340 research outputs found

    Symbiotics of history and social psychology understanding social representations of history in Europe

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    COST Action IS1205 aims at advancing knowledge and promoting networking among historians and social psychologists to analyse the role played by social representations of history in Europe. Social representations of history are central to the identity of groups that may or may not form the majority in any given country. In Europe, these representations are at best diverse, at worst fragmented, among various national and ethnic groups, either in the same country or across the continent. If left unexplored and unexplained, these social (mis)representations can incite adverse emotions, in turn influencing group behaviours and possibly leading to intergroup rivalry. Bridging the two disciplines through representatives from 28 countries, Action IS1205 addresses this issue by coordinating research on the role of: social cognitive processes in shaping lay representations of history; lay representation of history through the concepts of nationhood and identities; social-psychological studies of the narrative transmission of history through textbooks and the media; lay representation of history and group-based emotions in shaping attitudes, intergroup confict and reconciliation processes.peer-reviewe

    Esperienze e frammenti di paesaggio

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    L’esperienza di un “Laboratorio di Arte dei giardini e Architettura del paesaggio” è documentata in questo saggio attraverso frammenti di una didattica dialettica e interattiva: estratti del materiale didattico fornito agli studenti a supporto delle lezioni teoriche/comunicazioni. Le relazioni tra paesaggio e arte, letteratura, fotografia, alcuni specifici progetti, scelti per la loro dimensione di "progetti minimi", sono illustrati, con contributi esterni di Simone Arcagni, Roberto Collovà, Sergio Sanna e Germàn Valenzuela. Gli esercizi con elaborati e riflessioni degli studenti come risposte individuali al quadro teorico e concettuale proposto, basato su una osservazione e descrizione dei luoghi proposti, in particolare nell'esercizio "trova un giardino". L'esercizio finale, rappresentato attraverso una selezione di progetti, diversi tra loro per concetto e scala, è il progetto, prima concettuale e poi concreto, di una passeggiata "lungo il mare" di Palermo Un diagramma-calendario illustra cronologicamente l’articolazione del laboratorio e un disegno d’insieme riassume, come un risultato in parte inaspettato, quaranta progetti di passeggiate

    L'immaginario fantastico contemporaneo: Analisi degli adattamenti audiovisivi di J.R.R. Tolkien da Peter Jackson ad Amazon Prime Video

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    Recentemente, Amazon Prime Video ha prodotto la serie tv Gli Anelli Del Potere, basata sull'opera di J.R.R. Tolkien, già nota al grande pubblico soprattutto grazie alla celebre trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson. Questo studio si propone di determinare se esista una crisi dell'immaginario fantastico contemporaneo, attraverso il confronto tra le principali differenze di stile e significato nell'adattamento cinematografico dei due prodotti audiovisivi. La trattazione si sviluppa a partire dalle origini e dalla definizione del fantastico, analizzando quanto l'opera di Jackson ne mantenga le caratteristiche. Successivamente, si fa un'analisi e si riporta una cronistoria della serie tv Amazon Gli Anelli del Potere, confrontandola con la trilogia e mettendo in luce le polemiche e le contraddizioni sorte nell'ambito della critica cinematografica e del pubblico. Ciò che emerge dal materiale di ricerca è un'opera snaturata, all'interno della quale non si riconoscono, o vengono addirittura rovesciate, alcune delle principali tematiche tolkieniane per lasciare spazio a nuovi canoni narrativi più moderni e, in un certo senso, collaudati. I risultati dello studio suggeriscono che effettivamente sia in atto un profondo cambiamento nell'industria dell'intrattenimento contemporanea anche per via delle politiche commerciali che, regolando la produzione di contenuti mainstream, influiscono inevitabilmente sull'immaginario collettivo. La ricerca offre quindi uno spunto di riflessione su come il fantastico sia oggi più che mai una categoria fondamentale per approcciarsi -paradossalmente- alla realtà

    Ricostruzione 3D di strutture subacquee mediante tecniche Structure from Motion (SFM)

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    Lo scopo principale di questo lavoro di tesi è confrontare le tecniche Dense e Sparse per la ricostruzione tridimensionale subacquea utilizzando la tecnica di Structure from Motion (SFM). L'obiettivo è valutare le prestazioni di queste tecniche e introdurre una tecnica innovativa per migliorare la ricostruzione effettuata con la tecnica Dense, sfruttando la ricostruzione ottenuta con la tecnica Sparse come riferimento. Per raggiungere questo obiettivo, sono state effettuate riprese simulate utilizzando il Robot Operating System (ROS) e il plugin Gazebo in combinazione con l'UUV Simulator. Attraverso questa simulazione, è stato possibile creare un ambiente virtuale controllato e realistico che riproducesse le condizioni tipiche degli ambienti subacquei. Le sequenze di immagini stereo simulate sono state quindi utilizzate come input per i processi di ricostruzione tridimensionale, utilizzando sia la tecnica Dense che la tecnica Sparse di SFM. La tecnica Dense considera tutti i punti corrispondenti nelle immagini per ottenere una ricostruzione tridimensionale densa dell'ambiente, mentre la tecnica Sparse seleziona solo un sottoinsieme di punti rilevanti. Entrambe le tecniche sono state implementate e analizzate in dettaglio per valutare le loro caratteristiche e prestazioni. I risultati delle ricostruzioni dense e sparse sono stati confrontati utilizzando metriche di valutazione quantitative, come l'errore di ricostruzione e la densità dei punti ricostruiti. Inoltre, è stata introdotta una tecnica innovativa per correggere la ricostruzione effettuata con la tecnica Dense, utilizzando la ricostruzione ottenuta con la tecnica Sparse come riferimento. Questa tecnica di correzione ha lo scopo di migliorare la precisione e l'accuratezza della ricostruzione densa in ambiente subacqueo. I risultati ottenuti possono essere utilizzati come guida per la scelta della tecnica più adatta in base alle specifiche esigenze dell'applicazione

    Il percorso didattico e la ricerca

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    L’articolo evidenzia il senso e il valore del metodo dell’attività svolta attraverso le numerose esperienze di didattica e di ricerca. Le esperienze partono da una continua osservazione della realtà e dall’ascolto dei luoghi. Dalla realtà sono scaturiti temi e questioni che hanno costituito il materiale dei corsi universitari e di altre attività che insieme alla ricerca scientifica costituiscono parte integrante. Il percorso didattico descrive la presenza nei laboratori di quarto anno e di sintesi finale con l’obiettivo di addestrare al progetto. Viene precisata, inoltre, l’importanza di analizzare il presente, attraverso tutte le forme di descrizione indispensabili per l’osservare. Il percorso di ricerca e didattica ha ruotato attorno al tema dell’abitare con una particolare attenzione alle città del Mediterraneo, evidenziata nelle numerose tesi di laurea e workshop

    Extraction of biochemicals from the wine industry by-products and their valorization

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    The production process of wine and distilled generates several by-products (20-30% of total production). Currently, most of the solid by-products (pomace, stalks, lees and seeds) obtained as downstream of the vinery industry, are conferred to the distillery or, less frequently, used in agriculture and for energy production. As a consequence, much of the antioxidant compounds contained in the grape is unused in the products of processing and is lost.These substances (among which the most important are polyphenols, anthocyanins and resveratrol) are a heterogeneous group of compounds particularly known for their beneficial effects on human health. In this article we present the results arising from a pilot scale research devoted to the evaluation of the extraction of such important compounds from the by-products of four varieties of Italian grape varieties. The pomaces obtained after wine production were extracted by innovative technologies, such as steam explosion and enzymatic extraction, without the use of organic solvents. The results show that it is possible to recover relevant amounts of polyphenols (up to 1383±50 mg GAE/L), anthocyanins (up to 148±2 mg/L) and resveratrol (up to 0.064 mg/L) from such by-products. Moreover, the recovered biochemicals are functional and act as radical scavenger, suggesting possible future applications in the cosmetics industry. The novel approach proposed here supports the possible application of steam explosion as industrial techniques to recover valuable compounds from grape pomace in a sustainable perspective from the economic and environmental standpoint

    Expression of different types of [FeFe]-hydrogenase genes in bacteria isolated from a population of a bio-hydrogen pilot-scale plant

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    [FeFe]-hydrogenases are the enzymes responsible for high yield H 2 production during dark fermentation in bio-hydrogen production plants. The culturable bacterial population present in a pilot-scale plant efficiently producing H2 from waste materials was isolated, classified and identified by means of 16S rDNA gene analysis. The culturable part of the mixed population consists of nine bacterial species that include non-hydrogen producers (Lactobacillus, Enterococcus and Staphylococcus) and several Clostridium that are directly responsible for H2 production. An extensive analysis of the expression of [FeFe]-hydrogenases in the three best producer strains was achieved by RT-PCR, covering the complete set of known genes for each species. This revealed that during H2 production there are several different [FeFe]-hydrogenases simultaneously expressed, with genes belonging to the same phylogenetic and structural classification sharing similar transcriptional profiles. © 2014, Hydrogen Energy Publications, LLC. Published by Elsevier Ltd. All rights reserved

    Variáveis culturais e psicossociais associadas à vulnerabilidade étnica ao HIV/AIDS: estudo comparativo entre Brasil e França

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    Tese (doutorado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Filosofia e Ciências Humanas. Programa de Pós-Graduação em Psicologia.Esta pesquisa teve por objetivo identificar aspectos culturais e psicossociais associados às vulnerabilidades de jovens afrodescendentes e brancos, no Brasil e na França, ao HIV/Aids. A pesquisa foi realizada em duas etapas: a primeira, qualitativa, com 36 entrevistas a estudantes do ensino médio no Brasil com o objetivo de fornecer elementos indicadores sobre a vulnerabilidade, conhecimentos e Representações Sociais da aids dos jovens brasileiros, além de indicar elementos para a elaboração de um questionário a ser aplicado na segunda etapa. E a segunda etapa, na qual foi realizado estudo quantitativo e comparativo entre Brasil e França, com 480 estudantes do ensino médio, sendo 240 de cada país, com o objetivo de comparar seu conhecimento sobre aids, atitudes frente o preservativo, atribuições de causalidade, bem como outras variáveis psicossociais intervenientes em suas vulnerabilidades ao HIV/Aids. Os resultados evidenciaram uma multiplicidade de fatores de risco às DST e ao HIV/Aids entre os jovens estudados. E essa multiplicidade varia de acordo com o grupo de pertença dos participantes, revelando desigualdades vivenciadas por membros de alguns grupos, que os expões a maior vulnerabilidade, como por exemplo, as meninas em relação aos meninos e os afrodescendentes em relação aos brancos

    Perfil fenólico e atividades antioxidante e hipolipemiante de vinhos de variedades Vitis vinifera cultivadas em São Joaquim - SC - Brasil

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    Tese (doutorado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Ciências Agrárias, Programa de Pós-Graduação em Ciência dos Alimentos, Florianópolis, 2010Neste estudo avaliou-se a adaptação das variedades Cabernet Franc, Merlot, Sangiovese e Syrah, safras 2006 e 2007, implantadas em São Joaquim-SC - Brasil, uma nova região produtora de vinhos no sul do Brasil, através do monitoramento da fenologia das videiras e da maturação dos frutos. Realizou-se também a caracterização química dos principais compostos fenólicos, flavonóides (flavonóis, antocianinas, flavan-3-óis) e não flavonóides (ácidos hidroxicinâmicos, ácidos hidroxibenzóicos, estilbenos e tirosol), bem como a avaliação da atividade antioxidante in vitro e in vivo e hipolipemiante in vivo dos respectivos vinhos; e a correlação entre o conteúdo fenólico e as atividades biológicas. A fenologia foi avaliada através do monitoramento das principais fases fenológicas. A maturação das uvas foi avaliada através das análises de pH, acidez total, sólidos solúveis totais, antocianinas totais e polifenóis totais. A composição fenólica dos vinhos foi realizada através de HPLC-DAD e/ou HPLC-DAD-MS. A atividade antioxidante in vitro dos vinhos foi avaliada contra os radicais DPPH e ABTS, e pela inibição da peroxidação lipídica (TBARS). A atividade antioxidante e hipolipemiante in vivo foram avaliadas em camundongos após 30 dias de consumo de vinho. A partir do plasma foram verificados a capacidade antioxidante total do plasma (FRAP) e os níveis lipídicos e a partir do fígado avaliaram-se a peroxidação lipídica (TBARS), a carbonilação de proteínas (PC), os níveis de glutationa reduzida (GSH), e a atividade de enzimas antioxidantes catalase (CAT), superóxido dismutase (SOD) e glutationa peroxidase (GPx). O monitoramento da fenologia mostrou que o ciclo fenológico de brotação até a colheita ocorreu entre 191 e 219 dias exigindo um requerimento térmico entre 1.161 e 1.340 graus-dias. Os resultados do monitoramento da maturação mostraram que as variedades de uvas apresentaram características típicas de uma boa maturação. O conteúdo dos compostos fenólicos quantificados nos vinhos foi considerado adequado e de acordo com dados da literatura para vinhos finos de qualidade. O conteúdo de flavan-3-óis livres revelou que a catequina e epicatequina foram os dois principais monômeros, e a PA B1 o principal dímero; o grau médio de polimerização das PAs, percentagem de prodelfinidinas e de galoilação variaram entre 4,9-9,8; 30,5-41,3 e 1,4-2,4, respectivamente. Os principais flavonóis presentes nos vinhos foram a quercetina e a miricetina. Entre as antocianinas a malvidina foi a predominante, e, em geral, as aciladas apresentaram-se em maiores concentrações que as cumáricas. Os ácidos hidroxicinâmicos conjugados foram predominantes nos vinhos e as maiores concentrações foram do ácido trans-caftárico. Em relação aos ácidos hidroxibenzóicos, o ácido gálico foi o majoritário, representando, em média 76% do total dos ácidos hidroxibenzóicos quantificados. As análises revelaram vinhos com significativos conteúdos de tirosol e estilbenos monômeros, predominando as formas glicosiladas, e dos isômeros trans sobre os cis. Os vinhos apresentaram efetiva ação contra os radicais DPPH e ABTS, como também inibiram a peroxidação lipídica in vitro. O monitoramento da atividade antioxidante in vivo revelou que o consumo de vinhos promoveu, de modo geral, um aumento na capacidade antioxidante nos animais, verificado pelo aumento nos níveis de FRAP, diminuição dos níveis dos índices de TBARS, PC, e da atividade das enzimas SOD, CAT e GPx. O consumo de vinhos reduziu significativamente a hipercolesterolemia, a hipertrigliceridemia, e o índice aterogênico e aumentou os valores de colesterol HDL. Significativas correlações foram verificadas entre os efeitos benéficos do consumo de vinhos e o conteúdo dos compostos fenólicos quantificados, demonstrando a importante atividade biológica desses compostos. Os resultados sugerem que São Joaquim possui potencial para a produção de vinhos finos de qualidade.This study investigated the adaptation of Vitis vinifera Cabernet Franc, Merlot, Sangiovese and Syrah in two consecutive vintages (2006 and 2007) in São Joaquim, Santa Catarina State, Brazil, a new grape growing region at southern Brazil, by monitoring the phenology and ripening characteristics. Moreover, was carried out a chemical characterization of the main phenolic compounds of the respective wines, flavonoids (flavonols, anthocyanins, flavan-3-ols) and non-flavonoids (hydroxycinnamic and hydroxybenzoic acids, stilbenes and tirosol), as well the evaluation of antioxidant activity in vitro and in vivo and the hypolipidemic activity in vivo of these wines, and the correlation between phenolic content and biological activities. The phenology was assessed by monitoring the main phases of development. In order to monitor the ripening levels of pH, total acidity, total soluble solids, total monomeric anthocyanins, total polyphenols index were analyzed. Phenolic composition was determined using HPLC-DAD and/or HPLC-DAD-MS analysis. The scavenger capacity of the wines was measured using DPPH and ABTS radicals and the lipid peroxidation by the TBARS method. The hypolipidemic and antioxidant activity in vivo were evaluated in mice after 30 days of wine consumption. From the plasma were checked total antioxidant capacity of plasma (FRAP) and lipid levels and from the liver were evaluated lipid peroxidation (TBARS), carbonyl protein (CP), reduced glutathione levels (GSH), and activity of antioxidant enzymes catalase (CAT), superoxide dismutase (SOD) and glutathione peroxidase (GPx). The results show that the phenological cycle from budburst to harvest occurred within a frame time of 191 and 219 days and the heat summation requirements varied between 1,161 and 1,340 GDD. The results showed that these different grape varieties had typical characteristics at maturity. In general, wine phenolic content were in line with those reported in the literature from the most renowned regions of premium wine production. For flavan-3-ols, catechin and epicatechin were the two main monomers, and the proanthocyanidin (PA) B1 was the main dimer. The values for the mean degree of polymerization, and the prodelphinidins and galloylation percentages ranged from 4.9-9.8; 30.5- 41.3, and 1.4-2.4, respectively. The main flavonols were quercetin and myricetin. Among the anthocyanins, malvidin was the predominant and, in general, the acylated were the derivatives predominant. The hydroxycinnamates (hydroxycinnamic acids conjugated) were predominant in wine samples and the highest concentrations were obtained by trans-caftaric acid. Regarding hydroxybenzoic acid, gallic acid was the majority, representing on average 76% of total hydroxybenzoic acids quantified. Analyses revealed wines with significant content of stilbene monomers and tirosol; in respect to stilbenes was verified the predominance of glycosylated and trans forms. The wine samples demonstrated effective scavenging activity against DPPH and ABTS radicals and against lipid peroxidation in vitro. The wine consumption promoted a significant increasing of plasma antioxidant capacity, a decreasing in TBARS and CP levels, as well as a decreasing in CAT, SOD and GPx activities. It was also found that wine consumption reduced the hypercholesterolemia, hypertriglyceridemia and atherogenic index and increased HDL cholesterol levels. In general, phenolic content of wines was positively correlated with the biological capacity promoted by wine consumption. These interesting results further support the potential of the region to produce high quality wines
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