generations of women are, on average, higher educated than their male peers, this educational advantage
is far from being translated into labour market edges. Addressing these issues requires comprehensive policy reforms aimed at supporting the work-life balance, expanding accessible child- and eldercare services, and redefining gender roles
Prospettive barocche nella scrittura drammatica femminile del XVIIII secolo: l'oratorio Ester di Francesca Manzoni
Il saggio indaga le componenti barocche nella scrittura drammaturgica di un oratorio composto da Francesca Manzoni nel primo Settecento, caso eccezionale nella drammaturgia femminil
Flessibilità degli orari di lavoro. Nota tecnica
PTA INAPP – 2022-2024
PROGETTO: “Qualità del lavoro e sostenibilità” - Referente di progetto: Tiziana Canal
Workpackage 2: Evidenze empiriche comparate – Referente di WP: Francesca della Ratta-Rinaldi
DELIVERABLE D3 - Nota tecnica: flessibilità degli orari di lavoroNota tecnica comparata sulla diffusione di forme di flessibilità degli orari di lavoro diffuse nei paesi analizzati e il loro effetto sul mercato del lavoro, particolarmente in ottica di genere.nota tecnica comparata sulla diffusione di forme di flessibilità degli orari di lavoro diffuse nei paesi analizzati e il loro effetto sul mercato del lavoro, particolarmente in ottica di genere. flessibilità degli orari di lavoro. nota tecnica francesca della ratta-rinaldi matteo luppi valentina menegatt
Il rischio climatico e l'impatto sulle intenzioni di fecondità dei giovani europei
Il presente capitolo esplora le connessioni fra le intenzioni di fecondità dei giovani-adulti europei (25-34 anni) e le loro preoccupazioni ambientali in Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito. In particolare, si analizzano i fattori socio-economici associati alle ragioni ambientali dichiarate per non volere figli nel breve termine, con l’obiettivo di individuare possibili effetti combinati delle incertezze ambientali, economiche ed occupazionali. Entrambe le motivazioni sopracitate vengono prese in esame. In aggiunta, si considerano le possibili connessioni fra l’aver sperimentato in prima persona un disastro ambientale e la non-intenzione di avere un figlio nel breve periodo per ragioni ambientali
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