1,721,075 research outputs found

    The distribution and promotion of Dogman (2016) in the United States

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    This article will analyse the distribution and promotion strategies of Matteo Garrone’s Dogman (2018) in the United States. It will reconstruct the singularity of this case study in a comparative perspective, considering both the international circulation trends of European national cinemas and the distribution of contemporary Italian films in the United States. An integrated methodology will be adopted, combining film and media industry studies, cultural studies, and the field of art and culture economics. After an analysis of the tendencies of the distribution of Italian contemporary arthouse cinema in the United States, the specific distribution strategies adopted for Dogman will be considered against the background of the financing system within which the production model of the film is embedded. Further, the role of Magnolia Pictures, the North American distributor of Garrone’s film, will be inspected through the discussion of some interviews with professionals directly involved in the promotion and distribution of the film

    Political Audiences. A Reception History of Early Italian Television

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    This book deals with the popular reception of early Italian television during the years of the so- called long “economic boom” (1954-1969). To do so, the author focuses on the Catholic and Communist audiences’ perception of the first TV programs. The investigation into these two main groups’ reception will be conduct- ed through the analysis of all the TV references published in the readers’ columns of the two most popular rotocalchi of those years: the Catholic magazine Famiglia Cristiana and the Communist weekly Vie Nuove. Showing the collective discourse about television, made by very different types of audiences through the use of letters published by these popular magazines, this study points out how television’s impact was also a mediated process. Therefore, the innovative proposal of this book is to suggest an in-depth study of the reception and cultural history of the early Italian television

    La sindrome dell’autore. Il cinema italiano contemporaneo negli Stati Uniti

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    This paper aims to reconstruct the reception processes of Italian contemporary cinema in the United States, with specific reference to auteur cinema. Taking as a starting point a research carried out within the framework of the PRIN 2015 on the international circula2on of Italian audiovisual media, the films of Luca Guadagnino and Paolo Sorren2no will be used as case studies. In the decade 2007- 2017, in fact, they represent the Italian authors that have circulated the most in the North American context. A historical survey of the reception of Italian cinema in the United States from the post-World War II period to the 2000s, the distribution and box office data of I Am Love (2009, Luca Guadagnino), The Great Beauty (2013, Paolo Sorren2no), Youth (2015, Paolo Sorren2no), and A Bigger Splash (2015, Luca Guadagnino) will be briefly analyzed. Then, the cri2cal U.S. recep2on of these films will be explored. The idea behind this essay is that, over the past two decades, Italian cinema has been affected by a kind of “auteur syndrome”: that is, a difficulty in coming up with films that are exportable but, at the same time, adaptable to a market where the circulation spaces for auteur cinema have been strongly reduced

    C'era una volta in America. Storia del cinema italiano negli Stati Uniti, 1946-2000

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    Nel 1946 Roma città aperta di Roberto Rossellini esce negli Stati Uniti. Programmato in una piccola sala d’essai al centro di New York, è il primo film non americano della storia a incassare più di un milione di dollari. Dal successo americano dei primi film neorealisti inizia l’avventurosa storia del cinema italiano negli Stati Uniti, ricostruita da questo libro a partire da una duplice prospettiva: da un lato, un’attenzione verso i luoghi, le modalità e gli spazi di distribuzione del cinema italiano; dall’altro, la ricezione critica e i discorsi generati da questi film sulla stampa nordamericana. Dopo aver affrontato la circolazione del neorealismo, il saggio si concentra sulla stagione d’oro del cinema italiano d’autore: i film di Fellini, Visconti, Antonioni e Pasolini contribuiscono alla creazione di una specifica immagine dell’Italia nel pubblico americano. Questo immaginario viene complicato sia dalla circolazione del cinema italiano popolare (commedie, ma anche western, polizieschi e horror), sia dai processi di americanizzazione del cinema italiano (C’era una volta in America, Nuovo cinema Paradiso, La vita è bella). Conclude il volume una riflessione sulla crisi del cinema italiano negli Stati Uniti nel corso degli ultimi vent’anni

    La rappresentazione dell’anti-G8 di Genova nel documentario italiano

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    In questo contributo di ricostruirà il modo in cui il cinema documentario ha rappresentato gli eventi collegati all’anti-G8 di Genova del 2001. L’obiettivo è quello di ragionare sull’influenza di questa tipologia di prodotti nella creazione/contestazione di un immaginario pubblico, politico, istituzionale a partire dai fatti avvenuti durante l’estate di vent’anni fa. Con questo fine, analizzeremo due diverse tipologie di fonti, ma complementari: da un lato, i documentari di produzione italiana usciti dal 2001 a oggi che hanno contributo a una contro-narrazione storico-politica di quegli eventi; dall’altro, i video auto-prodotti dai contesti media-attivisti circolati tramite i network di Indymedia già durante le manifestazioni di quei giorni. Senza pretese di voler esaurire la completezza della vastissima base documentaria prodotta in (e su) quelle giornate, avanzeremo dunque una riflessione sui caratteri produttivi, estetici, politici che tali contributi portano ancora con sé a vent’anni di distanza da quegli eventi

    Fare storia nel presente. Sulla ricezione di Holocaust (1978)

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    Nell’aprile del 1978, sul network statunitense Nbc, va in onda Holocaust, mini-serie in quattro puntate creata dallo scrittore e giornalista newyorkese Gerald Green, tutte dirette da Marvin J. Chomsky. Le vicende ruotano attorno ad alcuni fatti relativi alla persecuzione contro gli ebrei avvenuti in Germania tra il 1935 e il 1945, raccontati da un duplice punto di vista: quello di una famiglia tedesca di origine ebraica e quello di un ufficiale delle SS. Tramite la continua commistione tra pubblico e privato, la serie problematizza alcune questioni storiografiche connesse alla storia della Shoah, dalla Kristallnacht alla creazione dei ghetti ebraici, passando per l’uso delle camere a gas e l’istituzione dei campi di sterminio, con una narrazione intrisa di retorica ed emotività. Dalla sceneggiatura della serie viene tratto un romanzo, la cui pubblicazione, avvenuta negli Stati Uniti da parte di Transworld Publishers, anticipa l’uscita della fiction di qualche mese (gennaio 1978). Il successo nordamericano sia del libro che della serie — quest’ultima raggiunge una media di 120 milioni di spettatori per puntata — contribuisce alla rapida diffusione globale del prodott

    Spirito, resurrezione e disciplina della storia: The Frankenstein Chronicles

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    Questo saggio ha per oggetto la serie televisiva The Frankenstein Chronicles, prodotta tra il 2015 e il 2018 da Rain- mark Films e distribuita, prima, dal network britannico ITV Encore e poi, globalmente, da Netflix. La serie, creata da Benjamin Ross e Barry Langford, è composta da due stagioni di sei puntate l’una, e trae ispirazione da alcune vicende e perso- naggi, reali o di finzione, già presenti nel Frankenstein di Mary Shelley. La particolarità della serie, tuttavia, è quella di non mettere in scena, per l’ennesima volta, una versione alternativa del racconto di Shelley, ma di trarre da questo, così come dalle vicende personali e ipotetiche vissute dalla scrittrice, alcuni spunti per costruire delle vere e proprie “cronache” al tempo di Frankenstein. Ciò che fanno Ross e Langford, i due creatori della serie, è utilizzare un espediente “frankensteiniano”, il ri- trovamento di un corpo composto da frammenti di otto cada- veri di bambini scomparsi, per raccontare lo “spirito del tempo” della Londra tra gli anni Venti e Trenta dell’Ottocento. Raccontare, dunque, soprattutto il contesto da cui Franken- stein nasce, i presupposti scientifici, culturali e politici che ne permettono sia l’ideazione che la rapida diffusione popolare. Utilizzando la logica narrativa del what if, la serie immagina cosa sarebbe successo se ciò che aveva immaginato Shelley fosse, in realtà, frutto di reali esperimenti scientifici, che eb- bero, prima o dopo la pubblicazione del romanzo, degli esiti “tangibili” nel reale

    «Cambiare il pubblico, tutto il resto verrà da sé»: erotismo, cultura di massa e spettatori cattolici (1954-1969)

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    This article focuses on the reception, by Catholic spectators, of eroticism and sexuality in film and on TV. The historical coordinates of the study will be defined by two crucial events: the first transmissions on TV in 1954; and the two-year period of 1968-69, which saw increased political conflict and a radical change in the social and cultural panorama. The objective of the essay is to relate changes in the cinematic and televised representation of eroticism to broader social and cultural tendencies. The research undertaken will be preceded by a brief overview of the presumed responsibility assumed by spectators in creating a “problem” of sexuality in film and TV. Following this, the article examines the letters sent by readers to the most relevant Catholic weekly, «Famiglia Cristiana», in order to trace out the presence of such themes in the communications on television and cinema

    Global Guadagnino. Strategie di circolazione e ricezione critica internazionale dei film di Luca Guadagnino

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    This essay aims to reconstruct circulation strategies and paths of Luca Guadagnino’s films abroad. After an overview on the international theatrical distribution of his films, the paper will present some data regarding the admissions obtained by Guadagnino in the two markets of greatest circulation of Italian cinema abroad, the United States and France. Through an analysis of the results made by his last four films — I Am Love (2009), A Bigger Splash (2015), Call me by your name (2017) and Suspiria (2018) — the US case will be examined in depth. Then, the paper will trace themes and issues emerging from the U.S. critical reception of these films, considering both specialist and generalist critics. By proposing a focus on the interrelationship between industrial dynamics and international reception practices, the aim of this contribution is to underline which characters related to a specific idea of Italy and, on the other and, to global art cinema emerge from the international circulation of Guadagnino’s films.Questo contributo mira a ricostruire strategie e percorsi di circolazione dei film di Luca Guadagnino all’estero. Dopo una panoramica sui soggetti coinvolti nella distribuzione internazionale theatrical e sugli strumenti di promozione dei suoi film all’estero, il paper presenterà in modo comparato alcuni dati relativi agli spettatori ottenuti da Guadagnino nei due mercati di maggior circolazione del cinema italiano all’estero, ovvero Stati Uniti e in Francia. Attraverso un’analisi dei risultati raggiunti in questi paesi dai suoi ultimi quattro film — Io sono l’amore (2009), A Bigger Splash (2015), Chiamami col tuo nome (2017) e Suspiria (2018) — si approfondirà il caso statunitense attraverso un focus sulle reazioni della critica specialistica e generalista nordamericana. Proponendo un focus sull’interrelazione tra dinamiche industriali e pratiche di ricezione internazionale, l’obiettivo di questo contributo è sottolineare quali caratteri relativi all’italianità emergono dalla circolazione internazionale dei film di Guadagnino, e quali sono, di contro, gli elementi attraverso cui viene percepito come un autore “globale”

    Doppia memoria e regimi temporali ne «La Passeggera» di Andrzej Munk

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    This essay​ ​will analy​z​e​ ​the relationship between the cinematic representation ​​of​ ​the memory and the photographic steadiness of the present, staged in the film The Passenger (Pasażerka, 1963, Andrzej Munk). Moving​ ​both from a textual and a contextual point of view, this article will​ ​focus on the posthumous film​ ​reconstruction made by Munk's collaborators. Therefore, the aim of this paper is to discuss the​ ​relationship between time and death, past and present, but also victim and​ ​perpetrator, which all contribute to create an implicit wistful feeling of historical suspension, which creates​ ​a «double memory» storytelling
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