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Al lupo. Al lupo...
No abstract availablePartendo dalla storia del salvataggio di un lupo si affronta il tema del rapporto tra dimensione razionale e istintiva, con riferimento ai significanti linguistici
“Dal regolamento alla legge”. Semplificazione e delegificazione: uno strumento ancora utile?
Si tratta di un saggio in cui si ripercorre criticamente, alla luce delle trasformazioni intervenute negli ultimi anni, la tematica del rapporto tra legge e regolamento, già oggetto di uno studio monografico (N. Lupo, Dalla legge al regolamento, Il mulino, Bologna, 2003). In particolare, si misurano gli effetti del sistema elettorale maggioritario e della riforma del Titolo V Cost. sulla produzione normativa seconda ria del Governo (dando conto dei fenomeni di “rilegificazione” e di “fuga dal regolamento”), anche in relazione alla nuova stagione della semplificazione normativa
Ambiente urbano e modelli figurativi ne "La bocca del lupo"
Studio delle relazioni fra modelli letterari e arti figurative nel romanzo verista "La bocca del lupo " di Remigio Zen
Sinisgalli, Milano e "L'Italia Letteraria"
Analisi della collaborazione di Sinisgalli sull'> relativa agli anni Trenta e prevalentemente incentrata sulla città e sulla cultura di Milan
«TANTO POTENTE NEL VEDERE, CHE VINCE IL BUIO DELLA NOTTE». IL LUPO NELLA RIFLESSIONE E NELLA RAPPRESENTAZIONE TRA MEDIO EVO E PRIMA ETÀ MODERNA
Il libro nasce nel contesto del Centro Studi NEED acronimo di Natura, Etica, Economia, Diritto, al quale fa capo il Matser in Amministrazione e Gestione della Fauna Selvatica dell'Università Ca' Foscari. Il tema è oggetto di analisi scientifica con la precisazione che l'approccio non è limitato all'ecologia e alla biologia, ma esteso anche al diritto, all'etica e all'economia. L'indagine della scienze tecniche inoltre si associa all'indagine umanistica, con particolare riguardo alla codificazione simbolica del lupo, perché per risolvere i conflitti fra l'uomo e il lupo occorre conoscere il lupo ma anche l'uomo. Da qui il titolo "Il lupo tra mito e realtà" nell'idea che la valenza simbolica non si contrappone alle analisi tecniche ma concorre con esse a determinare i termini della questione e le ipotesi di soluzione
Presentazione. Un quadro di sintesi delle proposte di modifica dei regolamenti di Camera e Senato all'inizio della XVI Legislatura
Design, beni culturali e attivazione dell'autentico: progettare il valore delle eredità culturali come open-ended knowldge system
When talking about design for cultural heritage, it is more appropriate to talk about design processes for cultural heritage rather than design competences and scope. In this view, the valorisation of cultural heritage can be seen as a set of design processes (Lupo 2009). In an ideal lifecycle of cultural heritage, whether tangible or intangible (Lupo 2009), which we propose as linear (note that this simplification is only implemented as a rhetorical device and communicative expedient), we have at the beginning a cultural good that is still potential (which does not exist as it does not have a form), which is realised in forms of good and which, when it is collectively socialised and recognised, becomes an explicit good, and then a good that is enjoyed or activated by a community when it \u27appropriates\u27 it or participates in it in various forms. In the transition from one stage to the other, processes occur that are called respectively production (of the form) of the cultural good, recognition (of the meaning) of the cultural good and activation (of the function) of the cultural good.Quando si parla di design per i beni culturali, più che di competenze di design e ambito di applicazione del progetto, è opportuno parlare di processi di design per i beni culturali. In questa visione, la valorizzazione dei beni culturali può essere vista come un insieme di processi di design (Lupo 2009). In un ideale ciclo di vita del bene culturale, materiale o immateriale (Lupo 2009), che proponiamo come lineare (si noti che questa semplificazione viene attuata solo come artificio retorico ed espediente comunicativo) si ha all’inizio un bene culturale ancora potenziale (che non esiste in quanto non ha forma), che si concretizza in forme di bene e che, quando è collettivamente socializzato riconosciuto, diventa bene esplicito, e quindi successivamente bene fruito o attivato da una comunità nel momento in cui se ne ‘appropria’ o vi partecipa in varie forme. Nel passaggio da uno stadio all’altro si verificano dei processi che sono chiamati rispettivamente di produzione (della forma) bene culturale, riconoscimento (del senso) del bene culturale e di attivazione (della funzione) del bene culturale
Il mestiere di fare libri. Raffaele Crovi intellettuale e scrittore
Il fascicolo monografico di «Humanitas», a cura di Giuseppe Lupo e Silvia Cavalli, è dedicato alla poliedrica figura di Raffaele Crovi. Gli interventi di Cesare De Michelis, Giuseppe Langella, Velania La Mendola, Alessandro Zaccuri, Pierluigi Castagnetti, Ferruccio Parazzoli, Raffaele Nigro e dello stesso Lupo, ripercorrono i vari aspetti della sua attività, dall'editoria al romanzo, dalla politica al versante biografico, restituendo la fisionomia di un protagonista emblematico del Novecento
Religious Assets and Cultural Heritage asTools for Intercultural Practices in Museums and Exhibitions
The essay discuss how a "difficult" topic as the religious asset can be used to foster intercultural dialogue by applying design strategie
Occasioni di una militanza
Il primo libro di Francesco Mattesini, Occasioni di lettura (1968), può essere osservato e letto come paradigma dell'intera produzione successiva, sia per ragioni di metodo (l'atteggiamento conversativo con le opere e gli autori), sia per il mosaico di una geografia letteraria che si compone tessera dopo tessera e di cui diventa una sorta di canovaccio per le future piste di ricerca
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