1,721,149 research outputs found

    Archivio Fondazione Francesco Messina

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    Riordino dell'archivio di proprietà della Fondazione Francesco Messina e redazione di un inventario tramite il software Sesamo 4.1. Il lavoro è stato eseguito da Sara Fontana e Luigi Marsiglia

    Francesco Messina: 34 schede scientifiche

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    Le sculture di Francesco Messina attraverso un'analisi critica, stilistica e formale, con indicazioni bibliografiche e ricostruzione del percorso espositivo

    «... Toccare le statue affinché il tatto parli al cuore...» : la Collezione Archeologica Francesco Messina

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    L’intervento mira ad illustrare la storia della Collezione Archeologica appartenuta allo scultore Francesco Messina e al contempo ad esplorare un profilo inedito di collezionista del Novecento, che non è quello usuale, ben noto in Lombardia, del collezionista-imprenditore, o del collezionista-antiquario, bensì quello del collezionista-artista. Pressoché dimenticata dopo la morte dello scultore, la Collezione Archeologica Messina è composta, oltre che da manufatti di produzione egizia, cinese e mesoamericana, anche da una settantina di oggetti relativi al mondo classico; si tratta di un consistente nucleo di statuette fittili di produzione greca e magnogreca, raffiguranti soggetti cari alla sensibilità dell’artista (cavallini e figure femminili), cui si aggiungono un più esiguo corpus di ceramiche, greche e magnogreche a figure rosse, un gruppo di urnette fittili di produzione chiusina e alcuni ritratti in marmo di età romana. La raccolta, ‘riscoperta’ tra 2012 e 2013 nei depositi dell’allora Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia (Milano), è oggi al centro di un progetto di studio e valorizzazione a cura del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, progetto che comprende l’edizione scientifica dei manufatti (obiettivo cui lo scultore stesso teneva molto) e contemporaneamente lo studio dei documenti d’archivio (lettere, cartoline, diari di viaggio, ritagli di giornale ecc.), conservati presso l’omonima Fondazione “Francesco Messina” (Milano, Via Cesariano), nel tentativo di illuminare le intenzioni che mossero lo scultore a raccogliere gli oggetti antichi. Tali documenti si sono infatti dimostrati utilissimi per raccogliere le poche notizie disponibili (almeno per ora) su come e quando la raccolta si sia formata, gettando luce anche sulla funzione della Collezione stessa, che si configura come autentica fonte di ispirazione della produzione artistica di Messina. Attraverso la documentazione d’archivio è altresì possibile proporre una riflessione sul rapporto (già ben noto e altrove discusso) di Messina con l’arte classica, la cui conoscenza gli deriva, oltre che dallo studio, proprio dal contatto diretto con le opere antiche e dai viaggi e visite nei musei di tutto il mondo.The paper aims both to explore the history of the Archaeological Collection belonged to the renowned artist, Francesco Messina and to highlight an unusual personality of twentieth century collector. Actually, we do face nor the common businessman-collector, neither the antiquarian-collector: rather we face a more uncommon artist-collector. Almost forgotten after the sculptor’s death, the “Francesco Messina” Archaeological Collection is made of nearly seventy Classical items, besides dozens of Mesoamerican, Egyptian and Chinese artefacts. Among the Classical objects, some are particularly worth mentioning: a sizeable number of Greek clay statuettes, representing horses and female figurines (these latter are all images very dear to the artist), some Greek and South Greek red-figure vases, finally an outstanding group of inscribed clay urns from Chiusi, probably all coming from the same tomb. Additionally, there are few Roman marble portraits. The Messina Collection, which was so to speak ‘brought to light’ between 2012 and 2013 in the storerooms of the Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia (Milano), is now the focus of a challenging research and evaluating project, carried out by the Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano. Main purposes of the project are the scientific edition of the artefacts (with some results already achieved) and the study of the archive documents (travel diaries, postecards, letters etc.), preserved at the Fondazione “Francesco Messina” (Milan, Via Cesariano)

    Francesco Messina. Cento sculture 1920-1994

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    L'articolo esamina la ricerca plastica di Francesco Messina prodottasi nell'arco di oltre sessant'anni, adgli anni venti ai novanta del XX secolo, in occasione dell'esposizione a lui dedicata presso la Mole Antonelliana di Ancona

    Francesco Messina. Scultore dell’umanesimo. Ensayo de Eugenio D’Ors sobre un artista mediterraneísta

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    La publicación de un libro sobre el escultor italiano Francesco Messina en el año 1949, sirve en este artículo para analizar los intereses italianizantes de su autor, Eugenio D’Ors, la recepción crítica que este ensayo tuvo en Italia y su importancia en el análisis y estudios posteriores de la obra de este artista. This article takes the publication of a book about Italian sculptor Francesco Messina in 1949 as a starting point to examine the Italian inspired interests of its author, Eugenio D’Ors, the critical reception of this work in Italy and its impact on later studies concerning this artist’s oeuvre

    La collezione archeologica "Francesco Messina"

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    Si presenta in anteprima la collezione archeologica dello scultore Francesco Messina che alle tematiche della produzione artistica di età classica fece ampio riferimento, traendo ispirazione dai materiali antichi per soggetti a lui cari, quali i cavalli, le danzatrici, le figure femminili in genere

    "Francesco Messina" Archaeological Collection

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    With this paper the authors aim to illustrate the formation of and the sequence of events concerning Francesco Messina’s Archaeological Collection. The main point of the study concerns, in fact, the archival records, unpublished up to now, preserved at Messina Archives: these documents shed light on the person of Francesco Messina as a collector and provide important and useful elements to retrace the history of his Archaeological Collection. Besides a concise consideration about the bound between collected items and the artist’s work, a biographical sketch and a brief digression on the influence of classical art on Francesco Messina’s production complete the present paper, with the aim of putting into context the Collection and the reasons behind Messina’s collecting activity

    Coroplastica ellenistica nella Collezione Archeologica “Francesco Messina”

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    Oggetto del presente studio è il gruppo di terracotte figurate di epoca ellenistica e, solo in un caso, tardo-classica, appartenenti alla Collezione Archeologica “Francesco Messina”. Il materiale rappresenta un nucleo piuttosto omogeneo e il più cospicuo fra quelli individuabili nella raccolta. Le terracotte sono prive di dati di provenienza e/o acquisizione e per questo motivo la datazione dei singoli pezzi è basata solo su confronti e dati stilistici, indicati volta per volta nelle schede tecniche dei materiali. I pezzi presi in esame sono 23 (principalmente figure femminili, un esiguo nucleo di figure maschili e alcune figure riferibili all'universo dionisiaco). Ad un’introduzione generale sul valore e le funzioni della coroplastica segue il catalogo dei fittili, presentati per gruppi tipologici: alle schede dei materiali di ogni gruppo si è fatta precedere una breve introduzione che consenta di inquadrare in maniera generale la singola tipologia. This paper represents the last step of the study of a group of Hellenistic and, in one case, late classical terracottas from the Francesco Messina’s Archaeological Collection. The terracottas represents a rather homogeneous group and the most conspicuous among the ones that form the collection. The terracottas lack of any kind of information about their origins and this is why the dating and interpretation of every piece is based exclusively on the comparison with other materials and on stylistic analysis (of which the author provides explanation and justification in the technical records). The group is formed by 23 terracottas (mainly female figures of humans and deities, a small number of male figures and some figures related to Dionysiac universe). After the general introduction about the role and functions of coroplastic production follows the catalogue of terracottas which are presented by typological order. The records are preceded by a small introduction that aims to better contextualize all the types of terracottas here presented

    Per il classicismo realista di Francesco Messina: le opere pavesi

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    Il saggio, frutto di una ricerca presso gli archivi dell'Università di Pavia e del Comune di Pavia, analizza, con l'ausilio di fonti inedite, le opere pavesi di Francesco Messina, le commissioni per l'Università, le opere monumentali come il monumento equestre del Regisole (1937) e la Minerva (1939). Il saggio ne ricostruisce per la prima volta la storia, spogliando le opere monumentali dal velo che il tempo e soprattutto il pregiudizio nei confronti dell'arte del Ventennio aveva reso indecifrabili. Tra le novità messe in luce dalla ricostruzione storica l'individuazione di opere commissionate a suo tempo dal Rettore dell'Università e poi misteriosamente scomparse e l'originale patinatura dorata della statua della Minerva che, unita al colore originario del porfido, modifica il significato dell'opera

    La collezione archeologica di Francesco Messina: dati inediti e primi studi

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    L’intervento mira ad illustrare la storia della Collezione Archeologica appartenuta allo scultore Francesco Messina e al contempo ad esplorare un profilo inedito di collezionista del Novecento, che non è quello usuale, ben noto in Lombardia, del collezionista-imprenditore, o del collezionista-antiquario, bensì quello del collezionista-artista. Pressoché dimenticata dopo la morte dello scultore, la Collezione Archeologica Messina è composta, oltre che da manufatti di produzione egizia, cinese e mesoamericana, anche da una settantina di oggetti relativi al mondo classico; si tratta di un consistente nucleo di statuette fittili di produzione greca e magnogreca, raffiguranti soggetti cari alla sensibilità dell’artista (cavallini e figure femminili), cui si aggiungono un più esiguo corpus di ceramiche, greche e magnogreche a figure rosse, un gruppo di urnette fittili di produzione chiusina e alcuni ritratti in marmo di età romana. La raccolta, ‘riscoperta’ tra 2012 e 2013 nei depositi dell’allora Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia (Milano), è oggi al centro di un progetto di studio e valorizzazione a cura del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, progetto che comprende l’edizione scientifica dei manufatti (obiettivo cui lo scultore stesso teneva molto) e contemporaneamente lo studio dei documenti d’archivio (lettere, cartoline, diari di viaggio, ritagli di giornale ecc.), conservati presso l’omonima Fondazione “Francesco Messina” (Milano, Via Cesariano), nel tentativo di illuminare le intenzioni che mossero lo scultore a raccogliere gli oggetti antichi. Tali documenti si sono infatti dimostrati utilissimi per raccogliere le poche notizie disponibili (almeno per ora) su come e quando la raccolta si sia formata, gettando luce anche sulla funzione della Collezione stessa, che si configura come autentica fonte di ispirazione della produzione artistica di Messina. Attraverso la documentazione d’archivio è altresì possibile proporre una riflessione sul rapporto (già ben noto e altrove discusso) di Messina con l’arte classica, la cui conoscenza gli deriva, oltre che dallo studio, proprio dal contatto diretto con le opere antiche e dai viaggi e visite nei musei di tutto il mondo
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