1,721,070 research outputs found

    Tra Luzi e Montale: botta e risposta

    No full text
    Luzi e Montale corrisposero tra loro in versi che si inseguono all'insegna della questione della fede. Luzi cercava di mostrare a Montale una via d'uscita onorevole; Montale rispondeva col suo scetticismo

    Tra Luzi e Sereni: cronistoria di un debito poetico

    No full text
    Alcuni tratti di affinità legano tra loro i percorsi compositivi di Luzi e di Sereni, che consentono di individuare il prevalere e l'affermarsi delle istanze sereniane, nella elaborazione della dizione poetica del secondo novecent

    Teaching Lexicon Integrating Focus on Form with Formulaicity

    No full text
    Teaching Lexicon Integrating Focus on Form with Formulacity Considering Italian and Chinese contrastively, it clearly emerges how some meanings are coded differently in the two languages and how the Grammar Translation Method proves to be inadequate to teach these semantic differences. It is the case, for example, of ‘felice’ (‘happy’) which can correspond to at least three different lexemes in Chinese, such as ‘kuàile’ 快乐, ‘gāoxìng’ 高兴or ‘yúkuài’ 愉快, depending on the context, or likewise ‘cānguān’ 参观 and ‘yóulǎn’ 游览 that can both translate the Italian ‘visitare’ ('to visit'). This different meaning segmentation reveals to be a so big challenge in CFL learning context to require particular attention in classroom teaching. Recalling Long’s distinction (1991) between ‘focus on form’ and ‘focus on formS’, according to which the former refers to drawing students’ attention to a particular linguistic form arose incidentally during a lesson whose prevalent focus is on communication and meaning, and the latter is more linked to the traditional grammatical teaching emphasizing more on formal aspects than on meaning activities, we analyzed which kind of instruction was more effective on learning some couples of words. Moreover the recovered interest of SLA in formulas with their fundamental role in vocabulary learning, and the importance of lexis in dragging and pulling grammar structures (Lewis, 1993, 1997), following Wood’s (2010) suggestion, we emphasized the meaning and collocational aspect, drawing students’ attention not only primarily to meaning, and then to form, but also on collocational patterns and on formulas. To this aim we divided a group of pre-intermediate (A2+) 26 Italian learners of Chinese as a foreign language at university level (Roma Tre University) in three groups, treating them differently, respectively with ‘focus on formS’ instruction, ‘focus on form’ instruction and no instruction (control group) and then we observed and analyzed the results of a test given after the treatment period

    (Far) apprendere, usare e certificare una lingua straniera: studi in onore di Maria Serena Ambroso

    No full text
    Il volume, in onore di Serena Ambroso, affronta le tematiche relative ad acquisizione, apprendimento, sviluppo delle abilità linguistiche, valutazione e certificazione delle competenze. Il volume parte da riflessioni di tipo teorico/epistemologico, per affrontare poi tematiche maggiormente legate agli studi acquisizionali e all’applicazione didattica. Apre la prima sezione - “Riflessioni di linguistica educativa” - il contributo di Annarita Puglielli che delinea alcune possibili future linee di ricerca incentrate sul plurilinguismo e sul suo ruolo facilitatore nell’apprendimento, e soprattutto della relazione tra la riflessione linguistica, ovvero la capacità di analisi di una lingua, e le abilità d’uso della lingua stessa. Paolo Balboni propone una riflessione sull’educazione linguistica e la scienza che la studia secondo un percorso filosofico classico, con l’obiettivo principale di capire sempre meglio la natura del nostro studio e della nostra comunità scientifica. Mara Frascarelli, invece, propone un modello didattico particolarmente adatto a classi multilingui, dove gli studenti si scoprono al contempo informanti e linguisti, allo scopo di riflettere sia su categorie linguistiche più tradizionali, come l’avverbio, sia su categorie più specialistiche, come i classificatori. Gli ultimi due contributi di questa sessione, strettamente collegati anche alla sessione successiva, riassumono ed esplorano nuovi percorsi didattici a partire da recenti modelli teorici. Anna Rita Tamponi illustra il cammino percorso dalla glottididattica, dalla visione più strutturale e meccanicistica alla visione più cognitivo-funzionale, verso una didattica operativa che vede l’apprendente come un utilizzatore attivo della L2. Marina Chini, dopo aver ripreso e illustrato due modelli cognitivisti, quali il Competition Model di Mac Whinney (1987) e la Construction Grammar (Goldberg, 1998, 2006), propone possibili percorsi didattici in cui fa tesoro delle conclusioni teoriche elaborate dai due modelli. Le seconda sezione “Apprendimento e acquisizione della L2” accoglie articoli che si muovono più decisamente nell’ambito della linguistica acquisizionale e del contributo di questa alla glottodidatica. Eleonora Luzi cerca di superare alcuni limiti delle sequenze di acquisizione evidenziati in letteratura attraverso un parallelismo teorico tra gli approcci più diffusi negli studi SLA e la Construction Grammar, evidenziando alcuni punti di contatto come il concetto di chunk, il ruolo predominante dell’input e il comune sostrato. Camilla Bettoni e Bruno Di Biase si occupano dell’apprendimento delle domande wh- all’interno del quadro formale della Teoria della Processabilità, arrivando così a delineare una progressione sintattica tramite l’analisi di dati longitudinali e trasversali di soggetti con L1 di tipo fronting e di tipo in situ che apprendono lingue tipologicamente diverse come l’inglese e l’italiano. Di tipologia si occupano anche Giuliano Bernini e Lunella Mereu. Giuliano Bernini, in particolare, investiga il ruolo della L1 nell’apprendimento di una L2, illustrando come fattori quali il livello di competenza nella L2 e la distanza tipologica determinino non solo il livello di analisi a cui avviene la permeazione ma anche la forza con essa si realizza. Lunella Mereu sottolinea nel suo contributo l’importanza della linguistica per le discipline più applicate. Tema molto vicino alla festeggiata. L’autrice ribadisce inoltre l’esigenza che la linguistica non esaurisca la sua ricerca sul piano sintattico ma che colga anche le interazioni con la morfologia e la pragmatica seguendo il modello di analisi degli studi tipologici per eccellenza. La sezione “Competenze d'uso e abilità linguistiche” presenta quattro studi che investigano a vari livelli lo sviluppo delle diverse abilità linguistiche. Il contributo di Elisabetta Bonvino, partendo dall’illustrazione della metodologia EuRom, si propone di mostrare il contributo dei principi dell’Intercomprensione allo sviluppo delle abilità ricettive ed in particolare allo sviluppo della comprensione scritta. Il lavoro sottolinea, fra l’altro, l’importanza delle competenze strategiche per la risoluzione di problemi e il processo che porta l’apprendente a diventare consapevole delle strategie cognitive e meta-cognitive per una comprensione efficace. Patrizia Mazzotta affronta il complesso tema delle implicazioni didattiche delle differenze interculturali nella scrittura accademica, sottolineando l’importanza sia della presa di coscienza delle differenze tra le convenzioni accademiche, che della tutela dell’identità culturale delle tradizioni retoriche. Sempre sull’abilità di produzione scritta, Anna De Meo presenta un’analisi pragmatica di tipo comparativo a partire da un corpus di lettere di presentazione redatte da giovani italiani e da coetanei stranieri di madrelingua cinese, vietnamita e giapponese. L’obiettivo dell’analisi condotta su due livelli interconnessi, uno macro-linguistico e uno micro-linguistico, è quello di generare ipotesi sulle pratiche di scrittura della lettera di presentazione. Con il contributo di Miriam Voghera ci spostiamo sulla produzione orale in contesto scolastico. L’autrice sottolinea che la mancanza di una specifica attenzione alla produzione e all’ascolto e comprensione dei testi orali in un contesto di valutazione deriva dal fatto che si dà per scontato il fatto che l’interrogazione sia assimilabile alla situazione di una normale conversazione e che quindi non richieda un particolare addestramento per un parlante madrelingua. Il contributo propone un confronto di alcune delle caratteristiche linguistiche del parlato conversazionale e quelle dell’interrogazione. Copre, invece, le varie abilità linguistiche, il contributo di Lucilla Lopriore incentrato sull’impiego didattico dei corpora nell’insegnamento della lingua inglese. L’articolo propone un excursus sulla Corpus Linguistics e sulle varie tipologie di corpora esistenti, per poi fornire indicazioni pratiche sulla consultazione di questi strumenti ed esempi di attività didattiche. Apre la sezione Immigrazione, italiano L2 e certificazione il contributo di Massimo Vedovelli che propone, anche cogliendo l’occasione del 150° anniversario dello Stato unitario, un excursus storico sull’emigrazione italiana all’estero. L’autore adatta fruttuosamente alle tematiche dell’emigrazione il concetto demauriano di “spazio linguistico”. Dall’italiano all’estero come lingua di emigrazione, passiamo all’italiano come lingua di immigrazione, con il contributo di Monica Barni che presenta una lucida riflessione sulle scelte politico-istituzionali riguardanti la valutazione della competenza comunicativa in italiano L2. L’autrice coglie l’occasione per evidenziare il mancato adeguamento dell’Italia dalle politiche linguistiche europee, che promuovono la qualità e la trasparenza, e di voler invece perseverare nella sua azione di non-politica linguistica, e di ritenere la lingua come filtro, come strumento di esclusione, invece che come strumento per lo sviluppo delle capacità espressivo-comunicative dei migranti nell’ottica dell’integrazione. Chiude la sezione e il volume il contributo di Franca Orletti, che mostra come il fenomeno dell’immigrazione in Italia abbia dato impulso alle linee di ricerca della linguistica acquisizionale, della comunicazione interculturale, dell’apprendimento e della valutazione dell’italiano come lingua seconda, della sociologia del linguaggio in tema di politiche linguistiche

    Vocazione e resistenza. La "Commedia" riscritta per il teatro da Sanguineti, Luzi e Giudici

    No full text
    La tesi ha per oggetto i tre copioni danteschi di Edoardo Sanguineti, Mario Luzi e Giovanni Giudici, traspositori, rispettivamente, di Inferno, Purgatorio e Paradiso, nell’ambito del progetto di drammaturgia della Commedia ideato e commissionato dai Magazzini negli anni 1989-1991. L’analisi dei copioni si basa sulle teorie espresse da Genette in Palinsesti, e si sviluppa come lettura comparativa fra ipotesto (Commedia) e ipertesti (riscritture). Contestualmente, viene approfondito il tema della ricezione di Dante nel Novecento, specie nelle forme della traduzione in immagini, e fornita un'interpretazione − alla luce delle acquisizioni della critica dantesca novecentesca e della narratologia − della duplice natura del poema, materia prima oscillante tra vocazione e resistenza alla trasposizione drammatica

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Full text link
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

    Full text link
    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
    corecore