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La transazione fiscale nel prisma delle procedure concorsuali
L’obiettivo principale del presente lavoro si presenta in realtà duplice, avendo un obiettivo generale ed uno maggiormente specifico.
Per quanto concerne quello generale, nella ricerca si approfondiscono i profili di maggiore criticità dell’istituto della transazione fiscale (rectius del trattamento dei crediti tributari e contributivi) ex art. 182ter l.f. allorquando venga calato nelle procedure concorsuali o paraconcorsuali del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, fornendo una visione sistematica di quelli che sono tutt’ora i problemi sollevati dalla disposizione e tentando, laddove consentito dalle tecniche interpretative, di fornire una possibile soluzione.
A tal riguardo, quindi, ruolo di primo piano è assunto dall’esame delle modifiche normative registratesi nel 2016 le quali hanno inciso profondamente nell’architettura generale della norma così originando, per un verso, criticità del tutto inedite e, per altro verso, mutando sensibilmente quelle già note.
Per quanto concerne invece il secondo, obiettivo specifico della ricerca è lo studio e l’indagine della tipologia della funzione esercitata dall’Amministrazione finanziaria in seno all’art. 182ter l.f., in uno con i conseguenti risvolti processuali da essa derivanti.
A tal fine, si è reso anzitutto necessario l’approfondimento di uno dei temi maggiormente dibattuti del diritto tributario, invero rappresentato dal principio di indisponibilità, variamente ricostruito già a partire dall’Italia precostituzionale e sul quale si sono confrontati la massima parte degli studiosi della branca di riferimento.
Ed infatti, tale studio rappresenta un crocevia obbligato tutte le volte in cui si approcci un istituto, quale è anche quello oggetto di attenzione, che supponga un qualsivoglia profilo dispositivo del credito tributario.
Sotto questo profilo, l’analisi è poi stata supportata dall’approfondimento di altro e differente tema, anch’esso massimamente controverso, rappresentato dalla tipologia della funzione o, se si preferisce, dalla natura del potere esercitato dalla Pubblica Amministrazione.
Maggiormente nel dettaglio, si è reso dapprima necessario verificare gli approdi cui è pervenuta la più autorevole dottrina amministrativistica in punto di funzione vincolata e funzione discrezionale, salvo dipoi rapportare i risultati ivi raggiunti alle specificità del fenomeno impositivo.
Ed infatti, come più diffusamente argomentato nel corso della trattazione, il concetto di “disponibilità del credito” e di “tipologia della funzione”, risultano invero inscindibilmente legati, tale per cui le reciproche interrelazioni devono essere costantemente tenute in considerazione, tanto per la formulazione delle conclusioni proposte, quanto per saggiare l’effettiva validità delle stesse. Individuata quindi la tipologia della funzione esercitata dall’Amministrazione in un’attività rigidamente vincolata nei presupposti e semplicemente arricchita da elementi di discrezionalità tecnica, nonché negato un reale profilo dispositivo nel caso in esame, si è trattato di verificare quale ne fosse l’impatto sul versante processuale, verificando la tutelabilità (ed entro quali limiti) della posizione del contribuente a fronte dell’eventuale rifiuto espresso dall’Amministrazione.
A tal fine, si è anzitutto verificata la presenza, invero tutt’altro che pacifica, di una posizione giuridica degna di effettiva tutela.
Individuata questa, è stato necessario verificare quale fosse il giudice competente a conoscere la relativa domanda, prospettandosi prima facie come possibili tutte le alternative giurisdizionali caratterizzanti il nostro ordinamento.
In questo senso, ruolo determinate è stato quindi svolto dall’esame dell’elaborazione, tanto dottrinale quanto giurisprudenziale, che si è avuta in riferimento ai criteri di riparto della giurisdizione, in generale, ed ai limiti interni ed esterni della giurisdizione tributaria, in particolare.
Dipoi, siffatta elaborazione è stata dipoi rapportata tanto con l’istituto oggetto di attenzione, quanto con i suoi diretti precedenti normativi quanto, ed ancora, con istituti ad esso affini, così rendendo possibile l’individuazione del giudice tributario quale giudice munito di giurisdizione nel caso in esame.L’obiettivo principale del presente lavoro si presenta in realtà duplice, avendo un obiettivo generale ed uno maggiormente specifico.
Per quanto concerne quello generale, nella ricerca si approfondiscono i profili di maggiore criticità dell’istituto della transazione fiscale (rectius del trattamento dei crediti tributari e contributivi) ex art. 182ter l.f. allorquando venga calato nelle procedure concorsuali o paraconcorsuali del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, fornendo una visione sistematica di quelli che sono tutt’ora i problemi sollevati dalla disposizione e tentando, laddove consentito dalle tecniche interpretative, di fornire una possibile soluzione.
A tal riguardo, quindi, ruolo di primo piano è assunto dall’esame delle modifiche normative registratesi nel 2016 le quali hanno inciso profondamente nell’architettura generale della norma così originando, per un verso, criticità del tutto inedite e, per altro verso, mutando sensibilmente quelle già note.
Per quanto concerne invece il secondo, obiettivo specifico della ricerca è lo studio e l’indagine della tipologia della funzione esercitata dall’Amministrazione finanziaria in seno all’art. 182ter l.f., in uno con i conseguenti risvolti processuali da essa derivanti.
A tal fine, si è reso anzitutto necessario l’approfondimento di uno dei temi maggiormente dibattuti del diritto tributario, invero rappresentato dal principio di indisponibilità, variamente ricostruito già a partire dall’Italia precostituzionale e sul quale si sono confrontati la massima parte degli studiosi della branca di riferimento.
Ed infatti, tale studio rappresenta un crocevia obbligato tutte le volte in cui si approcci un istituto, quale è anche quello oggetto di attenzione, che supponga un qualsivoglia profilo dispositivo del credito tributario.
Sotto questo profilo, l’analisi è poi stata supportata dall’approfondimento di altro e differente tema, anch’esso massimamente controverso, rappresentato dalla tipologia della funzione o, se si preferisce, dalla natura del potere esercitato dalla Pubblica Amministrazione.
Maggiormente nel dettaglio, si è reso dapprima necessario verificare gli approdi cui è pervenuta la più autorevole dottrina amministrativistica in punto di funzione vincolata e funzione discrezionale, salvo dipoi rapportare i risultati ivi raggiunti alle specificità del fenomeno impositivo.
Ed infatti, come più diffusamente argomentato nel corso della trattazione, il concetto di “disponibilità del credito” e di “tipologia della funzione”, risultano invero inscindibilmente legati, tale per cui le reciproche interrelazioni devono essere costantemente tenute in considerazione, tanto per la formulazione delle conclusioni proposte, quanto per saggiare l’effettiva validità delle stesse. Individuata quindi la tipologia della funzione esercitata dall’Amministrazione in un’attività rigidamente vincolata nei presupposti e semplicemente arricchita da elementi di discrezionalità tecnica, nonché negato un reale profilo dispositivo nel caso in esame, si è trattato di verificare quale ne fosse l’impatto sul versante processuale, verificando la tutelabilità (ed entro quali limiti) della posizione del contribuente a fronte dell’eventuale rifiuto espresso dall’Amministrazione.
A tal fine, si è anzitutto verificata la presenza, invero tutt’altro che pacifica, di una posizione giuridica degna di effettiva tutela.
Individuata questa, è stato necessario verificare quale fosse il giudice competente a conoscere la relativa domanda, prospettandosi prima facie come possibili tutte le alternative giurisdizionali caratterizzanti il nostro ordinamento.
In questo senso, ruolo determinate è stato quindi svolto dall’esame dell’elaborazione, tanto dottrinale quanto giurisprudenziale, che si è avuta in riferimento ai criteri di riparto della giurisdizione, in generale, ed ai limiti interni ed esterni della giurisdizione tributaria, in particolare.
Dipoi, siffatta elaborazione è stata dipoi rapportata tanto con l’istituto oggetto di attenzione, quanto con i suoi diretti precedenti normativi quanto, ed ancora, con istituti ad esso affini, così rendendo possibile l’individuazione del giudice tributario quale giudice munito di giurisdizione nel caso in esame.LUISS PhD Thesi
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
La “disposizione” nell’imposta di registro quale nucleo centrale della fattispecie imponibile: considerazioni in ordine al trattamento impositivo della clausola penale e della predeterminazione degli interessi moratori
Recentemente parrebbe profilarsi un acceso dibattito giurisprudenziale in ordine al trattamento impositivo ai fini dell’imposta di registro della clausola penale e della pattuizione con cui le parti predeterminino gli interessi moratori. Da un lato, l’Agenzia delle entrate ritiene che tali pattuizioni assurgano al rango di “disposizioni” che, in quanto non richieste dalla legge, sarebbero autonome rispetto al contratto cui accedono, con conseguente applicazione dell’art. 21, 1 ̊ comma, t.u.r. Dall’altro lato, la tesi dei contribuenti, e condivisa dalla giurisprudenza maggioritaria di merito, ritiene che siffatte pattuizioni, in quanto meramente accessorie, sarebbero necessariamente connesse, nel senso indicato dall’art. 21, 2 ̊ comma, t.u.r., al negozio presentato per la registrazione. Con il presente contributo si intende approfondire le argomentazioni giuridiche sottese alle opposte ricostruzioni, ivi evidenziando che ciò che parrebbe mancare nelle predette clausole è rappresentato non già e non tanto dal nesso di necessaria dipendenza, quanto e piuttosto i requisiti minimi per poter essere intese, a monte, quali “disposizioni” rilevanti ai fini dell’imposta di registro
Prime pronunce giurisprudenziali in tema di impugnabilità del diniego di transazione fiscale
La giurisprudenza in tema di regolarità fiscale e dilazioni di pagamento ex art. 19 D.P.R. N. 602/1973: la ormai improrogabile necessità di una rivisitazione critica alla luce del mutato contesto normativo
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