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I focus group: cultura e pratiche collaborative
Negli ultimi decenni il tema della collaborazione inter-professionale è diventato sempre più centrale nelle strategie di management delle organizzazioni sanitarie italiane a causa della crescente complessità delle configurazioni dei servizi sociosanitari e della eterogeneità dei profili professionali impegnati a diverso titolo nelle pratiche di cura.
Il libro intende proporre un inedito approccio alla comprensione delle relazioni collaborative in ambito sanitario, illustrando un percorso di ricerca-azione realizzato nel triennio 2010-12 presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. L'esperienza di ricerca-azione ha portato alla luce quelle che gli autori hanno definito pratiche di collaborazione resiliente. In ambito psicologico, la resilienza è la capacità di una persona di reagire a un trauma o a una crisi. Anche i legami sociali possono avere una propria resilienza. Si tratta di quelle pratiche ordinarie e reiterate, di cui è intessuta la quotidianità del lavoro di cura, che vedono i professionisti della salute, afferenti a comunità professionali e strutture organizzative differenti, coordinarsi secondo modalità prevalentemente informali e spesso mettendo in gioco le regole organizzative per raggiungere specifici obiettivi di cura.
Il volume fornisce un resoconto sociologico della ricerca-azione, fatta di tentativi ed errori, aggiustamenti e approssimazioni, sopraluoghi e interrogazioni, per cogliere l'urgenza di valorizzare i molteplici sforzi che rendono possibile la tenuta d'insieme di un'organizzazione compless
Lavorare insieme per la salute: dalla multiprofessionalità alla transdisciplinarità
Questo volume è il risultato dell’impegno del gruppo di lavoro interprofessionale “INTERPROFESSIONAL RESEARCH IN MEDICAL HUMANITIES FOR GLOBAL HEALTH” del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. Tutti i componenti di quel gruppo di lavoro hanno creduto nell’importanza dell’iniziativa che ha consentito la nascita di questo libro. Abbiamo organizzato assieme 4 webinar internazionali sul tema del lavorare assieme per la salute in una collaborazione interprofessionale che consenta il passaggio dall’attuale condizione di lavoro multidisciplinare ad una condizione che dia vita all’interdisciplinarità ed poi alla transdisciplinarità. Ai 4 incontri hanno partecipato professionisti di diversa estrazione culturale di diverse parti del mondo ed i loro interventi hanno dato vita ad un puzzle con le diverse sfaccettature che caratterizzano il tema. I loro contributi sono tutti riportati in questa iniziativa editoriale e la loro lettura da un’idea di cosa può produrre un vera collaborazione interdisciplinare.
Voglio qui ringraziare Giovanna Artioli che tra mille difficoltà personali ha fortemente voluto contribuire alla costruzione di queste pagine. Voglio ringraziare tutti i componenti del gruppo di lavoro di cui ho l’onore di far parte e voglio doverosamente ringraziare tutti gli autori che con i loro contributi hanno messo a disposizione le loro diverse competenze sia di coloro che hanno partecipato ai webina sia, soprattutto, di quanti avranno la possibilità di leggere questa pubblicazione online
DISABILITA’ AUTODETERMINAZIONE E QUALITA’ DELLA VITA
La collezione editoriale Salute Collettiva e Cooperazione Internazionale
ha come obiettivo la diffusione di produzioni che sviluppano e portano al
dibattito temi legati al campo della conoscenza e delle pratiche della Salute
Collettiva e che derivano da azioni di cooperazione internazionale. Lo scopo
è quello di mobilitare le analisi di confronto dei sistemi sanitari e, soprattutto,
i dialoghi tra le iniziative, rafforzando e stimolando le pratiche collaborative,
le discussioni e la crescita delle articolazioni dei ricercatori e degli operatori
sanitari ed educativi intorno a temi comuni rilevanti per il campo della salute
e delle politiche pubbliche. Le opere sono pubblicate in portoghese, spagnolo,
italiano o inglese, cercando di sviluppare edizioni bilingui, per promuovere la
più ampia portata possibile dei risultati e rafforzare lo scambio tra ricercatori
e istituzioni nel campo della salute collettiva e dell’area dell’educazione nella
salute. Le pubblicazioni seguono il flusso editoriale dell’Editora Rede Unida.
La serie ha il coordinamento editoriale di: Alcindo Antônio Ferla (Brasile),
Maria Augusta Nicoli (Italia), Emerson Elias Merhy (Brasile), Ricardo Burg
Ceccim (Brasile) e Ardigò Martino (Italia).
Questa pubblicazione è stata realizzata dal Gruppo di lavoro “Interprofessional
Research in Medical Humanities for Global Health” del Dipartimento di
Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma grazie alla mobilitazione di una
rete di ricercatori ed esperti di istituzioni pubbliche e private che sono stati
invitati a condividere le loro riflessioni sul tema in occasione del seminario
internazionale “Lavorare assieme per la salute: dalla multiprofessionalità alla
transdisciplinarità”, tenutosi dal 20/04/2023 al 11/05/23
Formazione Infiemeristica: aspetti predittivi di performance del Big Five Questionnaire
| Introduzione: Scopo del presente studio è stato dì individuare elementi della personalità che possono essere indicatori predittivi per orientare la selezione del candidato al corso di Laurea in Infermieristica.
| Materiali e metodi: Lo studio è stato condotto su 66 studenti iscritti al primo anno del Diploma Universitario per Infermiere. Lo Strumento utilizzato è stato il Big Five Questionnaire somministrato all’inizio dell'Anno Accademico 2000/2001. Al termine dell’anno accademico sono state raccolte le valutazioni del tirocinio e degli esami sostenuti da ogni studente.
| Risultati: L’“Apertura alla Cultura’’ è indicatore efficace per buoni risultati nelle discipline in particolare di Infermieristica, Anatomia, Metodologia. Una buona valutazione in Infermieristica è resa predittiva dall’“Apertura Mentale” e correla significativamente con la variabile di personalità “Cooperatività". L'Apertura Mentale e l’Apertura alla Cultura correlano in modo statisticamente significativo con le aree di tirocinio. In particolare, l’Apertura alla Cultura è predittiva di buona valutazione dell'Area Assistenziale e di Formazione.
| Discussione: L'Apertura alla Cultura, correlando fortemente con Infermieristica, Anatomia e Metodologia, è l’indicatore di personalità sensibile. I soggetti con maggiore “culturalità" hanno più probabilità di successo scolastico. Una predisposizione alla socialità e alla collaborazione reciproca sono importanti qualità nel bagaglio attitudinale e professionale dell’infermiere. Poiché solo l’Apertura alla Cultura correla in modo significativo con il voto di Tirocinio indica che solo una predisposizione ad interessi culturali di tipo scientifico e/o umanistico è predittiva di performance in Tirocinio; più è alto il livello culturale dello studente infermiere e più è elevata una certa abilità assistenziale sul paziente.Introduction The aim of the present study was to determine those elements of a personality which can be considered predictive to guide the orientation of applicants to the Nursing Degree Course.
Methods The survey was conducted on 66 students enrolled in the first year of the University Nursing Diploma. For this reason we administered the Big Five Questionnaire at the beginning of the academic year. Evaluation oftraining and ofexaminations taken each student were gathered at the end of the year.
Reasults: “Cultural Openness” is and effective indicator of good results obtained in Nursing, Anatomy, Methodology. “Mental Openness’’is predictive of a good evalmtion in Nursing, and is connected significantly with the personality variable “Cooperation”. “Cultural Openness” and “.Mental Openness" I are significantly correlated with the Training fields. “Cultural Openness ’ ’ especially ispredictive of a good evaluation of the Caring and Educational fields.
Discussion: “Culture Openness" is the indicator of a sensitive personality as it relates strongly with Nursing, Anatomy and Methodology. Subjects with a wider culture have more probabilities of succeeding in their studies. An inclination towards sociality i and mutual collaboration are important qualities for a nurse’s cultural and professional background. In fact only “Cultural Openness” is significantly related to the Training mark. Thisshows that only apredisposition at having cultural interests of a scientific or/and humanistic kind ispredictive of performance in Training; the higher the nursing student’s cultural level, the greater his/her caring skills with patients. “Cultural Openness” thus becomes the most significant predictor of future professional performance
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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